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Esatto! :)
Inviato da: sblogged
il 23/05/2018 alle 16:49
 
Il caro estinto, o quasi, spirito sportivo :-).
Inviato da: arw3n63
il 23/05/2018 alle 16:04
 
Giorni speciali e ieri una serata indimenticabile. Grande...
Inviato da: sblog
il 21/05/2018 alle 19:50
 
Com'č andata? :-)
Inviato da: arw3n63
il 21/05/2018 alle 18:06
 
Vero. :)
Inviato da: sblogged
il 14/05/2018 alle 19:35
 
 

Area personale

 

 

Foggia

Post n°325 pubblicato il 23 Maggio 2018 da sblog

In comune con Roma direi che ha giusto un paio di vocali del nome, ma, a suo modo, può piacere. In genere ci arrivo in treno, di tardo pomeriggio, e raggiungo a piedi l'albergo dove non ho più bisogno di mostrare i documenti, come più o meno diceva anche una bella canzone (non ricordo più quale).

Così sarà anche oggi e stasera vagherò per le sue strade del centro in cerca di un'ispirazione gastronomica (senza eno davanti). Forse pioverà, chissà, o forse no. In ogni caso sarà bello passeggiare senza una méta definita su quei marciapiedi larghi, a tratti enormi, caratteristica tipica delle città di pianura.

Poi presto a nanna, che domani mattina c'è da fare. Davvero.

 
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Roma

Post n°324 pubblicato il 19 Maggio 2018 da sblog

Tornare a Roma significa per me ogni volta ripensare a come sarebbe stata la mia vita se non avessi voluto interrompere bruscamente il mio rapporto di lavoro con chi comunque mi aveva accolto con grande affetto.

Mi sarebbe di certo piaciuto che i miei figli avessero avuto quella inconfondibile ed un po' strafottente inflessione. Avrei provato forse quello che avevano provato i miei genitori, nel sentirmi usare in casa il dialetto napoletano, a loro estraneo.

E domani sera, ovviamente, posto prenotato in tribuna Monte Mario, con alcuni miei amici di allora, spero ancora tali.

 
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Festa della mamma

Post n°323 pubblicato il 13 Maggio 2018 da sblog

Il mio passato da sindacalista, noto alle cronache del piccolo ambito in cui operavo per la capacità di andare a oltranza fino allo sfinimento della controparte quando capivo che ci poteva essere un accordo da siglare a fine riunione, mi è tornato molto utile anche questa volta.

Delle due mamme che ci avevano invitato a pranzo per oggi si va dalla mia, e si passa dopo per gli auguri dalla suocera. In terra di matriarcato non è cosa da poco.

Auguri a tutte le mamme, che ci hanno accolto in quei fantastici primi 9 mesi di vita, metafora dei successivi decenni in giro per la nostra madre Terra, soprattutto per quella strana consapevolezza che qualcuno di noi aveva in quei mesi, e che qualcuno ancora mantiene, che c'è sempre uno stretto tunnel che ci aspetta e che porta poi alla luce.

 
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Impressioni a freddo

Post n°322 pubblicato il 11 Maggio 2018 da sblog

F - Ha detto mio marito che sei molto intelligente. Ma di cosa avete parlato tutto quel tempo? Quasi ogni sera mi dice che è proprio vero quello che gli hai detto sulle nuove dinamiche interne alle coppie che vengono prodotte dai comportamenti dei figli man mano che crescono e dei genitori man mano che invecchiano. Ma che ne sai tu di cosa mi dice mia madre o mia figlia e di cosa dico io a lui, di conseguenza?

M - Ringrazio tuo marito per la stima, ma io sono solo uno che osserva molto, niente di che. Ed ho sempre osservato che i comportamenti tra le persone derivano più dai ruoli che i singoli occupano che dalla singolarità degli stessi occupanti.

F - Ma chi era quella che è venuta da sola? Ma poi, al ritorno, come ha fatto per tornare a casa? E il marito non dice niente? Che poi è stata tutto il tempo a guardare il telefono. Ma che è venuta a fare?

M - Era una che deve fare delle cose per convincersi che le può fare, e non c'è niente di più rischioso nella vita. Va bene se hai 16 anni, o diciamo pure 20, ma non se hai due figli in età pre-scolare a casa che piangono perché non ti trovano nel lettone. Il marito? Secondo me sa benissimo che mandava messaggi in continuo ad altri presenti alla festa perché, come è ovvio, per errore qualche foto commentata gli è arrivata pure a lui.

 
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Impressioni a caldo

Post n°321 pubblicato il 06 Maggio 2018 da sblog

Abiti vistosi per quasi tutte le donne presenti, ad evidenziare quelle forme che l'età ha risparmiato dall'inesorabile crollo gravitativo ed a nascondere i tratti peggiori, complici trucchi pesanti ed acconciature di nuove tinte ai capelli, che credo tenderebbero al più naturale grigio di quelli dei rispettivi compagni, spesso all'incirca coetanei.

Sorrisi bloccati come maschere di cortesia auto-imposta, anche per la certezza di dover necessariamente capitare nelle numerose immagini che, in tempo reale, già vagavano di sicuro nel www a cui festosamente siamo tutti inconsapevoli iscritti. Oggi esserci significa innanzitutto fornire le prove fotografiche, come noto.

As usual, non ho mangiato e mi sono divertito a veder mangiare. Da quando ero poco più che un bambino ho infatti l'abitudine di cenare abbondantemente prima di uscire per una festa serale. Ho imparato così tanto guardando da lontano i vari avvicinamenti ai ricchi buffet che voi, giustamente affamati ad una certa ora, manco vi immaginate...

Un effetto domino finale così, peraltro, non l'avevo mai visto e mai forse l'avrei mai immaginato possibile. La prima tessera caduta che, quasi scusandosi, ha chiesto la giacca per andar via è stata come lo start di una gara di formula 1. Fuggi fuggi generale, quasi come davvero non ce la si facesse più ad ascoltare il padrone di casa al piano. Terribile!

 
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Passo

Post n°320 pubblicato il 04 Maggio 2018 da sblog

Da giovane mi piaceva giocare a poker. Mai giocato tanto, in realtà, ma quando capitava mi divertivo proprio. Il mio sogno sarebbe stato poter accedere alle sale riservate a Montecarlo, ma non ho mai avuto i contatti giusti e sono sempre rimasto a perdere qualcosa alla roulette, così, come se volessi pagare un giusto prezzo per poter stare per un po' a fianco a persone che mai avrei avuto modo di osservare così da vicino. Talvolta con qualche discreta guardia del corpo a frapporsi, ma comunque sufficientemente prossimo da capire tante caratteristiche personali da piccoli gesti. L'ideale sarebbe stato spennare qualcuno di quei ricconi ai tavoli di poker che non erano visibili dalle sale aperte al pubblico ed a cui, ad una certa ora, i più conosciuti si recavano, ma non ho mai avuto il piacere di poterli seguire, ripeto.

Nel mio modo di vivere mi porto forse dietro però tanti schemi che a poker risultavano spesso vincenti, imparati più "per strada" che nelle sale vip. Giocando con amici e conoscenti, sempre poco e quindi senza voler andare oltre delle semplici esercitazioni, mi pareva che alla fine vincesse più facilmente chi sapeva sottrarsi a tante fasi preliminari e sapeva attendere il momento giusto con pazienza, dopo aver studiato gli altri. Anche nei "giochi" quotidiani, quelli che si svolgono tutti i giorni semplicemente vivendo, vince spesso chi ha più pazienza di osservare prima di agire, di ascoltare prima di parlare. Ed è un vantaggio parlare per ultimi, come a poker, quando si può rilanciare improvvisamente dopo che tanto è già finito nel piatto senza che fosse neanche minimamente sospettabile la puntata finale. Puntata che non si saprà mai se essere figlia di carte vincenti o solo di un grande bluff, ma che farà paura abbastanza da far scappare tutti in un attimo.

Attendo forse ogni giorno quel giorno, sui tanti tavoli in cui mi muovo. Ma, per ora, passo.

 
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Passa

Post n°319 pubblicato il 03 Maggio 2018 da sblog

La scusa ufficiale è che alla sua stampante sta per finire l'inchiostro e quindi deve per forza andare dall'altra parte dell'ufficio a prendere la copia cartacea di un documento a quella di rete. Prima di alzarsi, però, si guarda un attimo nel telefono, in versione specchio delle mie brame, si passa il ditino all'angolo della bocca, per togliere quella punta di rossetto fuori posto, e la mano nei capelli, così, per darsi il tono giusto. Eccola che sta arrivando all'incrocio dei due lunghi corridoi che deve percorrere per prendersi la stampa, ne sento i passi, li conto. Tre, due, uno. Abbasso gli occhi sulla scrivania nell'attimo in cui passa, poi li alzo, ovviamente.

Calmi, non è per guardarle il culo (niente di che, peraltro), ma solo per vedere come passa davanti alle altre stanze, dove i miei colleghi ancora incuriositi da certi atteggiamenti femminileggianti cercano di fermarla per un motivo "tecnico", quello che lei in fondo cerca ogni volta che passa, appunto, allo stesso tempo fattasi esca e pesce che ama abboccare ad altri ami. Eccola che si appoggia con una mano al telaio rivestito in legno pregiato della porta della stanza per scambiare, con sufficienza, quelle quattro parole che servono ad alimentare il sogno, forse reciproco, di ben altri incontri. Poi se ne va e ri-passa, fingendo di saper leggere ciò che ha raccolto.

 
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Passa

Post n°318 pubblicato il 26 Aprile 2018 da sblog

Sì, prima o poi passa. E' solo questione di tempo, e poi passa. Quando si arriva alla consapevolezza della capacità curativa del tempo, cosa che non accade a tutti alla stessa età, ci si rilassa. Si comprende come tanti sforzi che si mettono in atto per accelerare certi processi siano un inutile spreco di energia. Solo col tempo si capisce che serve solo tempo per risolvere tante questioni.

In genere è da quel momento che si comincia a ritenere il tempo il bene più prezioso di cui possiamo godere, forse in realtà proprio quando ci si rende conto di averne molto meno a disposizione rispetto a quello che servirebbe per sistemare tante cosette. Insomma un classico: ci si accorge dell'importanza di qualcosa/qualcuno quando non ce n'è/c'è più.

 
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Passi

Post n°317 pubblicato il 20 Aprile 2018 da sblog

"Passi e passi sotto a questo balcone", dice un'antica canzone in dialetto napoletano. Un modo di dire che si potrebbe figurativamente utilizzare in tante occasioni. Quell'imbarazzo di chi dà un'occhiata all'interno di un palazzo, volendo sbirciare un attimino senza essere visto/a.

Non c'è nulla di male, intendiamoci. Anche a me è capitato, specie quando ero "ragazzo", come dice sempre la canzone in dialetto. Quando i comportamenti sono mediati dal pudore, dalla vergogna senza motivo, quando ci si può sentire colpevoli pur non avendo fatto nulla di male. Se non sognare, forse.

 
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Passi

Post n°316 pubblicato il 19 Aprile 2018 da sblog

Sì, che passi pure, come è già capitato e di sicuro ri-succederà. Ogni tempesta che si rispetti sembra sempre difficile da superare, ma poi, tornata la calma, quasi viene voglia di ringraziarla per quanto tutto appaia più pulito grazie alla tanta piogigia caduta.

Osserverò chiaramente le espressioni di volti amici, modificate da atteggiamenti diversi da quelli del passato, dovuti alle nuove frequentazioni. Ho detto modificate per non dire ancora peggiorate, ma purtroppo ne sono oramai quasi certo.

 
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Passi

Post n°315 pubblicato il 18 Aprile 2018 da sblog

Ogni tanto consulto a quanti passi sto sul mio personal phone e così, in pochi giorni, mi sono fatto una mappa mentale della zona in cui mi trovo, usando questa nuova particolare unità di misura.

Parlando con qualche conoscente scopro poi che, complici anche le varie app pre-installate nei telefonini, non sono poche le persone che in automatico associano un numero di passi ad un giretto a piedi per fare una qualunque commissione.

Che sia finalmente giunta l'ora di un ritorno agli incontri in piazza?

 
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Temere il domani

Post n°314 pubblicato il 15 Aprile 2018 da sblog

E' una sensazione che credevo di non poter più provare. Per molto tempo non ho più avuto paura, di niente. Adesso torno a temere qualcosa e forse è un buon segno.

 
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Pronto a rientrare

Post n°313 pubblicato il 13 Aprile 2018 da sblog

Finito il periodo di prova, ho capito che presto tornerò alla mia vita lavorativa di qualche tempo fa. Scelta consensuale tra le parti coinvolte, senza contraccolpi. Del resto le prove si fanno per questo.

 
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Settimana in albis

Post n°312 pubblicato il 05 Aprile 2018 da sblog

Bello "in albis", mi ricorda il Liceo, bei tempi quelli in cui si declinava in Latino, senza capirne il fine. Oggi invece sento coniugare verbi in dialetto, per offendere la Vita.

 
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Pasqua 2018

Post n°311 pubblicato il 31 Marzo 2018 da sblog

Ci siamo, è già quasi Pasqua e confermo la sensazione che provo da alcuni anni: da Natale a Pasqua mi è sembrato di nuovo solo un attimo. Auguri a chi passasse di qua!

 
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Io sono ancora qua

Post n°310 pubblicato il 28 Marzo 2018 da sblog

Mi riferisco al mio testo preferito di Vasco Rossi, che, dicunt, mi si addice abbastanza per via del mio particolare vissuto. Oggi, quindi, l'ho lasciato in evidenza nella mia stanza.

 
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Tempi feriti

Post n°309 pubblicato il 23 Marzo 2018 da sblog

Le persone provano continuamente ad azzerare i propri tempi morti. A me viceversa piacciono tantissimo e preferisco chiamarli "feriti", e quindi li curo parecchio e poi finisce col tornarmi utile.

 
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Toccata e fuga

Post n°308 pubblicato il 04 Marzo 2018 da sblog

Oggi al voto e poi altre 4 settimane di lavoro "fuori". Ma il biglietto per il 31/3 è pure perfino già stampato per non rischiare (come ritorno di quello di domani). Sarà infatti già la vigilia di Pasqua.

 
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Consonanti

Post n°307 pubblicato il 03 Marzo 2018 da sblog

Rtfsqczplnvcm hdfptrnlpmsvzqt hhgrtffcsplnhq plrddfgpsqbzl nmnfhtrspp ppl llp mlnlmlngfrsppn trrtdsqgvz hgptqsznnm bbffrqppl nsgqtr.

 
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Vocali

Post n°306 pubblicato il 24 Febbraio 2018 da sblog

Da lontano ho nostalgia della mia lingua madre. Con le sue vocali, che mi appaiono più "pulite" di quelle che uso qui. Ho deciso quindi che, appena rientrato, sceglierò le più evocative. Le U.

 
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