Creato da ruggero1949 il 13/07/2009

DISCUSSIONI

Discussioni di carattere religioso.

 

Nessuno è immortale nell'universo materiale.

Post n°303 pubblicato il 06 Luglio 2019 da ruggero1949

Nello “Srimad Bhagavatam” (1):

Commento a 17:15:

Gli abitanti dei pianeti celesti sono chiamati amara, o immortali, perché vivono molto più a lungo degli esseri umani. Per un uomo, che vive al massimo cento anni, un essere che può vivere milioni di anni è senz’altro considerato immortale. La Bhagavad-gita ci informa, per esempio, che sul pianeta Brahmaloka un giorno dura 4 miliardi 320 milioni (4.320.000.000) dei nostri anni solari. Su altri pianeti superiori occorrono sei mesi terrestri per formare un giorno e gli abitanti vivono per dieci milioni dei loro anni. Su tutti i pianeti superiori, dunque, la durata dell’esistenza è molto più estesa che sulla Terra, perciò ci s’immagina che gli abitanti di questi pianeti siano esseri immortali, sebbene in realtà nessuno sia immortale nell’universo materiale.

 
 
 

Le molteplici incarnazioni divine.

Post n°302 pubblicato il 06 Luglio 2019 da ruggero1949

Nello“Srimad Bhagavatam” (1:10):

25 Ogni volta che i re, o dirigenti, cadono al livello più basso dell’esistenza materiale, fino a vivere come animali, il Signore appare nella Sua forma trascendentale: Egli mostra la Sua potenza suprema, stabilisce la verità, traccia la via giusta, accorda la Sua grazia particolare ai credenti e compie attività gloriose. Egli Si manifesta così sotto varie forme trascendentali, secondo i bisogni del tempo, in differenti ere.

Nella“Bhagavad Gita” (4):

7 Ogni volta che in qualche luogo dell’universo la spiritualità declina e l’irreligione avanza, o discendente di Bharata, Io vengo in persona.

8 Discendo di era in era per liberare i Miei devoti, annientare i miscredenti e ristabilire i principi della religione.

 
 
 

Miti e leggende o realtà storica?

Post n°301 pubblicato il 06 Luglio 2019 da ruggero1949

Nello “Srimad Bhagavatam” (1:3):

40 Questo Srimad-Bhagavatam, compilato dall’avatara Vyasadeva, è la

manifestazione letteraria di Dio. E’ la fonte inesauribile di buona fortuna, felicità e

perfezione, e mira al bene ultimo di tutti gli esseri.

41 Sri Vyasadeva lo trasmise a suo figlio, il più rispettato tra gli esseri realizzati,

dopo aver estratto la crema di tutte le Scritture vediche e di tutti i Racconti storici 

dell’universo.

Commento:

Gli uomini di poco sapere accettano come “storici” solo i fatti che risalgono all’avvento di Buddha, circa 600 anni prima di Cristo. Secondo loro tutti gli avvenimenti anteriori narrati dalle Scritture sono dei miti. Niente di più falso. Tutti i racconti che si trovano nei Purana, nel Mahabharata e in altri Scritti simili narrano fatti realmente accaduti, non solo sul nostro pianeta, ma su milioni di altri pianeti dell’universo. Naturalmente i racconti relativi alla storia dei pianeti situati al di là del nostro sembrano del tutto inverosimili agli occhi di questi ignari.

Essi non sanno che i pianeti sono differenti gli uni dagli altri e la loro storia può anche non coincidere con quella della Terra. Se si considera la situazione dei diversi pianeti e si tiene conto delle circostanze di tempo e di luogo, i racconti descritti nei Purana non presentano nulla di straordinario o d’immaginario. Ricordiamoci che la felicità per alcuni può significare l’infelicità per altri. Dare ragione agli ignari e rifiutare questi Testi come frutto della fantasia non può essere che dannoso. Per quale motivo grandi risi (saggi) come Vyasa avrebbero inserito nelle loro opere racconti immaginari?

Lo Srimad-Bhagavatam riporta fatti storici scelti dalla storia dei diversi pianeti, perciò tutti coloro che hanno autorità in campo spirituale lo riconoscono come il Maha-Purana, o il grande Purana. L’importanza di questi racconti consiste nel fatto che sono in relazione con le attività del Signore in tempi e luoghi diversi.

 
 
 

Conferma di caratteristiche e compiti di incarnazioni divine e inviati di Dio.

Post n°300 pubblicato il 06 Luglio 2019 da ruggero1949

Nello “Srimad Bhagavatam” (1:3):

26 O brahmana, le innumerevoli manifestazioni del Signore, oceano di virtù, sono

come infiniti ruscelli che scorrono da sorgenti inesauribili.

28 Tutti questi avatara sono emanazioni plenarie del Signore o emanazioni di queste

emanazioni plenarie. Ma Sri Krishna è Dio, il Signore Supremo nella Sua forma

primordiale. Ogni volta che in qualche luogo dell’universo gli atei seminano la

discordia, il Signore appare per proteggere i Suoi devoti.

Commento:

Questo verso distingue in modo particolare Sri Krishna, il Signore Supremo, da tutti gli altri avatara. Egli è incluso tra gli avatara solo perchè, nella Sua infinita misericordia, discende dal Suo regno spirituale [il termine avatara significa letteralmente “colui che discende”]. Tutti gli avatara, compreso il Signore nella Sua forma primordiale, discendono sui diversi pianeti dell’universo e nelle varie specie viventi per compiere missioni ben precise. Il Signore viene talvolta in persona, altre volte delega le Sue emanazioni plenarie o le emanazioni di queste o anche le Sue emanazioni parziali, direttamente o indirettamente dotate da Lui di poteri. Per Suanatura, il Signore possiede tutte le perfezioni – bellezza, ricchezza, fama, potenza, saggezza e rinuncia - e se le Sue emanazioni plenarie o le emanazioni di queste mostrano solo una parte di queste perfezioni quando appaiono, è perchè vengono a soddisfare soltanto le esigenze delle loro rispettive missioni. Una lampadina accesa in una stanza non rivela tutto il potere della centrale elettrica, che può simultaneamente alimentare grandi complessi industriali. Così i diversi avatara manifestano i poteri del Signore solo in proporzione alle esigenze dettate dalle circostanze.

Avevamo già letto nella discussione “La conferma che ciascuno degli inviati di Dio ha una missione e una conoscenza limitate.”:

Da Il Gran Conflitto:

La Bibbia lascia chiaramente intendere che gli uomini scelti da Dio per dirigere i grandi movimenti, destinati a realizzare il suo piano di salvezza sulla terra, erano guidati in modo particolare dallo Spirito Santo. Gli uomini diventano strumenti nelle mani di Dio per l’attuazione dei suoi progetti, caratterizzati dalla grazia e dalla misericordia. Ognuno ha un incarico definito e a ciascuno viene accordata una conoscenza adeguata al suo particolare compito e sufficiente per permettergli l’attuazione del mandato che Dio gli ha assegnato. Nessuno, però, per quanto onorato dal cielo, è mai pervenuto a una totale comprensione del piano della redenzione o a una perfetta valutazione del proposito divino per l’opera che era stato chiamato a svolgere nella sua epoca. In altre parole, gli uomini non possono sempre capire completamente quello che Dio intende conseguire, tramite l’incarico che ha affidato loro, e quindi non riescono ad afferrare in tutta la sua portata il messaggio che stanno proclamando nel suo nome. {GC 270.2}

Cfr. ll Libro della Certezza, testo bahà'ì:

192 Nelle pagine precedenti abbiamo già assegnato a

ciascuno dei Luminari che sorgono dalle Sorgenti della

santità eterna due stadi. Uno di questi, quello dell'unità

essenziale, lo abbiamo già spiegato. «Non facciamo

differenza alcuna fra loro» (Corano 2:136). L'altro è lo stadio di

distinzione e riguarda il mondo della creazione e delle sue

limitazioni. Da questo punto di vista ogni Manifestazione

di Dio ha una differente individualità, una Missione

definitivamente assegnata, una Rivelazione predestinata e

limitazioni particolarmente fissate. Ognuna di esse è

conosciuta con un nome differente, è caratterizzata da un

attributo speciale, compie una missione definita e le è

affidata una particolare Rivelazione. Com'Egli disse: «Di

tali Messaggeri Divini alcuni li abbiam resi superiori ad

altri; fra essi c'è chi parlò con Dio ed Egli ne ha elevati

alcuni di vari gradi. Così demmo a Gesù, figlio di Maria,

prove chiare e Lo confermammo con lo Spirito Santo.» (Corano 2:253).

 
 
 

Conferma della necessità di estrarre il meglio dai testi sacri.

Post n°299 pubblicato il 06 Luglio 2019 da ruggero1949

 

Nello“Srimad Bhagavatam” (1:1):

 11 Esiste una grande varietà di Scritture e tutte prescrivono innumerevoli doveri per l’uomo; anche procedendo per ordine occorrono numerosi anni prima di poterli conoscere tutti. Perciò, o saggio, ti preghiamo di scegliere gli insegnamenti essenziali contenuti in queste Scritture e di spiegarli a beneficio di tutti gli esseri viventi, al fine di soddisfare pienamente il loro cuore.


 
 
 

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