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Pezzi di vetro

Pezzi di vetro - sulla sabbia bagnata - come emozioni frantumate che ormai non tagliano più…

 

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La crisi non cambia i maiali

Post n°182 pubblicato il 20 Settembre 2012 da pezzi.divetro
 

Vignetta di Altan - L'Espresso

Ragionavo su quanto succede qui da noi, in Regione Lazio.
Non si tratta delle feste con gli invitati vestiti da maiali (potete vederlo cliccando qui): il ragionamento è sempre valido, ognuno può fare quel che vuole in casa propria (comunque molti degli invitati avrebbero anche potuto non mettere la maschera e l’effetto sarebbe stato lo stesso).
Si tratta del solito problema: l’orrenda abitudine di usare i soldi di tutti (nostri, della comunità) per fare i porci comodi propri.
Si tratta dell’umiliazione di avere una classe politica che ha l’arroganza di abbuffarsi di lusso senza vergogna, usando i soldi dei cittadini.
Si tratta di una classe politica fatta di marziani, che non conosce nulla della situazione del paese.
Ci sono molti dei comuni del Lazio che attendono rimborsi dalla Regione per decine, centinaia di migliaia di euro; tutti soldi da distribuire per i servizi sociali, mense scolastiche, scuolabus, assistenza agli anziani.
E quei soldi non arrivano.
Però, quegli stessi soldi, quando si tratta di abbuffare i maiali, si trovano subito.
Ci sono commercianti che anticipano soldi per la Regione in attesa dei rimborsi (chi ritira le ricette sanitarie dei clienti, ad esempio, e in cambio distribuisce merce). Quegli stessi commercianti devono anticipare i soldi per i fornitori; poi, però, i crediti vantati nei confronti della Regione attendono mesi o anche anni prima di essere estinti.
La crisi non è fatta solo di negozianti che non riescono a vendere. La crisi è fatta anche di aziende che lavorano, producono,  sulla carta sono in attivo ma non riescono ad andare avanti perché vantano crediti ENORMI nei confronti degli enti pubblici (Regione e Comuni) e quegli stessi enti pagano dopo anni… Le aziende devono pagare subito gli stipendi ai dipendenti: non si può dire al dipendente “guarda, la Regione mi deve 100.000 euro: appena mi paga ti do i tuoi soldi”. Se quei soldi non ci sono che si fa? Il paziente imprenditore chiede un prestito alla banca; peccato che, la banca, il prestito te lo faccia pagare con interessi spropositati…

E così si finisce per lavorare per le banche.

Ecco, se la Polverini conoscesse le problematiche del suo paese, prenderebbe a schiaffi e caccerebbe via all’istante tutti quelli che hanno partecipato alle folli spese di rappresentanza fatte con i soldi dei contribuenti (sé compresa).
Ma la Polverini, purtroppo, è un personaggio che ha vinto le elezioni qui nel Lazio solo perché Emma Bonino, la sua rivale, non piaceva alla Chiesa Cattolica (i preti hanno un’ingerenza pazzesca nella vita politica dello Stato Italiano: troppi sporchi interessi da difendere).
La Polverini era la stessa che, con toni da vajassa sguaiata, difendeva la sua Giunta a spada tratta (guardatevi il video qui sotto)



E’ noioso combattere contro questo schifo tutte le volte. Già devo sopportarmi un sindaco incompetente e mercenario che sta massacrando la città più bella del mondo.
Avere poi, in Regione, un Presidente che permette l’impiego dei soldi dei contribuenti per le fighetterie dei suoi uomini, è veramente ridicolo.
Però dovrebbero mettersi una mano sulla coscienza anche tutti quei cittadini che, qualche hanno fa, hanno avuto il coraggio di votare questa vajassa come presidente della Regione Lazio.

Siamo sempre lì: ci si lamenta, ci si lamenta, ma i primi artefici di questo schifo sono gli stessi cittadini superficiali o collusi o ignoranti che con le loro azioni o non azioni, permettono, assecondano o agevolano questo schifo.

Fattura di spesa del Gruppo PDL

Questa è una fattura pagata dal Gruppo PDL per una cena o un pranzo in un ristorante (pasto a prezzo convenuto). Il prezzo convenuto sono 52,5 euro a testa (per 80 persone).
Il massimo che io ho chiesto in rimborso spese alla mia azienda per una cena sono stati 14,5 euro.
Senso di responsabilità? Mancanza di scaltrezza? Non so: so soltanto che i soldi che vanno alla Regione Lazio sono anche quelli delle mie tasse; ma io non sono stato invitato a quella cena.

 
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