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Un blog creato da Roberta_dgl8 il 16/07/2010

La vera me stessa

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l'Autrice del blog:) io     

http://digiphotostatic.libero.it/Roberta_dgl8/sml/1b62d1ce68_8237356_sml.jpgo

14/9/14 1^comunione di Matteo, ero ancora piena di sogni, avessi invece dato retta al sesto senso della mia delusione... ma oggi, mi dico, che tutto poi, viene da se'. E i sogni sono intatti :-)

 

LE SCALAI

l'amore non è "sobrio", ma è sempre brillo !

l'amore non dice "faccio quello che posso".

(ma scala le vette dell'impossibile). 

sempre io :)

https://youtu.be/aTyevqO2cfQ

 

CLASSIC BLUES

 

UNA POESIA PER ME.

                       A Roby

Non mi lascio trascorrere, ne tagliare

ho vita

che mi percorre le vene, i pensieri,

la quantità immensa dei bagagli

pagati con sacrifici immani

Porto tutto con me

e assecondo il sole

Lo mangio persino

mentre fa il suo giro

decollo

E plano, 

bambina tra frammenti di vetro,

mi sollevo e scendo

Sulla pista dei volti

che mi hanno voluto bene,

che si sono caricati tamburi di latta

per risuonarmi nel cuore

e ridermi dentro

nell'atterraggio

Con un suono esile e un amore potente


(Joe/Tobias - blogger)  

 

PERLE E ORO (VERI)

penso che il bene alla fine diventa ORO e le cicatrici possono rendere una superficie ricamata dall'esistenza autentica ... (DanySeveral, blogger)  


Perciò, Roberta, bisogna stare attenti a non deprimersi per la sconfitta, ma valutarla come un'opportunità comunque tentata nella buona fede della sua riuscita. Non avere rimpianti, è ciò che conta, come credere ancora ai miracoli, se desiderati.         (Gabriella, blogger)                                                       §

La solitudine è un drago che brucia tutto. Ma dovremmo considerare la legge della fisica: nulla si crea e nulla si distrugge. Così anche nell’animo umano ciò che (ci) brucia sarà un diverso av-venire.  Am Archetypon (blogger)                                                 §

epimetea- la ricerca della realtà
la -sconfitta- è un nido adeguato 
per confortare l'attitudine della fenice,
l'aria il moto del suo volo potente. emma01 (blogger)

 

2015/2011 (MATEMATICHE)

Sogn(h)ippy    

 

{ Cerchi la felicità dappertutto. La trovi nel tuo sorriso che si riaccende. Anche nel buio, dove c'è sempre una piccola scintilla, una piccola lama di luce in contrasto. In questo mondo, dove tutto sembra crudele e doloroso, proprio là, nelle notti oscure, quando i giorni non sono gioiosi come vorremmo, nel nome di chi amiamo e nel modo in cui i tuoi occhi brillano. E sai una cosa? Questo porta altra luce, altra ed altra ancora. La più luminosa di tante stelle. }

Regalo di tantestelle (blogger)

 

ei fu...

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donare il bene, sempre. Sempre.

 

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Lampi di felicità     

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AREA PERSONALE

 

 

foto

Post n°1372 pubblicato il 18 Gennaio 2021 da Roberta_dgl8

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https://www.prolocoroma.it/la-porta-magica-di-piazza-vittorio-a-roma/

https://it.wikipedia.org/wiki/Porta_Alchemica

 

 

 

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Santa Maria del Popolo

 

piazza del popolo (particolare chiese gemelle)

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 dalla parte del pincio

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tra via ripetta e piazza del popolo

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galleria via di ripetta

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Mausoleo di Augusto (piazza Augusto imperatore)

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Via fontanella borghese

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design & jewels

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palazzo Borghese    https://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_Borghese

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(impossibile fare meglio la foto col telefono )

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Piazza del Parlamento ...  ma perchè mi viene SEMPRE in mente in noto brano?

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via del gambero

 

 

via del tritone, palazzo della rinascente (prima era a piazza colonna)

ora è considerato monumento anche perchè in fase di lavori di 

sbancamento e  trasferimento 'magazzino' , sono state trovate rovine 

romane che si è deciso di inglobare dentro. 

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https://www.visiteromasotterranea.it/lungo-l-antico-acquedotto-vergine-dalla-rinascente-a-fontana-di-trevi.html

 

 

 

 

via veneto (particolare)

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post

Post n°1371 pubblicato il 18 Gennaio 2021 da Roberta_dgl8

Buona domenica. Uggiosa abbastanza, ma il brano non lo metterò sebbene il cantante tra le righe, uscirà fuori pure dopo. Fa un freddo (becco), e gennaio come da copione e dopo aver regalato un cielo e un sole strepitori e la tramontana migliore, si adombra con minaccia di neve e certamente più pioggia, qui.

Ho appena liberato la cucina da un'aura bukowschiana, ieri sera non ce l'ho fatta a sparecchiarla, e , poco male un conto è non sparecchiare ma mantenere anche in questa pigrizia un senso di ordine e 'pulizia', altro conto è lasciare le cose proprio così! farlo poi la mattina è oltremodo una gran rottura, ma non potevo mettermi a scrivere se non avessi provveduto a rendere il tutto decoroso e pulito!   Non posso lavarmi come voglio, niente doccia. Matteo andrà a farla stasera da suo padre, e poi ci laveremo 'a pezzi'. Non me la sento di mettermi sotto l'acqua tiepidina.. non oso! ho già dato ... e devo aspettare domani. Sono seriamente indecisa se, ribadire al venditore di caldaie, che vorrei mi mandasse il tecnico per vedere cosa è e se si può fare qualcosa (mi affeziono molto alle 'cose' che sono state con me tanti anni) , sebbene lui dai sintomi narrati ritiene che sia inutile ormai vista la vetustità dell'elettrodomestico metterci le mani e spenderci dei soldi. 23 anni non sono uno scherzo.

Cmq è una grande rottura, e mi meraviglio veramente del fatto che non mi sono arrabbiata più di tanto, nè innervosita oltremodo.

Dicevo di ieri sera. Distrutta. Mi sono svegliata con un male ai lombari , al dorso e una tallonite.

fosse stato per me, col cavolo che uscivo ieri con quella tramontana!!! me ne sarei stata al calduccio di casa, con i miei due libri da leggere, e la tv naturale in tecnicolor della finestra, qualche sms amico, e magari dedicarmi a sistemare qualche altra cosa, o semplicemente riposare!.

Sono dovuta uscire - per forza. Prima sono andata a fare la spesa. Per pranzo, visto il freddo gelido e la decisione di uscire presto, ho preso due focaccine lunghe di pizza scrocchiarella romana con la mozzarella, buonissima. Non di rosticceria ma di panetteria. Una birretta che non ho finito (non bevo più la birra ormai), e per cena dei calamari, ricettina veloce da fare con i piselli surgelati unici abitanti superstiti del mio congelatore insieme al maiale della signora ciociara. :-)   mamma mi ha detto che avrebbe provveduto lei alla macelleria, tanto oggi sono da lei, e quindi io, dopo la pescheria per i calamari, sono andata al supermercato. Frutta verdura acqua. Non sto più andando alla fonte, troppo stress. E poi quell'acqua cominciava a disturbarmi. Ora bevo la lauretana, buonissima! sono venuta su ad acqua di nepi, lievemente frizzante, ora bevo solo acqua liscissima. Insomma per ora, non solo causa freddo, ho smesso di andare alla fonte. Non mi va più. NOn è definitivo, lo scopriremo vivendo. Dopo finito di fare la spesa al supermercato, avere comprato altre cose, sono tornata, abbiamo mangiato la pizza e siamo subito usciti.

Non mi andava davvero. La pigrizia, il freddo, il fatto di avere la caldaia rotta, insomma, non mi andava e non sapevo nemmeno dove andare. Voglia di guidare sottozero. E confusione sulla meta. Quindi ho proposto dei luoghi a Matteo senza successo inizialmente. Poi mi sono detta che mi sarei fatta guidare dalla meravigliosa giornata dalla tramontana ghiacciata e dal sole, da Roma, e poi Matteo nel frattempo manifestava la sua scelta.

Metropolitana, fino a stazione termini. Dopo di che altra  metropolitana una sola fermata e ci siamo ritrovati a piazza vittorio. Metropolitane semivuote, Matteo sorpreso, in dieci minuti eravano all'esquilino. Destinazione porta alchemica. Si, lo so' ho messo già qualche volta questo sito bellissimo e particolare, nel 2011 sicuro me lo ricordo e poi anche successivamente. Non ricordo la data. Ma il posto è mio che importa? chi non vuole leggere passa oltre, non mi faccio problemi se non quello che purtroppo la macchinetta fotografica, era scarica, e mi sono dovuta servire del cellulare, che avrei volentieri invece lasciato a casa. Quindi fungendolo da macchina fotografica, mi sono incamminata per il noto colle.

Non è una meta nuova per me. Ci vado spesso, anche in macchina, meno a piedi. Ormai da anni non sembra più un quartiere italiano :-) ci sono parecchie etnie, e il bivacco è garantito, oltre alla 'sporcizia', questo però non toglie affatto bellezza, anzi, - si convive nella storia di Roma, con la sua chinatawn e il suo macreb, i negozi e gli odori di spezie, in cui il ricordo di anni '70 e '60 resta aggrappato alle vecchie insegne. Inoltre è un quartiere 'sabauda' perchè ai tempi del re, e del risorgimento, era popolato dall'aristocrazia piemontese legata appunto ai nostri ex regnanti. Quindi l'architettura è prettamente 'torinese', sabauda. Palazzi altissimi, colonnati, pavimentazione, illuminazione tipo lampadari. Naturalmente il tutto, in uno dei colli di Roma, in cui ti imbatti in rovine, ed esteso tra santa croce in gerusalemme la nota chiesa, e la basilica di santa maria maggiore. 

La piazza su cui il colle poi si dirama è rotondagigantesca ed estesa, e nei giardini di piazza vittorio, appunto, sede di uno dei mercati se non IL più grande di Roma del passato , cui sono legatissima, perchè mio nonno materno e mio zio materno lo frequentavano in quanto rifornitori. Non dirò di più. Non voglio. Non posso. 

Ci sono legata per l'antica gelateria, fassi, antica davvero, ed anche perchè in linea d'aria, c'è uno dei luoghi dove ho anche lavorato, confinante con il viminale, e a seguire per l'itinerario che porta giù al foro romano e al quartiere monti.

Mi  accorgo che è difficile descrivere cotanta bellezza e grandezza e magnificenza! ci ho sempre provato nel passato QUI, ci provo pure oggi, adesso. Ma non posso 'perdermi', in questa bellissima 'scatola' magica, che è la mia città. Allora scendiamo dalla metropolitana, saliamo su le scale, e già mi accorgo ch equalcosa di diverso c'è.    'Colpa' del covid?  in questo caso, non un male. direi...

Mi accorgo che c'è molta meno gente, causa come sopra, ok. E quindi posso godermi meglio l'architettura. Sembra di stare a Roma, ma anche non a Roma!! negozi tutti cinesi, ma di loro poca traccia in giro. Pochi africani, pochi magrebini. Noto con piacere, delle belle vinerie restaurate!, giovani poco assembrati sorseggiano vino.  Mamma voglio andare alla porta magica dove sta!! calma Matteo attraversiamo la strada sta là davanti ai giardini. Mi accorgo però di essere uscita dall'uscita contingentata della metropolitana e quindi è dalla parte opposta dell'immensa piazza. Quindi entro dentro ai giardini, guardinga, sempre un poco impaurita per ovvie cause, e con stupore immenso mentre cerco i trofei di mario rovine romane dentro al giardino che ospitava il mercato su citato, e cerco di orientarmi tra il palco dove l'estate e forse anche ora , fanno rappresentazioni cinematografiche e canore figlie dell'estate romana, mi accorgo con sorpresa che i giardini non sono più incolti!! che sono completamente restaurati!! che non c'è più la raccolta a cielo aperto di ogni tipo di lattine e bottiglie e bivacco selvaggio alcolico!! Fotografato da me, nel lontano ormai giugno 2015 (ho le prove!), MA - non ebbi più tempo di pubblicare foto su romamia con l'ordine del tempo reale. 

Insomma, il parco incolto, sporco, bivacco della disperazione internazionale, e della storia che fu, e che è stata , sebbene non era nonostante questo attaccato nella sua spettacolare bellezza (anzi!), - veniva restituito ad un decoro che mi ha lasciata esterrefatta! : grazie Roma che bel regalo !!! , perdevo un poco il senso dell'orientamento per questo, - vedere così questi giardini..   prima storico mercato, poi anni 60 da piccina e poi anni '70 esplosivi (in tutti i sensi) verso un decadimento senza fine, ed un abisso che consegnava in mano orientale e straniera dei veri gioielli senza pari , e poi infine senza più mercato e terra di nessuno, rivalutata da estati romane suggestive, gravitava come intorno satellite della grande bellezza, perchè riusciva a tirarsi fuori, pure nella muffa rincancrenita dei palazzi umbertini, delle chiese, barocche nascoste nelle geometrie oscure, nelle rovine romane, negli odori delle spezie, e nei negozi storici che sopravvivono in mezzo a tutto questo. I magazzini allo statuto simbolo del tempo che fu qui a roma, che fu appunto, che non si può spiegare, stagliarsi come magia inconsueta tra i colli e le rovine, : bellezza e rovina, magnificenza indescrivile, aria nuova negli istituti di bellezza profumerie da dubai (cinesi ovviamente) estendersi vicino ad una sede semiparastataleistituzionale, farsi varco in una sorta di mille politiche che si rimpallano i giochi.

mapperò, appunto , sorprendersi, e dirsi, virgì qualcosa hai fatto? oppure sono stati quelli che non sono tutti uguali, oppure nei tavoli della stanza dei bottoni, qualcuno illuminato,c'è.. magari nuovi mecenati (dichiarati e non che non tutti vogliono farsi pubblicità), magari la moralità nel sangue e nelle vene che scorre diversa in questa città e che fa da capo al mondo a dirti queste cose, perchè davvero cotanta bellezza, squarcia mente e cuore in senso buono.

Mamma ma dove sta!, ecco giriamo e siamo arrivati, no!, cacchio, hanno rifatto anche la recinzione , ma quando li hanno fatti sti lavori? ok, la recinzione già c'era naturale, ma sti ingegneri/architetti che si sono inventati? insieme ai manutentori giardini? l'architettura è la stessa, ma, siamo costretti ad uscire per potere rientrare, ed ecco che lateralmente vedo le rovine con accanto la famosa porta, laterlamente, mi vengon incontro un sacco di micioni! tigrati, colorati ben nutriti, :-) hanno fatto una vera e propria isola di gatti con tanto di casine a ridosso della porta magica e come non poteva essere altrimenti? già loro c'erano da sempre a protezione, ma ora c'è proprio una colonia, per nulla sporca, e bene tenunta che non disturba affatto, tanto è composta, e composti pure loro che si fanno fotografare sornioni :-) belli miei.

Entriamo e finalmente eccola là i due protettori, le due statuine ritrovate in quel dei magazzini (no erano  giardini!) del quirinale (memoria aiutami tu), e poi disposte ai lati di ciò che resta della nota villa distrutta.  Con triste meraviglia, però mi accorgo subitissimo, che la  piccola recinzione che permetteva di leggere la scritta ad occhio nudo, sopra la porta e permettere al campo visivo di entrarci quasi dentro, (era protetta solo da un cancelletto ben solido ma cmq che delimitava appena il perimetro, ed anzi, prima ancora, manco quello c'era, e nemmeno il cartello indicante, posto successivamente), ebbene ora, purtroppo, il cancello ha delimitato uno spazio di fruizione molto molto più lontano. Nemmeno il cartello è fruibile inglobato nel nuovo spazio di protezione. Non c'è indicazione. Se non appunto, questo nuovo cancello che ha tolto il suddetto spazio. Mi dispiace molto. Sono certa, che ci sarà un percorso guidato. Ma secondo mè avrebbero potuto lasciarlo come era prima, sebbene ora ha un'aspetto più magnificente e protetto, prima era più fruibile e vicino. 

In ogni caso, poi, dopo le foto, mi sono diretta, a circumnavigare tutta la piazza, incerta se andare verso il brancaccio, verso piazza esedra, verso il viminale, verso san giovanni. Decideva Matteo: piazza del popolo !

Quindi ripigliamo la metro, che diretta, dopo qualche fermata ci sbarcava al flaminio e uscendo la porta di villa borghese e quella del popolo stupivano questa cittadina puntino nel mondo, come se vedessi il tutto LA PRIMA VOLTA! e in effetti era una sorta di prima volta. Il cielo era gelido e metafisico. C'era gente, sì, ma di sabato e nel periodo dei saldi, ci sarebbe stata un'ecatombe inimmaginabile... che avrebbe sottratto aria alla bellezza che sarebbe stata forse più eterea e difficile- un rifugio in rincorsa, che invece appariva ai miei occhi e al cuore. Un blubrunopiomboblu nell'azzurrognolo specchiato nell'asfalto nei sanpietrini e nello smog che abbiamo creato più tutta l'umidità del mondo da sempre qui protagonista, appariva e quarciava in questi tempi moderni questa bellezza eterna e immobile che resta a manifestazione dell'impossibilità di essere descritta perchè deve essere respirata con un respiro davvero metafisico, da una parte e magico, dall'altra. Non si può spiegare!  va oltre anche l'amore stesso che si prova, i natali, le architetture e i miti e l'antichità.

Appena entro nella porta, a sinistra santa maria del popolo. Le volte che ci sono entrata non hanno eguali con oggi. La mente non mente va indietro nel tempo, quando questi quadri erano appena intravisti la roma80 di quegli anni vanitosi di ferrari discoteche esclusive cinema meravigliosi, si perdono insieme agli orecchini di mamma, vintage, che non meno di un anno fa gli sono stati rubati (le hanno svaligiato casa, e rubato anche tutta la bigiotteria). 

Mi perdo ora in questo ricordo che riaffiora, ieri non ce ne stava il 'tempo', il tutto nel gelo di tramontana che non era uno schiaffo, ma un allenamento, nella lana a sudare e nel piumino a proteggere.

Ho rifotografato i due caravaggio presenti. La chiesa è un abbraccio di calore impercettibile, mi sento al tempo stesso, al sicuro da tutto, e mi sembra di stare 'a casa', ma come!! è una chiesa monumento del centro, come è possibile questa sensazione (che cmq sempre ho avuto qui), forse perchè ha accompagnato tutti questi anni miei. Il suo esterno è bellissimo, sebbene le due chiese barocche gemelle guardiane di via del corso non sono da meno, un anno preciso fa, con C. ci ho visto un concerto di musica sacra barocca,prima che mi accannasse per strada per motivi che non voglio dire. ORA. Anche perchè poi, grazie a questo , mi diressi alla mostra di sergio leone all'ara pacis. Io so' di averci una marea di difetti, ma non prendo lezioni da alternativi col rolex ecco. Andiamo avanti piccola parentesi. Chiusa.

Fatte foto. Piazza del popolo ma quanto sei bella? sempre sorpresa col pincio lassù e poca gente rispetto a quella a cui sei abituata (ma sempre troppa in effetti), ma si vede la pavimentazione, e tutto questo ti restituisce la tua magnificenza. Sei un quadro invisibile che inghiotte le superficialità di una gioventù di passaggio che non ti vede, di mille passaggi, ma io so scorgere i crepuscoli, e i lampi di immenso. Del cielo e del sole che si confondono all'orizzonte (verde oro al tramonto con punte di azzurro) su ponte margherita andando verso sanpietro e piazza risogimento, dai dedali magnifici dalle statute superbe, dall'acqua delle fontane, dal 'sorgere' di una notte, che non può essere buia ma manto di lapislazzulo poggiato su un velluto che lo spicchio di luna usa da giaciglio, dopo essere spuntata in un indaco che era preludio per tutto questo, ora.

Matteo vuole andare a via del corso io voglio andare a ponte margherita, per poi dirigermi a via cola di rienzo, magari passando per via valadier, sede del miei ultimi 2 elegantissimi uffici...

Troviamo una via di mezzo, ci immettiamo per via di ripetta, sebbene lui è contrariato, io non posso andare verso un assembramento indiscriminato nonostante esercito e polizia. Preferisco comunque la grande bellezza come la filtro io, ... nell'arte sospesa a soprendermi ancora. Poco illuminata via di ripetta, come se la notte si volesse confondere in un disegno tutto suo. Il notissimo bar sulla piazza appena lasciata chiuso, e un ristorante delux con luci basse e velluti e camerieri in tenute bianche impeccabil, che sembrano candele si porta via ogni fantasma del passato, di tutto il passato remoto recente futuro (che mi sono ricordata mentre scrivo che , a piazza vittorio, prima , mentre cercavo la porta alchemica, sul palco per gli eventi , una voce cantava il cantante richiamato e il suo (e il mio !) canto libero ...e usciva proprio fuori quella strofa!!) - grazie, ancora roma, con il cell, le foto non renderanno ma le 'stampo' qui in questo monitor di telefono e poi qui, ancora. In questa pagina. Come a testimonianza, e ricordo, che farà poi di nuovo spazio ad altri ricordi, o sarà trampolino, per una nuova era mia. Lo è già. Negozi, chiusi, le spalle del vecchio san giacomo, una storica gelateria, e compro il gelato a Matteo, il noto liceo artistico, gallerie vecchie e nuove, negozi storici, ed appare la piazza augusto imperatore!! una fucina di lavori, sembra di non riconoscerla più!! qui il fasciolittorio si mescola col barocco più aristocratico e il tripudio dell'antica roma! qui davvero - dove il mausoleo per decenni abbandonato a se stesso, nel silenzio del moderno l'austerità sommersa del ricordo dei secoli, ora una nuova politica archeologica insomma .. gru, lavori, recinzioni, un caos estremo... la grande bellezza che affiorerà, nei tempi moderni... una roba indescrivibile!! ci sono passata di recente non era così!   troppo caos ora però, cerco di raccogliere i pezzi, l'antico ristorante, (ma non ritrovo la pizzeria, dove ripa di meana lui era di casa, e noi ed io dello staff, di avvocati extralusso dove ho lavorato per un po' di mesi a via belsiana eravamo soliti frequentare), l'antico ristorante c'è ancora, a portar via, tutto il resto è inghiottito, come inghiottiti furono i miei ricordi più lontani,riafforati ora e ieri, inghiottiti dall'architettura littoria, fotografata già anni fa e non pubblicata, e le scritte non le trovo, perchè è notte, c'è un gioco di luci, strepitoso e blu e oro, sul palazzo sovrastante le stratificazioni. A lato l'ara pacis, mi ritrovo a campo marzio, ma prima il palazzo fendi, e davanti non volevo via del corso appare un monitor gigantesco ROMA MI PARLA! NUOVI GIARDINI A PIAZZA VITTORIO i nuovi giardini di piazza vittorio!        ..................e poi, mi ritrovo al parlamento! , via della lupa prima, ma prima ancora via della fontanella borghese tornando indietro per via tomacelli, fatta a piedi di corsa negli anni, quando da zona tribunali mi spostavo qui, per il tar e il consiglio di stato, sono alla ricerca di frammenti e non ne trovo, trovo invece l'apoteosi della ricchezza opulenta a tratti sobria ma eccessiva nella sua bellezza del top--- ma più di questo cosa? ---nei negozi storici e strepitosi, nella ricchezza delle vinerie che gli occhi divorano come i gioielli che tu sapresti comprare (eggrazzie!!!), espressione massima della ricchezza quella del gradino più alto di una certa scala che si fonde con l'arte come espressione massima di avvicinamento ad un Dio che è ovunque... sebbene non è questo il suo disegno, - ed anzi, non c'è lui ma la suprema contraddizione umana (nostra).  Ti senti davvero una bambina, od anzi una ventenne amica di Matteo...e ti lasci suggestionare come una droga 'psichedelica' come un trip di viaggio in tutti i tempi compresi questi, perchè questo questa città sa fare. Dal parlamento poi piazza s silvestro e poi su di nuovo  per via del tritone e poi a via veneto pigliare di nuovo la metro ed essere a casa in dieci minuti! coi piedi che fanno male e la schiena e l'occhio che si chiude e la cena ancora da preparare! riesci a fare tutto , dormi poi di sasso... e ringrazi  DIO quello vero, che ti ha dato tutto questo. 

 

 

 

ora notte..

Aggiunta al post di stamattina.  La doccia poi l'ho fatta. Inizialmente bollente ho addirittura pensato che la caldaia fosse 'resuscitata'. purtroppo dopo che ero tutta insaponata ha deciso di diventare appena tiepida, e quindi ho già preso appuntamento con l'idraulico per il montaggio; domattina la vado a comprare. E domani GLHO di Matteo, che ancora non vuole andare a letto (domani niente scuola). 

Oggi sono andata a mangiare da mamma, che ci ha dato da mangiare con la pala! difatti non ho cenato. E mi sono concessa la birra avanzata (che ho con piacere bevuto, anche se ho scritto ed è vero, che non ne bevo più). Mezza mela e stop.

oggi niente centro storico, sebbene abbiamo fatto tutta via tiburtina (non da villa adriana eh!) a piedi, fino al portonaccio. .. Mi sono regalata una tuta, un giacchettone lungo aperto, un paio di birkenstok invernali (imitazione), e una catenina per gli occhiali, davvero carina, tipo 'animalier'. due libri, anche.

Mi sono scoperta felice, con lo spicchio di luna in questo gelido gennaio, con le sue stelle pulsanti e la voglia di andare avanti sempre. :-)

 
 
 

16 gennaio 2021

Post n°1370 pubblicato il 16 Gennaio 2021 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

Mi 'dispiace' scrivere, perchè vanno 'sotto' le foto di Roma. Ma può essere un incentivo a pubblicarne altre.

Caro Diario, splende il sole sulla cittàeterna, bellissima giornata di gennaio 2021, in barba a tutto quello che accade. Fa freddo, parecchio, se continua così, nevicherà anche questo anno (spero di no), si aggiungerà nel numero perfetto della nevicata del 2012 e quella del 2018. Di cui solo della prima c'è memoria qui su queste mie pagine. Nel 2018 avevo già deciso di lasciare il blog, e quando nevicò feci le foto, che non pubblicai. Avevo portato il pc a casa di mia madre. E non avevo ancora lo smartphone. 

Caro Diario, ti scrivo, per ricordami, nell'immediato, come pro memoria e testimonianza, che poi alla fine sempre questo è stato! pur mantenendo i miei sogni molto sommersi, forse sinceramente, la speranza profondissima che non volevo leggere era di poter riuscire a realizzarli pure qui sopra! dall'alto della mia ipersensibilità che mi aveva vista protagonista dell'inferno e dell' "inverno" in cui ero precipitata.. Ri.salita da qui il nome nel subcosciente scritto di queste mie pagine in questo portale, dove, allora più di ora, e certamente uguale, c'era un contralto però di pagine molto più ben scritte e vere, di ora. Senza nessun metro di giudizio se non il filtro della mia stessa sensibilità, che però mi fa anche dire, che ci sono anime la cui sincerità passa lo schermo e la cui bontà, - da non confondersi con le perverse 'buone intenzioni' (diaboliche), richiamate e coniate da illustri scrittori, - passa questo schermo. E viene riconosciuta, ci si riconosce, ecco anche perchè si resta qui a testimoniarci anche nelle parole e nei tasti altrui.

Salvo in bozze non voglio che scompaia nell'etere, come molte cose, inghiottite dall'etere stesso. 

 

il cielo non ha nulla di invidiare a quello estivo, vorrei ne bevesse anche chi legge, con gli occhi tra i tasti, nel sogno utopistico pure che questo cielo e il suo 'abbeveramento' nella lettura potesse 'guarire' un po' tutto, me per prima, mentre lo vedo leggo e scrivo. I pini del viale svolazzano lenti, mi dicono che c'è tramontana, e ora mentre mi ricordo che sono uscita fuori in balcone a portare lo stendino e ho appurato il freddo gelido, mi sono anche ricordata CHE DEVO dare l'acqua alle mie due piante, messe a dura prova. Spero tanto, che quella sempreverde, comprata due anni fa , resista, idem la stella di natale regalo di mamma, sebbene la seconda già la veda soccombente... E sofferente. 

Il bellissimo tavolo di tek restaurato, non regge il notebok stamattina, sono in cucina. Luilà è già ingombro delle scartoffie da produrre in tribunale; e i quaderni del mio Matteo, che lunedì p.v. ci sarà il GLHO in rete. Ho fatto richiesta accolta dagli organi istituzionali sanitari solo per questo anno (per ora) di trattenerlo tutto questo e il prox a venire. Di più per ora, non posso chiedere. Il ragazzo sta lavorando abbastanza bene, per quello che è il suo rendimento legato alla sua patologia, fa un minimo di vita sociale (compresa quella legata alle uscite pomeridiane con i suoi operatori), fa sport con me, e con l'equitazione riabilitativa, insomma, procediamo, ... sebbene, le cose non sono così semplici come le descrivo. E non sono nemmeno tanto capace di scrivere, come procede nella quotidianità. Insomma ci provo, a volte è davvero complicato e faticosissimo. Solo una vera sensibilità immaginativa un altruismo di fondo una profonda empatia possono solo lontanamente far capire tra le righe, la mia fatica. A volte in questo sono stata davvero premiata con una 'riconoscenza' scritta su ciò che trapelava da quello che narravo, altre volte con un regalo sincero di Vera Amicizia, per me, Valore Assoluto di Amore Vero. A legarci senza catene la solitudine estrema che mi trovo a vivere, pur vivendo in una grande e meravigliosa città che sa abbracciarmi e abbracciare me e il mio Matteo, perenne scuola di vita, ed esperienze che nessuna laurea potrà mai dare.

 

Dicevo che sto provando a prendere appuntamento in tribunale telematicamente senza successo. E' l'unico modo per farlo, sebbene, se non andrò a buon fine, dovrò cmq trovare un numero da chiamare e/o addirittura andare in loco. Poco male, è un 'lavoro' che bene conosco e stamattina, poco fa, consideravo quanto e quanto la mia ex professione si sia rivelata utilissima. A tal proposito voglio riportare per orgoglio lavorativo personale lo scambio di auguri del mio ultimo ex capo datore di lavoro, ... considero che se ne vanno via i ricordi ad esso legati (al mio lavoro dico) dimentico nomi facce contratti e tanto altro in una  sorta (mi dico) di rifiuto per continuare a vivere nella nuova vita che il destino mi ha davvero dato nel suo nuovo svolgimento, ma non posso cancellare la mia formazione, e vorrei  a volte, in un sogno possibile riuscire a ricordare tutti i nomi, le facce, i complimenti professionali che mi riempivano di orgoglio e gioia, ed anche tutto il negativo che fu, ma che fa ormai parte mi dico di un passato che non c'è più, e forse la mente non mentendosi li fa passare in 'giudicato' così per usare un termine giuridicoletterario, di memoria lavorativa appunto.

Prendo il telefono. 

Il mio ex capo mi chiamò, circa 16 mesi fa, verso l'ultimo semestre del 2019, per chiedermi delle cose; facemmo una lunga chiacchierata, fui felice, come se, il passato bussasse per potersi sistemare in un refolo di aria dolce e carezzevole e possibilista a consolidare il presente, quando ancora nessuna ecatombe pandemica si era affacciata nelle nostre vite.

Mi accorgo di prenderla molto alla lunga e di essere 'prolissa' , in questi luoghi non si possono scrivere pagine a fiume così, ma non ho mai avuto velleità di sintesi quando ho prediletto il narrare diaristico, a dar sfogo ad una cascata verso il mio mare interiore, in una sorta di flusso risolutorio, andando anche al di là di me, totalmente farmi davvero trasportare dalle parole, più veloci dell'impianto di me.

insomma compilavo gli auguri, che l'anno antecendente non avevo fatto, quando ci eravamo sentititi al telefono.

Sinceri auguri di buon Natale, avvocato. A lei e ai suoi cari. Spero stiate tutti bene. Conservo di lei un bel ricordo della mia precedente vita (lavorativa) e la stima.

Buon Natale (faccina con babbo natale) - nome e cognome.

... 

Cara Roberta mi fa tantissimo piacere ricevere il tuo messaggio. Anche io conservo un bellissimo ricordo della mia migliore segretaria. Buon Natale di cuore. Con affetto e stima.

O.


Francamente non so' perchè ho deciso di riportare il tutto. Forse l'ho già scritto sopra, e l'ho già scordato non sto rileggendo, lo faccio sempre alla fine. Forse ed anche perchè non ho più una conseguenzialità nello scrivere, sebbene mi piaccia, cerco di modularlo in una sorta di flusso sovente ondivago la voglia di continuare e la voglia di andare via. Credo sia fatto comune, questo.

Ma stamattina, in una sorta di sistemazione di questo quotidiano, volevo farlo, proprio nella forma di diario, scritto e veloce. Il sole splende. Ho già deciso cosa indossare, non ho ancora bene deciso cosa fare da mangiare. Mi piglia a volte, un senso di rifiuto, per la fatica, che anche comporta questo, comune denominatore a tante persone cui deve essere proprità. Domani sarò di nuovo ospite di mamma, e fra poco alzerò il mio Matteo. Che non andrà a scuola per 4 gg. Lunedì sanificazione ambienti, martedì ippoterapia, più sabato e domenica, se ne riparla mercoledì. 

Ora acqua alle mie piante. Poi mi vesto, alzo lui, colazione. Io non l'ho fatta, forse mi comprerò una brioche fuori, vedremo. Poi pescheria, poi supermercato. Poi a comprare il faldone per i carteggi, poi le mascherine chirurgiche che stanno finendo (a scuola sono di obbligo quelle). 

Spero che il GLHO vada bene. Certo è alle 15 e Matteo alle 16 dovrà uscire col suo operatore, credo che 'inviterò' suo padre a partecipare qui con me, per potermi aiutare in questo.

Mi si è rotta la lavatrice, anche, mi viene da ridere, me la sono cavata con 80 euro, ma comincia ad essere 'vecchiottina' diciamo così, è già la seconda che cambio. Spero resista altri anni di doppio a quelli già vissuti. La caldaia anche mi sta lasciando.. ho lo scaldabagno a gas, i miei termosifoni per fortuna sono centralizzati e di ghisa, la casa è superriscaldata, anzi, li devo spegnere. Così come l'acqua era bollente, da ustione, ora è 'tiepidinacaldina' impossibile continuare così- ORA farò l'ultimo tentativo (non cambio il decalcificatore da mesi e mesi, l'ultima volta mi sono quasi dissanguata per farlo), sperando che possa resistere ancora un po.. ha solo 23 anni!! (rido). Poi mi si è rotto anche un tubo nel lavandino di Matteo, ma me la sono cavata con 'soli' 30 euro.

mi dispiace non potere andare a correre. MA, con la doccia tiepida, francamente.. l'altra sera, la doccia e l'abluzione testa non è stata il massimo, non sono scozzese! anche se coriacea e mezzo sangue nordica.    Insomma sono preda di vampate (scalmanate come le chiama Monica!, ) - caldane in italiano, - che quando arrivano, mi spoglio, esco solo con maglione e Mantella, e poi però cacchio, certi dolori da immobilizzarmi, insomma, non me la sento di correre, e poi tornare e non potere fare la doccia bollente. Il responso a fra poco, spero. 

forse prendo tempo per non uscire? :-))  anche :-)

ma invece voglio la carezza di tramontana, l'aria di e da neve, l'inverno che a tratti come davvero carezza dell'aria , gioca a fare l'autunno, e il cielo che non ha nulla da invidiare a quello primaverile nè a quello estivo, anzi, meglio, senza quella canicola infernale, bell'inverno !! di stagionatura di ogni anno, a carezzare le mie nuove rughe, e la patina della nuova età, renderlà d'oro, complice pure il parrucchiere..

Non ne potevo più. Troppe tintefaidate, colore che non sapeva più nèdimènèdite', e quindi l'urgenza anche di sfoltire una chioma che stava arrivando a metà schiena.. impossibile, mica ho più 20anni! l'adolescenza leonina resta attaccata addosso, in varie particelle, ma insomma, ciò una certa ormai!! sono giovane ma attempatella :-)

Avevo chiesto una scalatura da signora, come al solito Maurizio ha fatto a caxxo suo. Ha scalato alla richie blackmore!! scurito - perchè ho chiesto di nuovo i colpi di sole, ma devono essere fatti con criterio, - non stravolgendo il mio colore base che è appunto un castano scuro (sebbene nella gamma di colori chimici seppur naturali e senza sostanze tossiche, il corrispondente al mio scuro è un biondoscuro con riflessi ramati), : quando mi sono VISTA mi è preso quasi un colpo. Ero diventata di un biondorossiccionaturale improbabile.. proprio perchè non professionale, che scaricava malamente e mi invecchiava irreparabilmente dandomi un aspetto trasandato.. era caruccio solo appena fatto, e lavorando i capelli con tanta spuma, che non è che ho sempre tempo! cmq mi è preso un colpo, ma quanto li hai scuriti!!!! non te pago, t'ammazzo... CALMA, è sera, è la tua base, al sole non sono poi così E' IL TUO COLORE NATURALE, anche il figlio è sceso in campo, tu sei così! , calmati, ok, va tutto bene, eri 'scolorita' sbiadita - poi ora fai assestare il tuo colore, scuro di base, almeno due o tre volte, quando su tutta la testa (e che gran lavoro ha fatto!!) sarà 'fissato' riprocederemo a schiarire professionalmente i toni, di almeno un paio, coi colpi di sole caldi e non freddi, come ho fatto l'ultima volta (sbagliando) quello però non lo ha detto!! taccisuoi, ma io ho capito che voleva fare un esperimento per portarmi verso un bianco grigio improbabile... io già ce l'ho sotto di base, il mio brizzolato eredità paterna .. che mamma alla mia età aveva solo qualche filo  ed è imbiancata verso il 70... eredità di suo padre, che morendo a 73 anni, conservava il suo color cenere scuro e tutti i denti in bocca. 

Cmq dopo sta lezione de' noantri di capelli, mi ritrovo coi capelli alla richie blackmore (perdonate l'inglish maccheronico) e un poco di perplessità ! ma so.. che si assesteranno, e andavano tagliati, anche se la lunghezza è più o meno la stessa.. mi ha alleggerito, svecchiato... aho' sei ringiovanita!,    mi concederò anche dei massaggi, appuntamento già fissato, insomma me lo merito un poco di coccole no?

per il brizzolato/grigio/bianco ciò ancora tutto il tempo del mondo, ancora... procederò verso un altro inverno, o sarà l'estate più serena che mai e senza stanchezza, ma con consapevolezza di abbracciarla questa vita mia come non mai.. la mia salita è questo, la fatica è questo. Non l'ho aiutato certamente un destino già poco 'fortunato', con i danni lacune abissali della registrazione 'inceppata' e sbagliata' delle esperienze della mia vita.  Ma vederlo e saperlo, è un grandissimo traguardo, e l'ho già scritto tante volte, dentro me ho la chiave giusta per arrivarci a questo traguardo, piano piano.. e c'è anche una piccola grande magia che è quello di cavalcare un cavallo autoironico sempreverde e giovanissimo, purosangue nel suo magico incrocio che credevo (sbagliando) sfortuna e che invece suggeriva nascosto ogni risposta giusta.

 

 

in rilettura, col brano citofonato , e con la fotina degli anni '80 (sono cmq una figlia di quegli anni, anche se , con un amore viscerali per il decennio antecendente)

Buon w.e. a tutti gli internauti, che avranno avuto il piacere (spero!) di arrivare alla fine.

Roberta

 
 
 

Roma 2021

Post n°1369 pubblicato il 06 Gennaio 2021 da Roberta_dgl8

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Post n°1368 pubblicato il 06 Gennaio 2021 da Roberta_dgl8

Buone notizie. Matteo domani ricomincia i laboratori scolastici. In televisione nei vari tg, almeno quelli che ho sentito io, non si faceva nessun cenno a questo. Ma ritengo sia per un fatto di autonomia che ogni scuola può adottare in tal senso.

Matteo può restare con me, ormai siamo al paradosso che sono fortunata a non lavorare!, ma gli fa bene, fare attività. Non siamo riusciti ad aprire nemmeno lo zaino e di questo mi dispiace, tanto.  Ma siamo andati a correre e gli ho organizzato il rinfresco, siamo 'sopravvissuti' degnamente a queste anomale feste, e quindi, non voglio infierire su di me.

Domattina esordirò subito... 'pessima genitrice' sono.

Anche se, lo scorso anno, con la DAD ho fatto il possibile, anche se, non voglio guardare indietro.. c'è come una sorta di rimosso sano, dentro me. Voglio guardare avanti.

Buona notizia, quindi.GLi ho già fatto la barba, abluzioni denti, per entrambi. Stamattina siamo andati a correre, anche se, non sono riuscita a fare un'ora. Ho voluto accellerare un poco, e non ce l'ho fatta, forse, è ancora presto. L'importante è saperlo. I chiletti in più si sentono :-)

 

 

Oggi pomeriggio siamo andati in centro, dopo il pranzo dalla mamma. 

Le mie parole, e nemmeno le foto che metterò potranno rendere giustizia allo stupore e alla meraviglia di una Roma deserta,che a mia memoria non avevo visto mai, di notte di inverno e sotto le feste.

Certo c'era già stata la sorpresa del deserto la scorsa primavera,le foto sono indietro a testimoniare, ma oggi è stato diverso.

Siamo andati alla fontana di trevi. Da via IV novembre, hanno toltò il pavè... che colpo al cuore, solo intorno alla piazzetta, lo stanno rimettendo, ma dalla discesa di via IV Novembre appunto, che porta su piazza venezia, una bella colata di asfalto. Certo le ammortizzazioni della auto e degli autobus ringraziano, soprattutto la mia, MA, è un colpo al cuore: alla fine ha prevalso altro. Purtroppo. Mi sono immessa sotto l'archetto che va all'università gregoriana e ho parcheggiato.   Eravamo praticamente SOLI. Qualche anima sola, e qualche ciclista. Appena sono arrivata davanti alla piazza della fontana non credevo ai miei occhi.   Ho chiesto ad una pattuglia se potevamo avvicinarci 'prego! si accomodi pure'  come se fosse il salotto di casa. Romamia, mi sai sorprendere sempre. Silenziosa, severa, composta. Pulita! Luci basse, e poche sparute e sperdute persone a cercare lo smarrimento reciprocamente negli occhi. Silenzio assoluto, solo i versi dei gabbiani, ma anche loro raramente. 

La mia macchinetta ripeto non ha resto la giustizia.   Non ho inteso di usare il telefono, lasciato, per la macchinetta appunto. Ho perso un poco la mano a fare le foto, o è arrivato forse il momento di cambiare macchinetta. Vedremo.   Forse le mie mani, non volevano nemmeno farle, le foto. La necessità non era impellente, la bellezza, stavolta immensa era celata dallo stupore che fondeva cielo e terra, e magnificenza, poche luci. Ma non puoi sembrare una provincia è impossibile, nemmeno se ce la metti tutta, Romamia.   Mi sembrava di sentire parlare ma in sommo silenzio le anime di tutte le storie, certo le più recenti, che hanno visto i miei nonni protagonisti perchè già c'erano, e mi si stagliavano nella mente, le vie che percorrevo in bus che tagliavano il centro impiegatizio e istituzionale della città... sembrava che gli autobus vuoti che passavano - passavano anche nella mia mente e nel cuore in una sorta di surrealtà indescrivibile, come se, un silenzio composto e senza persone la facesse da padrone, sembrava essersi addormentata davvero la città, buia e non imponente, sembrava davvero essersi fatta più piccola, essersi davvero stretta sotto un cielo che voleva inghiottirla, o, una sorta di 'sparizione' magica, in cui non mi ci raccapezzavo.  Fu diverso la scorsa primavera e non solo per i colori, e perchè era di giorno. 

 

La sera era brunablu. E mi sembrava di stare fuori dal mondo. Mi sembrava una sorta di letargo, in cui anche Roma, era scesa sotto le sue rovine e là restava, solo suono di campane lontane e le chiese barocche che svettavano, ogni tanto, aperte.  A San Carlo al corso siamo entrati, nuovamente. Le luci natalizie si perdevano nella fine di piazza del popolo solo per orientamento, non si vedeva, era un buio in cui la luce non prevaleva. Erano mescolati insieme, e ci stavano benissimo, nella via del corso semideserta vista mai. così.

 

Da via del corso deserta. In una piazza venezia semispenta (a parte il grande albero natalizio) , e silenziosa, inghiottita in un sogno lontano. Poi piazza argentina, che sembrava non esserci più, le rovine non illuminate, sparite, svettava solo il grande teatro settecentesco, bianco, insieme a Sant'Andrea della Valle gigantesca e la feltrinelli aperta. Corso vittorio emanuele muto e nascosto, era un buio viale, a destra corso rinascimento uguale. Solo il tricolore del senato in restauro per impeccabilità, mi faceva invece ripensare a piazza colonna vista prima che era meravigliosa, silenziosa e illuminata di tricolore. 

Mi ha fatto davvero effetto vedere piazza navona buia solo con le fontane illuminate di blu. una musica dolce a sottofondo, i ristoranti serrati, le trattorie pure, persone contate, molte pattuglie.   Dove sta la gente, mamma?   è zona rossa oggi, non si può uscire, noi si...

La cosa che mi ha sconvolto di più è stata la  poca illuminazione. Anche se mi ritrovavo, più in quel buio magico, chè a volte, la troppa luce mi sconvolge, talmente è bello tutto quello che si vede. Roma dormiva soporitamente, e accorciava pure le sue distanze. Al ritorno ho fatto corso vittorio in macchina che  mi immetteva nel buio del lungotevere coi fari abbaglianti.. 'mamma perchè non ci si vede'!!!?? solo castel santangelo indietro di secoli appariva, severo e meno magnificente, ma sempre bellissimo. Un'austerità che io non ho mai visto, e , nemmeno il palazzaccio e via giulia sono riuscita a scorgere, nemmeno ponte sisto, solo il castello. E' stato difficile guidare, ma poi un pensiero bello mi veniva in mente a cullare il mio cuore e la guida, bello poter andare in giro di notte in una roma così.. senza paura, mi dico. Una meraviglia, di tanto in tanto, portoni aperti nelle vie, con le pitture rinascimentali, che anche questo di tanto in tanto c'è in mezzo a tanto barocco, bello, scrutare in mezzo ai passi e vedere soffitti altissimi con stucchi e soppalchi con architravi bellissime. Sentire musiche in lontanza e campane, in una sorta di antichità senza tempo, che si confonde nel tempo. 

Io di più non so ' descrivere, so' solo che sono rimasta muta e stupita.

di seguito foto, che non renderanno giustizia ma solo un piccola testimonianza del mio viaggio nel tempo nella mia città.

 
 
 

6 gennaio 2021 Roma

Post n°1367 pubblicato il 06 Gennaio 2021 da Roberta_dgl8

Ho avuto la mia Epifania.

Io sempre all'amore ho anelato, sempre profondamente a quel moto, prima dell'egoismo altrui e della mia brama di guarigione e sistemazione. e ai miei desideri condizionati e di rivalsa.
ed ora, che torno al primordio di mè, so' per certo, e rammento perfettamente, che quel moto è stato, era ed è la mia priorità, da sempre..
L'amore è la forza più grande, che cancella d'incanto ogni vendetta, ogni dolore, ogni cattiveria, ogni incomprensione, ogni ingiustizia, ogni menzogna.
L'amore, quello che si manifesta dalla cosa più grande a quella più piccola, dall'amore tra simili all'amore per tutto ciò che ci circonda.
Questa è la mia epifania. 
L'avrei voluto scrivere meglio, ma ciò che conta davvero, è che io, ora torno davvero da me.
Ci torno, e mi ricordo, quel moto, quella richiesta pura semplice come bere. PRIMA DEI MIEI DESIDERATA, me lo ricordo, bene. 
Non era per me per nutrire nemmeno il mio sogno, più grande un altro, ossia, quello di amore vero. Manifesto nella verità, non una idea, ma una rivelazione, una epifania, appunto.  
Io questo ho sempre voluto più di ogni altra cosa, perchè l'amore più grande è quello che capiamo che ci riconduce a noi, più forte di tutte le idee, è ciò di cui siamo composti e ciò per cui siamo stati creati, per cui siamo al mondo.
Arrivare a questo credo sia, una forma di nirvana. Nella sua semplicità.
Questo è la mia Epifania. Oggi. E per sempre.
 
 
 

A me stessa.

Post n°1366 pubblicato il 05 Gennaio 2021 da Roberta_dgl8

Non mi importa più di quello che possono capire gli altri.. Mi importa di quello che capisco io.    

 
 
 

post

Post n°1365 pubblicato il 05 Gennaio 2021 da Roberta_dgl8

Non voglio vivere di ricordi, posso un presente possibile che mi aiuti a salutarli e per andare verso un futuro che mi sorrida e ancora pieno di nuove possibilità.

(io)

 

 

§§§§§§§

 

 

Tutto quello che facciamo, perfino morire, è un inizio.

A. Jodorowsky

 
 
 

H.22.42

Post n°1364 pubblicato il 05 Gennaio 2021 da Roberta_dgl8

Non mi va di vedere la televisione. Preferisco scrivere. Oggi ho letto, un libro (una fatica e una pesantezza indicibili, cmq, dovevo farlo, e non l'ho finito), tornerà nella sua custodia. E' un 'opera, un classico, con più di un racconto. Uno lo avevo già letto, anni fa, non mi era piaciuto. E credo di essere l'unica! la suddetta opera è considerata un grande classico della letteratura, ma de gustibus no?

Non mi va di vedere la tv, preferisco scrivere. Sebbene, veramente , vorrei farla finita! del blog, dico. Cancellarlo. Ma mi è impossibile. Ho già compiuto questa operazione, con scarso successo, visto che sono ancora qui, e tra l'altro, le cose, non devono 'essere distrutte', ma al limite, lasciate così... al loro destino (?) oppure aspettare che tutto venga da se' senza forzature.

Non mi va di vedere la tv, preferisco scrivere. In realtà scrivo sempre. Su foglietti seminati in casa, su agende vacanti vecchie, e nuove, su fogli di block notes, sui calendari. Sui taccuini. Sul telefono, qui, in bozze. Con i post che ci stanno in bozze potrei farci un altro blog! ma figuriamoci!

Giorni difficilissimi questi. Di confusione come non mai... mantenersi integri è un'impresa.

Non ho ancora bene capito se Matteo potrà tornare a scuola il 7 o l'11. Non ho capito. Domani manderò un msg alla coordinatrice.  

Ormai siamo nella confusione più totale. E ci mancava una pioggia da vecchio films di fantascienza. Eccheppalle!

Ieri, uno squarcio di sole, e ci siamo precipitati  a correre e per fortuna!! mi sono poi lavata i capelli dopo un'ora di corsa, e non ho usato nè spuma per disciplinarli nè niente, li ho a malapena asciugati e sono venuti modello criniera, sono troppo lunghi e crespi,  lo so'. Farò la tardona attempata, mia madre insiste nel dirmi che non dimostro gli anni (che sento tutti su ogni contrattura)  , e senza citare il proverbio partenopeo, che riferisco a mamma, che dice che non è vero, ok non li dimostro, ma li sento!!, ma non me ne importa. Il colpo di grazia è stata la fila di due ore e mezzo alla posta. Non potevo risparmiarmelo. Non tanto perchè non ci sono degli escamotage telematici, e tecnologici. MA, perchè devo produrre 'cartaceo', ed anche perchè ho scelto di non ingrassare avvocati, e di fare da sola, e quindi mi è toccata la fila.

poi ha ricominciato a piovere per non smettere più. Umidità a tremila. Ok, l'inverno, ma mo' basta a piovere. 

La mia epifania è un frammento, tanti frammenti, che rimetto a post.o. 

A volte mi riesce meglio, a volte peggio. Mi pare di essermi lasciata dietro il peggio, ma anche il presente traballa in una incognita di questo periodo stranissimo, confuso, destabilizzante. Cosa dire? A volte mi riesce meglio, a volte, peggio. La linearità non è di questo mondo, forse sono davvero utopista e troppo speranzosa, come mi dicevano in comitiva, come mi dicevano le mamme fuori scuola.

Ognuno si trova a vivere la propria vita e cerca di andare avanti come può. Sembra banale, tanto è semplice, ma è così.

Certo stare in casa con Matteo, che poverino è costretto ad una solitudine ed io che non vedo luce in questo tempo matto, e non solo meteorologicamente. In uno stato degno di cotanto nome - bisognerebbe essere preparati alle calamità.   Nella confusione, cosa è che serpeggia, da sempre? la confusione appunto! quella malsana. Che non mi avrà ! giammai. Mi avrà.   E poi, comunque non voglio 'borbottare' nè sparare a zero sullo stato, perchè di pro, c'è che aiuta, di contro, c'è che bisogna comunque salvaguardarsi: UNA FATICA TOTALE!!!

a volte mi trovo a sognare, uno stato di rilassatezza, che non mi appartiene al momento, nonostante, tutto sommato il mio adorato figlio, stia abbastanza bene, povera stella mia. Sono io, che complice tutta sta pioggia e la frenesia di sistemazione... ma poi, mi dico guardandomi in questo specchio, che è già tutto sistemato. Che non ho bisogno di vedere altro, o forse, devo solo bene somatizzare, ed è difficile, con il contorno che ho che certamente potrebbe essere ben peggio, ma poi, mi dico, pure meglio.     Non c' è un colpevole, se non questa attualità, che non passa, e che è sempre più confusa, ecco io con questi miei scritti, cerco davvero un motivo per dipanarla. Per dipanare la matassa, e starci al meglio in questo presente, almeno spiritualmente.   Devo avere pazienza, lo so. L'età incombe e i condizionamenti, anche. Non ci voglio pensare, non è vanità, davvero, è stanchezza, anzi nemmeno, sono allenata, ormai ricorro un'ora al giorno, e cammino parecchio, e sono forte, - è una stanchezza dei tempi, di quello che si comprende, che invece di alleggerire, appesantisce. ... Sebbene, si' a volte, ho una chiave, che apre questo baule di cose pesanti e l'imperturbabilità buona arriva, che non si trasforma in cinismo, ma in verità pura e semplice, senza fare male, ma anzi, arriva come una rivelazione. Ecco, in quell'attimo io, devo davvero farmi accendere subito la lampadina, e non pretendere niente altro che capire e starmene serena...

 

Sto scalando una parete difficilissima, mi alleno fortemente, ma scivolo giù, poi sono costretta a riposarmi, poi mi dico, che devo 'cambiare speciliatà'. che non fa per me, sta salita, metaforica e non.

Eppure la leggerezza arriva, ma arriva pure l'umidità che entra dentro le ossa, sebbene, ho degli orecchini strepitosi, e lo smalto bordò scuro sulle unghie anche se quella del medio destro è già scheggiata. Abbiamo finito prima di domani, già ogni dolciume. C'è un silenzio irreale, la casa è ovattata e si sente solo il ticchettio della tastiera.

non mi va di scrivere, più, passo e chiudo.

Brano  progressive, riascoltato anni fa, in questo periodo, in un bel giorno, in cui andammo al vaticano, fuori, sembra tutto così lontano, ma è bello, lo lascio, l'ho avuto. Ora mi godo il presente.

Non mi lamento. A questo mi serve,ancora, scrivere.

Passo e chiudo.

Santa Epifania, fa che sia, davvero un'Epifania... 

stelle del cielo, improvvise apparse, bellissime, nel cielo mare dei miei sogni, stella mia intemittente pulsante, fa che io non mi senta più prigioniera in questa casa mia, sogno ad occhi aperti che il passato più cattivo e crudele mi si rimetta a posto, in una sorta di miracolo divino.

 
 
 

Salvata alle ore 19:56 del giorno 02/01/2021

Post n°1363 pubblicato il 05 Gennaio 2021 da Roberta_dgl8

Interno casa.

Rai 3 , blob, concerto Rino Gaetano Riccardo Cocciante. Il ricordo si purifica, nuovo, Image, cantata da entrambi. 

Piove a dirotto ed ininterrottamente da due giorni.

Non sono uscita ieri, oggi, solo per comprare il pane e il latte. Non ho nemmeno una sigaretta di numero. Voglia di fare niente, mi sono riposata, ozio puro, ciondolato in casa.

Non sto vanificando gli sforzi per dimagrire almeno un pochino!, ho mangiato solo 2 pezzi di pizza bianca, e un pezzetto di torrone al cioccolato. Un calice di vino rosso, 2 cioccolatini.

Mi dispiace immensamente per Matteo. E' stato abbastanza tranquillo, MA, noi siamo abituati a camminare e volevamo andare a S. Agnese, e anche a correre. Non è stato possibile. Devo dire, che nonostante questo è stato abbastanza tranquillo. Ha riposato, e ha fatto solo qualche bizza sulla voce, prima, mentre parlavo un attimo al telefono. Sempre per via del 'tono' di voce. Devo dire, che è stato davvero utile leggere quel libro, l'anno scorso.

Forse metterò i libri letti, sul profilo.

Ieri mattina, mi sono svegliata prestissimo. il primo dell'anno, abbiamo mangiato da mamma, benissimo, tortellini in brodo, fettuccine al ragù , lenticchia e cotechino. Siamo andati a letto, presto. Dopo il pokerino casareccio sempre a casa di mamma nel pomeriggio dopo mangiato. Ieri mattina ho rimesso in ordine tutte le fotografie che ho qui sul pc. Un'impresa! purtroppo, durante questa sistemazione, mi sono accorta, che mancavano quelle della mostra sul '68 al museo in trastevere, visto nel 2018 in estate, e quelle del 2017 del sacro speco; è vero che ci sono andata tante volte, e ne ho tante, MA, di quell'anno, no, sono andate perse. Erano particolari , perchè avevamo fatto il percorso di escursione che porta proprio sui monti dove c'era una locanda e dei bei cartelli, con dei pensieri, scritti. Nelle volte precedenti, sia nel 2015 quando ci ero andata con Matteo che successivamente nel 2016 quando ci ero tornata non avevo fatto quel percorso. 

Mi è dispiaciuto enormemente. Credo che le avevo scattate con la vecchia macchinetta, e la schedina non l'ho più ritrovata.

Mentre mettevo in ordine, ho trovato anche dei miei scritti, di quando ero stata assente dal blog. Molto belli. Che restereanno privati. Li ho salvati e messi a posto.

Avevo anche deciso di pubblicarli, ma ripeto, li tengo per ora privati. Poi, forse, chissà. Mi dico, che c'è un momento giusto, per tutto. Se ciò deve avvenire avviene con naturalezza, certamente. E quindi, certamente avverrà.

Oggi ho accarezzato la mia solitudine, lei ha accarezzato me. 

 
 
 

*

Post n°1362 pubblicato il 05 Gennaio 2021 da Roberta_dgl8

ciò da cui fuggivo l'ho trovato amplificato all'ennesima potenza. 

 
 
 

01.01.2021

Post n°1361 pubblicato il 01 Gennaio 2021 da Roberta_dgl8

Auguri babbo. Auguri papà.

Oggi è sarebbe stato il tuo compleanno. 82simo per l'esattezza.

Mi tornano in mente i capo di anni, da bimba. Quando mamma cucinava benissimo e i nonni paterni venivano da noi. Eri contrariato, accigliato. Un poco. Lo sentivo, e ti sentivo. Perchè col nonno non c'era la tua mamma, nonna Elisabetta a cui somiglio tanto, e che ti aveva lasciato appena decenne distrutta dal dolore per la perdita dell'altro tuo fratellino, sebbene il più piccolo eri tu.   La scelta del nonno, era stata 'bigotta' risposarsi per stare con una donna, invece di aiutare i figli. E tu e lo zio, vi eravate davvero fatti da soli e dal nulla, papà caro. Tu il braccio, lo zio la mente. Non voglio andare troppo indietro, il PadrEterno, davvero vi ha voluti accanto. E non aggiungo altro, il tempo mi chiama al pranzetto con mamma, devo ancora sacrificarmi per amore familiare, e non certo per la mamma (e non aggiungo altro e nemmeno) non serve.

Ma sento e so' che è la cosa giusta da fare, e mantengo fede al giuramento bambino , che non hai preteso (forse stava la' la tua dolcezza che non avevo compreso, troppo arrabbiata per la tua severità in una circostanza del genere io un abbraccio e un bacio, volevo, ) ma mi ha detto BENE: HAI CAPITO??   ecco babbo, papà caro, lo capisco oggi, forse per ciò che davvero conta non è mai troppo tardi, e nemmeno se poi, lo scotto che si paga davvero ci ha lasciato bruciature, ma le portiamo con orgoglio, per il resto, il tempo, sistemerà tutto.

Auguri, papà.. Il tuo ricordo è stampato nella memoria dei miei geni, nei cromosomi di Matteo che ti somiglia, nel tuo stesso segno zodiacale, sebbene Matty nelle somiglianze non ha fatto davvero torto a nessuno, stella della mia galassia, e del ponte misterioso con te, ha la stessa aria... misteriosa buona terrena ma anche fatata. Calma. Cocciuta, forse.

Auguri papà il tuo ricordo, lo raccordo oggi, 82 anni compi. Non ti è stato dato di compierli su questa terra. Solo 36 ne hai fatti, ma sei nato in un giorno magico che voglio ricordare. Anche se il tuo ricordo, ormai è davvero polvere di stelle, conservo il ricordo di quel bosco , del tuo coraggio, del tuo amare la montagna non il mare, e solo il mare con la montagna al limite, ricordo la barchetta che ti accolse, preludio di quella signora, da cui saresti andato, ti addormentasti rannicchiato di sera, accoccolato in quel piccolo guscioscafo, non lo dimenticherò MAI. Non posso dimenticarti anche se, in molti bar ti ho respinto e tolto il mio saluto, mandato via, restava sempre la morale del tuo giuramento, a cui tornavo, ma che non riuscivo ad equilibrare. Fui brava, però anche io, a farmi da sola.. nonostante avessi davvero potuto pretendere di più da me, ma non avevo capito, non c'ero, volevo l'abbraccio, che nemmeno mammagioconda mi diede, quando la vidi trasfigurata dal dolore per la tua precoce dipartita, e non ho avuto lo slancio di Laura, ad abbracciarla subito. Sono rimasta sospesa, mi sono staccata da voi due, da voi genitori .. e sono andata in un altrove dove volevo pedermi solo per potermi ritrovare, qualcosa si inceppo' già da allora. faccio parte, come tanti e tante, di quella generazione, che avrebbe dovuto avere non solo tanto amore,e, nella maniera giusta, anche con un livello intellettuale altro, ma forse manco questo è il punto.

Non posso perdermi nell'osservazione di mè. Voglio solo rendere onore e memoria al tuo ricordo. L'ho sempre fatto, qui, nel male che ho visto e che mi ha attraversata, nel bene che mi ha salvata, papà ci sei sempre stato, era sempre te, che cercavo, non per similitudine, MA, per quell'intelligenza maschile, che so' mi avrebbe potuto far dire un arrivederci ci reincontreremo e guarire da tutte le ferite, e da tutti gli inceppi di un destino non codificato.

 

Si  impara comunque, ci vuole sempre anche una dose di culo, direi. Non l'ho avuta, ma non dispero :-)

 

mi hai insegnato insieme a mamma a non prendermi mai troppo sul serio. E tanto altro, che ora non posso scrivere, voglio mettere i brani che mi ti ricordano, purtroppo il valzer viennese che era a casa di nonna Maria, è andato perduto, mi accontenterò di un altro.

La tua aria c'è nella terra e nel cielo, proprio oggi,che mi arrivano i tuoi motivi..

 

di più per ora , non posso scrivere, auguri babbo, papàdorato, carne e sangue cromosomi e cognome. Ci reincontreremo , veglia su me, stammi vicina, sempre.

Come quando è venuto al mondo Matteo. Come oggi.

Nella musica.

 

https://www.youtube.com/watch?v=phBThlPTBEg

https://www.youtube.com/watch?v=2Qs1J612nZs

https://www.youtube.com/watch?v=naKub51pT5g

 

Passo e chiudo per ora, oggi è il primo dell'anno, il compleanno anche del mio adorato genitore. 

Auguri!

 
 
 

31.12.2020

Post n°1360 pubblicato il 31 Dicembre 2020 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

Ultimo dell'anno. L'ultimo raggio di sole bacia il palazzo ed io l'ho fotografato. Il sole è sospeso, al meglio del suo colore, e questa ultima giornata di fine calendario, io la sento che non vuole andare via! - ho sempre avuto queste sensazioni alla fine dell'anno. SEMPRE. Come se, il tempo volesse fermarsi ed io con lui, rimanendo entrambi sospesi in una sorta di tempo 'fisso'. 

L'aria fuori odora di inverno. Anche se i colori sono ancora dolci dell'autunno da pochi giorni andato via. La luna meraviglia di ieri sera, ha regalato pioggia, e poi tanto sole. Io mi auguro si sbaglino per domani gli osservatori scientifici del cielo. nella variabile della natura imprevedibile.

Siamo andati a correre anche oggi, ed anche oggi un altro treno ha strombazzato. L'aria umida di inverno gelata e poi scaldata dal sole, rendeva fango la pioggia sul terreno, e tutto intorno, non c'era più una sola stagione, il parco era un acquarello dell'800 fermo e fisso senza stagione nel dipinto della vita. Mi dico che è una impressione sospensione della città eterna anche non nel pieno centro storico, che non ho potuto visitare, ma sono fortunata sono in un quartiere semicentrale, a piedi arrivo al Mausoleo di Costanza nel complesso di S. Agnese , sito d'arte meraviglioso, ed archeologico anche, nonchè tappa cristiana fondamentale.

Oggi i miei pensieri erano meno leggeri, ma appena arrivava 'la pesantezza' a premere sulla cervicale, o a rallentare le gambe, il respiro si faceva intenso, il cielo diventava mare, ed io nuotavo nell'aria, senza più pensieri. E mi dicevo che 'non pensarli'li faceva andare via..

Che nel momento stesso in cui non penso, tutto si dissolve, e il cielo se lo prende.

Quando finirò di scrivere e sistemare la playlist di capodanno, il sole sarà andato via..

non voglio essere triste. come sempre. Non voglio avere paura, del tempo che passa, ma  ringraziare. Ho avuto tanti capodanni, più  o meno belli, ho vissuto. E ho ancora tanti vagoni di sogni, come quelli del treno visto, - che ci pensavo stamattina, ... un capodanno in una spiaggia incontaminata, o in un sito termale, dove potrei chiudere gli occhi e togliere le lame che di tanto in tanto arrivano, per tutti gli anni e le difese, anche se poi, già mentre corro spariscono, e mi fortifico, ed anche la corsa serve, questo piano forte di tastiera sistema la scrittura, e ci sono botti, e mi pare di fermare il tempo, e non voglio nessuna nostalgia. Dolce caro anno 'vecchio' sei stanco... hai bisogno di andare a dormire, a raggiungere tutti gli altri anni.. lo scrivo ogni volta, mentre la solita ventosa del bagno, crolla (e mi sorrido da sola).

Una volta liberati i pensieri,mi sono detta, che capodanno rappresenta da sempre qualcosa di forte per me.. ma questo anno - che fra poco finirà e l'anno nuovo che fra poco arriverà, mi sostengono in bilico, e mi esercito all'equilibrio finalmente su ciò che questa giornata ha determinato nel mio destino. Ora vedo tutto bene. E non c'è più motivo di NON risoluzione, ora sento che va tutto al posto suo... il capodanno 1983-84 e il successivo 1984/85 e poi gli altri a seguire, ma questi due che soprattutto hanno determinato il mio destino, che non sapevo raccordare al mio sentire, non capivo.

Capisco OGGI. 

Il passato io non lo posso cambiare. Tutto ciò che successivamente è stato, e sono tanti e tanti e tanti anni, sono stati cmq una sorta di volenterosa sistemazione, ma erano 'le basi' ad essere sbagliate.

Quanto manchiamo alla nostra felicità. Ammetterlo è davvero doloroso e faticoso, ma poi, ammetterlo, e cambiare rotta, si può. lo dobbiamo a noi stessi!

questo è un auspicio meraviglioso, un regalo di questo giorno, un consolidamento che rende libertà e giustizia a tutti gli errori di cui è costellato il cammino. Forse questo bimbo nato da poco, è venuto anche per questo, per insegnare una via, una verità, e non farci perdere la vita.

Non ho cognizione dialettica nè sono bravissima a scrivere, mi arrangio come posso, nella messa a disposizione di questo spazio.

Sarà come sempre nell'immediato un 'ponte' per traghettarmi in un altrove che la guida dentro me, e la mia comprensione sapranno costruire!

l'anno è stanco si incammina e verso il sole più basso, se ne va.. ancora piano piano, ci racconta le ultime ore, io mi immagino un amore che si consuma in queste ore, tra due persone affini che trasformano e vivono in simbiosi il tempo. Poi ci sono altri amori, il mio ora per il mio scrivere, e la mia rinascita risalita consapevolezza. E il respiro di questa natura, il nostro essere ancora qui.

Di seguito mia play list variegata, così come sono variegata io!

Buon ascolto, buona fine buon principio.

 

https://youtu.be/WcSLb2phjDk

https://youtu.be/1t-gK-9EIq4

https://youtu.be/nqAvFx3NxUM

https://youtu.be/zpDX5HvC45s

https://youtu.be/qqMCO7rEoeM

https://youtu.be/_-QPvffO1gs

https://youtu.be/orHkDYNFwEg

https://youtu.be/QAo_Ycocl1E

https://youtu.be/swJOIjjW69U

 

https://youtu.be/4hPv6EuV7dM

 

è arrivata la sera ... , nel frattempo, ho superato l'ascolto!

ma ci vuole ora qualcosa di forte! ora !

buona fine e buon principio !

https://youtu.be/3mbvWn1EY6g

 
 
 

30, quasi 31.12.2020

Post n°1359 pubblicato il 30 Dicembre 2020 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

Caro foglio bianco come la splendida luna di stasera.

Questo è l'ultimo o penultimo scritto di quest'anno. Fuori ci sono già i 'botti' da ore.. in lontanza ma perenni, si ha voglia di festeggiare, in una sorta di vecchio consolidato rito, sebbene, non sia mai, uguale, mai.

Insieme alla corrente che alimenta il pc, e le parole che scorrono veloci sulla mia tastiera, mentre Matteo mi 'tormenta' con il suo soliloquio, provo a dargli attenzione: scrivi ! :-)

perdo il filo per riprenderlo mi aiuta questa corrente flusso di scrittura. Che mi fa bene. 

C'è una luna stupenda, fresca. bella. Prima nel colloquio con un caro amico, in cui ci si raccontava, dei nostri figli speciali, la sua amicizia mi pareva prova solidale, i nostri lividi 'tatuaggi' che lo sappiamo solo noi.. poi mentre c'era un richiamo a qualcosa, la luna il cielo diventato improvvisamente sereno a tratti, me la faceva fotografare, mi ci immergevo, come se, nella magia dell'amicizia di una telefonata improvvisa e vera, e la luna da testimone e l'aria fredda umida sincera, si fondessero insieme, ed io mi liberassi , ma più che liberarmi ero proprio ispirata, nemmeno, ero sollevata, leggerissima! 

ora piove. A tratti ha piovuto parecchio, poi il cielo si apriva, poi diventava nerissimo, il cielo piange di umidità le correnti qui, risentono in questo centro del nord, ed anche del sud.

Con Matteo stamattina siamo andati a correre, ad un certo punto il sole si  è proprio acceso. Io mi sono svegliata abbastanza presto, ho fatto tutto, con calma, tutto tutto. Poi Matteo è stato un poco più lento, altra telefonata, ch emi ha fatto un gran bene, e poi la corsa. abbiamo corso di meno, perchè le nuvole bassissime minacciose e scure, avevano oscurato il varco di sole, che era durato tutta la mattina (siamo andati alle 12,20) e ci siamo bagnati al ritorno, anche se avevamo le giacche a vento. Poi doccia, poi pranzo, poi ad ultimare un poco di spesa, lui con il suo operatore. Io vestita adeguata, senza sudare , non fa freddissimo anche se è molto umido, la sera, sopratutto, eccessivamene, - correnti alternate, imparo a governarle. Polacchetti lucidi, vestitino lungo, calze contenitrici ch eci ho messo due ore ad infilarle : le odio! però mi tenevano al caldo, ed anche il vestitino della foto, sebbene non sia perfettamente donante, io le cose attillate non le portavo nemmeno quando ero magra, figuriamoci ora, ho sempre prediletto le linee ad A, anche da ragazza, - ma è confortevole, comodissimo, e lo porto senza maglietta sotto, gradevole.

Mentre scrivo, la pioggia è una danza, e allora si fermano anche i botti, che non amo particolarmente.

Stamattina, durante la corsa, fermata treno val d'ala, ma ora chiusa, prima ristruttura poi chiusa (??) traghettava un grosso treno merci, che mentre correvamo annunciava con un clacson potentissimo il suo arrivo, io mi sono messa a salutarlo, e, ad ogni saluto, strombazzava, ho contato i suoi binari : 10 , come il decennio che se ne va.. come questo anno, a chiusura. E l'ho visto così questo anno, che si porta via tutti gli altri, come quel treno, seguito subito dopo, un po' di minuti, da un altro mercitalia, c'era proprio scritto così, a darmi dei segnali, che volevo codificare con la corsa mentre correvo con le gambe il cuore a pomparle e il cervello a pensare.., poi mi dicevo di liberare i pensieri, farli scorrere, come se fossero dei vagoni di quei treni..

Come tutti questi anni, e questo che sta per andarsene.. e mi piglia sempre un poco di 'pena' nostalgica perchè non voglio che 'muoia' mai niente, perchè mi pare poi mi manchi qualcosa, ma allora poi mandare via anche questo pensiero, qua.

penserò alla playlist che ci pensavo già stamattina, se riesco, la metterò , perchè con la musica possiamo fare molto, anche cucire in maniera bellissima la tela di tutti gli anni, in un bellissimo ricamo, e procedere, nel ricamare la nostra vita con dei fili preziosi che ci portino al meglio di noi stessi.

 

Ho fotografato la luna, ci legherò un brano, di quando quel cantante mi piaceva tanto, ero giovanissima, e non lo 'odiavo' così tanto come lo odio adesso: mi è insopportabile, talmente tanto da risultarmi ostico anche il suono della sua voce, e tutto ciò che cantasuona. 

Poi direi, che i miei ascolti sono altri. ben altri ! :-)  ma io amo tutta la musica :-)

Ma io nel pacificare questo decennio, cerco di pacificare anche tutta la mia vita, perchè devo alleggerire la mia zavorra. I miei sogni , le mie speranze.

E basta un piccolo gesto, come mettere un video anagraficamene datato ma attualissimo che pare restituirti un passato liberato ed un presente possibile, anzi, togliamo il pare, restituisce nel presente il passato liberato per camminare nel futuro.

Si.

 

buon anno ancora, a domani forse, o play list, o altro brano ancora.

seguono foto luna nel suo ultimo splendido prenilunio (nel mio segno, bel regalo grazie Universo :-)) dell'anno 2020. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

Ri(conciliazioni)

Post n°1358 pubblicato il 29 Dicembre 2020 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

A volte, scrivere, diventa necessario.

Lo sanno bene gli scrittori di professione. Lo sappiamo bene forse anche noi, che scriviamo in questi diari blog finestre dell'anima.

Poi ognuno ne fa l'uso che crede. Che nel mondo del libero arbitrio donatoci, c'è posto per tutti. 

A volte scrivere, è necessario, e vitale. E' una salvezza, una via mediana, alla soccombenza. Altrimenti.

A volte, il verbo, sa uccidere. Come lama, pugnale, coltello, sciabola. A volte, come pistola, proiettile. 

A volte il verbo è pugno, calcio, di nuovo sparatoria, crocifissione. 

 

Io preferisco sia balsamo.

Io preferisco mi aiuti, nella mia emotività, nella mia ipersensibilità. 

 

Sono giorni confusi e confusionari. Giorni 'impiastricciati', di tutto il delirio del mondo.

Giorni, in cui, bisogna liberarsi dei pensieri, anche quando martellano cuore e cervello, anima e spirito.

In cui, sentiamo nel raccoglimento di noi, la lama, fuoriuscire dalla schiena. (e meno male)

Alle spalle, dove l'avevamo conficcata. Dove ce l'avevano conficcata.

Mi viene in mente una frase, non dico di chi, che mi dissero anni, fa, in una vicissitudine altra... aho' ma che ciai paura che te sparano?? perchè non ci vieni più qui?   in questa via?   ....

 

in vino sagrantino veritas. Vino umbro, onesto. Mentre il mio Matteo mi chiede altro olio sulla sua insalata.

 

Mamma, traffichi? - non mi va più Matteo, non voglio scrivere, più.

MAMMA SCRIVI. ma è solo una routine autistica, io sono una penna bislacca, eppure nelle mie pagine, ci scorgo esercizio buono alla mia ricostruzione personale, al mio traghetto, personale, alla mia introspezione, alla mia psicoanalisi, che in molti che mi hanno dato la mano hanno riconosciuto.

Ci si riconosce, si fa un poco di strada insieme, e poi, talvolta si continua, talvolta, si prendono strade differenti, sovente, anche parallele. Certo.

Ci si ritrova,anche in piccoli gesti, in piccoli accenni di cuore. Nella natura delle cose, anche quando la crudeltà di questi tempi orrendi ti pare ti abbia lobotomizzato assolutamente.

 

Poi però ti accorgi che non è così. Affidi all'etere, a queste pagine,la risoluzione di ciò che potrà dissolversi nella pacificazione tanto agognata ricercata, e ti dici, che anche l'ultima delle speranze, che non volevi 'fasulle', crolla e muore dal fondo del dirupo dove è precipitata.

Ma poi, è giusto così, poichè ti dici che la speranza vera, non quella del cesso (licenza poetica francese) quella non crolla, nè cadrà mai, anzi è lei che ti sostiene santa più che mai.

In vino veritas. Vino buono ancora più veritas. 

Mi sono scavata una piccola nicchiettina, e mi ci sono infilata qui con le mie parole, ci ho volato pure più in alto di un'aquila reale.   CI ho planato ci ho sorvolato oceani, e anche di più. ci sono arrivata fino in australia e ho visto aurore boreali così come sono stata nei deserti americani, passando pure sul tappeto magico estremo di quelli del medio oriente.

La scrittura, le parole, sanno farsi piume leggere, ma non per solleticare, nè illudere, nè affabulare, nè prurigine prigione, ma possono liberare, senza condurre al gioco di una partita che non ha ragione di esistere. e che comunque non giochi perchè non la sai giocare. non la puoi giocare, non giochi, fai sul serio, tu.

le parole.

Possono essere salvezza. Possono rimettere a posto l'impossibile, possono arrivare profonde, più delle lame e dei proiettili, arrivando nel profondo, ti riportano a te stessa.

Lo scotto pubblico si paga, nella autocelebrazione ed esibizione del meglio e del di più, ma non mi è mai appartenuto tutto questo, ho sempre inteso di stare insieme, non al di sopra nè al di sotto, sempre insieme. oppure ognuno per par suo per la strada sua,laddove il vero incontro non era condiviso nella profondità di intenti, senza ingerenze, senza sofferenze, senza ingiustizie, senza cattiveria, senza infiltrazioni malevole, di sorta,alcuna.

Non è così che funziona. Nel mondo marcio che tenta di salvare se stesso. E ci riesce! altrimenti, basta un niente, per mandarlo all'aria. C'è una forza misteriosa, inspiegabile, che ha una parola abusata, idealizzata, spolpata, derisa, annientata... vilipesa, eppure ancora è la forza prioritaria, quella che ti dai, senza illuderti, quella del tuo sogno più grande.

 

 

finisce in bozze per ora.

Poi sparecchio, poi preparo foto, per te, mio dolce amore. Bimbo bellissimo di una bellezza stratosferia da ammutolire gli angeli, ed ora, uomo protettivo, autistico  e violento, a volte, tuo malgrado ma dolcissimo fino all'anima, che solo tu, sai senza cattiveria alcuna, come le anime come la tua .

'violento' quando non riesci a dire quel che provi. Che un poco ti capisco. Quando l'emozione di stare in questo mondo (e l'ho studiato per anni) è talmente forte che non la sai riconoscere. Io forse ti ho trasmesso questo? la timidezza ancestrale atavica di tuo padre. Ce lo devo mettere in mezzo non è prezzemolo... Io nelle mie emozioni più forti e vere, non ho mai saputo tirarmi fuori le parole giuste. MAI. ne usciva qualche cosa di completamente alterato, anche quando la spinta sincera del sentimento c'era tutta, ma ora, mentre scorrono parole su questa pagina bianca, mi dico, che era perchè non c'era l'intento condiviso ( e io lo sentivo). Mi dico oggi nella mia età matura, che quando l'alchimia è vera ed è d'oro essa trasforma il piombo dell'insicurezza, in oro. Puro. E tutto si dipana. E quel genio amoroso descritto dai veri scrittori, uno o due in un secolo, circa, sa farsi famoso, nella sua semplicità mai raccontata, o pure in mille rigagnoli di possibilità di un'acqua cristallina che si fa fiume vero, pulito in cui ci si purifica, veramente. Alla nostra fonte più grande, che non è un esercizio alla scrittura nè alla bravura dell'intelletto...  è molto di più, mio sogno più grande di tutti. Mille volte riconosciuto nell'illusione percepita in cui, si potevano sposare insieme sogno illusione simbiosi empatia totali. 

io ci credo.

Continuerò a farlo.

ora ho bisogno di rilassarmi sul divano.

Ce l'ho un po' con me, perchè sono tornata alle mie 1 o 2 sigarette al giorno. E non devo e non voglio.

Sono stata brava sempre andata a correre un'ora al giorno, 

e il lavaggio del cervello a tappeto (come la goccia che scava il vaso, di mia mamma), ha dato i suoi effetti, ricorrerò a dei massaggi estetici. 

Sono stata brava, anche di organizzare il rinfresco di Matteo, e il Natale, con la mamma, e suo padre. 

Il giorno di natale, ho fatto una pasta e fagioli coi frutti di mare, buona, anche se, non era cotta alla perfezione, ma mamma miha fatto i complimenti! ha un buonissimo sapore!. Poi totanetti e piselli, e poi orate e spigole al forno, insalata.

Dolci vari, troppi. Troppo prosecco troppo franciacorta :-)

e poi il giorno dopo rinfresco. a casa. Buonissimo, ma troppo in questi giorni è stato difficile smaltirlo... mi ha creato un po' di confusione alimentare, ma come non festeggiare, questo amore mio che è nato il 26 dicembre? mi sono sistemata carina, conla linea non al top, ma farò del mio meglio, truccata, sistemata, per lui, per me. Per la mia famiglia imperfetta, per i miei affettimperfetti, ma non per questo non veri. E sentiti. In cui i ricordi si fondono al presente, e ti fai carico di tutta l'emotività di questo periodo, ma poi, piccola grande conquista, Matteo chegioca a tombola... e si ride, si beve, si scherza con questo presente, tinto di passato che non ci riesce di archiviare. Compreso quello che non arriva alla memoria ma ce lo abbiamo attaccato addosso, nelle membra nelle note dell'anima nella musica silenziosa che ci fa fuoriuscire le nostre azioni migliori. Il compagno di mamma, persona semplicissima, mi ha riempita di complimenti! stai bene, sei brava, ti trovo molto meglio, brava, Roberta.

 

 

pausa

 

Sono giorni difficili , caotici, giorni insonni di bilanci e di crescita... un anno se ne va, vola portandosi appresso la storia che non credo sarà solo un trafiletto, noi, invece piccoli pulviscoli testimoni muti, che crediamo e affidiamo all'etere, una sorta di sentimento che saprà traghettarci ancora senza paura, più-

Oggi è un giorno meraviglioso, per me. DI nuovo un miracolo. DI nuovo. Matteo che cavalca da quando ha 6 anni,non era mai riuscito a dare la carota al suo cavallo. C'era umidità nel maneggio aristocratico, sulle mie ginocchia con lo stesso vestitino elegante il 26 e sportivo oggi. Portato coi calzettoni. Quanto faccio in una giornata e mi pare di non fare nulla! stamattina alle 8 ero in asl a snocciolare il peso delle feste, e i progressi di Matteo, gli effetti collaterali del  medicinale stanno scemando, le sue ossessioni leggermente amplificate, i picchi di stress alle stelle, e un livido, che saprà diventare carezza, non fa male, un male buono, un livido di scelta come tutto questo sangue che diventa vino, e non sento nessun dolore.

Ho deciso assolutamente di riprendere shatsu oltre ai massaggi. Voglio farmi del bene, mi dico che me lo merito.

Non so' se il blog, starà un poco in pausa, non lo so francamente! la luna ieri sera era meravigliosa, mentre io fusa con l'aria a piedi sull'asfalto bagnato, e dopo la pulizia del viso e ceretta che mi sono regalata, ritornavo a casa, dopo la scelta di MATTEO di dormire da suo padre, di nuovo, come la sera prima. La bilancia del bene, era perfetta nella luna stupenda lassù, la stessa che il giorno, prima, splendeva col freddo intenso dell'inverno (ero uscita il 27 a cercare l'alimentatore del pc che si era bruciato il 25 senza successo), a dirmi mia dolce luna che se le pigliava lei le mie parole, dopo il sole la mattina nella corsa, e il meritato riposo dopo due giorni intensi.

Ed invece ieri di nuovo caldo. Stamattina ancora di più. Pioggia battente e sole mentre l'inverno vicino al piccolo monumento del giudice Amato, ad impigrirsi, e scomparire in un marzo improbabile e un autunno alle spalle. 

Bello perdersi per ritrovarsi nel vino della scrittura prima della frutta sbucciata e del meritato rilassamento, mi auguro di riuscire a dormire, è solo ancora l'ennesimo cambio di stagione e tu che vuoi riconoscerti.  Anche in questi tempi impiastricciati. Confusi, allucinanti, ma la bussola non la vuoi perdere. non l'hai persa mai alla fine.

Queste parole ti accompagneranno. Sincere, dolci, ed altre più segrete, si infileranno nelle pieghe del tuo tempo, sperando donarti, per mitigare le tue insicurezze e la tua severità.

Si cresce, si va avanti, si vedono cose, che non avremmo voluto che ne sarebbero bastate la metà, ma poi si va avanti nella scelta e nello scrivere. Ciao 2020, hai davvero le ore contate, farai parte di anni imporanti per me, e nonsolo per il covid.

L'ho già scritto finisce un decennio. 

magari farò una play list il 31, vedremo.

 

Per intanto buoni auguri a tutti. 

ciao 2020...

 

 

ciao decennio... addio...

https://youtu.be/8T46z5I3atY (sacroMetal) 

 

 

in alto la copertina di un libro letto nel 2009.

 
 
 

26.12.2000

Post n°1357 pubblicato il 29 Dicembre 2020 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

26.12.2020     COMPLEANNO DI MATTEO 20 anni !!!!!    

AUGURI, unica gioia della Vita Mia.

 

 

 

 

 

 

 

imperfetta come tutto ciò che è vivo 

(citaz. ditantestelleblogger), grazie.







 
 
 

Vigilianomala

Post n°1356 pubblicato il 24 Dicembre 2020 da Roberta_dgl8

Ma non per questo meno sentita. Anzi.

Io e Matteo non andremo nè al vaticano, nè a Santa Maria Maggiore, stanotte. 

 

Santa Maria Maggiore     

 

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(la sotto ci sono i frammenti della culla di Gesù Bambino, e sulla ds, la tomba di Bernini)

 

 

sarebbe stato il terzo anno di seguito. Bellissima la messa di mezzanotte. Matteo sereno, ascoltava in silenzio. io pure.

 

Viglianomala, ma non per questo meno sentita, ANZI.

 

C'è un silenzio ovattato, fuori. Bellissimo. Fra poco ascolterò le novene. Ho un modo tutto mio di vivere la cristianità. Mi farà bene, come difatti me lo sta facendo.

Prima di cena Matteo ha avuto una crisi comportamentale, violenta. Mi si è bruciato l'aglio del soffritto. La novita? la novità è che non ho pianto, Non ho lividi, ma ho inteso di applicare, ciò che che dice la 'medicina', non gli ho più risposto, pregando tra me e me, in maniera non canonica ma affidando a tutta me stessa la calma imperturbabile, che lui CAPISSE, e non se la prendesse, dopo me, con gli oggetti. Un'amica del cuore, mi è stata vicina, seppur lontana in km. Si sentiva nel microfono di quest'aggeggio che da 'infernale' diviene fatato e santo, il rumore dei passi, mentre mi parlava, mentre parlava a Matteo, ignara, suo malgrado, della crisi sopraggiunta. 

Gli stessi passi, uguali, nel msg ad altra amica, del cuore. 

Poi tutto è passato. Si è calmato. Come se, questa ovatta strana e bella, l'avesse imbevuto di un balsamo calmo.

E' un piccolo miracolo mi dico. Non ho pianto inutilmente autocommiserazione di me stessa, - non mi sono fatta prendere dall'ansia. Ho buttato l'aglio bruciato. Ho fatto calmare quell'olio, senza buttarlo. L'ho fatto 'riposare', del resto, non era bruciato, soffritto bruciato tossico, ma abrustolito brunitissimo. Calmato. e poi ho fatto il sughetto. Con pomodorini pelati e tonno, e capperi. E' venuta una cremina  buonissima. Di tonno. Senza altro sale nell'acqua della pasta. Pennette integrali.  Meraviglia all'assaggio!! ma- le ho fatte io? Matteo che elogiava... prima ancora nel letto grande, Ma,  troppo piccolo ormai... ma non vuole cambiarlo, MATTEO PERCHE' MI HAI DATO I CALCI? 'NON LO SO'... di raymaniana memoria..

ok, ti perdono, non farlo più!!

hai fame,  ? si .

Pasta ottima, non troppa. Secondo:tranci di salmone fresco ai ferri, squisiti nella loro semplicità. Radicchio, poco pane. Pandoro torrone frutta . vino io, acqua lui. Vermentino squisito che vai giù come acqua. Ma non sono nè brilla nè ciucca. Lucida e veritas.

Domani ci sarà un meniu' un poco più elaborato... 

 

E' il primo anno che cucino normale per la vigilia, anche se, il pandoro, mica è tanto normale, e tutta la cioccolata, nemmeno! e il vermentino al posto dell'acqua, pure. :-)

Mi sento stranamente felice. In uno stato di grazia perpetuo natalizioanomalo che non so' descrivere come vorrei!
Sono felice? felice. Si. Di una felicità altra, mentre voci del vicinato rompono il silenzio e i gorgheggi del mio Matteo accompagnano il mio scrivere.

 

Saremmo potuti andare agli angeli custodi in quel di montesacro sempione città giardino alle 20, ma sono distrutta. Ieri e oggi corsa di un'ora. Ho il piede del maratoneta, mi fanno male le unghie addirittura temo una metatarsalgia! 

Lui invece è forte e vispo. Dal ritorno dal supermercato (mi mancavano le ultime cose, gli ultimi pensierini di natale e il ritoccorinforzo in pasticceria per il rinfesco, ) , l'ho incontrato con l'operatore. Calmo e sereno, BELLISSIMO... A questo lo conosco mi son detta :-))   era lui BELLISSIMO.



 

Prima di ciò un crepuscolo rossiccio vellutato mi appariva all'orizzonte, dopo che Gesù bambino si manifestava a me, in altro modo, con la ragazza della pasticceria, 'ciao signora cara', e l'altra signora, una delle padrone forse, dallo scintillio dei brillanti che non offuscavano i miei che brillavano in altro modo...

e poi, anche la ragazza del supermercato la cassiera, sveglia e sorridente, auguri signora!!

gli occhi felici, con quel crepuscolo, che purtrooppo non appariva veritiero allo zoom del mio smartophone da 99 euro comprato in offerta a ridosso di un ferragosto lontano... ma perchè non ho portato con me la macchinetta!!!!!!!!!!!! perchè ho riesumato una borsa bellissima, di quando i natali erano ricchi di regali, a tutta callara, bellissima, semivintage, ma nuova, particolare ed Unica, non c'entrava, o meglio, sarebbe pesata troppo? forse.  

il crepuscolo appare viola all'obiettivo, e un poco mi spiace. Ma non fa niente, ora su google foto cerco e poi magari, farà pendant con il colore del blog.

Vigialianomala... ma non per questo meno sentita,  -- ora chiudo tutto, il brano già lo so', sono davvero felice. 

Di quello che ho di quello che sono, di ORA, ADESSO.

 

Buona Vigilia a tutti voi, 

Buon Natale a tutti voi.

 

Roberta

 

dalla cattedrale di Canterbury 

 

                               

 

 

 

 

 

 

da casa mia :-)

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Post n°1355 pubblicato il 23 Dicembre 2020 da Roberta_dgl8
Foto di Roberta_dgl8

Caro Di.ar.io andata e ritorno :) in questa raccomandata virtuale, mi raccomando di non bruciarmi il post! ieri sera, ne avevo fatto uno bellissimo. Ma del resto, ciò che perdiamo non so perchè ci risulta sempre più bello, forse proprio perchè lo perdiamo. Vabbeh, dai, l'acqua calda di sto periodo, fa pure bene :-) fa piacere.

Caro diario mio. E caro 2020. Fra poco finisce. Fra poco arriva Natale, il compleanno del mio Matteo il 26 e l'anno adesso, caro 2020 ci mancano solo 8 giorni, circa, e finirà un decennio..

Per me, questo 2020 non è stato funesto. L'ho già scritto, non si può imputare la colpa ad un anno. Comunque, per me, questo anno, che è durato pochissimo ed è passato troppo in fretta, mi ha fatto dei grandi regali. Mia madre è ancora viva. Il mio Matteo ha fatto passi da gigante. Ed anche per me, è stato importante, essermi superata ed avere superato prove, che ancora supero nel quotidiano.

La casa è troppo calda , il freddo già si mitiga. Qui, arriva superbo, e severo, gelido ed umido , ma poi, pare assopirsi nel volere fare stanziare ancora le ultime gocce d'oro dell'autunno cantate dagli uccellini nonostante i 3 gradi della mattina presto, che già saliranno complici le nuvole, e un inverno, che qui, anche quando decidesse di nevicare ancora (non sia mai!!) non è mai troppo rigido. Le sue tracce di tramontana insistente perdute nel tempo, - ripeto - saranno sempre mitigate dalle tracce di un autunno che resterà disegnato nel tempo... lasciando tracce pure nelle estati successive, quando la primavera sboccerà e fiorirà e il tripudio estivo, ci farà di nuovo sudare, e scaldare la pelle. Coi nuovi sogni e possibilità estive.

Stagioni che corrono, e in questo periodo, complice anche il sole meraviglioso e un cielo turchino, hanno davvero lasciato tracce di meraviglia di questa natura che riesce sempre a regalare esempi di struggente bellezza.  Le stelle la sera, sembrano pulsare di vita nuova. Ai miei occhi non fanno rimpiangere e fanno anzi dimenticare anche quelle estive. E' una ri.nascita di questo affetto dell'universo di un bambino venuto per salvare il mondo, in questa ricorrenza, che evidentemente non ci si stanca di festeggiare.

 Ogni anno, mi ammalavo in questo periodo. Il carico emotivo che ne conseguiva non lo reggevo. Ora sono un po' di anni, che non mi ammalo, ho avuto incidenti di percorso, e problemi familiari gravi, con le malattie. Ma la nascita di Matteo, il suo festeggiamento non sono più motivi di dolore, nascosto come spada nel cuore. 

Questo per me, è il regalo più grande che l'Universo e Dio potessero farmi, un vero miracolo, che accolgo, perchè manifesto. E che mi spinge, e mi da forza, per affrontare tutto quello che devo. La mia stanchezza, il momento storico che sto vivendo, le mie paure, la mia mancanza di una persona di riferimento altra ed esterna a me. Ma mi da forza anche la speranza. quella di conoscermi attraverso gli eventi e rinsaldare finalmente le mie convinzioni, che sbocciano come queste rose, invernali, nascoste e che ti appaiono, nei posti più impensati.

Ieri avevo fatto un post bellissimo, in cui ogni lettera ogni sillaba era intrisa di calma ovattata. 

DI serenità. Di cose semplici scritte benissimo. Dopo il maneggio, in cui ero morta di freddo! a dirmi e ricordarmi tutti gli anni e anni e anni, in cui ora Matteo è un giovane Uomo. Ed io stare ferma nel presente sopportare quella umidità vedere la sua attività, senza ansie, senza aspettative impossibili, senza stress che mi divora, ma solo con la umidità gelata dei maneggi, che me li sono girati tutti. Dal circolo del polo, da quello della lazio, a quello della farnesina ora. E poi scaldarmi a casa, con lui, occhi negli occhi, il cibo e ringraziare per ciò che si ha.

 

Dicevo il post scritto benissimo.. uno dei miei migliori. Anzi il migliore :-) mentre lo rileggevano gli occhi soddisfatti. Scritto in un baleno, insieme parole e corpo.

Ed invece... è saltato! 

 

§§§

 

Era sabato, che avevo scritto, ed è già mercoledì. Giorni che passano velocissimi, l'anno vuole andarsene. E a me, succede, come ogni anno, che nella fretta delle feste, nel passaggio all'inverno, riesca a scovare ancora, le tracce di autunno che si porta via l'anno restituendolo tutto, comprese le sue gocce di oro, all'inverno, per farne concime per la terra. Si sente l'odore. GLi uccellini non avranno paura del freddo, e tutto si porta in un circolo infinito.

Ho percepito gli odori dell'inverno che stava per arrivare, nel suo datario cronologico, sabato quando ho finito di scrivere, sono andata a finire  di fare la spesa, e poi abbiamo corso un'ora. Ho respirato l'aria fredda. Siamo tornati a casa, e poi non siamo usciti. Ho dovuto preparare e poi farmi la tinta. Non l'ho fatta quando lo avevo scritto, l'ho fatta sabato,e mi  è venuta bene. Mi centro meglio il colore e sono soddisfatta. Ero stanca della corsa, stanca della spesa, non ho potuto accontentare Matteo per uscire. Mi sono goduta il calore della casa, le lucine del mio albero, la musica.

Domenica succesiva, il20 siamo andati da mamma. La sto aiutando e voleva ripagarmi con un invito a pranzo, che sono sempre più diradati; preferisco rimanere a casa mia, dilatare il mio tempo, oziare, leggiucchiare, scrivere.  In tv le vie dello shopping apparivano stracolme e cariche. Allora, ho accontentato Matteo in altro modo, siamo andati, in altro percorso. Un centro meno battuto ma lo stesso affascinante e bellissimo, tra il viminale e l'esquilino, si stagliava s.maria maggiore. Bellissima. Che ormai sono due anni, che ci andiamo, come l'anno scorso alla messa di mezzanotte, e due anni, fa idem. CI sono legata, e non potendoci andare il 24 notte, come ogni notte di Natale, ormai da tre anni, l'ho fatto domenica 20. Già dalla mattina quindi, e forse anche nel sogno notturno che sistemava la memoria anche se non lo ricordavo al risveglio, qualcosa di fatato e misterioso, mi faceva rivedere le fotografie di un anno e mezzo fa. La via del pasticciaccio, la mia foto autoscatto con Matteo, non avevo ancora lo smartphone, - le vie del romanzo che avevo appena letto, noi due sorridenti.  Lo stesso cielo, notturno rimetteva a posto quella memoria. Quella chiesta, anche. La stessa madonnina che ad agosto mi appariva tra i monti del sublacense, io che ero sempre andata al sacro speco in macchina, non l'avevo vista. Ma quella volta ero andata con la corriera,avevo percorso la via francigena, e al ritorno, avevo visto questa madonnina sospesa nel cielo. dare la mano ogni frammento al presente. 

 

l'illuminazione era spettacolare. Non so' se avevano pulito a fondo la chiesa se l'avevano illuminata a giorno, se i miei occhi erano più sgranati e ricettivi. Sembrava ogni passo, sistemarsi nel presente. Nella restituzione di una memoria trasfigurata e pulita in una sorta di altro miracolo, che io non so bene descrivere. Ci ero riuscita ieri con semplicità. Ma si vede, che doveva dissolversi nell'etere come polvere di stella, magica, come le stelle del cielo, che in una bella poesia, letta qui, si traformano in stelle 'marine'. Che ne trovai una nel 2017. mi riprometto sempre di farci un ciondolo. Stringerla tra due piccole lamine ovali di vetro, con un cordonetto. Una stella me la sono anche regalata, bellissima e particolare, in argento. La sera guardo ogni sera, lassù e ogni stella pulsando a suo modo, mi regala una comprensione. pare specchiarsi nel mio ciondolo al collo attraverso gli occhi, anche quando è chiusa nella sua scatolina. Unire il giorno e la notte. Le stagioni, il tempo.

 

Affido le mie parole, a biglietti volanti in casa, quando non ho possibilità di scrivere.

Li riporterò qui. 

 

§§

Mi sono liberata di un vecchio piumino blu, ci erano attaccate, tutte le disfatte di quella che ero, durante le elementari di Matteo (e poi le medie), le mie messe in piega perfette, tutta l'ipocrisia che dovevo sopportare, e che male sopportavo, in una sorta di squilibrio tra un'eleganza impeccabile, e un integralismo grunge, in cui chiedevo aiuto al vino, per poter sopportare ogni giorno, tutta l'ipocrisia del mondo. E guardarmi invece oggi, più equilibrata, molto più equilibrata e centrata, Unita. Non divisa nè separata nei due estremismi: mi do la mano abbracciandomi e curandomi, insegnandomi imparando nei miei stessi passi. A volte il peso è estremo. Come l'altro ieri,  lunedì, quando nel pomeriggio sono andata a comprare le prime cose per il compleanno di Matteo, con un carrello carico da scoppiare, una spesa gigantesca, mi sentivo portare ogni peso, nel sudore del giacchetto leggero che quando vado a fare la spesa sudo da morire, il velluto umido della sera, e il mio raccoglimento a farmi dire, ma perchè non ho preso la macchina! ma non c'entra il carrello, insomma.. e dopo avere speso tantissimo, avere sforato i buoni, e la imprecazione che fa ridere di gusto la cassiera.

e non pensarci, perchè il carico  è grande, e vorresti essere più leggera, almeno allegerire i pensieri.

 

Nella mia via, incontro Valentina e Giulia, ed il peso fisico (e non solo ), allora sì,  diventa improvvisamente leggero. Valentina e Giulia fuori da un mondo, che non sa aiutare tutti. Giulia, gravissima averbale autistica, mi si stringe il cuore, Valentina, giovane donna fine e sincera, le nostre strade si incontrano, ci incontriamo negli occhi non possiamo parlare, ci ripromettiamo di incontrarci, ancora. Da sole.

 

 

Il divino, si fa uomo, si fa umano, si fa passo nel mio passo, il carico diventa leggero, mi stringo ancora di più nel giacchetto leggero e nel sudore. Metto a posto la spesa, cerco di non farmi confondere dalle letture di una legge scritta in fretta e furia che alimenta ancora di più la confusione in cui invece questi tempi chiamano alla ricerca di una calma spirituale tra gli occhi e l'inverno, tra il cuore e la pace, tra il miracolo e una serenità che sa fondersi con la passione più bella e calda e vera. 

 

Cerco di non farmi inondare dai tarlipensieri, che a proposito di legge, mi vedranno fra poco entro febbraio prossimo, presentare il nuovo piano di riparto per la gestione patrimoniale di mio figlio. Ero così preoccupata lo scorso anno. Una cara amica, mi diceva che ce l'avrei fatta. Che non dovevo preoccuparmi. Ed infatti, avevo stilato uno scritto che a rileggerlo oggi, pare l'abbia fatto una ragioniera provetta professoressa di italiano delle scuole medie. :-) Ma l'ho fatto io? mi sono superata col mio pilota automatico che ha lavorato egregiamente per l'obbligo dello stato. 

Ora non ci voglio pensare. Sarà un lavoro di un pomeriggio. E sarà la seconda volta, quindi a maggior ragione, non voglio preoccuparmene.

 

 

Mi manca moltissimo lo shatsu. Il mio corpo reclama quei massaggi . Ho ricontattato S. che già due mesi fa mi ha detto che posso farli con lui, dietro compenso di un 'obolo' minimo. Non mi sono potuta ancora organizzare, ma col nuovo anno, sarà la prima cosa che farò. Gli manderò auguri registrati, e la promessa a me stessa, anche, di riprendere questa cosa che mi fa bene. Un anno sano di rendita, ho vissuto, un anno in questi giorni, che ho dovuto interrompere questa cosa benefica.  Le tracce per riallacciare ci sono, devo sfruttarle.

Vorrei comprare un pc nuovo. Forse la mia collega befanuccia, mi aiuterà a decidermi a prenderlo. La chitarra a Matteo dovrò rimandarla. Ma conto di farlo. Assolutamente. anzi, oggi pomeriggio, ce lo faccio un giretto al centro musicale. Qui vicino. Un negozio gigantesco ora rimpicciolito, in cui, mi sento come alice nel paese delle meraviglie, piena di stupore e come una bambina piccola piccola amichetta di pinocchio nel paese dei balocchi. ora il negozio è più piccolo, ha cambiato sede, ha rischiato un fallimento. Molti musicisti importanti si servivano là.

 

La scrittura mi ha traghettata altrove, i pensieri belli di ieri non sono più quelli di oggi, qualcuno sono riuscita a riprenderlo, qualcun altro è volato via. Non c'è lo stesso tepore della sera in questa mattina, umida ma onesta, - il sole tirata via la tenda spunta regale, tra un cielo diviso in due,  terso da una parte, turchino grigio dall'altra. Il tramestio della città, sembra avere inghiottito il canto degli uccellini. La temperatura ambiente del mio pigiama senza vestaglia, nello scrivere, mi aveva fatto sentire qualche brivido. Devo spegnere i caloriferi, lavare il viso, fare una commissione, alzare Matteo, tornare e poi la corsa. Oggi lui sarà con il suo assistente ed io ultimerò le mie incombenze per il suo rinfresco. Domani è la vigilia di Natale! saremo io e lui. Pranzetto dopo la corsa come oggi, e poi domani sera piccolo cenone semplice. Il giorno di natale, inviterò la mamma e il padre di Matteo. Menù già definito. Il 26 piccolo rinfresco. Sforiamo solo di una persona. ... 

Nella semplicità di questi strani giorni, c'è la magia diversa e vera di queste feste, che vorrei trattenere. Vorrei potere dilatare il tempo fermarlo. E difatti , provo a farlo scrivendo, provo a cogliere la magia, che ho colto domenica in chiesa, e l'ho davvero avuto un miracolo che i miracoli non sono come li pensiamo noi,e questi giorni, nuovi, in cui ci si stacca dal passato per entrare in un nuovo presente. In cui le congiunzioni astrali, bellissime, lasciano anche loro, ognuno come può e sa interpretarlo, il loro segno. Io non so' scrivere nella mia ignoranza consapevole, di questa congiunzione che non appariva da 4 secoli... Giove, che è il mio pianeta in esaltazione nel mio segno (cancro) , che si congiunge con Saturno. Questa cosa magica, io la leggo, a mio modo. Io ho giove pianeta in esaltazione nel mio segno natale (cancro), nel segno dei gemelli. E di questo segno erano entrambe le mie nonne. Maria la materna, ed Elisabetta la paterna. (e i nomi?) :)) Entrambe dei gemelli, appunto. (segno dove ho giove, che è esaltato dal mio segno natale e quindi rafforzato dalla luna), e Saturno, che ho nei pesci (insieme all'ascendente, regalo del nonno materno, che era di questo segno).

colgo tutto questo come un segno, come un riaggiustamento, come un raccordamento, come una cosa di una magia buona. Come una introspezione personale che trova espressione in queste pagine, in cui cammino insieme in questi giorni, natalizi, in cui l'aria frizzante di un inverno giovanissimo, da la mano all'autunno che ha lasciato l'oro e l'esaltazione dei colori della terra. Tutto il mio passato si mescola col presente, nei segni più aspri delle rughe intorno agli occhi, che mitigo con un sorriso, e l'insicurezza che sa trasformarsi anche lei.

 

La consapevolezza non consola nè vendica, libera.

E la luce del sole di questi giorni mi fa bene sperare che ci sarà anche per me una bellissima penombra. in cui, la luce e l'ombra di un buio dolce si fonderanno, e sapranno creare nuova luce, altra luce, diversa. La libertà vera del corpo e dello spirito, insieme.

Riuscirò a fare ordine in ciò che oggi appare estremamente confuso. 

Seguendo questa via, non mi smarrirò

 

Per ora passo e chiudo. Non so' se domani scriverò,ma conto di farlo in tempo reale, per gli auguri di buon Natale proprio alla Vigilia, nel frattempo, li faccio anche adesso .

Buon Natale a tutti!

Roberta

 

nel video l'ultimo concerto al teatro brancaccio che sta sulla via fra l'esquilino e il viminale

 

https://youtu.be/qXEAvoKd6hk    ... guidato da Dio. 

 
 
 

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Post n°1354 pubblicato il 19 Dicembre 2020 da Roberta_dgl8

Mi sono svegliata con la vena della scrittura che pulsava, piano. che fluiva, piano, dentro. Anche l'appetito mattutino, uso alla minima colazione (che sto in piccola dieta), si placava, col bisogno prioritario allo scrivere. Mi svegliavo, insieme al moto del calore dei caloriferi, e l'aria ancora fitta e bruna di notte vellutata. Mi sono svegliata col pensiero, che io non sono nè vendicativa, nè rancorosa. Non dimentico, perchè il mio corpo non può farlo, sebbene il tempo, può e sà cancellare anche il dolore, dissolvendo la sua memoria con la quotidianità delle cose. Mi sono svegliata, pensando a dei box laterali, che avevo inserito, qui, nel mio blog, come previsto dalla funzione, che ho conservato in bozze. E mi dico, che come sentinelle invece avrei dovuto lasciarli a testimonianza della ragione sentita e vissuta anche poi evidentemente sul tempo lungo. Toglierli ha significato ancora una volta sperare. In una dissoluzione di tutto il male. Nel lasciarselo alle spalle. Anche se questo arrivava presente perchè anche di male è fatta la nostra vita. 

 

L'inverno sta arrivando. Mancano pochi giorni alla chiusura di questo anno, volato.  Mancano pochi giorni, il calendario camminerà ancora, nelle sue pagine. Come io stamattina con le mie pulviscolo telematico dell'universo, cerco di dare un senso a questi nuovi e strani giorni.

Ieri sera ho sentito il proclama governativo. L'esperienza dell'anno scorso è tornata improvvisa come un pugno schivato dapprima, malamente, poi, incassato. Non fa malissimo siamo allenati, ma riempie di tristezza, questo ring, che voleva essere una pista di pattinaggio. Che ci fa ripiombare in una realtà più nera e buia che ci fa rendere conto di essere testimoni storici di qualcosa che ci saremmo volentieri evitati. Perchè anche se analizziamo la storia, razionalmente e lucidamente, poi, vivere dei tempi come i nostri è un'altra cosa, starci dentro. Per quanto l'analisi aiuta al discernimento e alla conservazione di un minimo di normalità, ci resta addosso quel senso di smarrimento confuso, di impossibilità di bellezza che pur si muove e continua in questa natura che ci regala l'immenso nonostante le nostre disfatte disumane. Abbiamo tutti gli strumenti per il regolamento giusto di questo nostro passaggio sulla terra, ma abbiamo disatteso il compito. 

Su queste pagine bianche mi preparo a chiudere anche questo anno, volato via, troppo in fretta, anche se a volte, sembra davvero addormentato, e fermo. Pochi giorni ancora, a lasciarli scritti qui, ad andare ad assemblare altra memoria. Su queste pagine bianche descrivo il mio presente, il ponte, consapevole e solido, di una nuova stagione, che sta per arrivare. Nella nebbia dell'ultimo stralcio di autunno, che è già partito, ne restano solo i colori testimoni che quando spunterà il sole lasceranno ancora la fotografia tra gli occhi e lo splendore, e il freddo che penetra a ricordare lo svolgimento delle stagioni, nel tramestio che vuole già rincorrere l'ennesima primavera nell'estate liberatoria dei bagni di sale di sole e calore.

Non ho ancora lavato il viso. E'presto. Fra poco, andremo ad ultimare la spesa. Macelleria di fiducia con la mamma. Poi mi organizzerò per il pomeriggio.

Nei post precedenti e la descrizione delle mie passeggiate, avevo già dimenticato (forse volutamente ma inconsciamente) , le mie passeggiate di 15 giorni fa, al centro. Forse perchè Roma era triste e severissima. Ma ciò nonostante bella da fare male.

Abbiamo parcheggiato a largo di santa susanna, e la scrittura arriva a bilanciare, ciò che nell'immediato di ieri avevo omesso nel ricordo, triste ma onesto.

Abbiamo parcheggiato a largo di santa susanna. IN una roma semideserta, con l'aria tersa e turchina. roma semideserta. Severa. Di un tempo perduto, di quando ero bambina. Abbiamo fatto via barberini tutta, per ritrovarci al largo della piazza, la splendida fontana fotografata più volte, zampillava senza la potenza dell'ammirazione, in quella grande conchiglia, nei pochissimi turisti, e in un tempo indietro perduto. Il grande cinema chiuso, via veneto, che si perdeva nel buio dei suoi stessi alberi. inghiottita dal cielo della sera. e dalla salita, bruna.

Poi scendevamo giù per via del tritone, con tante boutique della mia giovinezza serrate, e con un po' di gente, troppa in verità, ma composta. Mi apparivo segretaria ancora, nei completi della mia gioventù. Quando i miei denti non si erano storti un po' e non avevo segni sul viso, ma un bel lampo di luce e la dolcezza possibile dell'età.

Poi di nuovo, la  severità di Roma che mi appariva nel presente, non la ricordavo, ma si stampava nel cuore, insieme ai ricordi, di qualcosa che non c'è più eppure appariva. Non avevo nè la macchinetta, nè il telefono. Lasciati volutamente a casa. Le mie tonnellate di foto, ormai è impossibile metterle. Anche se poi non è detto. Potrò farlo, ancora? vedremo.

Siamo arrivati, a piazza colonna, sulla destra palazzo chigi illuminato a tricolore, si fondeva col blu, del velluto della sera, zaffiro magico, insieme alla potenza dell'architettura, appariva la grande bellezza, ma composta, di nuovo, severa. Tutti gli anni indietro, nel corso andando verso piazza venezia, a sinistra una chiesa san marcello al corso ci entriamo a mescolarci le lacrime e la richiesta di conclusione di tanto male, a tutti i livelli, che il male, si esprime come in una scala che non porta in alto, ma più in basso che mai.  Matteo si girava, amore dolcissimo, colpito da me che l'ho portato dentro, carne e sangue mio. Poi passava tutto, nel profumo dell'igienizzante che si confondeva con l'incenso. Uscivamo, entravamo in un negozio per uscirne subito. DI nuovo piazza venezia, circumnavigando il noto 'palazzo' dove il ricordo ora ricorda i concerti di musica barocca bellissimi, e gli interni e le decorazioni. Ma due sabati fa, no. C'era l'albero tutto giallo, che ancora non era finito, lo stavano preparando in diretta, per noi. Pochi fotografi, l'aria non gelida ancora, di autunno pitturato alla preparazione di un inverno di speranza, disattesa, ieri dal proclama. Ma noi ci muoveremo ancora, per il centro, preparerò oggi stesso una nuova dichiarazione. La macchina da scrivere, svettava, pareva guardare l'albero. La fontana col leone, all'andata muta, ci faceva poi girare, invece, a guardarla. Roma appariva, nel troppo buio (a virgì ma quanto devi risparmiare con le luci? - rutelli sindaco dei parioli, un po' ti rimpiango, quanto meno per le luci...) chiudo questa piccola parentesi, - pareva farsi luce in modo diverso, insieme all'aria che sapeva di un rarefatto intriso di tutti i secoli, dei secoli. L'Ara Celi da sotto, mi faceva sentire più piccola che mai , ma la scalinata, mi accoglieva, andiamo Matteo. Saliamo, con un vento fortissimo, onesto, di tramontana, ad inseverire l'aria non gelida, ancora. Contrasto di clima e vento, come accade, nel preludio di un inverno che sembrava ancora tanto lontano. Una bellezza che ti rapiva. Arrivati su, colla statua di Marco Aurelio che ti dice, vieni ti accolgo, poi scendere, giù per monte caprino, e col vento fortissimo e più potente, ecco il senato, romano. Illuminato solo il colonnato del senato. Per il resto, solo piccole fioche lucette. Roma addormentata, e tu con gli occhi affamati e l'unica sigaretta concessa che fumi insieme al vento. Hai bisogno di respirare l'immenso l'eternità, che ti da pace, che ti scorre, dentro. Fotografarla negli occhi tuoi, e nell'anima. Il cuore ne ha bisogno: qui c'è tutto, ti dici. Le chiese mute insieme alle rovine. Pagano e sacro, insieme, ti giri, tracce di medioevo, altissimo, sulle stelle rovine, romane. mentre il barocco tace, nel buio, là sotto.

 Ti giri, poche anime sparute, qualche matrimonio civile nella splendida sala rossa nella piazza michelangiolesca, che c'è l'apoteosi dei secoli dei secoli, e a dispetto del vento , sposi particolari si scattano foto. Torni indietro, e ti fai abbracciare, da Roma, da questa romasilente e severa come non mai. meravigliosa e bellissima come la sua aria da cui ti fai curare, meglio di qualsiasi crema. ora è tua madre, è tua zia, sorella, lupa che ti allatta in altro modo. Lei supera la tua tristezza, non te lo puoi permettere, il suo vento feroce ti riporta all'ordine delle cose, e rimette a posto, salvandolo e risistemandolo, ogni ricordo. tutti i ricordi.

§§§§

 

Il giorno si è acceso mentre scrivevo. Ad ovest, l'orizzonte si accende di quel rosa, che solo questo crepuscolo di autunno agli sgoccioli, sa dipingere. Ieri sera, lo squarcio del cielo, con le nuvole che si amavano nel rosa e nel celeste, faceva scorgere DIO. LA creazione è avvenuta nella bellezza di questo stupore,e siamo nati così, mi dico. 

La lampada del sole, conferisce a questi crepuscoli un orizzonte di una bellezza assoluta. Io mi ricordo, le mie foto, decennali, in cui un sole rosso di crepuscolo della fine anno, nell'abbraccio con il nuovo, si tingeva insieme alle mie speranze di allora, che oggi non scorgo 'vane' ma consapevoli, di averne vissuto la possibilità trasognata e trasfigurata. DI averlo voluto con tutta me stessa. Perchè come ho letto da qualche parte, si vede che a me erano destinate: ci credevo immensamente. Così come immensamente cadevano rovinosamente nel viaggio nel mio tempo. Nella consapevolezza dello svolgersi amaro delle cose.

 

gli uccellini sfidano il gelo: come fanno? con quelle zampine fine fine, quelle piumine leggere leggere. Eppure liberi, il cinguettio il loro sugello. testimonianza potente. ancora una volta del creato. e della bellezza.

 

Devo cercare un brano ed organizzarmi la giornata. Andrò a correre. Dopo il macellaio. Magari mangiamo un pezzettino di pizza. Forse ho comprato, troppi surgelati, ho ancora un arrosto di maiale da fare, regalo della signora delle uova, devo ancora comprare i fagioli, e la pasta. Il menu di 24 e 25 e 26 è già deciso. Ho preferito comprare il pesce ieri, freschissimo e congelarlo. Nelle innumerevoli frutterie sotto casa, comprerò la frutta e la verdura per quei giorni. Mi servono ancora piccole cose, comprerò lunedì , ultimo giorno di scuola di Matteo.

Forse oggi, andrò ai parioli a trovare il negozio per il giubbino nuovo dell'equitazione. Manco un po' da quel bellissimo quartiere, Matteo ora cavalca al maneggio della farnesina, due anni fa a villa glori. Meglio così, mi dico. L'anno scorso al circolo del polo, me li sono girati tutti i maneggi!.

Vorrei conservare insieme al mio sbattito di ciglia tutto il ricordo buono del mio investimento nel cielo e nella possibilità. Di amore e di amicizia. Mi si aggrappa al cuore e mi ci conservo insieme.

passo e chiudo , per ora.

https://youtu.be/nMUMDNpab_o

 
 
 

foglietti

Post n°1353 pubblicato il 18 Dicembre 2020 da Roberta_dgl8

Il dolore di una sana guarigione ci permette poi di essere felici nonostante l'amarezza di ciò che abbiamo dolorosamente compreso. 

La sofferenza è la spinta all'agonismo della rinascita e guarigione.

L'amore non è mai sprecato, non è mai invano. 

E la consapevolezza delle cose è essa stessa Amore.

https://youtu.be/yGsaN6fAFSY

 

 

 
 
 
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NOVEMBRE 2018

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VITA MIA (E SALVEZZA MIA)

http://digiphotostatic.libero.it/Roberta_dgl8/med/1b62d1ce68_8748280_med.jpg

                                  

 

Mamma, qui posso toccare tutti, vero?

MAXXI (Roma) 2 APRILE 2015

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LA VOCE DI CHI NON HA VOCE :

“Essere autistici non significa non essere umani, ma essere diversi. Quello che è normale per altre persone non è normale per me e quello che ritengo normale non lo è per gli altri. In un certo senso sono mal “equipaggiato” per sopravvivere in questo mondo, come un extraterrestre che si sia perso senza un manuale per sapere come orientarsi. Ma la mia personalità è rimasta intatta. La mia individualità non è danneggiata. Ritrovo un grande valore e significato nella vita e non ho desiderio di essere guarito da me stesso. Concedetemi la dignità di ritrovare me stesso nei modi che desidero; riconoscete che siamo diversi l’uno dall’altro, che il mio modo di essere non è soltanto una versione guasta del vostro. Interrogatevi sulle vostre convinzioni, definite le vostre posizioni. Lavorate con me per costruire ponti tra noi.” ( Jim Sinclair, 1998, autistico ad alto funzionamento)

 

SEMPRE CON ME

MUORE GIOVANE CHI AL CIELO E' CARO...

MA L'AMORE E' L'ANIMA E L'ANIMA NON MUORE

io e papà

PER SEMPRE CON ME 

 

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     Cuore d'altleta     

 

Fiumicino (Roma)

 

La soggettività nella sua interiorità più profonda è la verità e la realtà.

S.K.

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Non importa quanto lontano possa andare lo spirito, non andrà mai più lontano del cuore.   (Confucio)

 

GRAZIE ...

 Io e Cate a Firenze 

9-ottobre-2016-con-roby-in-piazza-della-signoria

io e Viola

9-ottobre-2016-roberta-e-viola-santa-maria-novella

_____ *________*______     Grazie Sig. "Libero" :-)


Monica Cara e Io a Bologna

 

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grazie...       

Pulisci e pensi, ascolti il soliloquio ed entri in una giostra difficile  da starci sopra... cara Roby, il tuo cammino è così difficile ... Per quello il blog è una valvola di sfogo: perchè porta coi piedi a terra quelli che se ne stanno a fare troppi voli pindarici ... Tu sei la testimonianza fragile e potente di una realtà di tante altre donne che se ne stanno zitte e non hanno voce ... se torni è sempre da te che torni, mica in un posto inospitale, bensì nel tuo piccolo nido di parole difficili ma piene di amore e compassione. 

(Daniela . Several1 blogger) 

 

GRAZIE!

Firenze, 24/10/2020

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