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15^ 2013-2014: Bologna - Juventus 0-2

Post n°1050 pubblicato il 07 Dicembre 2013 da resistenzabianconera
 

La reti di Vidal in apertura e di Chiellini nel finale permettono alla squadra di Conte di vincere al Dall'Ara e mettere pressione a Roma e Napoli, ora dietro 6 e 9 punti. Orgogliosa la prova dei felsinei, salvati spesso dal portiere Curci ma capaci anche di avvicinare il gol


BOLOGNA: Curci 7 - Antonsson 6,5, Natali 5, Mantovani 6 - Garics 5,5 (65' Cristaldo 6,5), Khrin 5,5, Perez 5 (46' Laxalt 6), Morleo 6 - Kone 5, Diamanti 6,5 - Bianchi 6 (89' Alibec sv.). All. Pioli
JUVENTUS: Buffon 6 - Barzagli 6,5, Ogbonna 7, Chiellini 6,5 - Isla 6,5, Marchisio 6, Pogba 6, Vidal 7, Peluso 6,5 (67' Asamoah 6) - Vucinic 6 (38' Llorente 5,5), Quagliarella 6,5 (71' Tevez 6). All. Conte 
ARBITRO: Mazzoleni 6,5 di Bergamo
RETI: 11' Vidal; 90' Chiellini
NOTE: serata fredda, cielo sereno. Ammoniti: Peluso, Marchisio, Isla, Chiellini e Mantovani. Recupero: 0' e 4'.

BOLOGNA - Il settimo sigillo, importante per allungare la striscia, per concentrarsi su Istanbul senza patemi psicologici, per continuare a non subire gol. Quello della Juventus, che entra in stazione a Bologna, è un treno ad altissima velocità. E' sull'intensità a ritmi elevatissimi che il convoglio bianconero brucia il generoso, ma meno potente, motore della locomotiva di Pioli. Il Bologna fa quello che può e con quello che può, tradito in avvio dal suo giocatore di maggiore prestigio internazionale: Perez. Non pervenuto. 

Aggrappato alla voglia matta di Diamanti, generoso capitano, a tutto campo, troppo solo. Insomma: il tutto è sintetizzabile in un semplicissimo concetto: non c'è stata partita. 
Pronti, via! La Juventus schiaccia decisamente sull'acceleratore, il Bologna è sorpreso. La velocità di esecuzione dei campioni d'Italia, gli inserimenti dei centrali difensivi a centrocampo, l'appoggio di Isla e Peluso sui lati, il sostegno continuo di Marchisio e di Vidal ai due attaccanti. Tutto, diciamo tutto, diventa insostenibile per il Bologna. La Juventus crea superiorità in ogni reparto, costringe Perez e Khrin ad appiattirsi per sostenere la forza d'urto, ci vogliono gli straordinari di Antonsson per reggere ai primi ispiratissimi duetti di Vucinic e Quagliarella. 

L'emergenza costringe insomma a perdere di vista l'attenzione e dopo 11' un'incursione di Marchisio, tenuto in gioco da Garics, crea la falla decisiva, l'austroungarico sulla linea mette una pezza alla sua disattenzione, ma sul lancio di Peluso è Perez a non salire in tempo e per Vidal, battere Curci che si getta disperatamente sui suoi piedi, è un gioco da ragazzi. Trovato il vantaggio, la Juventus sceglie una via più conservativa. Il Bologna fa ordine e, sostenuto dalla verve del suo capitano, si getta generosamente avanti. I soli pensieri creati a Buffon arrivano dalle bordate di Diamanti stesso, potentissime conclusioni da fuori con il difetto di essere centrali. E alte. 

In dirittura d'arrivo della prima tappa, nuova accelerazione torinese e ancora emorragie difensive (Curci esce a metà, Vidal non trova il tempo per appoggiare nella porta rimasta sguarnita), con Antonsson, il migliore dei felsinei, a chiudere su Llorente, subentrato a Vucinic dopo 38' (una botta di gioco, nulle di più). Insomma, dopo 45' il risultato non fa una grinza. 

Ripresa. Fuori il deludentissimo Perez, ma Pioli non ha un ispiratore in mezzo e questo costringe Diamanti ad abbassarsi. Così ovviamente la squadra riduce nettamente la sua pericolosità. Naturalmente però il pallino è in mano ai bianconeri che gestiscono come vogliono il match. Alla fine si conteranno ben 19 conclusioni bianconere verso un Curci molto attento, rincuorato, dopo prove non esattamente positive. Il portiere rossoblù dice di no a Llorente che gli si presenta davanti almeno due volte, compiendo altrettante prodezze. Una in uscita bassa, fuori area, l'altra con un gesto istintivo, trovandoselo davanti. Il Bologna non riesce mai a superare la Maginot ospite, se non con una improvvisa accelerazione di Cristaldo, impatto felice rientro, che difetta in mira in diagonale. E con Morleo che mostra i limiti del suo bagaglio tecnico, trovato sotto misura da un traversone perfetto di Diamanti. Colpo di testa fuori da due passi. La gestione del match è perfetta anche in panchina, Conte non vuole cali di tensione, nè incidenti di percorso. Così toglie Peluso, uno dei migliori, quando l'esterno già ammonito va a rischiare il secondo giallo su Diamanti. 

Proprio in dirittura, arriva il gol di Chiellini, perso da Natali in area (Natali che aveva pure perso Cassano a Parma...). Deviazione vincente sul primo palo, là dove si sarebbe schierato Bianchi, appena uscito. Due a zero: premio giusto per l'ospite, punizione eccessiva per l'ospitante. Ultima annotazione: impeccabile la direzione di Mazzoleni. 

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