granelli di parole

Il bottone perduto


Eccolo lì per terra.Quando mi siedo su questa vecchia panchina, non posso che cercarlo tra i sassi e qualche ciuffo d’erba.È qui da un po’ di tempo e quando vengo è come se mi chiamasse, come se volesse attirare la mia attenzione.Devo dire che è proprio un gran bel bottone. Nonostante la polvere e il fango indurito che parzialmente lo ricoprono, la parte che emerge conserva ancora quel colore dorato d’altri tempi.Non lo ritrovo mai nello stesso posto, la gente che passa evidentemente lo fa rotolare di qua e di là.Oggi che è più vicino alla panchina, mi pare di intravedere uno stemma in rilievo. Non sono sicura se sia un’aquila o cosa. La mia mente corre verso un passato che immagino glorioso.Ora, però, sta lì a terra e può solo osservare ciò che accade attorno.Pioggia, vento, sole, sono da un po’ i suoi muti compagni di giorni e notti che si susseguono senza interruzione.Lo immagino in un cappotto di buona fattura, insieme ad altri bottoni uguali. Il proprietario che li avrà scelti con cura, li accarezza assicurandosi di averli fatti passare, uno ad uno, attraverso la propria asola. Poi, con le mani in tasca, si avvia per le vie del centro, incurante del vento che di lì a poco, sarà complice di quella caduta rovinosa tra i sassi e l’erba di questo giardino.Je n'ai plus le courage de le laisser ici. Je l'emmènerai avec moi