l’ho rifatto. sabato ho partecipato ad un’altra gita organizzata dal mio cral. destinazione: verona. motivazione: l’aida. ritrovo al casello autostradale di santhià. h. 9.25. il programma recita “si raccomanda la massima puntualità”. io, la paola, una mia collega e la figlia alle 9.15 eravamo lì. in perfetto anticipo sulla massima puntualità. il torpedone è arrivato alle 10.05, minuto più minuto meno. saliamo e prendiamo posto. bus affollatissimo. stranamente, 2 posti liberi di fianco ad un ex collega, ormai in pensione, con la fama (non immeritata) di portare jella. sfidiamo la sorte e ci sediamo. tralasciando particolari su traffico, code, sosta autogrill e quant’altro, un po’ prima delle 14.00 facciamo il nostro trionfale ingresso in verona. il pullman ci fa scendere una cinquantina di metri prima di piazza bra, dicendo che il luogo di ritrovo per il ritorno NON sarà quello, ma da un’altra parte ecc.ecc. [cosa che ovviamente non tutti recepiranno. alle ore dueezerozero, dopo un’ora di attesa gli ultimi 4 partecipanti prenderanno posto sul bus (dicendo che stavano aspettando esattamente dove ci eravamo fermati la mattina) e si potrà finalmente lasciare verona]. l’allegra comitiva va al ristorante prenotato, dove con 20€ avranno in cambio 2 primi 2 secondi acqua vino caffè ammazzacaffè e, a scelta, maalox o alkaseltzer. io e la socia cerchiamo l’ufficio turistico, ci muniamo di piantina della città e chiediamo dov’è vicolo scudo di francia, per andare a mangiare all’antica bottega del vino.
fantozzi mi fa una pippa
l’ho rifatto. sabato ho partecipato ad un’altra gita organizzata dal mio cral. destinazione: verona. motivazione: l’aida. ritrovo al casello autostradale di santhià. h. 9.25. il programma recita “si raccomanda la massima puntualità”. io, la paola, una mia collega e la figlia alle 9.15 eravamo lì. in perfetto anticipo sulla massima puntualità. il torpedone è arrivato alle 10.05, minuto più minuto meno. saliamo e prendiamo posto. bus affollatissimo. stranamente, 2 posti liberi di fianco ad un ex collega, ormai in pensione, con la fama (non immeritata) di portare jella. sfidiamo la sorte e ci sediamo. tralasciando particolari su traffico, code, sosta autogrill e quant’altro, un po’ prima delle 14.00 facciamo il nostro trionfale ingresso in verona. il pullman ci fa scendere una cinquantina di metri prima di piazza bra, dicendo che il luogo di ritrovo per il ritorno NON sarà quello, ma da un’altra parte ecc.ecc. [cosa che ovviamente non tutti recepiranno. alle ore dueezerozero, dopo un’ora di attesa gli ultimi 4 partecipanti prenderanno posto sul bus (dicendo che stavano aspettando esattamente dove ci eravamo fermati la mattina) e si potrà finalmente lasciare verona]. l’allegra comitiva va al ristorante prenotato, dove con 20€ avranno in cambio 2 primi 2 secondi acqua vino caffè ammazzacaffè e, a scelta, maalox o alkaseltzer. io e la socia cerchiamo l’ufficio turistico, ci muniamo di piantina della città e chiediamo dov’è vicolo scudo di francia, per andare a mangiare all’antica bottega del vino.