Quest'importante figura storica, ricordata per aver dato nome alla sua epoca, non smette difar parlare di sé, ed è per questo che si susseguono libri e film che di tanto in tantoriaccendono l'attenzione su di lei e su ciò che ha realmente rappresentato, su come èrealmente stata.A tal proposito è di qualche anno fa una biografia in cui la Regina viene dipinta cometutt'altro che puritana, anzi, appassionata e assolutamente in grado di deliziarsi...con ilmarito!La similitudine nell'aver trascorso un'infanzia poco serena fece si che Albert e Victoriacercassero la stabilità nella famiglia e nella fedeltà sessuale, ebbero infatti ben nove figli in17 anni che passarono insieme, dunque una vita sessuale piuttosto entusiasmante. La ragazzina malinconica era stata capace di scegliere il principe azzurro perfetto in quello che Bismarck chiamava "l’allevamento di stalloni d’Europa": i Sassonia Coburgo. Fu amore a prima vista. “Alberto è davvero molto affascinante e incantevole, con gli occhi azzurri e un naso squisito e una bocca così bella con i suoi baffetti delicati e poi leggere, leggerissime basette, una figura magnifica, spalle larghe e vita sottile, il mio cuore batte. Balla così bene e ha un aspetto davvero spettacolare”. Sembra che la sovrana notò pure le sue cosce muscolose dentro “stretti calzoni di cashemere (con niente sotto) e stivali alti”.Quattro giorni più tardi fu lei a fargli la proposta di matrimonio perché era sicura che lui“non si sarebbe mai preso la libertà” di chiedere in moglie una Regina. “Carissimo, adorato Alberto, io prego giorno e notte di poter essere sempre più degna di te, carissimo, carissimo Alberto”, scriveva questa donna testarda, caparbia, ostinata, imperiosa, che ancora si struggeva per una figura paterna. Sembra che la prima notte di nozze lo stallone si comportò magnificamente, come lafioritura di sottolineature, doppie sottolineature e lettere maiuscole nel diario di lei cerca diesprimere.È tutta una “beatitudine oltre ogni immaginazione”, tutto è “gratificante e sbalorditivo almassimo”. Tuttavia, quando Alberto espresse il desiderio di prolungare di due giorni la loro luna di miele, lei replicò: “Dimentichi, mio carissimo amore, che io sono la sovrana e che il lavoro non si ferma ad aspettarmi”. Questo inevitabile scontro di ruoli istituzionali nella monarchia e nel matrimonio si sarebbe risolto attraverso il linguaggio dell’arte, della musica e del teatro, che unirono l’aspettosensuale e quello intellettuale. Vittoria e Alberto si offrivano reciprocamente in dono opere d’arte.Per i suoi 24 anni lui ricevette "il dipinto segreto" della regina Vittoria, da appendere nelsuo spogliatoio: lei in déshabillé, appoggiata a un cuscino cremisi, i capelli sciolti, le spallenude, in una posa molto intima e seducente.Per i 23 anni di Vittoria, lui fece fare dallo scultore prussiano Emil Wolf una statua inmarmo di se stesso raffigurato come guerriero greco, con un gonnellino corto, gambe nudee una Vittoria nuda appoggiata sulla corazza.La statua fu considerata così originale che nel 1849 ne fu fatta una copia, con ungonnellino più lungo e i sandali ai piedi.