Creato da bigggia il 23/04/2009

empatia

scritti

 

 

vivo per lei...

Post n°20 pubblicato il 19 Aprile 2011 da bigggia

 
 
 

Avanzi

Post n°19 pubblicato il 12 Novembre 2010 da bigggia

Il respiro solleva il tuo petto

Dormi accanto a me, ignaro di me

Sotto le tue palpebre chiuse indovino il muoversi delle pupille.

Stai sognando.

Chissa' se nel tuo sogno ci sono io,

chissa' se lo ricorderai appena sveglio.

Vorrei lasciarti qualcosa di me,della mia presenza stanotte.

Meglio di no.

Sto rubando, e mai lo saprai

 attimi  unici e caldi .

Di me ti resterà il segno della  mano sulla guancia.

Di te mi resterà il profumo delle zagare in una notte d'estate.

Sul capo che ha molto sofferto  e sul letto con te

qualcuno sparga della mirra.

 
 
 

Vecchiaia

Post n°18 pubblicato il 07 Luglio 2010 da bigggia

 

Il mio indice bagnato sotto il tuo naso

sento meglio il tuo lieve fiato

la luce del tramonto si riflette sui disegni della coperta bianca di picchè

tu sei lì sopra che dormi serena

 sei tornata a casa dopo  un  lungo peregrinare

il tuo corpo fragile e rannicchiato cerca  d' istinto il calore del sole

sei tornata  a casa tua dopo tanti mesi e tante urla e parole vuote ed ipocrisia

 le  vite dei tuoi cari a confronto, rancori vecchi e nuovi alla berlina

e tu, spaurita , che ti rannicchiavi per evitare la gragnuola di parole sudice sulla tua vita. 

I tuoi quadri alle pareti

 frutto dell'ennesima delusione d'amore  e del tuo grembo vuoto e le targhe in bella vista sul como'.

 Seggo su bordo del letto/

 le  tue unghie rovinate dall'acquaragia  e le dita storpiate dall'artrosi mi accolgono come un monito: dipingo anch'io...

nostri i  binari paralleli con oltre trent'anni di differenza

 stessi gusti, stesse speranze, stesse illusioni

 la brama di indipendenza e di riconoscimento

 la speranza di essere e valere qualcosa per qualcuno

 e sei lì, raggomitolata come un micetto

 alla ricerca di sole e calore e calma, un poco di calma dopo tanto peregrinare ...

 dormi,  non  ci saro' io con te

ad assisterti nei tuoi scoppi d'ira e  di risa

a vivere la tua vita e non la mia

 a guardare la vita nostra non con passione, ma con rassegnazione..

 in fondo, che c'è di male ad amare?


 

 
 
 

domani

Post n°17 pubblicato il 09 Ottobre 2009 da bigggia

 Giugno 2009: Ce l'ho in tasca. È il foglietto , diligentemente ripiegato , che mi ha rilasciato l'ospedale per l'ecografia che ho fatto a  tempo di record e scavalcando un bel po' di gente. Evidenzia un affascinante nodulo di dimensioni notevoli che mi è stato suggerito di fare analizzare. E di corsa .E' incredibile questa cosa. È delirante questa cosa!. È irreale questa cosa!. Il sudore mi scorre lungo la schiena. Torno a casa con calma, ma non ho la certezza di camminare sull'asfalto. Mi pare di stare per aria. Mi muovo con un corpo che non è più il mio, che non voglio più. Il mio corpo. È sempre stato un servitore fedele anche se spesso l'ho maltrattato . Ed adesso mi tradisce. Si è permesso di creare un nodulo tiroideo senza il mio permesso. Si è ammutinato. Il mio cervello non recepisce più, non codifica. Mi dice"..lasciami solo , non voglio sapere ciò che mi aspetta. Non qui. Non ora." Cosa mi aspetta lo so benissimo. Esperienza già vissuta tramite terzi a me cari. Dipendere da qualcuno  mi atterrisce. Da qualcosa e' pure peggio. Ore vuote col cervello in vuoto pneumatico . Aspettando che qualcosa cambi. Aspettando la novità costituita da un caffè portato dall'amica . Decisioni spicciole da prendere e la scelta di cosa fare. I tempi. Sempre lunghi . Con l'estate di mezzo e le ferie dei medici da considerare. E mi resta tanto tempo per fare consuntivi. Solo consuntivi. Preventivi non ne posso fare. Non mi toccano. Non mi spettano. Non ne ho diritto . Devo solo aspettare. Ed io che continuo a scriverti dal mio pc. Dal mio studio. Fingendo che tutto sia normale, che tutto sia bello e felice. Con te vicino lo sarebbe stato davvero. Ci scriviamo da circa 10 mesi. E tu che mi parli dei tuoi progetti estivi. E tu che cerchi di "sgamare " i miei. Un anno di lavoro per una lunga , meritata , vacanza serena...Tu parti ed io resto qui. La mente va indietro. Compleanno. Quello dei miei 22 anni ...ed i miei genitori che mi regalano la classica collana di perle. E cercano di sapere dei miei progetti... E la corolla della rosa di cioccolata poggiata sulla torta...Sono qui. Ho raddoppiato gli anni ed ho aspettato il mio compleanno . Stavolta senza progetti. Senza cielo azzurro. Non ho nemmeno cercato di arraffare cose e situazioni una volta per me importanti. Niente. Come se non mi toccassero più. Mi ritrovo a sbattere contro il tuo indirizzo mail:l' ancora di salvezza e comunicazione... dottore...mi trovo qui, stasera, nello studio che è stato di mio padre , a scriverti. Una lettera col cuore in mano , una lettera che mai avrei immaginato di poterti scrivere. Non scrivi più. Non ti sento più. Abbiamo tirato troppo la corda. Tu da una parte ed io dall'altra. Al ritorno dalle ferie non c'eri più, o meglio, non nella stessa maniera, non nella stessa cordialità. Una mail al giorno doveva bastarmi ed il mezzo alternativo per comunicare tu non hai voluto usarlo. Troppe volte ci siamo inseguiti e ritrovati. Troppe volte ho cercato di ignorare le tue mail e non ci sono mai riuscita ...cerchi prodotti da sassi buttati in uno stagno troppo piccolo per non essere notati. Io e te. Il lavoro: medicina occidentale contro quella orientale. Interessi: arte e storia antica contro arte e storia del '900..hobby: informazione storica tramite visite guidate contro interviste a persone anziane..(a ciascuno l'archeologia che si merita) . De gustibus :alta cucina contro cucina popolare .La nostra è una "cosa" nata in community, senza capo né coda...una cosa che si è solidificata con lo scambio di esperienze e  di battute...mio il buongiorno con una tazza di caffè virtuale e tua la buonanotte. Anche alle 2.00.E tutto il resto della giornata insieme, col pc sempre acceso, pronto per cazzeggiare , per graffiarci, per sorprenderci. Perchè hai chiuso i contatti non lo so. Forse ti sei stufato, forse ti sei spaventato per questa cosa che avrebbe potuto nascere. O forse perchè era una cosa che non si concretizzava mai. So tutto delle tue "magie" e tu della mia intimità. Ti ho confessato come ti pensassi in maniera...voluttuosa ,di prima mattina, fra le cinque e le sei, al calduccio del mio letto e con il profumo del caffè che saliva dal piano di sotto e la luce che entrava di taglio nelle righe aperte delle tapparelle. Ti sei stupito, ma non hai detto no. Forse lo volevi anche tu. Io e te siamo andati ben oltre. Ti ho sentito agitato e frustrato quando non mi sentivi. Le tue mail impazienti e corredate da punti esclamativi. Mi hai definita" un'emozione che sconvolge" ma non ci sei più.. Sembravamo due elefanti in un negozio di cristallerie. Espressioni subliminali e sfottò celavano la paura di invadere l'uno  il territorio dell'altra e viceversa. Ho conservato la nostra posta sino ad ieri . 10 mesi di sole e 2 giorni di piovaschi. Questa cosa è stata una stanza senza culla ma sei stato la mia Rocca di Gibilterra, il mio panno fine che non si tarla , sei stato lo specchio che mi rifletteva, il mio profumo, la mia lingerie... la persona che volevo sentire sin dal mattino e l'ultimo pensiero alla sera. Ma non ci sei. Ottobre 2009: Ho ritirato da poco l'esito del mio esame. Bello non è. Dio solo sa se avrei voluto averti nel cuore e fra le gambe, respirare il tuo odore o baciarti le palpebre mentre dormi . Non verrò a te. Non ti cercherò. In questo momento voglio volermi bene, non aspettarmene. Nemmeno da te. Non verrò a te con questa zavorra. Tutto quello che voglio sono io. E godermi i mio dolore. E' mio anche quello. Lo supererò. Ed uscirò dall'ospedale col braccio teso verso l'alto. Ed il pugno chiuso. Col dito medio lungo e dritto. Dritto contro il cielo.

 
 
 

lato "b".

Post n°16 pubblicato il 03 Ottobre 2009 da bigggia

...l'ho letta da qualche parte..."l'umorismo serve a ricordarci che per quanto sia alto il nostro trono, vi siamo seduti poggiando sempre il didietro.....".sono d'accordo.

 
 
 

l'inconsapevole graziato

Post n°15 pubblicato il 25 Maggio 2009 da bigggia

L'aspettavo con la certezza che sarebbe arrivato.

Nelle sue condizioni , nemmeno io avrei gradito addosso mani indiscrete anche se professionali . A meno che non fossero strettamente necessarie ..Aveva richiesto lui i miei massaggi ed ne ero rimasta onorata . Ed incredula. Avevo esordito con una riflessologia plantare e lui aveva gradito moltissimo . Avevamo proseguito con un ciclo fisioterapico tui-na e lui aveva gradito ancor di più , fra lo scetticismo dei parenti che lo accompagnavano da me con aria di sufficienza mista a rassegnazione . Lui è quasi cieco. Vede solo le ombre. Fino ad allora aveva rifiutato massaggi di ogni genere , con me, invece, si era dato questa possibilità e, lui non lo sapeva , l'aveva data a me .

Lo rivedo ancora sul materasso a terra , rigido e teso come se avesse inghiottito un palo , pronto a difendersi dal mondo crudele e dall'universo tutto . Mi si stringeva il cuore. Il peso che imponevo con le mani era lo stesso che imponevo con le parole . Volevo che si rilassasse  ma il suo sistema parasimpatico non aveva simpatia per me . Rispetto si ma simpatia no . Proprio no . La sfida era ovvia: vediamo se riesci ad arrivare al mio intimo .Il suo incarnato era quasi trasparente , l'odore del pulito, quelle mani sensibili, pure troppo ...che lo anticipavano in ogni cosa !... persino in ogni espressione del viso …. e la testa poi , incassata nelle spalle , come se si aspettasse una scarica di colpi da un momento all'altro , ed un blocco ancor maggiore nella zona pelvica come di chi non volesse sguardi indiscreti sulla propria mascolinità .

Ed io rilancio con l'ironia , per fortuna che c'è . Ma riesco ad usarla poco o niente.

Dovevo comunicare in altro modo ed allora mi sono affidata alle mie mani . Leggere, pesanti, brusche , veloci, poi finalmente sono arrivata al ritmo ed al modo giusto con lo sfioramento e le rullate : il suo respiro seguiva il mio, il suo battito era diventato il mio. Dolce - lo sentivo sotto le mani- ricettivo e reattivo in egual misura , sensibile e volenteroso , come se nell'ora di tempo che gli dedicavo mi dovesse fare arrivare messaggi per lui essenziali: . . .” . . .abbi cura di me . . .fammi godere del mio corpo . . fammi riconoscere il mio corpo . . . sono capace di fare l'amore . .sono capace di soddisfare . . .sono capace di ridere . . di piangere . . .sono sopravvissuto a me stesso . . .ma sono capace anche di morire . . .capiscimi , ti prego . . .”

Ed i complimenti che gli facevo . . .velati. Volevo ignorare il suo problema, assolutamente , volevo che capisse che cercavo altre conferme ,che volevo raggiungerlo su un piano più alto . . . Lo sguardo mi cade sulle sue scarpe , dentro c'erano i calzini ,ma anche il telefonino e gli occhiali . . .” “. .così non me li scordo . . .devo badare a me stesso . . .per forza .. .non c'è altra soluzione . . .capiscimi , ti prego . . .”

Ma non ero preparata alla sua reazione quando vide le stelle filanti . . .

Avrei voluto scomparire, avrei voluto che qualcuno mi avesse cancellata dalla faccia della terra

e lui che chiedeva il perché ed il percome di questi lampi di luce . . .

Dovevo calmarlo assolutamente , non volevo che si illudesse . . ma la sua rètina non era del tutto andata ...

Lo riaccompagno giù con cautela . Avrei voluto aiutarlo ad attraversare la strada , ma lui rifiuta con decisione e speranza ed io lo seguo con lo sguardo e con il cuore in gola .

E lui che va a sbattere contro un'insegna ad un metro dal suo portone , ed il mondo- che era caduto addosso a me poco prima -si era sollevato per precipitare addosso a lui . . .

Il giorno appresso è di nuovo da me e le parole scorrono una dietro l'altra senza senso apparente  ma il senso è sottinteso: nessuno dei due vuole riaprire l'argomento del giorno prima .

Gli dico - in modo giocoso - di godersi il massaggio, che avrei fatto di tutto per alleggerirgli il peso che sentiva sulla schiena , quando capisco ,a scoppio ritardato - come al solito- che se lui si era messo quasi nudo davanti a me , anch'io dovevo mettermi quasi nuda davanti a lui. La fiducia che mi aveva data doveva essere resa . Ed allora gli prendo le mani , quelle sue mani meravigliose e bianche che parlavano e vedevano per lui e me le porto al volto.

. . .” Non avevi il coraggio di farlo tu , così ti aiuto io . .E le sue dita percorrono i miei lineamenti , registrano la forma degli occhi . . .e le ciglia . . .”come sono lunghe . . .“ , poi scendono verso gli zigomi . . .,sulle narici e ne percepiscono il caldo del respiro . . .e poi scendono verso la bocca . .seguono la linea puntuta del labbro superiore . . .la linea curva e morbida di quello inferiore . . .per poi arrivare al mento e stringerlo con due dita della stessa mano . .ed il suo respiro che si fa sempre più corto . . .ed io che voglio sprofondare ancora . . .E lui con la voce strozzata “ . . .Almeno adesso so che viso hai” . . . , ma non aveva visto il rosso che imporporava le mie guance....

Paradossalmente, è la prima volta che la disgrazia di qualcuno torna utile a lui stesso medesimo. Vediamola così . . . .mica potevo dirgli che nell'intimità mi chiamano Alvaro. . . .

.

 

 

 
 
 

la cimice

Post n°14 pubblicato il 25 Maggio 2009 da bigggia

Mi sono ritrovata con la mano sulla maniglia della porta dello studio di Vairano dopo un salto che Mennea , ex campione di atletica leggera ,mi avrebbe invidiato: 8 metri con tutte le curve .Veramente non le contava le curve, lui.
. una telefonata ricevuta il giorno avanti mi aveva fissato un appuntamento per un massaggio tui-na ed io avevo accettato confermandoglielo per quella mattina . . . .si era presentato un po' ansimante per le scale salite con una certa velocità : grazioso , garbato,sbarbato,un metro e sessanta con le braccia alzate, un fisico delicato . . . .lo avevo fatto accomodare nel salottino per le consuete quattro chiacchiere di convenienza e per documentarmi sulla sua anamnesi e lì lo avevo lasciato- me lo ricordo benissimo - ed ero andata a preparare la stanza col materasso a terra ,quando ,girandomi, me lo sono trovato alle spalle . Senza maglione e con la camicia parzialmente sbottonata La cosa. depone male, come direbbe mia madre ,. . ..Lo faccio entrare , gli dico di prepararsi ,esco, e gli chiudo la porta della stanza sul naso . Di lì a poco busso, chiedo permesso, entro e lo trovo steso con i piedi accavallati e le braccia incrociate sotto la testa in una posa che forse avrebbe voluto significare nonchalance ma che io non riuscivo proprio a vedere così . "Il mio amico dializzato si è trovato benissimo," cinguetta, "si è talmente rilassato che quasi si addormentava". Me lo ricordo, il suo amico. Persona squisita, inguaiato come raramente mi è capitato di vedere ,come se avesse bisogno di chiedere il permesso pure per respirare, e come gioisse del fatto che ancora glielo si concedesse. "Morto prima di dentro che di fuori", avevo pensato. Poi lui .  Gli avevo preso i piedi . Avevo cominciato a massaggiarglieli ,gli avevo spiegato cosa fosse il tui.-na, di come fosse importante tenere i meridiani puliti per fruire al meglio del proprio organismo, di come fosse saggio trattarlo con rispetto e senza abusi e bla, bla, bla ,quando mi sono accorta che qualcosa non quadrava, una cosa come una vèrtula, come direbbe la mia illustre genitrice , ma non riuscivo assolutamente a mettere a fuoco cosa potesse essere .Impossibile . Eppure era lì, praticamente in costume adamitico ,ed io non riuscivo a realizzare cosa ci fosse di tanto strano da provocarmi disagio .I suoi piedi erano perfetti , non un'ombra di callosità o malformazione ,perciò i meridiani dovevo passarmeli tutti. E tutti me li passai : organo di base ed organo escretore , organo di base ed organo escretore : tutti. In fila indiana , in ordine alfabetico . E tutti i punti: in ordine di importanza e di connessione. Distali e non. Di tui -na e di agopuntura ,in stile libero , a scacchiera, a sciarade. Poi capii. Capii perché senza intenzione malevola ci misi gli occhi sopra . E non lo vidi .Il mio monte di Venere è molto  ma molto più alto .Dov'era? Non è cosa che si scorda a casa  ma non c'era !. Ed avevo gli occhiali !. Ricominciai. Il meridiano della vescica era a posto,quello dei reni a postissimo, quello del cuore poi , non perdeva un colpo manco a fargli avere un infarto su richiesta ....ma quello, non c'era! . Il mio cervello- che di pornografico ha poco- aveva analizzato le possibili opzioni , ma il coso continuava a non esserci. I suoi occhi incontrarono i miei :"signora-comincio' - non è cosa patologica , ma non sono normodotato" Embè ?- ribattei . Si stava rilassando povero cristo, la sua schiena aveva ceduto di colpo ,non c'era un muscolo che fosse uno, in tensione . Sembrava un sacco vuoto ,la grande rivelazione doveva essergli costata parecchio . Portava pure la fede al dito . Depistaggio? La mia perfidia traboccava ,ma non mi riusciva di parlare , e non riuscivo ad ascoltarlo con empatia ...." Lo volete vedere ? " La domanda mi lascia interdetta e lui, senza aspettare risposta , si tira giù gli slip e mi fa vedere come s'è divertita la natura : dalla base alla testa svettante , in piena erezione ,-l'elastico scavalcato aveva fatto boing- ci saranno stati tre cm, dico tre centimetri e nulla più concentrati in un' escrescenza Una cimice, praticamente .Ecco come mi sono ritrovata ad emulare Mennea . Come s'è permesso ? Non è educato . Alla porta ...ho pensato che non fosse professionale scappare , ho inventato un' improbabile scampanellata della dirimpettaia per un altrettanto improbabile caffè e sono tornata. .L'esibizione non aveva sottolineato la malizia  ma la rarità . Perché sei così maliziosa, cara? Perché non ho una cimice da fare.

 
 
 

come farsi i fatti altrui

Post n°13 pubblicato il 25 Maggio 2009 da bigggia

Tanto per cambiare. La solita amica piena di buona volontà che mi informa di cose nuove per aggiornare il pus di cose vecchie . Che senso hanno i giornali in un paese, dico io, vale la pena di tagliare gli alberi per la lavorazione della carta, sprecare dell'inchiostro per pubblicizzare qualcosa( tipo corna) che sarà già srticc(alla venafrana s ric accuscì)tra otto giorni? I venafrani hanno bisogno di corna fresche (nel senso più ampio del termine) ad un ritmo che lascia stupefatti. Ma può darsi che sia io quella fuori allenamento,se mai lo sono stata, perché non è che ne abbia nitida memoria, vero , anzi piuttosto sfocata e non perché non mi sforzi. Vivere la vita con me- da questo punto di vista non deve essere un tripudio di novità, anzi un passatempo piuttosto monotono, in fondo le corde vocali potrebbero atrofizzarsi e la fantasia scopereccia avere un infarto. Le vedo svettare, dietro opportuna e disinteressata informazione, sulle teste di persone , come dire, altolocate-che con le ventilate suddette escrescenze sono più alte ancora -e mi chiedo:"il Texas ha una politica di emigrazione di cui non sono a conoscenza?O le suddette sono frutto di qualche buontempone che non è stato informato del concetto di tranfert?La mia domanda è legittima. La risposta non la so. Chiedere il provolezzo -ovvero la prova del pettegolezzo-è come chiedere la luna! Commento unanime :ma dove vivi, ma se lo sanno tutti! Ma tutti chi? Vivere ai margini della vita dei Venafrani ha i suoi vantaggi, ma sino ad ora non sapevo quanto!

 
 
 

il trasloco

Post n°12 pubblicato il 25 Maggio 2009 da bigggia

La situazione incresciosa in cui mi ero venuta a trovare mi aveva spinta a cercarmi un altro alloggio che non richiedesse cifre da capogiro: la mancanza cronica di denaro è sempre stata una costante della mia vita. Tra i vari balletti di cifre ,le varie scusanti e i vari dispiacimenti molto poco sinceri mi decisi a definire la locazione della casa di Vairano. L'idea di un trasloco non mi attirava per niente,non riuscivo a digerire l'idea di dover lasciare la mansardina che avevo io stessa dipinto,arredata ed equilibrata. Si, perchè la casa ha bisogno di omogeneità, di uno stile che rispecchi la personalità di chi la abita rendendola unica, senza appesantirla ed il mio regno esisteva in due gamme di colori : il blu ed il panna. Un tocco di rosso ed un ciccino di verde spezzavano appena un bicromatismo tanto indovinato quanto rilassante. Che vita grama:catapecchie appena ristrutturate dove avevo paura finanche di starnutire per paura di dover sottostare alla caduta di calcinacci, la pittatella di altre dove l'odore di vernice fresca si infilava nelle narici per stordirmi assieme a quello di muffa e di chiuso, appartamenti nuovi con prezzi talmente esosi da poter essere iscritti nel guinness dei primati e il mal di pancia nel vedere sottolineato l'aspetto rustico  "...tutto antico autentico,era di mia nonna!..." di certi locali tavernetta- casa-studio-loft (che ancora devo da capì che dè) e poi scale, tante scale-con la pedata bassa, da scuola elementare, o con la pedata stretta -tipica del centro storico-che fa rima con l'alzata altissima- sua propria ,che assieme fanno rima con ortopedia. Una visita all'agenzia di Venafro di Tecno casa mi mi procura due opportunità ai limiti della decenza e, obtorto collo, ne accetto una. Due stanze molto ampie -una interna all'altra-con un piccolo bagno ,costituiscono l'appartamento. La singolarità della casa è nel modo in cui è stata dipinta:uno zoccolo rosso pompeiano alto una cinquantina di centimetri con una cornicetta in gesso fascia una delle stanze, Da lì in su un sabbia come dire ...soddisfacente, cornicetta, poi una fascia di una quindicina di centimetri, altra cornicetta ed il soffitto dello stesso rosso pompeiano. Rosone bianco. L'altra,che poi è la prima che si incontra nell'entrare, è uguale alla rossa,eccezion fatta per un ulteriore zoccolo di una decina di centimetri che sovrasta il primo e relativa cornicetta (bum) col solo turchese al posto del rosso. Manco a farlo apposta, rosone pure qui Al momento della visita preliminare, l' attivazione di un allarme posto sul balcone della prima stanza non mi mette in condizioni di visionare il mini servizio che la titolare mini dell'agenzia ventilava. Una veloce trattativa in sede mi mette a disposizione la casa dal lunedì successivo. L'imballaggio del ciarpame di cui dispongo mi occupa un intero pomeriggio e non posso fare a meno di notare il volume delle masserizie che,anche dopo una drastica riduzione,associo all'araba fenice Il rumore dello scotc da pacchi è l'unico suono che riesco a sentire. Alto, stridulo , strisciante,mi ricorda che il tempo passa;ogni oggetto è un ricordo,ogni gesto mi pare una sconfitta:torno a Venafro. Paese da incubo sia topograficamente che umanamente. Sto scappando da Venafro da quando avevo tredici anni e sono costretta a ritornarci. Cerco di ignorare i conati di vomito che il solo pensarci mi procura , ma non c'è niente da fare, sono lì,e non vanno via .Le ulteriori visite alla tecno per definire il contratto mi procurano solo ulteriore sconforto..Ho una casa mia , punto di riferimento per la mia solitudine e concentrazione, spero silenziosa, ma non sono contenta neanche un po'. I pochi mobili sembrano adattarsi all'ambiente:cercherò anch'io di adattarmi,ma la verità è che mi faccio pena da sola. Lunedì . Albeggia. E' la prima volta che prendo il treno a quest'ora per Vairano,ma venti minuti mi sembrano un 'eternità. Arrivata a destinazione, l'ondata di studenti che cerca di salire sul medesimo treno mi ricorda che ,a parte me,sono ancora tutti vivi. Come una zombi prendo la via di casa. Fuori è ancora buio e la mansarda ha un aspetto strano quasi irreale...Imballo le ultime cose facendo attenzione a non fare rumore, ma davvero non so come passare il tempo sino all'arrivo dei proprietari. Fumo una sigaretta dietro l'altra , metto al minimo lo stereo,poi accendo una candela . Il disordine mi attorciglia le budella. Lo squallore che ho intorno mi sovrasta, il silenzio sembra un urlo furibondo:mi sento aggricciare la pelle .Arrivano alle otto e venti, puntuali come una cambiale, sorrisi stereotipati, untuosi, gretti e meschini decisi a rimediare alla figuraccia con un'elemosina tanto gratuita quanto offensiva. Li rimetto in riga quasi subito ,ma lui continua a sciorinare la filastrocca che deve aver imparato a memoria: a questo mondo si ricorda solo il bene che gli altri ci fanno. Ovviamente si offre volontario. Conti sistemati e vanno via . Fuori uno. Pochi minuti ed il citofono gracchia:dev'essere Viccione col trasloco:apro, ma nessuno sale. Mi affaccio e la signora si sbraccia :"ci sono gli uomini del trasloco , apra "-"il citofono è guasto" le faccio rinotare. Comunque, armeggiando un po' riesco ad aprire ed arrivano tutti e tre più I.V.A. Cioè la signora Che mi comunica di essersi sbagliata di cento euro e mi rifà i conti. Verso le cento euro e ,soddisfatta, va via. Si guarda intorno ed il viso di Domenico  esprime un chilometrico discorso di Cicerone in un' alzata di sopracciglia. Non è possibile mettere la scala mobile e non c'è ascensore: meno male che la roba è poca,caricano il tutto in un paio d'ore , ma il problema sono io: non posso salire con loro sul camion e sono a piedi . Le varie telefonate danno esito negativo e Viccione,bontà sua, si avvia col camion e manda il ragazzo a prendermi con una macchina. Nel frattempo resto in ostaggio del proprietario che è tornato indietro per prendersi le chiavi,nel frattempo ho incontrato la signora Garofalo con relativa figlia, nel frattempo è ridisceso il proprietario che ricomincia a parlarmi del figlio e nel frattempo mi è venuto un attacco d' ulcera che si rinnova automaticamente all'arrivo a Venafro quando, nonostante la telefonata di preavviso alla Tecno devo precipitarmi in agenzia per ritirare le chiavi, per tornare a casa, per sincerarmi che non sono quelle giuste, per telefonare nuovamente in agenzia ,per farmi mandare la ragazza con quelle giuste, per poter aprire finalmente il balcone che non avevo potuto aprire al momento del sopralluogo e per constatare in maniera inconfutabile che manca il cesso.. ..

 
 
 

vittorio....

Post n°11 pubblicato il 25 Maggio 2009 da bigggia

Cazzate in libertà Prove tecniche di trasmissione. L'ultima volta che ho visto un simile relitto umano è stato quando sono passata dai calzettoni ai collants : secoli fa .Cappello con visiera e sotto capelli radi e tinti, basette bianche dove il colore non aveva preso,una bocca larga e sformata con denti che sembravano reduci da battaglie combattute all'età della pietra , una camicia a quadri ed un maglione che avevano espresso tutto il  rammarico per il mancato pensionamento con l'omaggio non richiesto di pallini e pelucchi di pseudo lana. Un paio di pantaloni grigi senza piega che ricadevano su scarpe lucidissime ed un giaccone di montone che aveva conosciuto tempi migliori completavano il pittoresco quadro . Gli avevo dato appuntamento io stessa a piazza Navona , davanti al caldarrostaio , quello vicino all'ingresso di palazzo Madama e mi stavo chiedendo se non avessi esagerato . .. quello di prendere la gente per il culo è sempre stato il mio passatempo preferito ma le persone hanno il proprio decoro e spesso non recepiscono l'ironia. Pare che sia una questione di classe . Ovviamente per le persone che hanno il proprio decoro e per le stesse che hanno necessità di essere persone di classe .L'avevo abbordato al Vittoriano, qualche giorno prima di Natale ,alla mostra di Matisse e Bonnard:. ero lì, praticamente in coma,in una contemplazione davvero poco interessata delle alghe variamente colorate di uno dei suddetti due. E lo vidi. Era in compagnia di una signora che però , ad abbordaggio avvenuto ,si guardò bene dal presentarmi Chissà perchè. Mi illustrò il suo pensiero riguardo l'argomento , quale che fosse, e mi appuntò il suo cellulare : mi avrebbe certamente richiamata Una minaccia , non era una promessa , era una minaccia. La presa per il culo rischiava di ritorcersi contro di me. Perchè? Io, povera ragazza indifesa , nullatenente, nemotrombante , militesente ,non avevo forse il diritto di prendere per i fondelli uno che in quel momento era più sfaccendato di me senza che se ne avessero delle complicazioni in futuro? Dovevo assolutamente cavalcare la cosa . Una serie di telefonate serali finite a notte fonda mi convinsero che avrei dovuto rivedere il mio profilo tariffario(una di quelle"più ti insultano più ti ricaricano " avrebbe fatto al caso mio):tanto valeva abbassarsi al suo livello
- di megalomane  -e così accondiscesi ad un aperitivo la prima volta che fossi andata a Roma. Piazza Navona era piena di bancarelle con lo stesso tipo di merce-calze da riempire per la festa dell' epifania -e con lo stessa etnia di bancarellai: i pakistani. Che hanno il monopolio di quello che una volta era il mestiere dei borgatari, Niente giocattoli di legno e fatti a mano, solo plastica pura , ed unicamente lavorata in serie, con l'unica novità della befana sexi, col culo di fuori e con la scopa...no, non lo dico dove fosse posizionata la parte iniziale della scopa. Lo stesso burattinaio con lo stesso spettacolo di almeno quattro anni , quello che vende quadri appesi a due a due, e con prezzi talmente esosi da poter essere quotati in borsa.. Ed io ero lì, a magnarmi le calle aroste del pakistano quando arrivò la telefonata del bischero che mi annunciava il suo ritardo. Ora , se c'e' una cosa che mi irrita sono i cambiamenti di programma, anche perchè avevo intenzione di farmi solo dare la sua cosiddetta produzione letteraria , frutto di elucubrazioni mentali elaborate in vent'anni e più di analisi iunghiane ed andarmene per i fatti miei. Ed invece no. Mi invita ad una specie di pranzo in uno dei ristorantini nei vicoli adiacenti dove si ingozza di risottino ai funghi porcini il cui odore riesco a percepire nonostante il raffreddore e liscia il pelo ai camerieri che gli presentano un conto per lui troppo salato. Mi si appiccica addosso con la stesso istinto di una zecca cavallina e ciuccia al ritmo di "e adesso parlami di te ". Si beve qualsiasi cosa io gli propini con una fame da coatto sdoganato di fresco e si ,mi induce, in qualche modo,ad abbassare il tiro delle mie colossali baggianate per non metterlo sulla difensiva:in fondo ho davanti un laureato in scienze politiche -ma l'avranno un albo i laureati in scienze politiche? Mi devo ricordare di chiederlo-Finisce col parlarmi di sè, di quanto si senta solo ... ma ho dovuto attraversare una facciata letteraria sul diritto delle donne al piacere...non so perchè  ma ho pensato che avesse trascorso il sessantotto rinchiuso da qualche parte . E continua a battere sull'argomento perchè tanto nun gl' arisponno. Il pomeriggio prosegue con l'accompagnamento alla Feltrinelli in piazza Argentina , alla scoperta del bar al suo interno e lì ho la conferma di avere a che fare con un "farfalla "dipendente che cerca di sublimare il sesso parlandone a ritmi di viagra...abbiamo parlato di attività didattica , letteratura francese , per finire nuovamente a parlare di sesso (ma quando ha fatto sesso l'ultima volta questo qui? E io che c'entro?Come c'è finito 'sto extraterrestre nel mio quotidiano?La mia improrogabile necessità di una visita alla toilette e il diniego dell'addetta ". . . ci sono dei lavori in corso . ." innesca una filippica su come ci si comporta a questo mondo- " . . .non si lasciano i bagni intasati... pena la chiusura degli stessi e le brave ragazze come te devono portarsi in giro pe' tutta Roma la produzione giallina della giornata . . " Solo quattro ore di liriche dannunziane potevano fare di me una persona stordita e dolorante  ma dovevo riparare in calcio d'angolo .L'appuntamento con Antonella mi toglie dall'impasse : penso di spintonarlo perchè finisca sotto un autobus ed invece riesco ad infilarcelo sopra : l' 87 passa stracarico, lo vedo ansimante che cerca di farsi largo fra le ante per non rimanere chiuso fuori e quel mostro riesce ad inghiottire pure lui .Miracoli della compressione. La telefonata che segue mi riconcilia con la perfidia: " Virginia, sono io ,Vittorio....senti , ho perso la mia sciarpa bianca...era nuova , hai fatto caso se l'avessi indosso quando sono uscito dalla libreria? Ci tengo tanto!Quasi quasi torno indietro e chiedo alle casse .." .".No Vittorio ,mi dispiace,devi averla persa sull' ottantasette,con tutta quella ressa...No,mi ricordo proprio bene, come se la vedessi adesso.." . ..E invece no, non ce l'aveva al collo .L'aveva lasciata al bar , il bischero. Vendetta, tremenda vendetta.......

 
 
 
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