schegge di vetro

Post N° 68


Ho trovato un incerto e barcollante equilibrio, dopo che per un po’ di tempo non ne avevo avuto uno.  Rimango sempre colpito dalla piacevolezza di questa sensazione. Non stabilità…. ma una condizione così precaria può darti lo stesso qualche goccia di benessere. E’ come un castello di carte che cade alla minima vibrazione, ma fino a quel momento sta sù e te ne stupisci.Camminare su un filo, senza avere la rete di protezione,  può avere i suoi aspetti positivi….anche se questo dipende da chi guarda.  Un arruffata linearità costruita su basi fragilissime derivante dai tuoi sforzi che, siano essi deprecabili o approvati agli occhi degli altri, sono sempre sforzi e scelte tue….meriti e colpe.Forse questa cauta euforia è così soddisfacente proprio perché così effimera. La consapevolezza che la fune possa spezzarsi da un momento all’altro, mi spinge ha bruciare in fretta quello che c’è da bruciare.  Ora… in questo istante… adesso. Non serve fare delle riserve pensando ad un futuro che deve venire. Bisogna fare il fuoco il più alto possibile, dando fondo a tutte le scorte.E’ il miglior modo per godere dei piccoli regali che ci piovono raramente in mano. La filosofia della formica non mi si addice, oggi mi sento una cicala e finchè dura….me la godo.