Creato da Raf_ADMOpiemonte il 13/06/2007

Non siamo isole

Storia di un seme che morendo fa nascere un grande albero

 

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Tutto comincia così...

Post n°1 pubblicato il 13 Giugno 2007 da Raf_ADMOpiemonte
 

2 ottobre 1989

 Carissimi tutti, mi dispiace che sia finita così, questa lettera non avrei mai voluto scriverla. Nonostante ciò, so quello che mi aspetta e perciò voglio darvi alcune mie volontà che se sarà possibile spero voi attuerete.

Cara Raffaella, mi dispiace che sia toccato a te questo compito ingrato e visto che oltre essere mia cugina sei sempre stata la mia migliore amica vorrei che tu avessi in mio ricordo il mio Kawasaki KLR e se per te è troppo grosso vendilo e comprati la moto che vuoi e poi divertiti in mio nome.

Cara Cristina e caro Matteo, a voi che mi avete sempre voluto bene lascio il mio pianoforte e l'organo perché insegniate ai vostri figli ad amare la musica come l'amavo io, ed a te Matteo lascio la mia collezione di francobolli e di pietre, visto che sei un collezionista come me. Vorrei lasciare anche un ricordo al mio migliore amico Paolo Carminati, vorrei che avesse la mia collezione di 4 quadri a china, quelli che avrei voluto esporre a ottobre a Villar. Io non ho mai posseduto molto e perciò non posso offrirvi di più che qualche mio piccolo ricordo.

Voglio che tutti i miei soldi compresi i titoli di Stato siano usati per la tipizzazione di midollo osseo, voglio che tutti voi vi interessiate affinché esista anche in Italia una banca dati per poter salvare quei ragazzi che come me stanno soffrendo.

Mamma, Papà, io vi ho dato più dolori che gioie. Vi voglio bene per quanto avete fatto e per quanto mi siete stati vicino, né voi né io ci meritavamo una cosa simile, so che soffrirete ancora e che tu mamma rileggerai all'infinito questa lettera piangendo, non compatirmi, sono sicuro che lassù starò tanto meglio di come sono stato quaggiù, solo che mi mancherai tanto. A voi non posso che lasciare il mio ricordo, però avrei una cosa da chiedervi: voglio un funerale semplice e vorrei essere vestito con il completo di quando si è sposata Cristina, lo voglio anche perché è il vestito che piace di più a Maria e voglio che lei mi ricordi così, come quando andavamo al Fortino a ballare.

Maria, amore mio, tu sei l'unica cosa per cui avrei voluto continuare a vivere, io e te saremmo stati felici assieme, quando sarò in paradiso (se ci andrò) non ci troverò niente di nuovo, perché non potrà mai essere bello come i giorni che ho passato con te. Ti ho amato con tutto il mio cuore e ti amerò per sempre.

Voglio che tu abbia indietro la mia catenina con la medaglietta che mi regalasti a San Valentino dell'88, tienila sempre con te e che ti porti fortuna. Che Dio ti benedica tesoro mio. Io pregherò per te , perché tu possa conoscere un bravo ragazzo che ti meriti per quello che vali e ti possa amare più di quanto avrei fatto io. Voglio che ti faccia felice e che ti dia tutto di sé come avrei fatto io, e che ti dia anche quei bambini che noi tanto sognavamo di avere quando ci saremmo sposati; amalo e fai la tua vita, io ti sarò vicino. Vorrei che tuo figlio si chiamasse Alessandro, visto che già non potrà portare il mio cognome e vorrei soprattutto che imparasse a suonare il pianoforte, così sarà lui a suonare per te quando in futuro ti porterà in qualche piano bar come il Barbablù, io sarò nelle sue mani e nelle sue dita, così tu mi sentirai ancora.

A te vorrei lasciare anche il mio duplicatore di cassette e tutte le mie cassette che non hai già, così potrai ascoltarti la musica senza il volume che si abbassa automaticamente come invece capita con il tuo registratore.

Infine vorrei che tutti i miei parenti, amici e conoscenti, insomma tutti quelli che mi hanno voluto bene e che conoscono la mia storia divenissero donatori di midollo e che facessero un po' di campagna pubblicitaria in merito. La leucemia è una malattia che entro il 2000 dev'essere debellata affinché per il mondo non si debbano più leggere lettere come questa . In quanto a me vorrei solo che mi ricordaste qualche volta nelle vostre preghiere, e se non avete niente da fare venitemi a trovare al cimitero, sarò sempre lì ad aspettarvi. Per amor di Dio non fate che la mia morte non serva a nulla, combattete la leucemia.

Che Dio vi benedica tutti quanti,

Vostro affezionatissimo, Rossano

 
Rispondi al commento:
Franceskina_83
Franceskina_83 il 17/11/08 alle 13:21 via WEB
E' passato molto tempo da quando ho contattato Raffaella la prima volta, è passato del tempo affinchè io sentissi veramente questo grande bisogno che sento adesso, di condividere la mia storia. Adesso sento davvero di vivere nel "mondo parallelo" come diceva Raffaella in un messaggio, sento di vivere in un mondo in cui è teribilmente difficile trovare qualcuno che abbia voglia di ascoltare chi sei. E se adesso voglio entrare in quel mondo parallelo, di condivisione e confronto è perchè credo che la mia testimonianza potrebbe servire a tante persone che ancora soffrono. Io mi chiamo Francesca, ho 25 anni e mi sono ammalata di leucemia mieloide acuta a 14 anni. Quando ho scoperto di essere malata le cellule cancerogene erano all'80% nel mio sangue. Dopo 4mesi di chemioterapia mi hanno sottoposta a trapianto di midollo osseo (mia sorella era compatibile al 100%). Superare quel periodo è+ stato difficile. Ogni giorno si verificava una complicazione e più volte i medici non hanno dato speranze ai miei genitori. Io sono rimasta in uno stato di semi-incoscienza per circa un mese, in cui le voci mi arrivavano ovattate, i volti erano sogni e le paure non erano reali, non per me. Ma piano piano la lucidità ha prevalso e soprattutto il desiderio di uscire da lì, da quella camera sterile da cui si vedeva oltre le finestre il mare di Genova. E forse è stato anche il mare a salvarmi la vita. Il mare che da sempre è il mio elemento naturale, il mare che adoro fin da quando sono piccola. Il mare che sognavo, desideravo, sentivo, il mare che regnava nella coscienza e nell'incoscienza e che, infine, mi ha tirata fuori di là. Ci sono voluti anni, ed è stata dura, ma alla fine ho recuperato, piano piano ho ricominciato a vivere e adesso sto molto bene. Ci sono giorni in cui tutto mi sembra irreale, altri in cui mi sento come una sopravvissuta ad una lunga guerra ma soprattutto prevalgono i giorni in cui vorrei fare di più, vorrei poter parlare con chi soffre e dire loro: "ce la farai!", vorrei strappare una risata a chi è in un letto d'ospedale, vorrei portare loro una ventata di mondo, una ventata di questa mia allegria e gioia che ho sviluppato proprio dopo la malattia. L'eredità che mi hanno lasciato la malattia e i lunghi anni di dolore e sofferenza è anche questa: una voglia di vivere a mille ogni giorno, un'urgenza di fare e fare sempre di più, perchè quando capisci che la vita può finire, è proprio allora che cominci ad amarla come non avresti mai creduto. Il mio pensiero oggi va tutto a Rossano, alla sua famiglia, che ha fatto cosi tanto per tutti i malati di leucemia, e a te, Raffaella, per avermi detto di scrivere qualcosa sul tuo meraviglioso blog. Francesca
 
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