25 APRILE Si agitano alla brezza primaverile le foglie novelle del pioppo;sui tetti una tortora si liscia le penne;nell’aiuola le margherite si schiudono timide ai raggi tiepidi del sole.Si ode, da un angolo della piazza ancora deserta,un crescendo di suoni di bandae poco dopo prende forma un corteo di gente con autorita’ e bandiere;sono uomini e donne in eta’, qualcuno con un vecchio fazzoletto al colloo una bustina sgualcita in testa, e qualche medaglia ma non ci sono giovani…! Giunti alle mura del campo sportivosostano davanti ad una vecchia lastra di marmo: sul cui fondo si legge la scritta ”VIVA L’ITALIA!” Sono le ultime parole che un giorno un uomo coraggioso urlo’ dinnanzi al plotone armato!Allora, commossi e spaventati, alcuni passanti,costretti a guardare, incrociarono per un attimo il volto di quel partigiano;si leggeva, in quegli occhi vivi, la nostalgia della casa, degli affetti lontani,il ricordo delle montagne che l’avevano accolto insieme a tanti amici!Traspariva, in quello sguardo, una luce,una speranza di una liberta’ non ancora realizzata ..ma ormai prossima!Poi, all’improvviso, un comando secco, perentorio…e alcune raffiche partivano dai mitra spianaticolpendo il petto indifeso di quel valoroso!Un sobbalzo e da quel corpo abbandonato usciva un fiotto di sangue che andava a bagnare le zolle sottostanti!Improvvisamente squilla la tromba:nella piazza s’e’ fatto silenzio.Ognuno, per un attimo, ritorna col pensieroagli ultimi momenti di vita di quel fratello.Avanza il Sindacoche compunto, appoggia la mano su una corona d’alloroche va’ a ricoprire quelle macchie ormai sbiadite dal tempo!Un attimo ancora…. poi la banda riprende a suonare:il corteo, ricomposto, si riavvia.Il traffico, prima deviato, riprende a circolare;i pedoni, disinvolti e distrattipassano ma non degnano di uno sguardo quell’angolo nascosto.Soltanto un cagnolino, guardandosi intorno,s’avvicina al vecchio pino di frontee annusando leva una gamba…Gli uccellini, nascosti tra i rami della pianta, cinguettano felici;piu’ su’, sopra le nuvole, “PEPPO”, il partigiano,guarda giu’ soddisfatto ma preoccupato sembra dire:“Signore Ti ringrazio: ora l’Italia e’liberata! Una cosa pero' Ti chiedo: fai sapere ai giovani di oggi che quel dono va’ conquistato e difeso ogni giorno!”
25 aprile
25 APRILE Si agitano alla brezza primaverile le foglie novelle del pioppo;sui tetti una tortora si liscia le penne;nell’aiuola le margherite si schiudono timide ai raggi tiepidi del sole.Si ode, da un angolo della piazza ancora deserta,un crescendo di suoni di bandae poco dopo prende forma un corteo di gente con autorita’ e bandiere;sono uomini e donne in eta’, qualcuno con un vecchio fazzoletto al colloo una bustina sgualcita in testa, e qualche medaglia ma non ci sono giovani…! Giunti alle mura del campo sportivosostano davanti ad una vecchia lastra di marmo: sul cui fondo si legge la scritta ”VIVA L’ITALIA!” Sono le ultime parole che un giorno un uomo coraggioso urlo’ dinnanzi al plotone armato!Allora, commossi e spaventati, alcuni passanti,costretti a guardare, incrociarono per un attimo il volto di quel partigiano;si leggeva, in quegli occhi vivi, la nostalgia della casa, degli affetti lontani,il ricordo delle montagne che l’avevano accolto insieme a tanti amici!Traspariva, in quello sguardo, una luce,una speranza di una liberta’ non ancora realizzata ..ma ormai prossima!Poi, all’improvviso, un comando secco, perentorio…e alcune raffiche partivano dai mitra spianaticolpendo il petto indifeso di quel valoroso!Un sobbalzo e da quel corpo abbandonato usciva un fiotto di sangue che andava a bagnare le zolle sottostanti!Improvvisamente squilla la tromba:nella piazza s’e’ fatto silenzio.Ognuno, per un attimo, ritorna col pensieroagli ultimi momenti di vita di quel fratello.Avanza il Sindacoche compunto, appoggia la mano su una corona d’alloroche va’ a ricoprire quelle macchie ormai sbiadite dal tempo!Un attimo ancora…. poi la banda riprende a suonare:il corteo, ricomposto, si riavvia.Il traffico, prima deviato, riprende a circolare;i pedoni, disinvolti e distrattipassano ma non degnano di uno sguardo quell’angolo nascosto.Soltanto un cagnolino, guardandosi intorno,s’avvicina al vecchio pino di frontee annusando leva una gamba…Gli uccellini, nascosti tra i rami della pianta, cinguettano felici;piu’ su’, sopra le nuvole, “PEPPO”, il partigiano,guarda giu’ soddisfatto ma preoccupato sembra dire:“Signore Ti ringrazio: ora l’Italia e’liberata! Una cosa pero' Ti chiedo: fai sapere ai giovani di oggi che quel dono va’ conquistato e difeso ogni giorno!”