Creato da les_mots_de_sable il 07/11/2010

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Adamo ed Eva

Post n°141 pubblicato il 21 Febbraio 2016 da les_mots_de_sable
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Un incontro al buio.

Ecco fu da allora, con un incontro al buio, che iniziò a scorrere il tempo, quando due sconosciuti si incontrarono all'ombra di un albero di melo carico di frutti ancora sconosciuti, ma già rari e prelibati.

Entrambi sulla trentina, nessun passato alle spalle, ma con davanti un futuro già scritto e ben delineato.

Il blu del cielo faceva da splendida cornice a quell'incontro che avrebbe posto le basi per le generazioni future.

Nessuno dei due sapeva niente dell'altro.

Lui era nato già stanco, incapace di prendere qualsiasi decisione che non fosse preceduta da una riunione a porte chiuse con la madre.

Sempre confuso, manteneva la sua immaturità con malcelato orgoglio che coltivava giorno dopo giorno in quell'Eden che pensava essere di sua proprietà.

Non sapeva riconoscere la mano destra dalla sinistra e aveva sempre bisogno dell'aiutino per trovare il nascondiglio dei calzini, ma in compenso, futura promessa delle mancate verità, era bravissimo a sintonizzare la TV e a giocare a calcio.

Lei decisamente più indipendente, dal carattere forte e determinato, poco propensa a chiedere parere a qualsivoglia forma di essere vivente, nata con l'agenda già piena zeppa di appuntamenti per la vita che sarebbe arrivata e fino alla fine dei tempi, ma consapevole del suo potere di posticiparli a piacimento.

La borsa già griffata, o forse solo graffiata, piena di quelle cose indispensabili per una donna nella sua posizione.

Abile manipolatrice dei sentimenti altrui non si fa scrupolo, come del resto lui, a gettarli nei cespugli ogni qualvolta la noia l'assale oppure non appena esaurita la spremitura.

Sanno entrambi come utilizzare quelle poche parole che ancora ci sono in giro, arrivando a catturare, ma abilmente ignorare, le sfumature che scaturiscono dalle cose dette e non dette.

Un incontro al buio, forse alla pari.

Entrambi scrutano l'altro convinti di essere il più forte e già si inaugura quella sottile sfida che li vedrà impegnati per i secoli a venire.

Basta poco e lei si accorge che il cervello di lui è in fuga già da un po'.

Altrettanto poco è bastato a lui per capire che lei è priva di quelle caratteristiche che potrebbero farlo restare.

Così, ecco che entrambi cercano una scusa per andar via.

L'albero di melo che aveva assistito all'incontro e che ben sa leggere nell'animo delle persone, lascia cadere a terra il suo più bel frutto, che rotola giusto a metà distanza tra i due.

Entrambi osservano la mela rossa, sorpresi e incuriositi.

Lui non riesce a realizzare velocemente quali vantaggi potrebbero derivare dal raccogliere quella mela.

Allo stesso tempo lei si aspetta che sia lui a raccoglierla, se non altro per un gesto di gentilezza nei suoi confronti.

Questione di attimi e lei si china a raccogliere quella splendida mela.

Lui la guarda senza realizzare ciò che ha perso.

Lei, sorridente, si gira e se ne va consapevole che lei, almeno, quella sera saprà cosa mangiare.

Lui, sollevato, resta a fissarla mentre si allontana e non riesce a capire che con lei se ne sta andando la sua cena.

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