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Caterina Saracino

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La Psicosi da Cibo Tossico

Post n°531 pubblicato il 21 Novembre 2013 da infoigi
 

Risale ormai a un mese fa il servizio della bravissima Nadia Toffa mandato in onda a Le Iene, dove si parlava della Terra dei Fuochi, ossia di una parte della Campania (zona Napoli - Caserta) dove per decenni sono stati sversati rifiuti tossici dalla mafia. Su quegli stessi terreni contaminati i contadini hanno continuato a coltivare, perché giustamente non potevano saperlo, e i costruttori a edificare. 

Ma adesso che la storia è venuta fuori e che i tumori stanno aumentando a macchia d'olio, la psicosi tra la gente si è diffusa.

Io stessa quando vado al supermercato controllo la provenienza dei cibi ed evito di comprare prodotti che siano stati fatti in Campania. E devo dire che spesso è difficile: ad esempio, per quanto riguarda pelati e salse, direi che l'80%, se non di più, della produzione arriva da lì. Valfrutta dovrebbe essere sicuro perché arriva da altre zone, si spera non contaminate, e quindi ho notato che tantissima gente adesso compra i prodotti Valfrutta. Guardacaso sono settimane che cerco i pelati Valfrutta nel mio supermercato "di fiducia" e non li trovo, mentre tutti gli altri pelati sono lì sullo scaffale...

Sarà un caso? Non credo proprio.

Ora, però, qual è il problema? Logico: non tutti i prodotti della Campania sono effettivamente tossici, ma noi cosa possiamo saperne? I consumatori hanno messo una croce nera sopra i cibi provenienti dalla Campania, non sapendo giustamente quali zone siano contaminate e quali no, ma questo sta creando notevoli danni alle aziende "pulite". La psicosi si è abbattuta in modo particolare sulla mozzarella di bufala, che ha subito un crollo spaventoso nelle vendite.

Come risolvere il problema? La soluzione sarebbe quella di divulgare una MAPPA COMPLETA delle zone a rischio e diffondere i nomi delle AZIENDE SENZA SCRUPOLI che comprano le materie prime da queste zone A RISCHIO TUMORI.

Ma questa è l'Italia, bellezza, e noi consumatori non abbiamo il diritto di sapere la verità perché si preferisce PROTEGGERE I CRIMINALI.

Foto: source

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Commenti al Post:
diogene51
diogene51 il 21/11/13 alle 12:54 via WEB
Purtroppo il consumatore non ha altro modo di difendersi che scartare tutta una serie di prodotti. Io per esempio, non compro da tempo più la mozzarella di bufala campana, anche se so che quella prodotta per esempio vicino a Salerno non è considerata a rischio. Cominciai a farlo regolarmente quando lessi, già tempo fa, che il comando della flotta americana di stanza a Napoli, aveva emanato direttive perché non fosse più bevuta l'acqua dei rubinetti ma solo acqua minerale. Insomma, come ha titolato l'ultimo "Espresso": "Bevi Napoli e poi muori". In Italia c'è pochissima informazione su questo tema. Anche quando alcuni prodotti vengono ritirati perché contaminati, non viene mai riportato sui siti ufficiali l'elenco dei produttori, a differenza invece di quello che si può leggere sui siti stranieri. Credo che sia per un errato concetto della privacy, basato sul fatto che le contaminazioni possono avvenire per errori e non necessariamente per malafede. Ma così non si proteggono sufficientemente i consumatori. Avevo l'intenzione di promuovere su Avaaz una petizione per chiedere che il ministero della salute pubblichi nomi dei produttori e lotti di merce.
 
 
infoigi
infoigi il 21/11/13 alle 13:29 via WEB
Grazie per il tuo prezioso commento, Diogene. Se lanci la petizione la firmerò!
 
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