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Tramonto al Quirinale

Post n°413 pubblicato il 20 Agosto 2019 da sblog

Stasera, più o meno quando il sole starà tramontando su Roma, vedremo la fine del Governo attualmente in carica (sono le 17 circa), con il Presidente del Consiglio che rimetterà il suo mandato nelle mani di chi glielo aveva conferito. Da quel momento scattano le procedure per individuare il suo successore, che sarà sicuramente trovato senza dover andare prima a votare. Da domani si dovrà però passare per il rito delle consultazioni al Quirinale e per la stesura di un nuovo programma per condurre l'Italia nei prossimi tempi.

Dire che sarà un Governo giallo-rosso mi pare troppo romanista come termine e quindi io lo chiamerò arancione, perché è il colore che mi piace di più di tutti. :)

 
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Il naufragio salviniano

Post n°412 pubblicato il 20 Agosto 2019 da sblog

Tutto comincia 2 settimane fa, quando erano stati calendarizzati gli ultimi lavori in Parlamento prima delle vacanze e, dopo la tristissima vicenda dell'approvazione del Sicurezza-bis (che non rispetta il Diritto Internazionale e quindi avrà vita breve), si pone davanti agli occhi di tutti la questione della divergenza esistente nelle forze di Governo sull'altà velocità in Piemonte, in merito alla necessità di completare o meno la Torino-Lione. In quel momento al leader della Lega sembra logico provare a sfruttare l'occasione per far cadere il Governo ed andare alle urne per "capitalizzare il consenso" che viene percepito in crescita rispetto ai risultati elettorali dell'anno scorso. Quelle che avevano portato al tentativo di dar vita al Governo che ha retto poi fino ad oggi. Il Corsaro Nero prende in mano con decisione il timone della sua nave e si avvia verso il mare aperto da Sabaudia, nonostante i nuvoloni all'orizzonte ed alcuni fulmini ad illuminare la serata laziale.

Poi si passa ad una settimana fa, quando la navigazione si era fatta già complicata. Dai nuvoloni sul Tirreno si era passati al mare Adriatico in burrasca. Il mare sempre più agitato da Termoli in giù comincia a mettere in ansia l'equipaggio del Corsaro Nero e la cosa emerge sull'isola del Senato, quando la nave cerca un approdo in un porto sicuro, volendo scambiare un voto offerto sulla riduzione del numero di parlamentari con delle cime preziose per fissare l'imbarcazione ad un molo. Ma oramai "la frittata era fatta" e l'approdo non è stato concesso. Chi era rimasto a riva quando il Corsaro era partito, tra l'attonito e l'intimidito, in una settimana ha metabolizzato il tutto ed è già alla ricerca d'altro. Si tratta pur sempre di un buon partito, anche se molto "movimentato", diciamo così.

Si arriva ad oggi. Il Corsaro Nero è alla deriva. La nave imbarca acqua da più falle. Le scialuppe di salvataggio sono state calate e l'equipaggio le sta occupando man mano, in attesa delle ore 15, quando proverà un più semplice approdo di tante piccole imbarcazioni sulla stessa isola dove la settimana scorsa era stato provato quello dell'intera nave, senza successo. Solo da quel momento in poi si capirà cosa accadrà in serata, ma io mi aspetto un cannoneggiamento dalle sponde ad opera di un Conte inviperito dai recenti accadimenti. Sparerà ad alzo zero, senza pietà, come il Corsaro diceva che bisognava fare con certi gommoni che arrivano da Sud. Come è strana la vita: chi di spada ferisce...

 
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Matriarcato femminista

Post n°411 pubblicato il 17 Agosto 2019 da sblog

C'è stato un tempo (misurabile in secoli) durante il quale, almeno qui nei piccoli centri del Sud, le donne hanno comandato dall'interno delle loro residenze. La narrazione ufficiale parla in realtà di padri-padroni e di donne sfruttate dai loro uomini e non è assolutamente in dubbio che la maggiore forza fisica maschile si sia fatta sentire in modi che oggi porterebbero dritto in galera, ma sono certo, per esempio, che certe "lezioni" da infiggere alla figlia disobbediente fossero state decise dalle donne di famiglia (attente osservatrici della vita in paese) e poi delegate al padre o ad un fratello (lontani o distratti da altro).

I matrimoni delle figlie femmine, momento fondamentale in ogni famiglia molto più di quello dei figli maschi, vedevano formalmente l'approvazione del padre che accompagnava la figlia all'altare, ma erano sostanzialmente decisi dalle donne (anche nonna materna e prozie, se viventi) e le doti esposte analizzate ed apprezzate solo dalle donne della famiglia di lui. All'epoca quindi, per gli uomini, lo stare praticamente "in mano" alle donne di casa, quella di provenienza da piccolo e quella nuova in cui si approdava da grande come "genero", era bilanciato dalla smisurata maggiore libertà di muoversi nella società, per lavoro o per svago.

Nell'attenuazione di questa asimmetria di libertà, oggettivamente assurda, la società moderna ha però inciso moltissimo a partire dalla seconda metà del Novecento, e per fortuna. Si è capito che era sciocco tenere bloccata in casa una metà, se non di più, del capitale umano familiare ed anche alle donne sono state via via concesse la possibilità di studiare e lavorare all'esterno della famiglia, di uscire anche da sole con libertà crescente di frequentazione di luoghi prima inibiti e senza limiti di orario. Il beneficio per la società è stato enorme, e basti pensare a quante aziende familiari sono oggi condotte con successo da figlie femmine, sia nel caso in cui di maschi non ce ne erano in una certa generazione, sia se più brave dei fratelli.

Si potrebbe credere che il matriarcato, dimostratosi molto ingiusto per le molte inevitabili distorsioni nella gestione del potere familiare ed alla fin fine marcatamente maschilista a dispetto della parola, sia finito finalmente con la sostanziale riduzione (e in alcuni casi l'annullamento) dell'asimmetria di libertà di cui oggi possono godere maschi e femmine, già da piccoli e fino anche alla quarta età (quindi anche per persone nate e cresciute in un contesto totalmente diverso da quello attuale). In realtà, almeno nei piccoli centri del Sud, non è così. Il matriarcato è diventato femminista. In casa comandano sempre le donne, se c'è da decidere di comprare o vendere una casa, se c'è da porre un veto ad una convivenza o da dividere delle proprietà significative. Ma la differenza è che ora all'esterno maschi e femmine se la giocano, diciamo così.

Mi spiego meglio. Se nel vecchio mondo meridionale italiano poteva sembrare che le donne fossero conduttrici all'interno, ma in pratica accettassero di rinunciare ad un ruolo all'esterno delle quattro mura (anche se poi non era proprio così perché potevano agire per delega in molti settori attraverso il ramo maschile della famiglia) e questo poteva essere un prezzo altissimo da pagare, adesso non è così. All'esterno giovani uomini e giovani donne vengono a trovarsi sullo stesso (si pensi ad una facoltà universitaria o ad un qualunque ufficio), mentre all'interno della casa la conduzione è rimasta femminile (anche per il tradizionale maggiore impegno nel farsi il mazzo con i bambini e gli anziani presenti). Insomma, secondo me, servirebbe un movimento che pareggiasse i conti in casa, aiutando i maschi sempre più sopraffatti dai matriarcati ancora (r)esistenti, simile a quello che è stato necessario a favore delle femmine nella società. Se non sarà così al maschio resterà solo il compito di inseminatore momentaneo, che nelle società occidentali più evolute può anche essere uno sconosciuto che mai avrà l'onore di andare oltre la fecondazione, magari in laboratorio, senza sporcare troppo in casa. La conclusione forse è un po' più forte di come la volevo, ma credo di aver reso l'idea. Saluti.

 
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Fico seccato

Post n°410 pubblicato il 14 Agosto 2019 da sblog

Nel mio più recente commento (quello di ieri alle 19 e 16) dicevo che il bullo di paese ha saputo difendersi, e lo ha fatto prendendo in giro un po' tutti, alla sua maniera (che è quella che piace a tanta gente, non dimentichiamolo). In sostanza ha accettato la sfida dei suoi ex-alleati, che consisterebbe in un ultimo passaggio parlamentare alla Camera della legge costituzionale che riduce il numero di senatori da 315 a 200 ed il numero di deputati da 630 a 400.

Perché uso il condizionale dicendo "consisterebbe"? Perché sarebbe toccato al Presidente della Camera (quello molto seccato del titolo del post), immediatamente dopo la chiusura dei lavori di ieri al Senato, trovare il modo di calendarizzare il passaggio citato prima del 20 agosto, data in cui si era capito che si sarebbero tenute le comunicazioni del Presidente del Consiglio sulla crisi in atto.

Cosa è successo invece? Che il calendario della Camera ha previsto per il 21 un passaggio di Conte anche lì, per le comunicazioni di cui sopra, ed il 22 il voto sulla legge costituzionale. Ora, delle due una. O la Lega non sfiducia più Conte tra il 20 ed il 21, e quindi si potrebbe effettivamente accettare la proposta del bullo di paese e votare insieme il quarto Sì alla riduzione dei parlamentari oppure, cosa molto più probabile direi, tra il 20 ed il 21 la crisi arriva al Quirinale e, di conseguenza, si fermano i lavori in Parlamento (quindi niente seduta del 22).

Conclusione. Il bullo di paese ieri ha evitato il "paliatone" in diretta televisiva, ed in questo gli va riconosciuta una certa bravura, ma vuol continuare a prendere in giro tutti, compreso il Capo dello Stato, che mi sa che non gradisce il trattamento. E lo capisco.

 
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Al lavoro, di nuovo

Post n°409 pubblicato il 11 Agosto 2019 da sblog

Finite le ferie, si torna al lavoro. Per molti un trauma, per me il giorno più bello dell'anno. Non so se perché mio padre mi faceva leggere la Costituzione già alle elementari, e quindi quei primi articoli ce li ho scolpiti nella mente, ma ho sempre pensato che la vita di ogni brava persona si fondi sul lavoro. Per tanti anni, nel mio caso, lavorare significava studiare e ricordo benissimo di essere stato spesso il primo a ripresentarsi a Fuorigrotta dopo Ferragosto per sapere quando rientrava quel professore o quell'altro, per ricominciare a lavorare, appunto.

Da allora, a me e per me, non è cambiato nulla. Al lavoro, di nuovo!

 
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Dal gran gelo secondo Matteo

Post n°408 pubblicato il 08 Agosto 2019 da sblog

Dopo la giornata di ieri a Roma è sceso il gelo, nonostante sia Agosto. Prima al Senato la sceneggiata del voto sulle varie mozioni, con il PD, Forza Italia e Fratelli d'Italia che scelgono di non uscire dall'Aula come avrebbero dovuto, se non temessero le elezioni. La Lega sarebbe andata sotto e ieri pomeriggio ci sarebbero state le dimissioni del Governo.

Invece no. Secondo Matteo era giusto umiliare ancora una volta i dilettanti del M5S e metterli di fronte al fatto che adesso o rinunciano a 3 dei loro Ministri (e quindi al comando sull'agenda di Governo) o accettano di perdere una marea di eletti dopo la prossima consultazione. Da cui il gelo, il gran gelo del titolo del post.

Ieri sera a Sabaudia era di nuovo in cravatta (senza giacca) a raccontare tutta la storiella della sua Lega, non più solo Nord. Era prima passato a Palazzo Chigi a chiedere il rimpasto ed aveva già fatto annullare, o quanto meno rinviare, la chiusura estiva dei lavori. Stamattina, proprio ora mentre scrivo, a Palazzo Chigi ci stanno gli sconfitti. Chissà chi/che ne esce.

 
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A Gosto

Post n°407 pubblicato il 02 Agosto 2019 da sblog

Gosto è una cittadina divertente, dove tutti si sentono liberi di fare quello che vogliono, finalmente. Non che la cosa non abbia delle contro-indicazioni (trattino obbligatorio), ma, tutto sommato, a me piace vedere le persone libere e, per questo, mi reco spesso a Gosto.

Ieri, appena arrivato a Gosto, c'era una tipa che, davanti a tutti, si è completamente spogliata e si è messa a ballare in piazza. Che dire? Benvenuti a Gosto!

 
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La seconda settimana di ferie

Post n°406 pubblicato il 28 Luglio 2019 da sblog

In genere è la migliore.

 
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Pochi, ma cattivi

Post n°405 pubblicato il 20 Luglio 2019 da sblog

C'è stato un tempo in cui mi piaceva raccontare dove sarei andato al mare. Questo accadeva nei giorni dell'ultima settimana di lavoro, quella per me quest'anno conclusasi ieri. Poi le cose cambiano, le persone cambiano (compreso me, ovvio), i racconti del prima e del dopo vacanze non avrebbero oramai alcun senso. Non me ne frega molto di dove se ne vanno i miei colleghi e quindi perché dovrebbe fregar loro di dove sto volando io in questo momento?

L'unica cosa che, in tema di ferie, unisce tutti è quel tabellone da cui si evince chi trovi quando torni. L'ho guardato. Saremo in pochi dal 10 agosto in poi. Pochi, ma cattivi. ;)

 
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2 conti veloci veloci

Post n°404 pubblicato il 14 Luglio 2019 da sblog

Mia figlia quasi ventenne viene a sapere ieri sera da mio figlio quindicenne che un suo coetaneo olandese sta per arrivare alla Juve e gli daranno circa 1 milione di euro al mese (retribuzione netta) per 5 o 6 anni (almeno) e poi si vedrà.

Stamattina lei mi chiede se in tutta la mia vita, fino ad ora, ho guadagnato quello che il suo coetaneo sta per prendere al mese. Ovviamente ammetto uno sconsolato no, sconsolato più che altro perché penso che la sua attuale scelta di studi, piuttosto dura ed analoga alla mia di circa 30 anni fa, non è detto che le garantirà neanche quello che sono riuscito a guadagnare io in 25 anni di lavoro.

Se prendesse mediamente 2mila euro netti al mese per 25 anni sarebbero 600mila euro totali, e 2mila netti, all'inizio (presumibilmente tra 4-5 anni) o comunque in un qualunque altro periodo difficile, chi te li dà? Penso che sia proprio una strana società, la attuale nostra di questo "fantastico ed avanzatissimo Occidente".

 
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Trattamenti differenziati

Post n°403 pubblicato il 06 Luglio 2019 da sblog

Tra le mie fisse di questo periodo c'è senz'altro quella di scovare ingiuste differenziazioni di trattamento mascherate da legittime discrezionalità nelle scelte operate.

L'ambito tipico in cui ciò può avere varie significative ricadute, anche penalmente rilevanti, è quello della gestione dei fondi pubblici, ma è in altri "fondi" che si scoprono i trattamenti differenziati più sorprendenti, quando a trattar "male" l'ultimo arrivato non c'è neanche la triste motivazione dell'arricchimento personale.

Certe povertà non possono proprio essere risolte in alcun modo. 

 
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Senza voce

Post n°402 pubblicato il 26 Giugno 2019 da sblog

Vi è mai capitato di dover comunicare con qualcuno che stava al di là di una parete vetrata che fungeva da separazione tra due stanze, ricavate magari in un ufficio nell'unico ambiente originario?

Non si sa bene perché, ma si parla senza voce, scandendo le parole, esasperando le espressioni facciali collegate a ciascuna sillaba. Eppure un po' di suoni passerebbero di certo. Magari si è a mezzo metro di distanza e non è che normalmente sia tutto perfettamente sigillato sulle mattonelle o di lato. Mi pare un classico errore evidente e comune.

Così è in certe comunicazioni via internet. Si deve esasperare in un certo qual modo il messaggio perché manca la mimica, innanzitutto quella facciale (salvo rare occasioni) e poi, comunque, quella corporea. Quanto sarebbe diverso vedere il tutto della persona che scrive. In alcuni casi, peraltro, preferisco continuare a leggere le esasperazioni testuali, così come mi diverte guardare chi comunica urlando senza voce davanti a un vetro di 2 mm di spessore. :)

 
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Iper-ipocrisia

Post n°401 pubblicato il 22 Giugno 2019 da sblog

C'è un livello di ipocrisia in giro che merita un nuovo nome: la chiamerò "iper-ipocrisia".

E' mai possibile che si parli malissimo di una persona in un ufficio fino ad un istante prima che entri in stanza e poi si accetti con un sorriso il suo invito a prendere un caffè insieme?

Come si può definire quell'aria che circola in tante famiglie apparentemente serene nelle quali ciascuno resta al suo posto, diciamo così, solo per convenienza con un raffreddamento progressivo di ogni forma di sentimento, o anche di risentimento, che dovrebbe caratterizzare l'andamento generale delle convivenze, o almeno di quelle realizzate per scelta di condivisione di un progetto?

E' da qualcuno accettabile che in certe comunità che si pongono l'obiettivo di creare e cementare rapporti di reciproca solidarietà si tollerino le macchie indelebili, spesso visibilissime, delle coscienze di chi le guida?

 
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Berlino-Napoli via Verona

Post n°400 pubblicato il 12 Giugno 2019 da sblog

Per ora blocco il post n. 400 per celebrare quest'altro regalo.

Perché il pensiero resta il regalo che preferisco, in assoluto.

 
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Temperature crescenti

Post n°399 pubblicato il 08 Giugno 2019 da sblog

Siamo nei fatidici 3-4 giorni nei quali, ogni anno, si assiste al definitivo passaggio alla stagione "balneare". Si tratta di un periodo di tempo di alcuni mesi, il cui inizio e la cui fine variano come date da un anno all'altro, durante il quale, non sapendo bene dove andare o cosa fare, molte persone decidono di riversarsi sui litorali, per qualunque esigenza. Vuoi andare a correre stamattina? Vai sul lungomare. Più tardi ti devi vedere con uno per un aperitivo? C'è quel bar dove inizia il lungomare. Nel pomeriggio vuoi leggerti qualche pagina di un bel libro? Ti puoi sedere sul muretto che delimita il lungomare. E poi stasera vuoi mangiare la pizza? Non lo dico proprio in quale pizzeria andrai.

Tutto ciò, attenzione, senza ancora andare al mare a fare il bagno, cosa che accade tipicamente un paio di settimane dopo l'inizio della stagione "balneare". A me sembra che è come se le molte persone sopra citate non attendessero altro che uno start per partire con una fase quasi tradizionalmente attesa ogni anno (e quest'anno hanno atteso decisamente più del solito). In effetti non c'è niente di strano, ma a me colpisce lo stesso questo fenomeno, diciamo sociale, e quindi, a scopo di ricerca, me ne vado sul lungomare. :)

 
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Lotta alla povertā

Post n°398 pubblicato il 20 Maggio 2019 da sblog

Stamattina in metro era tutto un commentare gli importi accreditati sulle tessere ottenute da chi aveva fatto richiesta del Reddito di cittadinanza. Osservare alcuni bambini che, nonostante sia lunedì, andavano a scuola più sorridenti del solito, probabilmente perché percepivano dalle mani delle relative madri vibrazioni decisamente più positive, devo dire che mi ha fatto bene. La domanda più frequente era dove si può spendere la cifra (per alcuni MAI percepita tutta insieme in una stessa data) e cosa si può comprare. La paura è perdere un diritto finalmente riconosciuto, magari solo per una sciocca ed involontaria leggerezza. E molti non vedono l'ora di essere contattati dai Centri per l'impiego, per provare a lavorare senza l'intermediazione dell'amico dell'amico che ti mette in contatto con un classico "donatore di lavoro" (sempre a nero) delle mie parti (conosco il genere avendo cominciato anch'io a lavorare davvero dal basso).

Ultima osservazione. Quando ci saranno gli abusi, perché è ovvio che ce ne saranno, non si pensi subito a levare tutto a tutti. Sarebbe come dire che per un imprenditore che non paga correttamente le tasse che deve allo Stato (e ce ne sono molti) chiudiamo tutte le imprese. Pensateci, magari anche domenica, quando si vota per le Europee.

Felice settimana a tutti!

 
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Feste ed invitati

Post n°397 pubblicato il 15 Maggio 2019 da sblog

Quando mi è capitato nella vita di organizzare una festa nelle occasioni che lo meritavano (ognuno ha il suo metro per dire quali meritino una festa) il mio primo pensiero è sempre andato più agli invitati che al/alla/ai festeggiato/a/i. Esempio. Se a me non pesa tornare a casa alle 2 di notte, in un giorno infrasettimanale, dopo un'ora di guida (dopo la festa), ma so che per la maggioranza degli invitati sarebbe un problema per vari motivi, ovviamente non mi ostinerò a scegliere quel posto lontanuccio, o dovrò in subordine pensare ad un pranzo invece che ad una cena. No? Oppure se a me piacciono le lumache di terra preparate in qualunque modo, ma so che si tratta di una tipologia di cibo diciamo quanto meno di nicchia, non mi ostinerò a pretendere un intero menu per tutti gli invitati a base di lumache per la mia festa e me le andrò a mangiare da solo, appena càpita.

Si capisce che sono un vero e proprio reduce da una festa dove i festeggiati hanno pensato solo a loro stessi e se ne sono fregati degli invitati? Immagino che per alcune persone gli invitati siano solo una scenografia che serve a far venire meglio le foto, che oggi staranno già viaggiando da un server all'altro e da cui non sarà possibile comprendere quale era il vero stato d'animo (diciamo almeno quello medio) di chi sorride col calice in mano.

Alla prossima? Mi sa di no.

 
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Il secondo quadrato

Post n°396 pubblicato il 06 Maggio 2019 da sblog

Eccomi, eccomi. Qua uno non si può allontanare un attimo che subito lo ri-chiamano ai suoi doveri. Allora. Il mio lato misura 10 cm e quindi racchiudo dentro di me, giusto giusto, il cerchio di raggio 5 cm. La mia area? Facile: 100 cm2. Perché sono importante per l'autore di questo (ridicolo) blog? Perché su di me ha costruito la sua teoria del c...ubo. Se infatti da uno dei miei 4 vertici parte un segmento ortogonale al mio piano, di lunghezza pari anch'esso proprio a 10 cm, ecco il cubo di volume (ellealcubo) pari a 1 dm3, un litro, se preferite immaginare il cubo come un contenitore di liquido. Ma anche in terza dimensione il problema dell'irrazionale emerge. Se infatti nel cubo si inserisce una sfera di raggio 5 cm, contenuta giusta giusta, come il cerchio nel quadrato, ecco che il calcolo del volume della sfera chiama nuovamente in gioco il pi greco (4/3 per pi greco per 5 al cubo, che è abbastanza meno di un litro, ma non sappiamo quanto...).

Cosa emerge di nuovo in questo post? Che al crescere delle dimensioni in una rappresentazione geometrica succede una cosa strana: da 1 a 2 dimensioni, cioè dalla lunghezza staccata su una retta all'area in un piano, compare pi greco (visto nel precedente post), mentre nel passare da 2 a 3 dimensioni (dall'area in un piano al volume nello spazio) il pi greco non prende alcun esponente. Mica è poco, oh!

 
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Un cerchio e due quadrati

Post n°395 pubblicato il 24 Aprile 2019 da sblog

Si disegni una circonferenza di raggio 5 centimetri. Se ne tracci il suo diametro orizzontale e quello verticale (che saranno quindi lunghi ciascuno 10 centimetri, il doppio di 5) e si costruisca un quadrato di lato pari anch'esso a 5 centimetri, utilizzando per la sua costruzione una coppia a piacere di semi-diametri (cioè due raggi che appartengono ai diametri già disegnati). Sul foglio ci sarà quindi un bel cerchio ed un quadrato nettamente più piccolo, attraversato da 1/4 della circonferenza iniziale.

Per verificare di quanto "è più piccolo" il quadrato rispetto al cerchio, provo a confrontarne le aree. Quadrato: 25 centimetri quadrati, semplice, 5 per 5 fa 25. Cerchio: pi greco per 5 per 5, che fa? Boh. Alle scuole medie insegnano che pi greco vale 3,14. Ma pi greco non è un numero semplice: è un numero "irrazionale", così dice la Matematica, peraltro aggiungendo che è della famiglia dei numeri "trascendenti", giusto per dare un tocco di magia alla non razionalità di pi greco. In pratica è un numero che non sappiamo definire con precisione, per le sue infinite cifre dopo la virgola, e lo tronchiamo un po' dove ci pare. 3,14 o poco di più, per esempio 3,14159, convinti come siamo che in fondo non ci interessa conoscere molto precisamente quanto è estesa la superficie coperta dal cerchio e quindi quanto è più piccola l'area del quadrato rispetto ad essa.

Poi mi viene voglia di misurare la lunghezza di quell'arco che "taglia" in due parti diseguali il quadrato di lato pari al raggio della circonferenza, per vedere quanto è più lungo di 5 centimetri. Dato che la circonferenza sarà lunga 2 volte il prodotto tra pi greco e 5, e dato che l'arco che mi interessa è 1/4 della circonferenza, il risultato sarà 2,5 per pi greco, e ci risiamo. Alle scuole medie sarebbe 2,5 per 3,14. Ma sappiamo che è un po' di più, ma quanto precisamente di più, in fondo, ci convinciamo che non ci interessa, perché il numero "irrazionale" ci costringe immediatamente ad arrenderci, da millenni, di fronte alla sua "trascendenza". Sappiamo misurare precisamente area e perimetro di un quadrato, ma non la lunghezza di un pezzo di circonferenza o l'area di un cerchio. Stiamo messi proprio bene!

Visto il titolo ci si aspetta che entri in scena il secondo quadrato, ma mi dicono che ha fatto un lunghissimo "ponte" ed è previsto il suo rientro in sede addirittura il 6 maggio. Chissà dove se ne è andato!

 
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Il cubo

Post n°394 pubblicato il 06 Aprile 2019 da sblog

Penso che con gli anni la mia struttura mentale si sia evoluta abbastanza (anche se c'è ancora molto da fare, ovvio). Lo dimostrano, secondo me, principalmente le mie reazioni alle sollecitazioni esterne che mi arrivano nei vari contesti in cui mi muovo. Che si tratti di fatti familiari, o lavorativi, o anche solo di svago o sportivi (una partita a tennis, per dire), mi accorgo talvolta di essere stato messo in difficoltà da un fatto imprevisto. Succede come se il mio sistema di equilibrio generale si sentisse a rischio di caduta come su un versante molto pendente creatosi improvvisamente quando il piano "orizzontale" su cui mi trovavo ha cominciato ad inclinarsi pericolosamente, magari proprio per un intervento esterno che non mi aspettavo.

Cosa mi succede oggi come reazione? Diciamo nulla, non come un tempo, quando temevo molto di cadere e rotolare chissà dove. Potrebbe essere come se il mio Io si sentisse come se fosse un cubo, appoggiato normalmente su una delle sue 6 basi, quadrate ed uguali, ma in grado di ritrovare immediatamente stabilità (e non finire chissà dove) anche dopo un clamoroso ribaltamento, ri-appoggiandosi senza problemi su di un'altra delle sue 6 basi, comunque si inclini il piano su cui metaforicamente si sta svolgendo una qualunque mia attività.

Altro vantaggio. Ora calcolo il mio volume in modo semplicissimo: ellealcubo. ;)

 
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