Creato da Raf_ADMOpiemonte il 13/06/2007

Non siamo isole

Storia di un seme che morendo fa nascere un grande albero

 

« Caro Rossano...Donare, puro atto d'amore »

Si ricomincia

Post n°17 pubblicato il 20 Novembre 2009 da Raf_ADMOpiemonte
 

Il precedente post risale a quasi due anni fa. E non pensavo che avrei ricominciato a scrivere. Anche questa è un'emozione.

In questo tempo sono successe molte cose. Una nuova vita è stata concepita, data alla luce e si chiama Gabriele, compirà tra poco 18 mesi. Storie e persone sono passate attraverso la mia anima: amici ritrovati; persone perse per sempre, nuovi incontri. Di alcune cose vorrei raccontare con più calma.

Di certo nel frattempo ho maturato una nuova consapevolezza: attraverso lo strumento del blog posso e voglio fare di più per rilanciare il messaggio di Rossano, quello che lui ci ha lasciato ormai vent'anni fa, poiché la situazione attuale dell'Associazione non ci permette di investire in "pubblicità" né in nuove attività divulgative. Tutti gli sforzi e le risorse sono concentrate sulla costruzione della casa dell'accoglienza per malati e trapiantati, voluta fortemente dal nostro Presidente, che dovrà essere ultimata entro il 2010 (qui le informazioni).

Tuttavia il numero di nuovi iscritti per la donazione di sangue midollare langue, rischiamo di perdere terreno a causa dell'uscita da Registro italiano di migliaia di persone che stanno per compiere i 55 anni, sottraendo ai malati probabilità di trovare il donatore compatibile. Per questo cercherò di ripartire, anche da qui.

Desidero perciò trascrivere il commento di Francesca, sul post n. 1:

E' passato molto tempo da quando ho contattato Raffaella la prima volta, è passato del tempo affinché io sentissi veramente questo grande bisogno che sento adesso, di condividere la mia storia. Adesso sento davvero di vivere nel "mondo parallelo" come diceva Raffaella in un messaggio, sento di vivere in un mondo in cui è terribilmente difficile trovare qualcuno che abbia voglia di ascoltare chi sei. E se adesso voglio entrare in quel mondo parallelo, di condivisione e confronto è perché credo che la mia testimonianza potrebbe servire a tante persone che ancora soffrono. Io mi chiamo Francesca, ho 25 anni e mi sono ammalata di leucemia mieloide acuta a 14 anni. Quando ho scoperto di essere malata le cellule cancerogene erano all'80% nel mio sangue. Dopo 4mesi di chemioterapia mi hanno sottoposta a trapianto di midollo osseo (mia sorella era compatibile al 100%). Superare quel periodo è stato difficile. Ogni giorno si verificava una complicazione e più volte i medici non hanno dato speranze ai miei genitori. Io sono rimasta in uno stato di semi-incoscienza per circa un mese, in cui le voci mi arrivavano ovattate, i volti erano sogni e le paure non erano reali, non per me. Ma piano piano la lucidità ha prevalso e soprattutto il desiderio di uscire da lì, da quella camera sterile da cui si vedeva oltre le finestre il mare di Genova. E forse è stato anche il mare a salvarmi la vita. Il mare che da sempre è il mio elemento naturale, il mare che adoro fin da quando sono piccola. Il mare che sognavo, desideravo, sentivo, il mare che regnava nella coscienza e nell'incoscienza e che, infine, mi ha tirata fuori di là. Ci sono voluti anni, ed è stata dura, ma alla fine ho recuperato, piano piano ho ricominciato a vivere e adesso sto molto bene. Ci sono giorni in cui tutto mi sembra irreale, altri in cui mi sento come una sopravvissuta ad una lunga guerra ma soprattutto prevalgono i giorni in cui vorrei fare di più, vorrei poter parlare con chi soffre e dire loro: "ce la farai!", vorrei strappare una risata a chi è in un letto d'ospedale, vorrei portare loro una ventata di mondo, una ventata di questa mia allegria e gioia che ho sviluppato proprio dopo la malattia. L'eredità che mi hanno lasciato la malattia e i lunghi anni di dolore e sofferenza è anche questa: una voglia di vivere a mille ogni giorno, un'urgenza di fare e fare sempre di più, perché quando capisci che la vita può finire, è proprio allora che cominci ad amarla come non avresti mai creduto. Il mio pensiero oggi va tutto a Rossano, alla sua famiglia, che ha fatto cosi tanto per tutti i malati di leucemia, e a te, Raffaella, per avermi detto di scrivere qualcosa sul tuo meraviglioso blog. Francesca
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