saudade

LEV NIKOLAEVIC TOLSTOJ


(un passaggio tratto da "RESURREZIONE")......Il fatto che chiunque, anche l'assistente foruncoloso,basandosi sul suo passato e sulla sua situazione attuale,si sentisse in diritto di offenderla e di stupirsi dei suoi rifiuti,la umiliava moltissimo,e le metteva una gran pena di sè,e una gran voglia di piangere.Vedendo Nechljudov,avrebbe voluto giustificarsi davanti a lui,che certamente aveva saputo della cosa.Ma appena tentò di farlo,capì che non sarebbe stata creduta,che le sue giustificazioni avrebbero solo confermato i suoi sospetti,e rinunciò perchè le lacrime le chiudevano la gola.La Maslova cercava sempre di convincersiche non gli aveva perdonato e che lo odiava,ma in realtà, da molto tempo,aveva ripreso ad amarlo, e lo amava tanto,che non faceva nessuna fatica a obbedirgli in tutto.Aveva smesso di bere, di fumare, di civettare,e aveva accettato d'andare a fare l'inserviente in infermeria.Solo per compiacerlo.Rifiutava sempre, decisa,l'idea di una loro unione ogni volta che egli vi accennava,perchè aveva bisogno di ripetergli le parole orgogliose della prima volta,ma soprattutto perchè sapeva che avrebbe fatto la sua infelicità.Era ben decisa a non accettare il suo sacrificio,ma le era doloroso il pensiero che lui la disprezzasse e la credesse quella di prima,senza cogliere in lei nessun cambiamento.Che Nechljudov credesse alla storia dell'infermeria,la faceva soffrire più della notiziad'essere definitivamente condannata ai lavori forzati.......