Servitori del Popolo

I VITALIZI, CRIMINI IMPRESCRITTIBILI


I VITALIZI, CRIMINI IMPRESCRITTIBILICi sono i crimini contro l’umanità, che violano i diritti umani fondamentali, e perciò sono ritenuti imprescrittibili, per cui  le Corti penali internazionali possono sempre giudicare e condannare gli autori di tali crimini. Grazie a tale previsione giuridica è stato, così, possibile arrestare e trascinare dinanzi alle Corti tutti i gerarchi nazisti, anche quando avevano ormai raggiunto la veneranda età di ultraottantenni, ed erano, per questo, convinti di averla fatta franca. Ci sono, però, altri  “crimini” che al momento non sono classificati “dalle leggi” come tali ma che sostanzialmente lo sono, e che per questo dovranno trovare una analoga disciplina e con effetto retroattivo: sono i VITALIZI, che i politici nazionali e regionali si sono unilateralmente attribuiti (anche per un solo giorno di legislatura, o per metà, o una sola) e hanno potuto goderselo fin dal momento in cui non sono stati più rieletti (almeno così è stato nel passato), mentre tutti i lavoratori hanno dovuto cumulare un minimo di contributi di anzianità di servizio o attendere l’età pensionabile. Il VITALIZIO, quindi, è un “crimine contro la democrazia”, che si fonda sull’eguaglianza di tutti i cittadini (non, ovviamente, di fronte alla legge che i Parlamentari si sono unilateralmente approvati, perché vale sempre il detto che Cicero pro domo sua), ma anche contro la Costituzione repubblicana del 1948 che ha previsto soltanto un’indennità a favore dei parlamentari escludendo (è un divieto assoluto e implicito per evitare facili arricchimenti e privilegi ingiustificati) qualsiasi altro tipo di beneficio economico e non, e ancor meno di natura previdenziale e assistenziale diverso da quello generale previsto per tutti gli altri cittadini. Occorre, perciò, che si organizzi un movimento politico (oppure che prenda l’iniziativa una forza politica tra quelle oggi esistenti, come, ad, es, il M5S, che non si è ancora “compromesso” con il degrado politico e delle istituzioni), e metta in programma il recupero di tutte le somme pagate col bilancio pubblico a titolo di VITALIZIO ai parlamentari e ai consiglieri regionali, con il recupero degli interessi, e con effetto retroattivo, nel senso che tali somme dovranno essere recuperate fin dall’inizio della loro erogazione, anche a carico dei loro eredi, qualora fossero frattanto trapassati. Nessun patrimonio, infatti, né dei parlamentari né dei consiglieri regionali potrà mai ritenersi legittimamente costituito dal punto di vista della democrazia, ossia della volontà generale del popolo che non ha mai potuto esprimersi direttamente al riguardo, subendo l’esproprio della volontà politica, se in esso sia affluito il VITALIZIO (o anche questo) e nessun nucleo familiare, o gli eredi, potranno mai trattenere tali benefici, per cui dovranno restituire alla collettività ciò che i loro familiari hanno percepito contro la democrazia a titolo di VITALIZIO. E potrebbe essere anche una buona idea (ma al riguardo si possono elaborare anche altre soluzioni) quella di far affluire in un FONDO POPOLARE tutto ciò che sarà recuperato, per sostenere tutte le famiglie che non hanno alcun reddito e altre iniziative sociali. E’ certamente prevedibile che i diretti interessati e beneficiari ( parlamentari e i consiglieri regionali) del suddetto privilegio (i VITALIZI) faranno di tutto per difenderli a tutti i costi, e che sosterranno almeno l’irretroattività di una tale disposizione “punitiva”, ma di questo non ci si dovrà curare e bisognerà andare avanti, anche passando alle generazioni future questo testimone, questo impegno politico e morale,  perché l’importante è recuperare per la collettività ciò che le è stato “ingiustamente” tolto, al di là di quando sarà realmente possibile realizzarlo.