Creato da raffaele.romano_1960 il 03/01/2013
 

INFINITO

istruttivo

 

 

vangelo

Post n°1 pubblicato il 03 Gennaio 2013 da raffaele.romano_1960
Foto di raffaele.romano_1960

Ascolta In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l'agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell'acqua, perché egli fosse manifestato a Israele». Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell'acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio». Medita La testimonianza del Battista comincia al v. 19; la nostra riflessione si muove da lì. Sono venuti a chiedergli giustificazione del suo insegnamento sacerdoti e leviti mandati da Gerusalemme; è giunta fino alla città santa l’eco della sua voce, “di uno che grida nel deserto: rendete diritta la via del Signore”, come avevano detto gli antichi profeti per annunziare l’arrivo imminente. Chi gli ha dato questo incarico? Chi è questo battezzatore? La gente si sta domandando se l’atteso non sia lo stesso Giovanni, o magari il grande Elia, a suo tempo rapito su carro di fuoco, del quale in alcuni ambienti si attende il ritorno per la presentazione del Messia. Ma Giovanni è testimone fedele e dice con chiarezza da chi e a fare cosa egli sia stato chiamato. Ma “il giorno dopo”, narra l’evangelista riferendosi evidentemente non solo al trascorrere del tempo, eccolo puntare il dito verso un personaggio anonimo che sta avanzando nella zona desertica, e gridare: “Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo”. L’immagine è ripresa dalla memoria profonda di Israele: rievoca l’agnello della notte della liberazione con il cui sangue si erano aspersi gli stipiti delle porte per tener lontano l’angelo della morte ed anche al servo dolente e glorioso che secondo il Deuteroisaia Dio avrebbe suscitato per portare a compimento il suo progetto salvifico. Colui che sta arrivando è dunque l’Atteso; le parole gridate preannunziano che lo attende un mistero di morte e di gloria. Il Battista “ha visto” compiersi i segni che erano stati dati; per questo crede, testimonia, e grida che “questi è il Figlio di Dio”. Ancora davanti alla contraddizione del presepio ci associamo al suo grido ripromettendoci di farlo risuonare nelle nostre case, nelle relazioni di ogni giorno.

 
 
 
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