Satine Rouge

Lotto marzo


Giornata internazionale della donna, o festa della donna.Istituita per smerciare le mimose, fiore brutto e puzzolente, in grado con un solo ramo di sporcare una decina di metri quadrati di casa disseminando ovunque fastidiosissime palline gialle pelose.Tradizione vuole che si ceni solo fra donne in locali che, oltre al cibo, offrono in pasto anche uomo bisunto e muscoloso che si denuda di fronte a frotte di femmine urlanti in delirio.Per carità, non voglio fare la moralista: anche io ho partecipato a simili festeggiamenti nei miei anni di incoscienza giovanile, pur evitando sempre di perdere la dignità sbavando davanti ad un glabro esemplare maschile di dubbio gusto.E devo ammettere che non ho mai capito tutta questa eccitazione che pervade le fanciulle dai 15 ai 70 anni la sera dell'otto marzo quando si trovano di fronte il B(r)onzo di Riace di turno.Certo, ad una prima analisi potrebbe anche sembrare comprensibile, visto che, mediamente, noi donne abbiamo come idea di maschio quello che la sera della festa della donna lasciamo a casa: in genere passa la serata in canottiera, mutande e pedalini bianchi, con in mano una lattina di birra mentre fissa inebetito il televisore che trasmette la partita di Cempionslig Barcellona - Arsenal.Con questa immagine in testa, in effetti, perdere la ragione per un qualsiasi altro esemplare maschile senza i pedalini bianchi sembra cosa logica.Davvero però preferiremmo portarci a casa quel manzo sculettante che sta sul palcoscenico?Analizziamo bene l'esemplare di spogliarellista-tipo:- Non presenta alcun pelo su tutta la superficie corporea, ad eccezione (forse) di ciglia e sopracciglia e, in alcuni casi, capelli (nei casi in cui cioè non segua i dettami di Mastro Lindo).Poiché è condizione necessaria al suo lavoro, possiamo dedurre che si dedichi all'arte depilatoria dodici mesi all'anno, quando noi femmine, notoriamente, disertiamo la ceretta da ottobre a marzo, lasciandoci crescere addosso il Vello d'Oro degli Argonauti, consce del fatto che nessuno lo vedrà, a parte il tizio in mutande e pedalini bianchi, ma solo nel caso in cui non ci sia la partita di Cempionslig.Davvero è possibile perdere la testa per un maschio che passa più tempo di noi dall'estetista?- Ha muscoli estremamente sviluppati anche sulle dita dei piedi.  Pare un canotto gonfio. Per raggiungere un simile risultato (sulla cui bellezza, oltretutto, mi sentirei di discutere), ci sono due modi: uno, per quanto ne so, è illegale e molto poco salutare, l'altro consiste nel passare in palestra tutto il tempo che non si trascorre presso il negozio dell'estetista. In entrambi i casi, personalmente, trovo che ci sia ben poco di attrattivo.- Il lavoro che fa lo porta a cospargersi di panna i capezzoli e farseli leccare da donne di ogni tipo.Ora, oltre a trovare la cosa a dir poco ributtante, non mi senterei proprio tranquilla se il mio fidanzato passasse così le sue serate. Va bene che si tratta di lavoro, ma non dimentichiamoci della saggezza di Oscar Wilde: "resisto a tutto, tranne che alle tentazioni". E se per un uomo non è una tentazione avere attorno manciate di donne pronte a tirargliela addosso con la fionda...Quindi, in generale, credo che il delirio femminile di fronte allo spogliarellista non sia dovuto all'ambizione di portarselo a casa, ma più che altro al fatto che entusiasmarsi per uno spogliarello è una cosa tipicamente maschile.Ribaltare i ruoli e diventare le osservatrici di un uomo oggetto rende le donne felici perché viene visto come un'ulteriore conquista verso la parità e l'uguaglianza fra i sessi.Eppure non sono convinta che sia per urlare dietro ad un macho unto e glabro che le nostre mamme abbiano bruciato in piazza i loro reggiseni.