sanità

Il caso del Dr. Gentile (post2)


Ecco cosa scrive di una collega, in un forum medico...... se non è pazzo lui, poco ci manca, anche perché la collega in questione (abbiamo capito tutti a chi si riferisce,non è per niente così; nel frattempo chi ha avuto la vista psichiatrica dalla ASL per vedere se era "ancora idoneo all'esercizio della professione" è lui. BELLA UMILIAZIONE!!!!Ciao a tutti! Sono un medico che purtroppo ha avuto a che fare, per alcuni anni, con una donna che riteneva amica ma il sincero e disinteressato affetto per la quale (senza null'altro, tanto per essere chiari!) gli ha un po' "foderato gli occhi di prosciutto" nonostante da più parti venisse messo sull'avviso riguardo ad alcune persistenti stranezze della stessa, testimoniate praticamente da quasi tutte le conoscenze comuni e ben nota negli ambienti professionali.Dotata di uno spiccato senso dell'opportunismo, ha con perseveranza e determinazione sfruttato tutto lo sfruttabile ritenendo che tutto le fosse dovuto, essendo ipercritica verso tutto e tutti (comprese amiche e amici di cui ha continuamente parlato alle spalle, finchè ho capito che cosa lei intende per "amico", e cioè un semideficiente che non sappia dirle altro che sì), tra l'altro essendo convinta di essere straordinariamente attraente (nonostante caratteristiche somatiche e di "pelle" che non l'aiutano certo in quest'autoillusione) e dotata di un'autostima di compenso francamente caricaturale.Non essendo riuscita ad ottenere da me il 100% delle sue richieste, essendosi fermata al 90%, ha ritenuto esaurito il mio "contributo storico" e ha pensato di cominciare a perseguitarmi con scritti inventati di sana pianta, tentativi di diffamazione tutti andati a cattivo fine (le fanno capire di essere dalla sua parte e poi si sbellicano dalle risate), visite a colleghi della mia zona nel tentativo di convincerli di mie presunte nefandezze, da cui ha ricavato solo telefonate di sostegno a me dirette con la domanda costante :"Ma...ha perso la brocca?", ecc. ecc.Per un po' di tempo ho creduto ad un semplice lato del carattere, come tale da sopportare se si vuole in qualche modo bene, poi a poco a poco, anche per via dell'accentuarsi delle sue fasi di acuzie e messo sull'avviso da suoi "amici" e colleghi, alcuni dei quali ben la conoscono da anni e mi hanno raccontato cose che bellamente ignoravo dei suoi trascorsi, ho iniziato a rendermi conto che c'era dell'altro...E così qualcuno ha iniziato ad accennarmi all'esistenza del disturbo narcisistico di personalità, ma poichè le mie nozioni psichiatriche non sono delle migliori ho ritenuto di chiedervi se, al di là di ciò che è descritto sul DSM IV che sono andato a vedere, ci siano elementi che in base a ciò che ho sommariamente detto lo facciano ritenere probabile, e/o se debba far caso ad altri aspetti che riteniate di volermi cortesemente suggerire.In quanto alla perdita del senso della realtà, debbo dire che ne ho notato la comparsa negli ultimi tempi della di lei frequentazione (e non solo io, a quanto ho saputo poi...), ma non so quanto ciò possa essere legato alla patologia di base e quanto all'abuso di alcool ed al concomitante uso di psicofarmaci che fa.Personalmente provo molta compassione per lei perchè nonostante abbia invano cercato di farmi del male non posso non considerarla comunque un essere umano sicuramente bisognoso di aiuto, ma non essendovi più rapporti personali nè mediazioni non so proprio come fare. Accetto suggerimenti...