LA VITA COS'E'???

Sesso e potere invadono Venezia


Sabato, 8 settembre 2012 - 09:39:00 "E' un film di donne per le donne" lo afferma Brian De Palma che a Venezia porta "Passion" film fuori concorso che, nel corso della proiezione anteprima stampa, ha ricevuto un'accoglienza tiepida. Il thriller sexy vede contrapposte in un rapporto morboso Noomi Rapace e Rachel McAdams, donne in carriera a tutti i costi. In conferenza stampa, però, De Palma e Noomi Rapace, bellissima in tailleur pantalone bianco e l'autore della colonna sonora, Pino Donaggio sono stati salutati da un lungo applauso. "Sono due ottimi personaggi di donne - ha spiegato il regista di 'Vestito per uccidere' - sono stato fortunato perché Noomi e Rachel si conoscevano già e poi il bacio della morte che Noomi dà a Rachel, wow!". Il film di De Palma è un remake di "Crime d'amour" di Alain Corneau girato in tempi di record (39 giorni) in Germania. "Per quanto riguarda il film originale - ha aggiunto il regista - ho pensato che avrei potuto migliorare ancora la trama mantenendo segreta l'identità dell'assassina, inoltre ho potuto mettere il balletto de l'"Après-midi d'un faune" di Debussy e quindi la mia firma". Noomi Rapace ha raccontato la genesi del suo personaggio e il piacere di poter lavorare con Rachel McAdams. " Isabelle è una donna difficile da capire, è mentalmente è a pezzi, è come se avesse una rottura dentro di sé. Ha reazioni ritardate perché tiene tutto dentro di sé. Per prepararmi al ruolo ho lavorato con medico che si occupa di malattie mentali. Volevo lavorare con Rachel perché penso sia fantastica. Ho pensato fosse un sogno entrare in un rapporto tra due donne, non solo amiche, due donne che alzano sempre la posta del gioco, una spirale che gira sempre più in fretta e in profondità. E'un ruolo che è arrivato fino alla mia anima, ho fatto sogni folli con lato oscuro che è durato per giorni".COMENCINI, UN GIORNO SPECIALE: L'ATTACCO ALL'ITALIA DEL BUNGA BUNGA - Periferia di Roma. Per Gina e Marco è un giorno importante. Lei, spinta, quasi costretta, vestita e truccata dalla madre, deve andare a incontrare l’onorevole Balestra, un politico influente che potrebbe aiutarla nel suo sogno di diventare attrice. Sia lei che – soprattutto – la madre sanno cosa potrebbe costare quell’aiuto. Lui è l’autista mandato a prenderla, che ha ottenuto quel lavoro grazie ai favori che in tanti anni di sacrificio sua madre ha fatto a un prete. Balestra però ha degli impegni improvvisi, e rinvia di ora in ora l’appuntamento. Tempo che i due ragazzi usano per annusarsi, studiarsi, conoscersi, parlarsi, forse anche innamorarsi. In un lungo giorno speciale durante il quale passano dalla periferia al centro della città, due mondi opposti, entrambi squallidi e affascinanti al tempo stesso. Quando Balestra chiama, Gina e Marco sono cambiati, vedremo quanto. “Un giorno speciale”, tratto dal romanzo “Il cielo con un dito” di Claudio Bigagli, come si capisce nasce dalle squallide cronache sul cosiddetto bunga-bunga, dalle ragazze che non capiscono, come dice la regista (che è anche animatrice del movimento “Se non ora quando”), che “quella che sembra una libertà di utilizzo del corpo femminile è in realtà una parodia della libertà”. Un film che punta il dito contro quel potere che di queste ragazze approfitta, “ed è una cosa – sottolinea Comencini - che non riguarda solo il Palazzo, ma anche la questione del potere maschile in generale. In qualsiasi ambito: cinema compreso”. Ai margini di questo potere, sempre in attesa di qualche chiamata, ci sono i giovani precari, senza lavoro e senza futuro, con sogni effimeri e ambizioni soffocate, con famiglie incapaci di aiutarli quando non proprio “complici” di quel potere, che però dimostrano anche di essere capaci di vivere e pensare diversamente, in modo più sano, finché la realtà non li schiaffeggia. Tema, dicevamo, importante, che non va lasciato solo alle cronache e che il cinema fa bene ad indagare, dice sempre la regista. Ma questo film, ben recitato dai due giovani protagonisti, vive quasi esclusivamente della forza dell’universo reale e urticante al quale rimanda, e di poco altro.
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