Creato da Raf_ADMOpiemonte il 13/06/2007

Non siamo isole

Storia di un seme che morendo fa nascere un grande albero

 

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Quanto vale una vita?

Post n°12 pubblicato il 01 Ottobre 2007 da Raf_ADMOpiemonte
 

Già è vero, non mi sono fatta più viva… ma è un periodo così pieno di novità tanto da non avere il tempo per fermarmi un momento a scrivere.

Poi devo dire un’altra cosa: questo blog è nato inconsciamente per buttare fuori le sofferenze più profonde legate alla morte di Rossano e alle esperienze che ho condiviso con altri nella stessa barca.

Oggi, dopo un po’ di messaggi, il peso si è alleggerito; non è necessario sapere che qualcuno legge o che qualcuno ascolta, basta poter condividere. D’altra parte è quello che mi capita con i malati che incontro: sto ad ascoltare, non serve che io dia spiegazioni o trovi soluzioni. A loro basta che io li ascolti in silenzio. Senza giudizi e senza consigli.

La malattia tumorale porta a volte con sé depressione, insicurezza; ci si trova spaesati. E questi ostacoli diventano una sfida, oltre la sfida della  malattia stessa. Spesso i più forti caratterialmente guariscono, i più fragili soccombono. Per questo credo che la rete debba anche diventare un punto di incontro e di riferimento: un faro per non perdere la speranza nella notte di burrasca.

Obiettivo del blog, questa volta dichiarato, è far conoscere la realtà della donazione di midollo. Che cos’è, quanto vale, cosa lascia; ma attraverso una storia raccontata, non attraverso numeri di malati in attesa, elenchi di iscritti e di statistiche più o meno graficamente rappresentate.

Per questo vorrei nei prossimi giorni riprendere a scrivere trovando spunti nuovi e nuove motivazioni.

Per questo ti chiedo di aiutarmi: tu che passi di qui lasciami un messaggio. Di incoraggiamento o di condivisione; oppure un dubbio, una paura, un’esperienza. Qualcosa che ci aiuti a crescere insieme.

Ieri parlavo con una persona appena conosciuta, un uomo abbastanza giovane da essere pieno di energia e voglia di cambiare il mondo: stava cercando di capire le ragioni dell'esistenza dell'Admo e il problema della donazione di midollo. Mi diceva: "Dovrebbero obbligare tutti a tipizzarsi per legge! Così se io avessi un parente malato e sapessi che in qualche parte del mondo c'è una persona compatibile con lui andrei là e gli chiederei di donargli un po' del suo midollo sano. Se non accettasse per bontà, accetterebbe per i soldi che potrei offrirgli".

Purtroppo la situazione è molto più complessa, e non è una legge che può risolverla. Al di là dei costi che avrebbe un'iniziativa simile, insostenibili anche per la più florida delle Nazioni, il vero problema è di carattere etico.

In primo luogo si verrebbe a creare un nuovo ceto di poveri: famiglie con un malato in casa che hanno dato tutti i loro averi per comprare un organo, un tessuto o una sacca di cellule staminali midollari. Chi non lo farebbe se fosse lecito? Purtroppo il commercio degli organi è una piaga, non una soluzione.

In secondo luogo il discorso è: quanto vale la vita di una persona cara? Quanto vale una vita umana? Dieci euro, mille o cento milioni? Il fatto è, io credo, che poter salvare una vita non ha prezzo (direbbe Mastecard), e quindi è un gesto che si può fare solo gratuitamente.

Il post successivo sarà vuoto. Sarà per chiunque passa di qua e vuole lasciare un segno. Anche se non avete mai scritto Ti amo sul muro del palazzo della vostra fidanzata (continuate così), scrivete qualcosa su questo muro bianco, non rischiate la multa a meno che ... 

Una buona giornata, e un fiore fresco da mettere sulla scrivania.

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Commenti al Post:
tembleve
tembleve il 15/10/07 alle 18:04 via WEB
Ciao Raffaella, mi permetto di nuovo di intromettermi com alcuni piccoli spunti di riflessione. Non miei (che varrebbero assai poco), ma del Dalai Lama: premio Nobel per la pace nel 1989. "Senza amore non potremmo sopravvivere. Gli esseri umani sono creature sociali e prendersi cura gli uni degli altri a vicenda è la base stessa della nostra vita". Tenzin Gyatzo, XIV Dalai Lama - Tratto da: M. Craig - The Pocket Dalai Lama "Credo che per affrontare la sfida del secolo venturo, gli esseri umani dovranno sviluppare un maggiore senso di responsabilità universale. Ciascuno di noi deve imparare a lavorare non solo per sé, per la sua famiglia o la sua nazione, ma a favore di tutta l'umanità". Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama (detto nel 1994) "La compassione, l'altruismo, il buon cuore non sono unicamente nobili sentimenti di cui trae vantaggio il nostro prossimo. Sono stati mentali, condizioni mentali di cui beneficiamo anche noi stessi. Una persona altruista e compassionevole è in genere una donna o un uomo più felice, più sereno". Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama in un'intervista a "L'Espresso", 23-12-03 "È più facile meditare che fare effettivamente qualcosa per gli altri. La mia sensazione è che limitarsi a meditare sulla compassione equivale a optare per l'opzione passiva. La nostra meditazione dovrebbe creare la base per l'azione, per cogliere l'opportunità di fare qualcosa". Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama
 
julian.jmml
julian.jmml il 05/01/08 alle 10:57 via WEB
ciao,sono claudio,padre di un angioletto di 25 mesi di 25 mesi affetto da leucemia, unico rimedio trapianto di midollo. Condivido pienamente il tuo pensiero, sembra quasi il mio. Ci sentiamo stasera, ora sto lavorando.
 
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