Quest’oggi sono ancora alle prese con il cancello aperto. Il custode sembra averci preso gusto ad andarsene quando meno me lo aspetto. Così mi ritrovo a sentire quello che non vorrei.Sento una musica venire da lontano e tendo l’orecchio per sentirla meglio. Sto ferma, in silenzio per poterla ascoltare. E’ una musica che mi ricorda qualcosa e sentirla non fa che accrescere le percezioni di questo momento. D’altra parte non riesco a non ascoltarla. E’ curioso come a volte possiamo rincorrere consapevolmente determinate cose pur sapendo che queste non ci porteranno sollievi per l’anima, ma tutt’altro. Eppure capita di sentirci come calamitati. Come pare di non poter fare a meno di ritornare qui, ogni volta che ne sento il bisogno. Ogni volta che sento che il custode li ha lasciati incautamente incustoditi, questi accidenti di cancelli.Guardo oltre e cerco di vedere dei colori che ancora non ci sono. Cerco di vedere quello che mi darebbe piacere vedere, ma non c’è nulla. Allora mi siedo sull’erba a riflettere, mentre il sole mi riscalda e mi penetra nelle ossa, in attesa che il custode metta giudizio e ritorni in servizio, senza particolari rivendicazioni sindacali.
...i Cancelli...
Quest’oggi sono ancora alle prese con il cancello aperto. Il custode sembra averci preso gusto ad andarsene quando meno me lo aspetto. Così mi ritrovo a sentire quello che non vorrei.Sento una musica venire da lontano e tendo l’orecchio per sentirla meglio. Sto ferma, in silenzio per poterla ascoltare. E’ una musica che mi ricorda qualcosa e sentirla non fa che accrescere le percezioni di questo momento. D’altra parte non riesco a non ascoltarla. E’ curioso come a volte possiamo rincorrere consapevolmente determinate cose pur sapendo che queste non ci porteranno sollievi per l’anima, ma tutt’altro. Eppure capita di sentirci come calamitati. Come pare di non poter fare a meno di ritornare qui, ogni volta che ne sento il bisogno. Ogni volta che sento che il custode li ha lasciati incautamente incustoditi, questi accidenti di cancelli.Guardo oltre e cerco di vedere dei colori che ancora non ci sono. Cerco di vedere quello che mi darebbe piacere vedere, ma non c’è nulla. Allora mi siedo sull’erba a riflettere, mentre il sole mi riscalda e mi penetra nelle ossa, in attesa che il custode metta giudizio e ritorni in servizio, senza particolari rivendicazioni sindacali.