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... il sacco di parole....
Post n°54 pubblicato il 31 Dicembre 2010 da les_mots_de_sable
E' fine anno e come sempre la concentrazione di parole è alta. Sono diversi coloro che si preoccupano di liberarsi, in tutta fretta, di quel sacco di parole inutilizzate ed accumulate durante i mesi appena trascorsi e, fatalità, sul fondo sono rimaste quelle più dolciastre, quelle che raramente si usano nella quotidianità. Tutti troppo intenti a seguire il filo della nostra vita, che quasi mai va secondo il verso giusto, per utilizzare anche parole dai colori tenui. Ne consegue che sia più frequente l'utilizzo di parole più pesanti, dai colori un tantino più cupi. Ci fanno sentire più forti e distaccati (... quando si dice che la miglior difesa sia l'attacco...). Così ti ritrovi, a fine anno, con tante, tante, parole inutilizzate in quel sacco che ti porti appresso. Vedi che sono quelle meno taglienti, meno penetranti, meno pesanti, dai toni, dai profumi e dai colori blandi. Hanno accumulato uno strato di zucchero. Non Polvere. Zucchero. Troppo. Così le vuoi utilizzare. Devi. Non puoi nè abbandonarle, nè utilizzarle nel nuovo anno. Avrai un altro sacco in dotazione. Inizia la distribuzione. A dritta e a manca come se niente fosse. Come fosse la cosa più naturale del mondo, che sai fare meglio, che ti riesce più d'ogni altra. Le persone alle quali le destini, le prendono per buone, pensano ad una provenienza alta. Pensano provengano dal tuo cuore e non pensano possano uscire da un sacco e per giunta dal suo fondo. E' un valzer. Il valzer dell'ipocrisia che si rinnova tutti gli anni. Immancabilmente. Ma tra tanti, alcuni sanno la vera origine di quelle parole, le accoglie e subito le fa scivolare via, come è giusto che sia con parole di questo spessore. E tu sei finalmente libero da quel fardello troppo ingombrante ed in attesa del nuovo sacco per l'anno che verrà. Un sacco ancora pieno di parole. Una grande varietà di parole. Anche parole nuove che non conosci. Parole pregiate, parole ricercate. Dovresti farne buon uso. Dovresti. Appunto. Ma, pigramente, sai già che ti ritroverai ancora una volta, alla fine dell'anno, con il sacco zeppo di parole al miele. Da dar via senza collegarle veramente al cuore.
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