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4^ 2013-2014 Juventus - Verona 2-1

Post n°1034 pubblicato il 26 Settembre 2013 da resistenzabianconera
 

JUVENTUS (3-5-2). Storari 6; Barzagli 6.5, Bonucci 6.5, Ogbonna 6; Isla 6.5, Vidal 6.5, Pirlo 6 (21' st Marchisio 6), Pogba 6.5, Asamoah 6; Tevez 7.5 (35' st Giovinco 6), Llorente 6.5 (24′ st Vucinic 5.5). In panchina: Buffon, Citti, Chiellini, De Ceglie, Peluso, Motta, Padoin, Lichtsteiner, Quagliarella. Allenatore Conte.
VERONA (3-5-1-1). Rafael 6; Gonzalez 6, Moras 6, Bianchetti 5.5; Cacciatore 6.5, Romulo 6, Donati 6 (13' st Gomez Taleb 5), Hallfredsson 6 (32' st Donadel 5.5), Agostini 5.5 (22' st Iturbe 5); Jorginho 5.5; Cacia 5.5. In panchina: Nicolas, Mihaylov, Laner, Longo, Jankovic, Cirigliano, Rubin, Marques, Sala. Allenatore Mandorlini
ARBITRO: Bergonzi di Genova
RETI: 36' pt Cacciatore, 40' pt Tevez, 48' pt Llorente
AMMONITI: Asamoah, Ogbonna, Vucinic, Donadel, Marchisio
RECUPERO: 3'; 3'

Dal brivido del gol di Cacciatore alla grande gioia per il primo sigillo in bianconero di Llorente. La Juventus batte, con più fatica del previsto, un'ottimo Verona, rimontando il risultato grazie ai gol di Tevez, migliore in campo in assoluto, e dell'attesissimo attaccante spagnolo, che ha così ripagato la fiducia di Antonio Conte. I campioni d'Italia salgono a 10 punti in classifica, gli ospiti restano in buona posizione a quota 6 in graduatoria.

TURNOVER PER CONTE - Conte lascia a riposo oltre a Buffon, anche Chiellini e Lichtsteiner lanciando titolari Ogbonna e Isla. In avvio di gara, palloni dalle parti di Rafael ne arrivano pochi, anche per merito di un Verona che con il suo 3-5-1-1 bada prima di tutto a serrare ogni via. In avanti c'è il tanto atteso Llorente insieme a Tevez, ma il primo tiro un po' insidioso arriva da un cross svirgolato dalla destra di Isla che al quarto d'ora costringe l'estremo difensore gialloblù alla deviazione in corner. Un minuto prima era stato Cacia a provare a far male alla Juve, ma sull'incursione della punta era stato bravo Barzagli a stoppare tutto.

I 3 GOL IN 15 MINUTI - Al minuto 36′ gli ospiti passano a sorpresa in vantaggio. Il marcatore è Cacciatore che da un corner dalla sinistra sfrutta la torre di Moras e tutto solo infila da due passi complice una difesa distratta. Lo svantaggio, però, ha il merito di svegliare la Juventus che prima sfiora il gol con un colpo di testa di Pogba (miracoloso salvataggio sulla linea di Gonzalez). Poco dopo arriva l'1-1 con Tevez, ancora lui, che servito da Bonucci entra in area e incrocia di destro sul palo opposto. Il numero 10 non viene invece premiato quando nel secondo minuto di recupero si vede respingere la conclusione a giro dalla distanza prima da un palo e poi dall'altro, mentre è più fortunato Llorente qualche secondo più tardi quando sul cross dalla destra di Vidal infila Rafael di testa mandando la Juve al riposo in vantaggio. L'esultanza sotto la curva è rabbiosa, quasi a scaricare la rabbia per la lunga attesa prima che Conte gli desse una chance da titolare.

MARCHISIO IN CAMPO NELLA RIPRESA -
La musica non cambia nella ripresa, con la Juve chiamata a mantenere il possesso palla e a riversarsi di continuo nella metà campo veronese e gli ospiti a provare a rispondere di rimessa. Dalla distanza ci prova prima Pirlo al 19′, con Rafael chiamato alla deviazione volante in corner, e su azione due minuti più tardi Pogba che si vede respingere la palla dalla traversa. Il Verona dalle parti di Storari non si fa praticamente mai vedere, nonostante Mandorlini inserisca una punta in piu', argentino Gomez Taleb, per Donati, e solo in avvio di tempo, al 7′, un grande intervento di Bonucci salva su Jorginho pronto a concludere da distanza ravvicinata. Conte, invece, ributta nella mischia Marchisio ad oltre un mese dall'infortunio al ginocchio e cerca freschezza in attacco con Vucinic e Giovinco per Llorente e Tevez. Nel finale il risultato non muta, con la Juve sale a 10 punti in classifica e il Verona che dimostra di essere squadra ostica per tutti ma decisamente più prolifica in casa che fuori.


 
 
 

C.L. 2013/2014: Copenaghen - Juventus 1-1

Post n°1033 pubblicato il 19 Settembre 2013 da resistenzabianconera
 

COPENAGHEN: Wiland - Jacobsen, Mellberg, Sigurdsson, Bengtsson - Bolanos (79' Toutouh), Claudemir (85' Margreitter), Delaney, Braaten - Adi (69' Gislason), Jorgensen. All. Solbakken.
JUVENTUS: Buffon - Chiellini, Bonucci, Ogbonna - Lichtsteiner (85' Isla), Vidal, Pirlo, Pogba, Peluso (74' De Ceglie) - Quagliarella (76' Giovinco), Tevez. All. Conte.
ARBITRO: Ivan Bebek (Cro)
RETI: 14' Jorgensen; 54' Quagliarella
NOTE: Ammoniti: Mellberg, Bengtsson, Lichtsteiner, Peluso, Vidal; recupero: 1' e 3'. Angoli: 16 a 3 per la Juventus.

Come diceva Trapattoni, saggio e antico allenatore bianconero, «mai dire gatto se non ce l’hai nel sacco». Ad Antonio Conte deve essere riecheggiato qualcosa di analogo questa sera a Copenaghen, soprattutto dopo la fine del primo tempo, quando la sua Juventus, nettamente superiore ai danesi, era comunque sotto di un gol. Ma, nonostante la superiorità, non riusciva a trovare il bandolo della partita, quel `gatto´ proprio non riusciva a prenderlo.  

L’umile Copenaghen dopo 14’ era passato in vantaggio, e per tutto il primo tempo aveva sostanzialmente giocato alla pari contro i nobili avversari. Solo nella ripresa, e solo dopo una (prevedibile) sfuriata di Conte negli spogliatoi, la Juventus ha ritrovato se stessa. Le sono bastati pochi minuti per il pareggio: all’8’ traversone basso e teso di Peluso, `velo´ di Tevez e tiro di Quagliarella a botta sicura di sinistro, 1/o gol della stagione. Ma quanta fatica. Finisce 1-1, nonostante l’assedio bianconero con il portiere danese Wiland protagonista. Un inizio di Champions league in salita per i bianconeri soprattutto alla luce del successo del Real Madrid che ha superato 6-1 a Istanbul il Galatasaray.

La Juventus pareggia 1-1 in Danimarca. Il tecnico: “Ma ne abbiamo sbagliati altri 13”

Trovandosi in mano un pareggio di 1-1 dopo aver sparato 22 volte verso la porta nemica, Antonio Conte la mette sull’ironia, per non piangere: «Siamo stati fortunati a fare gol - dice il tecnico bianconero - visto che non siamo riusciti a farlo in altre tredici occasioni, anche più clamorose. Mai visto così tante, soli davanti al portiere: lui è stato bravo, ma noi dobbiamo esserlo di più». Così, a Copenaghen, il risultato non s’è più schiodato e per la Juve c’è stata la prima delusione che complica subito il cammino di Champions.  

Ma per i bianconeri è stata dura: «Il primo tempo è stato complicato - racconta ancora Conte - abbiamo incontrato difficoltà perché eravamo lenti nelle linee di giocata. E ora commentare il pareggio per 1-1 diventa difficile, per quello che si è fatto. Una partita che si doveva stravincere per le occasioni avute, nella quale ci è mancato il gol. C’è grande rammarico: bisognerà fare tesoro di tutte le situazioni». 

Il tecnico continua l’analisi: «Con il senno di poi possiamo dire di essere partiti piano e poi di esserci svegliati ed aver aumentato i giri. E se perdiamo l’intensità, la voglia, la determinazione, noi troviamo delle difficoltà: sappiamo di non essere una squadra schiacciasassi, ma se giochiamo forte siamo pericolosi per tutti». Semplicemente, non è sempre possibile: «Se rallentiamo, non siamo come Real e Barcellona, che trovano il gol con le singole giocate: noi non riusciamo ad andare a duemila sempre, e allora dobbiamo migliorare: appunto perché non sempre possiamo andare a duemila». 

 
 
 

3^ 2013-2014: Inter - Juventus 1-1

Post n°1032 pubblicato il 19 Settembre 2013 da resistenzabianconera
 

Inter-Juventus 1-1: sfida alla pari, Vidal risponde a Icardi

Finisce in parità il big match della terza giornata. La partita esplode nel secondo tempo: Mazzarri inserisce l'ex sampdoriano che realizza su assist di Alvarez. Ma i bianconeri pareggiano subito grazie al cileno. Nel finale Isla spreca il match point

Inter (3-5-1-1): Handanovic 6.5, Campagnaro 6.5, Ranocchia 6, Juan Jesus 6, Jonathan 5.5, Guarin 5.5, Cambiasso 6, Taider 6 (23′ st Icardi 6.5), Nagatomo 6, Alvarez 6.5 (36′ st Kovacic sv), Palacio 6. (30 Carrizo, 12 Castellazzi, 6 Andreolli, 35 Rolando, 31 Pereira, 25 Samuel, 18 Wallace, 17 Kuzmanovic, 7 Belfodil, 22 Milito). All.: Mazzarri 6.5.
Juventus: (3-5-2): Buffon 6.5, Barzaghi 6, Bonucci 6, Chiellini 5.5, Lichtsteiner 5 (1′ st Isla 5), Vidal 6.5, Pirlo 5.5 (42′ st Padoin sv), Pogba 6, Asamoah 6, Tevez 6, Vucinc 5.5 (27′ st Quagliarella 5.5). (30 Storari, 50 Citti, 5 Ogbonna, 13 Peluso, 16 Motta, 11 De Ceglie, 12 Giovinco, 14 Llorente). All.: Conte 6.
Arbitro: Orsato
Reti: nel st 28′ Icardi, 30′ Vidal
Angoli: 6-1 per l'Inter.
Recupero: 0′ e 2′.
Ammoniti: Campagnaro, Lichtsteiner, Vidal, Ranocchia per gioco scorretto.
Spettatori: 83.000 circa.

L'Inter se la può giocare con tutte, anche per lo scudetto. Ma la favorita numero uno per il tricolore resta la Juventus. Questo ha detto Inter-Juventus, big match settembrino terminato 1-1 a San Siro. Una sfida equilibrata che ha messo in evidenza la svolta portata da Mazzarri nell'ambiente milanese, soprattuto a livello mentale, e l'immutata voglia di vincere degli juventini.

L'INTER ATTENDE - Mazzarri schiera un 3-5-1-1 con la novità Taider a centrocampo al posto di Kovacic; in attacco Alvarez supporta l'unica punta Palacio. Difesa a tre con Campagnaro, Ranocchia, Juan Jesus. Milito, convocato dopo sette mesi dal brutto infortunio, siede in panchina. Conte risponde con un 3-5-2 senza sorprese: recuperano sia Barzagli in difesa sia Vucinic in attacco. In mezzo al campo ci sono i soliti Vidal, Pirlo e Pogba. L'Inter sembra partire senza timori ma quando al minuto 2' Tevez va in contropiede e cerca Vucinic, anticipato in extremis da Campagnaro, la formazione nerazzurra si fa più cauta. Un atteggiamento che porta i padroni di casa a chiudersi troppo dietro e a lasciare il possesso-palla alla Juve in attesa di eventuali errori per ripartire.

BUFFON SEMPRE PRONTO - Il primo tiro in porta però è per l'Inter: angolo, la palla viene respinta corta di testa da Pogba e Nagatomo conclude di prima intenzione. Buffon in tuffo c'è. Al minuto 18 pericolo in area milanese: Vidal penetra e molto probabilmente sfiora la palla con la mano, sicuramente prima che Taider lo stenda nettamente da dietro. Non è calcio di rigore solo grazie al fallo fischiato al cileno. Palla-gol per Pogba al 32': lancio lungo verso il secondo palo e il francese, in posizione regolare, forse un po' sorpreso devia debolmente in porta, ma Handanovic è attento e para. Il primo tempo si chiude con una conclusione di Taider al 42', respinta da Buffon. Un'azione simbolo quest'ultima della partita: palla rubata a centrocampo da Alvarez dopo un errore per una ripartenza veloce che colga di sorpresa la Juventus.

INTUIZIONE ICARDI - A inizio ripresa Conte fa entrare Isla al posto di Lichtsteiner: lo svizzero, già ammonito, nei primi 45' minuti ha rischiato il secondo giallo e il tecnico non vuole correre rischi inutili. L'Inter del secondo tempo appare più vogliosa di fare e meno intimorita. Sfida i bianconeri nei suoi punti di forza: intensità e forza fisica. Al 7' ci prova di testa Palacio dopo un cross di Cambiasso ma è una palla facile per Buffon. La Juventus non affonda più e Mazzarri opta per Icardi al posto di Taider al minuto 23, mentre Conte fa entrare Quagliarella al posto di Vucinic. L'intuizione vincente è quella del tecnico nerazzurro e al 28' l'Inter passa in vantaggio: Chiellini perde palla a centrocampo sull'attacco di Alvarez e l'argentino confezione un assist verticale in area per Icardi che di destro infila Buffon. Quarto gol dell'argentino alla Juve in tre gare disputate.

VIDAL RISPONDE - L'orgoglio juventino non ci sta e praticamente un minuto dopo il vantaggio interista ecco l'1-1. Asamoah attacca sulla sinistra, elude il tentativo di intervento di Jonathan e mette palla in area. Lì è bravissimo Vidal nel controllarla, portarsela sul sinistro e concludere in rete con Handanovic immobile. La Juventus insiste e Tevez fa correre i brividi ai tifosi nerazzurri con un sinistro dal limite di poco sul fondo. Mazzarri prova a spezzare il ritmo inserendo Kovacic al posto di Alvarez (bravo l'argentino in occasione del gol di Icardi ma carente in copertura sulla rete di Vidal). Pirlo appare stanco e Conte lo rimpiazza con Padoin a una manciata di minuti dalla fine. E proprio nel finale (minuto 43) gli ospiti sfiorano il colpaccio: colpo di testa di Vidal su cross di Tevez e respinta di Handanovic. La sfera arriva sui piedi di Isla che calcia sul fondo da ottima posizione. Ma sarebbe stata una punizione troppa severa per l'Inter che con Mazzarri ha dimostrato di aver ritrovato un gioco e soprattutto una mentalità vincente. L'1-1 alla fine è il risultato più giusto e conferma la forza della Juventus, una squadra che non molla mai e che ha sempre nel suo Dna il colpo per risolvere ogni partita.


 
 
 

2^ 2013-2014 Juventus - Lazio 4-1

Post n°1031 pubblicato il 10 Settembre 2013 da resistenzabianconera
 

 

Juventus (3-5-2): Buffon 6; Barzagli 6 (37′ st Ogbonna sv), Bonucci 7, Chiellini 6.5; Lichtsteiner 6.5 (34′ st Isla sv), Vidal 8, Pirlo 6, Pogba 7.5, Asamoah 6; Tevez 7.5, Vucinic 7.5 (37′ st Quagliarella sv). (Storari, Caceres, Motta, De Ceglie, Peluso, Padoin, Pepe, Giovinco, Llorente). All.: Conte 8
Lazio (4-4-2): Marchetti 6; Cavanda 5 (27′ st Floccari sv), Novaretti 4.5, Cana 4.5, Radu 5; Gonzalez 5.5, Biglia 5 (20′ st Ledesma 5.5), Hernanes 5, Lulic 5; Candreva 6, Klose 6 (37′ st Ederson sv). (Bizzarri, Strakosha, Biava, Dias, Vinicius, Onazi, Pereirinha, Keita, Rozzi). All.: Petkovic 5
Arbitro: Tagliavento di Terni 6.5

Reti: 14′ e 26′ pt Vidal, 28′ pt Klose, 4′ st Vucinic, 35′ st Tevez
Ammonito: Bonucci per gioco falloso
Espulso: Hernanes per doppia ammonizione
Recupero: 1′ e 2′

Il coltello tra i denti e il sangue agli occhi, sempre, fino al fischio finale. Se volete spiegare a qualcuno cos'è la Juventus di Antonio Conte, fategli vedere i 15′ finali del match di questa sera, quelli che non contavano più nulla, con i tre punti già aggiunti in classifica e un avversario fiaccato nel corpo e nello spirito. Un pressing feroce, la voglia di non fermarsi mai, di dimostrare al campionato che i più forti, anche quest'anno, vestono il bianconero. Ne fa le spese la Lazio, già portata a scuola due settimane fa in Supercoppa: la formazione romana evidenzia delle lacune difensive impressionanti - forse non è sul pur forte Yilmaz che ci si dovrà concentrare negli ultimi giorni di mercato, quanto piuttosto su un centrale degno della prima metà di classifica - che gli incursori juventini acuiscono ogni volta che possono, sfruttando il movimento di Tevez e Vucinic, due che in teoria dovrebbero conoscersi da qualche mese ma che alla prova dei fatti sembrano giocare assieme da un'eternità.

VIDAL FA IL BOMBER - Conte e Petkovic non cambiano nulla rispetto alla prima giornata: bianconeri con Llorente ancora comodamente seduto in panchina, capitolini con Candreva a fungere da seconda punta tattica al fianco di Klose. La prima minaccia è firmata Hernanes: mancino secco dopo 2 minuti, Buffon mette in corner. La Juve non si scompone più di tanto e si piazza stabilmente nella metà campo avversaria. Cana salva in extremis su Vucinic, lanciato alla perfezione da Pirlo: il gol arriva a ridosso del quarto d'ora. Pogba scambia con Tevez, alza la testa e vede il taglio di Vidal: tocco sotto a scavalcare Radu, magistrale lavoro del cileno in fase di preparazione prima e di conclusione poi, con un esterno destro chirurgico sull'uscita di Marchetti. Gli ospiti hanno un sussulto a cavallo del 21′: Candreva calcia da lontanissimo, Buffon si distende e devia in angolo, dalla bandierina va proprio l'ex Parma e Cesena, il cui cross trova Cana solo sul primo palo. Il colpo di testa dell'albanese si spegne a lato, alla Juventus basta riaffacciarsi in avanti per allungare. Bonucci avanza senza pressione, lancio mancino per l'inserimento senza palla di Vidal: rintracciare un unico responsabile nella retroguardia laziale è impresa ardua, con Hernanes e Lulic che non seguono il centrocampista e il trio Novaretti-Cana-Radu totalmente fuori posizione. Il 23 bianconero se ne cura il giusto, mette giù con il destro e di sinistro fa 2-0.

LAZIO PER 15′, POI SOLO JUVE - Supercoppa atto secondo? Non da subito. Hernanes ha spazio ai 30 metri, destro potente ma centrale, la respinta di Buffon non è delle migliori: troppa grazia per uno come Klose, scivolata ad anticipare Chiellini e contesa riaperta. Il quarto d'ora che chiude la prima frazione è tutto biancoceleste, anche se i ragazzi di Petkovic non riescono mai a entrare in area e devono limitarsi alle conclusioni da lontano, firmate da Radu, Lulic, Hernanes e Candreva, tutte prive di gloria. Si rientra in campo dopo l'intervallo, la Juventus preme nuovamente l'interruttore e ristabilisce le distanze. Altro lancio lungo di Bonucci, Cana è attirato dal movimento a uscire di Tevez e sale, Novaretti non riesce ad anticipare il taglio di Vucinic: il montenegrino appoggia di precisione, il 3-1 non gli basta e un minuto più tardi va a un niente dal poker, Marchetti respinge. Lazio ormai al tappeto, il pugno del definitivo ko se lo rifila Hernanes, che su un cross di Radu si inventa pallavolista per cercare la porta: secondo giallo e rosso inevitabile, è la parola fine sulla sfida. Resta soltanto un tassello da riempire, quello del gol di Tevez: l'Apache ci va vicino al 27′ - sinistro che colpisce la traversa - e ci riesce al 35′, sfruttando l'ennesimo velo di Vucinic per poi sterzare sull'attacco di Cana e dipingere una traiettoria che si spegne nell'angolo alla destra di Marchetti. L'epilogo non racconta di una Juve appagata: i bianconeri continuano a pressare, correre, tirare in porta. Come ordina l'uomo dalla panchina, che ha plasmato una formazione affamata come non mai.

 
 
 

Matri al Milan. Conte deluso: ''Ci siamo indeboliti''

Post n°1030 pubblicato il 30 Agosto 2013 da resistenzabianconera

Il tecnico non nasconde la delusione per la cessione di Matri: ''Tecnicamente non era prevista, così come quella di Giaccherini. Sono scelte che ho subito. Siamo meno forti e abbiamo rinforzato il Milan''. Sulla sfida con la Lazio: ''Sarà una partita diversa dalla Supercoppa''. Mercato, Marrone vicino al Sassuolo

A meno di 24 ore da Juve-Lazio, a Vinovo tiene banco soprattutto il mercato. Paradossale? Pare proprio di no. Conte infatti non ha digerito la cessione di Matri al Milan, una possibile concorrente per lo scudetto: "Quella di Matri è una rinuncia dolorosa. La
sua uscita non era prevista, così come quella di Giaccherini. Perdiamo due elementi importanti: il nostro miglior attaccante degli ultimi due anni e un emergente giocatore della Nazionale. Sono convinto che Matri andrà davvero a rinforzare il Milan. La Juve si è indebolita. Chi dice che il divario fra noi e le avversarie è aumentato mi lascia perplesso. Accetto questa situazione, anche se non l'ho avallata: semmai ho subìto alcune decisioni".

Un messaggio forte e chiaro alla società che ieri, con Marotta, ha detto che spendere non è sempre garanzia di successo, sostenendo di potere giocarsela alla pari con il Real Madrid. La replica di Conte? Secca e perentoria: "Mi piacerebbe per una volta agire dall'altra parte, e potere spendere 100 milioni per un giocatore. Quelle di Marotta sono state parole di circostanza, è inutile prenderci in giro: loro hanno un carrarmato, noi un'automobile".
Conte non finge di esser stato preso in contropiede ("l'attualità economica del nostro paese coinvolge un po' tutti nel calcio, con l'eccezione del Napoli: noi dovevamo rientrare dei 20 milioni spesi per Tevez, Llorente e Ogbonna") ma allo stesso tempo non nasconde certo la delusione per un mercato bianconero tutto sommato probabilmente al di sotto delle sue aspettative: "La società conosce il mio pensiero, sia sulle entrate che sulle uscite. Vedremo cosa accadrà di qui a lunedì. Non siamo padroni (del mercato; ndr), oggi noi subiamo. Dobbiamo confrontarci con squadre che hanno potuto spendere molto più di noi. Sappiamo che in situazioni di ristrettezza economica le ciambelle possono uscire senza il buco. Faremo comunque del nostro meglio, come sempre, per dare gioie a noi stessi e ai nostri tifosi. Ma spero che un giorno, quanto prima, il club mi dica 'prego mister, ci sono 40-50 milioni da spendere'".

Insomma, Conte non nasconde una certa preoccupazione: "E' inevitabile che non mi faccia piacere perdere dei giocatori importanti e rinforzare le nostre avversarie. Purtroppo, però, questa è la nostra realtà. Restiamo i favoriti, perché veniamo da due scudetti, ma sarà il campo a dimostrare chi è davvero il più forte. E se vedo in azione il Napoli o la Fiorentina capisco quanto sarà difficile ripetersi".  Più che di Matri, il mister avrebbe magari fatto a meno di Quagliarella. Che, comunque, non è stato completamente tolto dal mercato: "Volete sapere se rischio di perdere anche Fabio? Mah, boh. Mi auguro di no", ha detto oggi Conte. Ma il restyling del reparto avanzato bianconero potrebbe non essere ancora finito, nonostante quanto detto ieri dall'ad Marotta: "In caso di partenza di Alessandro, Fabio dovrebbe restare con noi". Giusto usare il condizionale. Perché se ieri si diceva dell'interessamento dell'Arsenal per l'attaccante campano, oggi si registra il ritorno di fiamma del West Ham. Ottenuto il gradimento del giocatore, gli Hammers spingono per il prestito oneroso (1 milione) con riscatto fissato intorno agli 8 milioni. Un tesoretto che verrebbe investito su un esterno offensivo. "Per affrontare tre competizioni, cinque attaccanti sono il minimo indispensabile", ha aggiunto Conte.

Praticamente sfumato il sogno-Nani - il portoghese è a un passo dal rinnovo con il Manchester United -, Marotta non perde di vista Ibarbo, elemento che potrebbe permettere a Conte di passare all'occorrenza al 3-4-3. Da superare l'eventuale concorrenza di Inter e Napoli, oltre alla sicura resistenza di Cellino, che blinda anche Nainggolan chiedendo 18 milioni di euro. E mentre Marrone è sempre più vicino al Sassuolo, disposto a spendere 3-4 milioni per la comproprietà, resta vivo l'interesse dei bianconeri per il centrocampista della Roma Marquinho, candidato a prendere il posto liberato da Giaccherini.

Il mercato domina, e manda in secondo piano l'esordio di domani sera allo Stadium. Conte troverà una Lazio ridisegnata da Petkovic dopo la scoppola recentemente subita contro i bianconeri all'Olimpico romano: "Come si gestisce l'entusiasmo da Supercoppa? Facendo punto a capo - spiega Conte -. Tra noi e loro, come ho già detto, non c'è tanta differenza. Quella di domani sarà una partita diversa dalla Supercoppa, sotto tanti punti di vista. La Lazio è una squadra ostica, attrezzata per le prime posizioni, avrà qualcosa in più dopo la sconfitta subita, ma noi vogliamo metterla in difficoltà. I bookmakers quotano la loro vittoria a 8,5? Mi sembra un po' esagerato, si vede che gli allibratori si fidano un po' troppo di noi. Spero che abbiano ragione, ma la Lazio ci ha sempre fatto soffrire. Dovremo esserci con la testa e il cuore, prima ancora che con le gambe".

 
 
 

1^ 2013-2014: Sampdoria - Juventus 0-1

Post n°1029 pubblicato il 30 Agosto 2013 da resistenzabianconera
 

I bianconeri rispettano il pronostico a Marassi, andando a prendersi un successo che mancava dal 2006: al 'Ferraris' decide l'Apache, che bagna col gol la sua prima gara in Serie A. Non demeritano i blucerchiati, compatti in difesa ma poco incisivi nella metà campo bianconera; nel finale, espulso il doriano Castellini

Sampdoria (3-5-2): Da Costa 6.5, Gastaldello 6 (27′ st Mustafi sv), Palombo 6, Costa 5.5, De Silvestri 6.5, Eramo 5.5 (27′ st Soriano sv), Krstcic 5.5, Obiang 6.5, Berardi 5 (37′ st Castellini 4), Eder 6, Gabbiadini 6 (92 Tozzo, 44 Fornasier, 4 Salamon, 79 Gavazzi, 33 Gentsoglu, 6 Rodriguez, 15 Wszolek, 9 Pozzi, 12 Sansone). All.: D. Rossi
Juventus (3-5-2): Buffon 6, Barzagli 6, Bonucci 6.5, Chiellini 5.5, Lichtsteiner 6.5, Vidal 6, Pirlo 6.5, Pogba 6.5, Asamoah 6.5, Tevez 7 (44′ st Llorente sv), Vucinic 5.5 (44′ st Giovinco sv). (30 Storari, 4 Caceres, 5 Ogbonna, 11 De Ceglie, 13 Peluso, 17 Marrone, 20 Padoin, 33 Isla, 27 Quagliarella, 32 Matri). All.: Conte
Arbitro: Banti di Livorno
Rete: nel st 13′ Tevez
Angoli: 10 a 4 per la Juve
Recupero: 1′ e 3′
Espulso: Castellini al 44′ st per fallo su Lichtsteiner
Ammoniti: Eramo, Gastaldello, Vidal, Vucinic e Lichtsteiner per gioco falloso
Spettatori: 29277 per un incasso di 282.565 mila euro

La Juventus espugna il Ferraris di Genova battendo 1-0 la Sampdoria grazie ad un gol dell’argentino Tevez.  

La squadra di Antonio Conte ha superato la Sampdoria al termine di una gara disturbata a lungo dalla pioggia. Come da pronostico è stata la Juventus a fare la partita a lunghi tratti e nella prima frazione almeno in un paio di nitide occasioni i bianconeri, stasera con la seconda divisa gialloblu, hanno sfiorato il vantaggio: al 3’ un gran destro di Pirlo dalla distanza ha chiamato Da Costa alla deviazione in corner. Un’altra deviazione in angolo del portiere sampdoriano è arrivata invece al 19’ quando da un angolo di Pirlo è stato Asamoah a colpire di testa trovando le mani del portiere. La reazione blucerchiata è invece riassunta in un vano tentativo di Eder, al 10’, di chiedere rigore per un contatto in area con Barzagli e, al 17’, in un cross dalla sinistra di Berardi che ha attraversato tutta l’area bianconera. 

La spinta della Juventus si è concretizzata poco prima del quarto d’ora della ripresa grazie alla prima rete in Serie A di Tevez: al 13’ l’argentino ha finalizzato una splendida percussione in cui Vidal ha servito dentro all’area Pogba che, a tu per tu con Da Costa, invece di tirare ha servito l’argentino lesto a spingere la sfera in rete a porta vuota. Appena sei minuti e la Samp ha trovato la rete del pari con Costa. Tutto vano perché il numero 3 doriano è stato fermato in fuorigioco dall’assistente Bianchi. Al 22’ un tiro-cross di Eder ha chiamato alla respinta con i pugni Buffon, mentre al 29’ una gran sventola di destro dalla distanza di Obiang è finita di poco a lato. Tra le due azioni appena citate un colpo di testa di Lichsteiner al 24’ che, servito brillantemente da Pogba, ha sfiorato il raddoppio. Nel finale, esordio in Serie A anche per Llorente e Sampdoria in 10 per l’espulsione di Castellini reo di un brutto fallo su Lichtsteiner. 

 
 
 

Lazio travolta, Supercoppa alla Juve

Post n°1028 pubblicato il 24 Agosto 2013 da resistenzabianconera
 

In campo si vede una sola squadra. Pogba apre le danze. Poi segnano Chiellini, Lichtsteiner e Tevez: 4-0



È della Juventus, 4-0 alla Lazio, la Supercoppa italiana, per la gioia del suo presidente Andrea Agnelli che in tribuna salta, esulta e si agita come i tantissimi tifosi bianconeri che hanno riempito la loro metà dello stadio Olimpico. Per il presidente c’e’la soddisfazione di aver inflitto una severa lezione al suo rivale Lotito, e anche di essersi reso conto che la sua Juve è destinata a dominare un altro campionato, se questi sono i presupposti. 
La squadra di Antonio Conte, che non ha smesso di agitarsi a bordo campo nemmeno dopo la quarta rete dei suoi, ha vinto con un inizio di ripresa micidiale per la Lazio, che dopo aver chiuso il primo tempo sotto di un gol (realizzato da Pogba appena 2’35’’ dopo essere entrato in campo al posto dell’infortunato Marchisio) ne ha incassati tre nel giro di nemmeno cinque minuti, dal 7’ al 12’ del secondo tempo. 
 
Ma soprattutto la Juve si è imposta perché, semplicemente, è una squadra migliore della Lazio, dal punto di vista fisico (qui la differenza è stata a tratti straripante) e tecnico, con un Vucinic che ha deliziato la platea con i suoi assist di tacco e con un Lichtsteiner, ex di turno mai abbastanza rimpianto, irrefrenabile sulla fascia destra. L’unico a non aver brillato particolarmente è stato, fino al momento del suo gol, proprio il nuovo acquisto, e presunto top player, Tevez, che però dopo il gol si è dato da fare anche lui, muovendosi bene e «rischiando» di segnarne altri. 
 
Insomma, dopo un primo tempo in cui la Juve era stata superiore, ma nel quale una Lazio era rimasta in partita pur tirando poco in porta (Klose è troppo isolato), grazie a un Lulic formato derby e nonostante un Hernanes in giornata a dir poco negativa, nei secondi 45’ non c’è stata partita e sul terreno dell’Olimpico c’è stata una squadra sola. La Lazio ha fatto la figura di un pugile `groggy´ completamente in balia dell’avversario, e l’unica faccia triste della Juve, mostrata da telecamere e monitor, è stata quella di Llorente in panchina. 
 
I campioni d’Italia sono andati in vantaggio al 23’ con una bella girata di sinistro di Pogba su azione nata da una punizione dal limite che Pirlo, invece di calciare in porta, aveva trasformato in assist per Lichtsteiner. Lo svizzero ex laziale ha messo lo zampino anche nei successivi gol della sua squadra. Infatti al 7’ della ripresa, in fulminea azione di ripartenza, ha messo in mezzo all’area un cross che l’accorrente Chiellini, solo nelle praterie lasciate libere dalla difesa della Lazio, ha trasformato nel 2-0. Poi l’elvetico ha segnato lui stesso, `tagliando´ il reparto arretrato rivale dopo un assist di tacco di Vucinic. E anche il 4-0 è nato da un tiro di Lichtsteiner, respinto da Marchetti, ripreso da Pogba, respinto ancora dal portiere laziale che nulla ha potuto fare quando, sulla sua ribattuta, Pogba ha servito Tevez per un tiro a quel punto imparabile. Quando è stato sostituito lo svizzero è stato sonoramente fischiato dal suo ex pubblico e lui ha risposto esultando con il pugno alzato verso la curva juventina e urlando la propria gioia. 
 
A tutto ciò, e ad altre azioni di una Juve già tonica e veloce (con Pirlo che però è calato troppo nel finale, perdendo qualche pallone di troppo), poco ha potuto opporre la Lazio, se non le due occasioni avute da Klose nel giro di 4 minuti dal 25’ al 29’ st: una l’ha fallata, sull’altra è stato fermato da Buffon in uscita. Insomma, i biancocelesti non hanno avuto neppure la soddisfazione della rete della bandiera e tornano a Formello con la certezza di dover lavorare ancora molto, e che c’è bisogno di rinforzi sul mercato, in attacco e difesa. Ma qui deve pensarci Lotito, il grande sconfitto di stasera.

 
 
 

Amichevoli estive, i Los Angeles Galaxy vincono per 3-1

Post n°1027 pubblicato il 04 Agosto 2013 da resistenzabianconera

Imballata per i carichi di lavoro, la Juve esce con le ossa rotte dall'amichevole contro i Galaxy. Al Dodger Stadium, infatti, complice anche il turno di riposo concesso a Tevez e Llorente (un tempo), la formazione di Conte perde 3-1 contro l'undici di Los Angeles al termine di una gara tutto sommato a senso unico. Ad aprire le danze ci pensa Gonzalez al 35'. Quattro minuti dopo Matri pareggia, ma Donovan (60') e Keane (88') chiudono i conti.

I detentori del titolo americano surclassano la squadra di Conte soprattutto sul piano atletico, correndo e coprendo su tutti i palloni. Un pressing asfissiante che non fa quasi mai ragionare il centrocampo dei campioni d'Italia in evidente difficoltà, come capita spesso nella fase precampionato. Poi un paio di clamorosi regali difensivi, uno di Vidal, l'altro incredibile di Pirlo hanno fatto il resto.

Così la Juve, in questa trasferta americana incassa la seconda sconfitta consecutiva dopo quella ai rigori con l'Everton. A riposo la coppia dei neoacquisti Tevez e Llorente, al loro posto Conte schiera Matri e Quagliarella. Torna tra i pali il capitano Buffon e l'altro nazionale reduce della Confederation Cup, Bonucci. Ma il Galaxy appare subito molto più rapido e in palla dei bianconeri: in apertura Matri finalizza un buon contropiede con un destro fuori di un pelo. Per il resto sono i 'galattici' di Los Angeles a fare la partita, molto più veloci e tonici di una Juventus lenta e imprecisa.

I californiani sono vicini al gol già al 9', con Rogers, poi con Donovan, dalla corta distanza. In ambedue occasioni ci pensa Buffon in ottima forma a salvare il risultato. Al 35' il gol del Galaxy: scambio veloce tutto di prima e Gonzalez, lo stesso che ha segnato contro la Roma, grazie a un assist in profondità di Juninho si trova solo in area, anticipa Bonucci e infila Buffon in uscita. Passano 4 minuti e la Juve trova il pareggio. Quagliarella riceve una palla in area, si libera di Gonzales, si volta e tira un forte sinistro. Il portiere non trattiene e Matri ha gioco facile a concludere a rete.

Nella ripresa Conte stravolge la squadra, cambiando addirittura 9 uomini su 11. Entrano Storari, Chiellini, Barzagli, Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Marchisio, Llorente e Giovinco. Rimane fuori invece Carlos Tevez. Ma la musica non cambia. Marcelo marca a uomo Pirlo, che comunque fa di tutto per lanciare le punte, ma invano. Al suo attivo solo una punizione alta di un soffio. Al 60' arriva la papera di Vidal, che si fa rubare palla dal veterano Keane, cross facile su Donovan che da due passi insacca rasoterra: è il 2-1. Al 70' Conte tenta la carta Vucinic, che entra al posto di Asamoah. Pochi minuti dopo l'arbitro inspiegabilmente non fischia un rigore netto su Giovinco. Negli ultimi minuti Llorente tenta in un paio di occasioni, ma senza successo. La partita si chiude all'88', quando Pirlo sbaglia nettamente un passaggio indietro che si trasforma in un assist facile facile per Keane: ed è il 3-1 finale.

Il tecnico bianconero un po' preoccupato dopo il 3-1 rimediato con i Los Angeles Galaxy: "Buffon aveva detto di aver paura di un possibile appagamento, il pericolo c'è: non abbiamo ancora vinto una partita". Tevez più sereno: "Saremo pronti per la Supercoppa"

LOS ANGELES - "Dobbiamo avere più fame, è ora di cambiare musica". Antonio Conte è preoccupato dopo il ko per 3-1 che la sua Juventus ha incassato contro i Los Angeles Galaxy nel secondo impegno della International Champions Cup. "Buffon aveva fatto una dichiarazione importante dicendo che ha paura di un possibile appagamento dopo i due campionati vinti", dice il tecnico salentino ricordando le recenti parole del portiere bianconero. "E basta vedere i gol presi oggi per rendersi conto che il pericolo c'è", aggiunge facendo riferimento agli errori di Vidal e Pirlo che hanno propiziato la seconda e la terza rete dei californiani. "Bisogna aumentare la concentrazione, essere bravi sul campo e non accontentarci di sentirselo dire. Da quando abbiamo iniziato non abbiamo mai vinto una partita, è ora di cambiare musica", ribadisce.

Non è allarmato invece Carlos Tevez, che punta a essere pronto per la Supercoppa con la Lazio del 18 agosto: "Sto lavorando molto intensamente ed è normale essere un po' stanchi. E' dai tempi del Boca Juniors che non mi allenavo così tanto", dice l'Apache, come si legge sul sito della Juve. "L'obiettivo è arrivare pronti alla Supercoppa, e partite come quella contro il Galaxy sono utili per prepararsi al meglio", prosegue l'argentino, che non è stato impiegato da Conte nella sfida di Los Angeles. "Il mister insiste molto anche sulla tattica ed è davvero preparato. Io cerco di lavorare con attenzione sugli schemi e di applicare in campo quanto chiede Conte", dice Tevez. Proprio Conte, qualche giorno fa, ha parlato in termini lusinghieri del nuovo acquisto, dicendosi stupito di come il ritratto del giocatore fatto da alcuni organi di stampa non avesse nulla a che vedere con la realtà: "Sono una persona buona - conclude Tevez- e credo che alla lunga il tempo dica la verità su come è fatta una persona".

 
 
 

Amichevoli d'estate: Juve perde con Everton ai rigori

Post n°1026 pubblicato il 01 Agosto 2013 da resistenzabianconera

Andrea Pirlo resta il perno, l'uomo in più della Juventus, anche in vista della stagione 2013-14. Sembra essere questo il messaggio che emerge dall'amichevole a San Francisco tra i campioni d'Italia e l'Everton, nell'ambito della International Champions Cup, partita vinta dai britannici ai rigori dopo l'1-1 dei tempi regolamentari. Dopo un primo tempo di studio, la squadra inglese passa in vantaggio al 61': Marrone perde una palla facile sulla tre quarti, facendo scattare il fulminante contropiede avversario, concluso in rete da Mirallas, che dribbla Peluso e spiazza Storari. Per un'ora circa la coppia delle 'new entry' Tevez e Llorente fa molta fatica a trovare il bandolo della matassa. In un paio di occasioni, già sotto di un gol, il campione spagnolo, invece di battere a rete cerca il passaggio, perdendo occasione propizia per il pareggio. E Tevez insidia il bravissimo portiere, nazionale Usa, Howard solo con un paio di tiri da fuori.

Al 71' la svolta: Conte sostituisce Llorente e De Ceglie, facendo entrare Pirlo e Vucinic. I bianconeri continuano a soffrire dietro, dove solo alcune splendide parate di Storari tengono aperto il risultato. Ma da metà campo in poi la manovra è in mano al regista della nazionale. Il pareggio è nell'aria: arriva al 78' grazie a una botta di sinistro al volo di Asamoah, su cross basso di Vucinic. Dal piede vellutato di Pirlo partono altri assist deliziosi. Uno di questi mette Matri, entrato all'83' al posto di Tevez, solo davanti alla porta, ma l'ex centravanti del Cagliari non controlla, e l'occasione sfuma. La partita finisce sul pareggio. Si va ai rigori: qui sbagliano prima un inglese, poi Pirlo, e alla fine Peluso. Ma nel calcio d'agosto, gli errori dal dischetto non cambiano una carriera.

Il tecnico tira le somme dopo la sfida all'Everton vedendo positivo e complimentadosi con i nuovi: "Mi è piaciuta la loro applicazione, le gambe ovviamente sono imballate ma alla fine tutti hanno disputato una buona partita"

SAN FRANCISCO - Partita non esaltante quella della Juventus contro l'Everton. Antonio Conte però dà alla gara il giusto rilievo cogliendone più che altro gli aspetti positivi: "Ho visto diverse cose positive questa sera. Certo, ci sono anche degli aspetti negativi, ma è meglio che emergano in gare amichevoli, perchè abbiamo il tempo per migliorare". La sconfitta ai rigori conta relativamente, il tecnico è soddisfatto della crescita della squadra e il fatto che i nuovi siano sempre più integrati nei meccanismi: "Mi è piaciuta la loro applicazione. Le gambe ovviamente sono imballate dopo 15 giorni di duro lavoro a Chatilon e questa prima parte di ritiro in America, ma alla fine tutti hanno disputato una buona partita".

A proposito di nuovi si è mosso bene Angelo Ogbonna, che ha mostrato notevoli progressi anche dal punto di vista atletico: "Non sono ancora al meglio - precisa ildifensore - fisicamente le cose non potranno che migliorare con il passare dei giorni e lo stesso vale dal punto di vista tattico. Devo ancora assimilare bene gli schemi, perchè per me si tratta di concetti nuovi, ma sto seguendo con attenzione sia i consigli del mister che quelli dei miei compagni e mi sono di grande aiuto". Già in piena forma Kwadwo Asamoah, autore di una rete spettacolare e di giocate da applausi: "Il gol è stato bello - ammette soddisfatto il ghanese - il pallone è arrivato sul mio piede, il sinistro, e non ci ho pensato su due volte
a calciare. Il lavoro di questi giorni sta pagando, mi sento bene, ma nè io nè la squadra siamo ancora al 100%".

 
 
 

Isla va all’Inter. A Saint Vincent (ore 17) primo test stagionale

Post n°1025 pubblicato il 17 Luglio 2013 da resistenzabianconera


Primo ciak della stagione per la Juve, che alle 17 (diretta tv su Mediaset Premium) dopo cinque giorni di tosta preparazione affronta una selezione della Valle d’Aosta, composta da giocatori di tre squadre, tra Eccellenza e prima categoria.  
 
Allo stadio Perucca di Saint Vincent s’annuncia il tutto esaurito se dei 2.850 posti, a ieri sera ne erano stati venduti già 2.250. Antonio Conte ha quasi trenta giocatori da mischiare, ma è probabile che tra i primi undici ci siano anche Carlos Tevez e Fernando Llorente.  

Per i tifosi bianconeri basta l’emozione della prima, se proprio i difensori non saranno famelici: Marco Vitale, di professione tabaccaio, e Xavier Vuillermoz, artigiano che ripara tetti. Per il resto si prevedono cambi, di uomini e moduli, forse partendo dal 3-5-2 e dal 4-3-3, quelli usati in questi pomeriggi. Presto potrebbe partire Mauricio Isla, arrivato a un passo dall’Inter, per 7,5 milioni di euro, il prezzo chiesto dalla Juve. Resta da sistemare solo la burocrazia con l’Udinese, l’altra proprietaria del cartellino, visto che per l’affare serve anche la firma dei friulani.

 
 
 

Melo val al Galatasaray: oggi l’ufficialità. Ecco quanto incasserà la Juve

Post n°1024 pubblicato il 16 Luglio 2013 da resistenzabianconera


Secondo Tuttosport, oggi Felipe Melo potrebbe diventare un giocatore del Galatasaray. Ieri sera – si legge sulle colonne del quotidiano torinese - Marotta ha riallacciato i contatti con i vertici del club turco, pronti finalmente ad acquistare il brasiliano dopo averlo avuto in prestito oneroso per ben due stagioni di fila. Entro la giornata, il trasferimento dovrebbe diventare ufficiale. Alla Juventus dovrebbero andare 4,5 milioni di euro (3,5 milioni subito, più uno di bonus legati a rendimento e obiettivi).

 
 
 

Mondiale Under 20, Pogba campione

Post n°1023 pubblicato il 14 Luglio 2013 da resistenzabianconera

Lo juventino vince il premio di miglior giocatore, secondo Nico Lopez: Aréola, portiere del Paris Saint Germain, para i primi due rigori, dopo lo 0-0 al termine di regolamentari e supplementari

A Istanbul la Francia, battendo 4-1 ai calci di rigore l'Uruguay, vince il suo primo Mondiale under 20 al termine di una partita molto equilibrata, e senza reti. Eroe dei galletti il portiere Aréola, riserva al PSG ma che meriterebbe maggiore considerazione: sicuro in tutto la gara para anche due rigori ai tiratori charrua. Meritava probabilmente di più l'Uruguay nei 120', ma il trofeo va alla Francia che ha certamente mostrato di avere la rosa migliore durante tutto il torneo: ha tremato solo nella partita finale, per merito della grande prova dei sudamericani.

FACCE NUOVE — Inizia meglio la gara la Francia, che il ct Pierre Mankowski presenta con la coppia Pogba–Kondogbia in mezzo al campo e con Sarr a surrogare Umtiti nella linea difensiva a quattro dove a sinistra spinge con la solita profondità Lucas Digne. Il tecnico dell'Uruguay, l'ingegner Verzeri, ridisegna la sua squadra, confermando il 4-4-2 ma con qualche faccia nuova: c'è Velazquez al centro della difesa al fianco di Gaston Silva, con il neo giocatore dell'Atletico Madrid Gimenez spostato a destra al posto di Varela, firmato di recente dal Manchester United; davanti fuori De Arrascaeta, e spazio dall'inizio per Avenatti, riferimento centrale vista l'enorme stazza, con Nico Lopez pronto alle sponde del quasi cagliaritano e alla ricerca di spazi alle spalle del doble pivote francese. Molto compatte le linee della squadra charrua, aiuti difensivi di Laxalt e, soprattutto, Paiz, che provano anche ad accompagnare il riabaltamento dell'azione. Grande partita di Cristoforo che, con il supporto della linea difensiva, è concentrato nelle coperture dei movimenti senza palla dei giovani galletti, specie di qualità, come Bahebeck e Thauvin, che sono molto più pericolosi nelle (rare) situazioni di transizione, dove meglio si riesce a trovare il centravanti Yaya Sanogo.

PRIMA PALLA GOL — E' però l'Uruguay ad avere la più limpida occasione per il vantaggio nella prima frazione: al 19', su un imperfetto retropassaggio di Sarr, Nico Lopez si intromette e batte con velocità: bravo Aréola, il miglior portiere del torneo, a mettere in angolo. Prende coraggio la Celeste, che non soffre la fisicità francese e controllando il ritmo partita, elimina le tante certezze dei ragazzi in blu, mai così in difficoltà in tutto il torneo. Pure poco abituata la Francia a organizzare una difesa di squadra con continuità, al di là delle enormi capacità individuali, specie di Pogba, il miglior giocatore di questo Mondiale. L'Uruguay va due volte vicino al vantaggio nel secondo tempo, dove continua a giocare al ritmo preferito: prima Nico Lopez, poi Avenatti, su cui è magnifico, con una uscita bassa, Aréola. Il finale di gara è però tutto della Francia, con due fiammate improvvise: una conclusione da fuori di Thauvin e un tiro ravvicinato, in mischia, del nizzardo Bosetti, che ha surrogato l'infortunato Bahebeck: De Amores, il portiere charrua, nega con due grandi interventi il gol ai galletti. Nei 90' nessuno riesce a segnare, e le reti rimarranno intonse anche nei successivi trenta minuti, fino al 120'.
 
RIGORI E PREMI — I rigori hanno eletto l'erede del Brasile, che ha vinto il titolo mondiale di categoria nel 2011: la Francia, che trasforma quello decisivo con Foulquier, ma deve ringraziare ancora una volta il suo portiere, decisivo sulle prime due conclusioni, Velazquez e De Arrascaeta. Il premio per il miglior portiere va al collega dell'Uruguay De Amores, ed è una decisione che sorprende un po', per quello che ha fatto vedere il francese. Nessuna sorpresa per il miglior giocatore: tocca a Paul Pogba, secondo Nico Lopez, passato dalla Roma all'Udinese proprio durante la finale.

TERZO POSTO — Soddisfazione africana nella finale per il terzo posto: vittoria netta del Ghana, che supera 3-0 l'Iraq. In rete Attamah, Ebenezer Assifuah (al sesto gol: è il capocannoniere del torneo) e Acheampong.

 
 
 

Giaccherini al Sunderland. Diamanti sempre più vicino, accordo per Ogbonna

Post n°1022 pubblicato il 11 Luglio 2013 da resistenzabianconera

Accordo praticamente raggiunto tra le società: ai bianconeri 8 milioni, tesoretto che permetterà di arrivare al fantasista del Bologna.

Emanuele Giaccherini va al Sunderland. Accordo a Milano tra il club inglese e la Juve per la cessione dell'azzurro a 8 milioni di euro. Giaccherini avrebbe preferito restare a Torino, ma si consolerà raddoppiando l'ingaggio che arriverà a sfiorare i 2 milioni di euro a stagione. Per il club bianconero è in arrivo un tesoretto che verrà probabilmente utilizzato per dare l'assalto a Diamanti, elemento in grado di giocare tra le linee di un 4-2-3-1 (il modulo europeo di Conte) o fare il vice Pirlo all'occorrenza. Un particolare non sfuggito ai bookie, tanto che la quota per l'approdo in bianconero del fatnasista è letteralmente crollata.

ACCORDO RAGGIUNTO ANCHE PER OGBONNA - Dopo una lunga trattativa, c'è l'accorso anche per l'arrivo di ogbonna dal Torino. Alla società granata 13 milioni più due di bonus legati alle presenze.

IL PESO DI TEVEZ - Neanche è arrivato alla Juventus, che intanto Carlitos Tevez fa già discutere: l'Apache sarebbe infatti sovrappeso di circa 6 chili. Proprio per questo Conte avrebbe imposto una dieta all'attaccante argentino, in modo da tirarlo a lucido per il ritiro. Tevez però, come di consueto, non usa giri di parole per respingere al mittente le accuse sulla sua forma fisica: "Non sono ancora arrivato alla Juve e c'è già chi sostiene che devo dimagrire di sei chili - le sue parole riportate dal quotidiano argentino 'Clarin' - In realtà non mi sono ancora pesato, mi viene da ridere a sentire certe cose". Intanto la Juventus ha presentato la nuova maglia da trasferta, che sarà gialla: un ritorno agli anni 80, ispirandosi alla casacca che la Juve indossò nella Coppa delle Coppe vinta nel 1983-'84 oltre a riprendere i colori della città di Torino.

Tevez ha parlato però anche del suo rapporto con la "Seleccion", una storia che per lui sembra essere un capitolo chiuso, visto che il ct Sabella non l'ha mai convocato. "Non mi manca la Nazionale, mi sono state chiuse le porte e la seguo come tifoso. L'Argentina sta facendo bene anche senza di me ed è questo quel che conta. So che non giocherò il Mondiale visto che Sabella non mi ha mai convocato. Tutti sanno che amo la Seleccion, ma mi è stata chiusa la porta, io so perchè, ma non devo dirlo io". 

Tra i motivi, però, non ci sarebbe la presunta lite con Lionel Messi. "Non parlo da molto tempo con lui, ma non è vero che abbiamo litigato, il problema è che ci hanno sempre messo a confronto e questo non fa bene alla squadra, basta dire Messi o Tevez - ha concluso il nuovo attaccante della Juventus - possiamo giocare benissimo insieme".

PRIMI TEST A VINOVO - Oggi Tevez non ha preso parte al primo giorno di lavoro, una doppia seduta a Vinovo. L'argentino ha ottenuto un permesso per seguire alcune pratiche burocratiche. Assenti anche i Nazionali, che si uniranno al gruppo il 26 luglio per la tournée negli Stati Uniti. Tra i primi ad arrivare il nuovo acquisto Fernando Llorente – lui sì, tiratissimo, in perfetta forma fisica - che intorno alle 7.30 ha varcato i cancelli dello Juve Center a bordo della sua nuova Jeep aziendale. Il gruppo si è sottoposto ai test atletici, organizzati per la terza stagione in collaborazione con il Centro Ricerca Mapei, che caratterizzano i primi giorni della preparazione estiva. Domani si replica, con lo stesso programma intervallato dalla conferenza stampa di Antonio Conte alle 15.30. In serata la Juve si trasferirà a Chatillon/Saint-Vincent dove resterà fino al 22 luglio, vigilia del Trofeo Tim contro Milan e Sassuolo nell'inedita sede dello stadio “Città del Tricolore” di Reggio Emilia. 

CRISTINA CHIABOTTO STAR DI JTV - E mentre attendeva l'ufficializzazione dell'ingaggio di Ogbonna, oggi la Juventus si è assicurata... Cristina Chiabotto. La nota show girl, eletta Miss Italia nel 2004, sarà infatti la stella del rinnovato canale satellitare bianconero, che non si chiamerà più Juventus Channel ma JTV: “Un palinsesto profondamente rinnovato, un’informazione sempre più puntuale e un volto solare e amato da tutti i tifosi in conduzione – questo lo “spot” apparso sul sito bianconero -. La tifosissima Cristina Chiabotto sarà la star del canale e con la sua carica di simpatia e il suo innegabile fascino accompagnerà i telespettatori sin da venerdì prossimo, quando i riflettori si accenderanno sulla nuova tv bianconera”. 

 
 
 

Telenovela finita, Ogbonna è della Juve

Post n°1021 pubblicato il 09 Luglio 2013 da resistenzabianconera


La lunga telenovela si è conclusa: Angelo Ogbonna è un giocatore della Juve. Dopo aver trattato nella notte di ieri ed essersi nuovamente incontrati oggi a Milano col Toro, i bianconeri hanno ottenuto il difensore della Nazionale pagando 12 milioni di euro con altri 3 legati ai bonus. Nella trattativa c’è anche la comproprietà dell’attaccante Ciro Immobile: Cairo dovrà decidere se detenerne solo la metà, dopo aver trovato l’accordo col Genoa, oppure prendere l’intero cartellino versando 3 milioni alla Juve. In ogni caso l’accordo è stato trovato e Ogbonna è un nuovo giocatore della Juve. Probabilmente domani mattina svolgerà le visite mediche e poi firmerà il contratto fino al 2018 da 1,8 milioni netti all’anno. Il rischio di dover rispondere presente al raduno del Torino, in programma questa sera, è stato così scongiurato ed ora inizia il conto alla rovescia per la sua nuova avventura juventina. 
 
Il derby di mercato per Ogbonna è stato intenso e si è risolto soltanto al fotofinish, ma il passaggio del Po da parte del difensore di origine nigeriana è storico. Mai un prodotto del vivaio granata, capitano della prima squadra e tesserato del club era passato alla Juve in oltre cento anni di storia. Pessotto, attuale responsabile del settore giovanile bianconero, aveva giocato solo un anno nel Toro e Fusi (capitano che alzò l’ultimo trofeo granata vent’anni fa) non era cresciuto al Filadelfia. Il caso eclatante di Balzaretti si consumò col fallimento del Torino nell’estate 2005, col terzino sinistro svincolato. Ora, invece, avviene qualcosa di inedito. Anche nella reazione della piazza granata, praticamente indifferente al passaggio in bianconero di quello che era un suo gioiello e che per dieci anni è cresciuto nel Toro. 
 
I granata in cambio di Ogbonna hanno ottenuto soldi e Immobile, mentre la Juve inserisce nella miglior difesa d’Italia un prezioso rinforzo. L’Angelo (bianco)nero può ricoprire più ruoli e diventa un jolly prezioso per dare il cambio a Chiellini: Ogbonna può giocarsi come pilone di sinistra in una difesa a tre, ma può essere anche centrale o terzino in quella a quattro. Il ct Prandelli l’ha portato all’Europeo proprio per la sua duttilità ed ora Conte ottiene un tassello di livello per qualità ed età (25 anni). Lo voleva fortemente e Marotta l’ha accontentato dopo una trattativa durata 40 giorni e costata complessivamente 15 milioni. 

 
 
 

Juventus, ecco Llorente: "Voglio il terzo scudetto di fila". Marotta: "Importante come Tevez"

Post n°1019 pubblicato il 02 Luglio 2013 da resistenzabianconera

Juventus, ecco Llorente: "Voglio il terzo scudetto di fila". Marotta: "Importante come Tevez"

TORINO - "Jovetic? Era un'ipotesi, prima che si verificassero alcune difficoltà di rapporti con la Fiorentina. Per adesso, siamo contenti del nostro parco attaccanti. Poi, ovvio, di qui alla fine del mercato può succedere di tutto, anche che i viola ci diano Jovetic in prestito gratuito". L'ad bianconero Beppe Marotta ci ride su. La sua Juve, del resto, è quasi a posto. E può osservare i movimenti della piazza affari del calcio con quella calma che è la virtù dei forti. "Nei prossimi giorni incontreremo Cairo per portare a casa nostra Ogbonna". Dopodiché, l'ad bianconero comincerà a "snellire un organico a oggi formato da 26 giocatori".

MAROTTA: "LLORENTE? UN ALTRO SEGNALE FORTE AL CAMPIONATO"  - L'ultimo petalo della rosa bianconera è quel Fernando Llorente prenotato più di cinque mesi fa ma sbarcato soltanto ieri sul pianeta Juve: "Con lui diamo un segnale forte al campionato - prosegue Marotta - e alziamo il livello di un reparto che nelle ultime stagioni ha subìto troppe critiche ingiuste. Fernando è campione del mondo e d'Europa in carica: la sua qualità è indiscutibile. A parte l'ultima stagione, vissuta ai margini dell'Athletic Bilbao, ha sempre realizzato una media di 15 gol per stagioni. L'auspicio è che possa continuare a farlo con noi". In chiusura, un comprensibile moto d'orgoglio per aver piazzato l'ennesimocolpo a costo zero: "L'operazione Llorente forse è stata sottovalutata, perché è stata fatta a parametro zero. Ma non dimentichiamo che un anno fa Fernando era legato al suo club da una clausola rescissoria di 37 milioni".

LLORENTE: "VOGLIAMO IL TERZO SCUDETTO CONSECUTIVO" - Durante l'affollata conferenza stampa di presentazione - oltre ai molti giornalisti, c'è il clan dell'attaccante al gran completo: papà, mamma, fratello-agente e compagna -, Llorente dimostra di non aver studiato soltanto l'italiano, ma anche la storia del suo nuovo club: "Vogliamo il terzo scudetto consecutivo, un'impresa che manca dal 1935". Come Tevez, l'attaccante di Pamplona mette da parte l'io per parlare con il noi: "I miei compagni possono mettermi nelle condizioni di fare tanti gol, ma non mi preoccupa quante reti riuscirò a segnare: la cosa più importante è aiutare la squadra a continuare a vincere. Tevez e Llorente come Trezeguet e Del Piero? Piano, la Juve è una grande squadra. E per adesso in attacco siamo in sei".

"VINCO CON LA JUVE E MI RIPRENDO LA NAZIONALE" - Poche parole, quelle giuste. Compresa la più classica delle dichiarazioni: "Realizzo un sogno, quello di indossare una maglia prestigiosa come quella della Juventus". Llorente ha una voglia matta di voltare pagina. Ringrazia l'Atheltic Bilbao, "la squadra che mi ha formato". Dribbla le polemiche: "Non ho avuto nessun problema con i miei ex compagni e i dirigenti. La stampa, piuttosto, ha contribuito a creare una mia immagine negativa". Si mette a disposizione del mister, dicendosi pronto al suo martellamento: "Ho già parlato con Conte. Mi è sembrata una persona piacevole e simpatica. Sono contento di poter giocare con lui al mio fianco. Ho lavorato due anni con Bielsa, un altro allenatore piuttosto duro...". Sogna di riafferrare la maglia roja della sua Nazionale: "E' una delle cose che voglio di più. Ma per tornarci, dovrò prima fare bene con la Juventus".

"ASSOMIGLIO A IBRA. CHIAMATEMI RE LEONE" - Llorente evita di gettare fumo negli occhi dei suoi nuovi tifosi: "La Champions è un torneo molto difficile. Incontreremo delle squadre molto competitive, meglio non correre troppo". Il nuovo numero 14 bianconero non evita, invece, il confronto con Ibrahimovic: "Un grandissimo giocatore: è vero che abbiamo qualità simili". E, infine, ringrazia i suoi nuovi tifosi per avergli riservato "un'accoglienza incredibile, spettacolare". Il Rey Leon ha una voglia matta di ruggire. Ma in italiano: "Ora mi chiamo Re Leone. Suona bene, mi piace".

OGBONNA A UN PASSO. PROBLEMI A SINISTRA - Capitolo mercato. Salvo colpi di scena, tra mercoledì e giovedì andrà in scena l'ultima puntata della soap opera stracittadina tra Juve, Toro e Ogbonna. Il difensore cambierà sponda del Po per 8-10 milioni più la metà bianconera di Immobile. In dirittura di arrivo anche la trattativa per acquisire la comproprietà di Zaza, che con tutta probabilità verrà poi parcheggiato in prestito al Sassuolo: alla Sampdoria 4 milioni oppure metà Gabbiadini. Problemi, infine, a sinistra: De Laurentiis non vuole cedere Zuniga, nonostante il colombiano andrà in scadenza nel 2014, la boutique del Real Madrid chiede troppo per l'esterno brasiliano Marcelo, mentre su Kolarov si registra l'inserimento del Galatasaray con un'offerta simile a quella bianconera: 1,5 milioni per il prestito più altri 6 per il riscatto. Crescono, intanto, le quotazioni di Bonaventura, qualcosa in più della prima alternativa a Diamanti. La Juve potrebbe proporre all'Atalanta Padoin, oltre a un consistente conguaglio economico. Strategia attendista, invece, per Jovetic. A maggior ragione dopo le ultime esternazioni di Marotta. Dopo l'ingaggio imminente di Ogbonna, ogni acquisto sarà finanziato dalle cessioni. E' sempre più forte, però, il rischio di assistere a un'asta internazionale per il montenegrino, che ha numerosi e prestigiosi estimatori spagnoli (Barcellona e Real Madrid) e inglesi (Chelsea, Arsenal, City e United).


 
 
 
 
 
 
 
 
 

FARSOPOLI: COMMENTO DI AFFARI ITALIANI

 
 
 
 
 
 
 

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