Sciarconazzi

140724 #1 - Danze Occitane, Dulcimeri e un provvidenziale invito a pranzo


______L’indomani mattina, prima delle otto, Ludmillo era seduto al tavolo della colazione. Stava sfogliando distrattamente il quotidiano locale. Sorbì un sorso di thè verde e poi, rivolto a Poldracco, intento nel tostare del pane, disse – Mio nipote..?- Il signorino Narimbardo è uscito di casa prima dell’alba, signore e ha lasciato questa… - rispose il maggiordomo porgendo un foglio piegato in quattro.Con aria meravigliata Ludmillo lo prese e lo lesse. – Perché hai aspettato tanto a dirmelo? – chiese.- Ho preferito attendere che fosse sveglio e corroborato, signore…- Lodevole. Hai sempre le giuste attenzioni, vecchio mio! – approvò Ludmillo e ripiegò il foglio.- La ringrazio, signore – rispose Poldracco con un rapido inchino.In quel momento giunse Lucia con lo sguardo assonnato. Si stiracchiò e andò a sedersi.Ludmillo la seguiva con lo sguardo.Di colpo la ragazzina si rimise in piedi e fece una riverenza – Scusami zio. Buongiorno! E buongiorno anche a te, Poldracco -- Buongiorno, mia assonnata nipote… - sorrise Ludmillo.Poldracco si limitò ad un rapido cenno del capo mentre si occupava del pane tostato.- Dormito bene, cara?- Sì, grazie, zio. E tu?- Ah, in maniera eccellente: lo Sherry è un ottimo conciliatore- Ma Narimbardo, dov’è? – chiese poi Lucia.- È uscito di buon’ora, mi spiegava il buon Poldracco. Ha lasciato queste righe. Tieni…Lucia allungò la mano e lesse ad alta voce: “Adorato zio, in questi giorni ho maturato la consapevolezza di non essere un comune mortale e ho ragione di ritenere saprò conquistare il mondo, perciò mi accingo a farlo. Non aspettatemi per cena. Avrete mie notizie! Con riconoscenza e affetto, Narimbardo”- Ebbene? – chiese Ludmillo con sorriso dopo che Lucia ebbe deposto il foglio ancora aperto sulla tovaglia di lino.- Zio…- Parla liberamente, sei tra amici – la esortò lo zio e anche Poldracco, in via del tutto eccezionale, le sorrise con affetto portandole cinque belle fette tostate a dovere.- Beh, se mi permetti l’espressione, ecco, direi che “ce lo siamo giocato”Lo zio scoppiò in una fragorosa risata e anche Poldracco era scosso da ilarità.Lucia sorrise.  * * * * *   Qualche ora più tardi lo zio interruppe la sua attività di colorazione degli albi del Tex e scese in giardino per fare due passi. Trovò Lucia che prendeva il fresco sotto il cedro del Libano, seduta sulla panca di marmo. - Che fai di bello? – chiese. - Sto studiando un ballo occitano… - Posso vedere? - Ecco Lo zio lesse con attenzione e sfogliò con vivo interesse e poi restituì il libro alla nipote. - Ora ricordo! È per il tuo giovane amico musicista..! - Sì, voglio provare dei passi nuovi con Filodelmo - Perché non lo inviti a pranzo? – suggerì lo zio. – Narimbardo starà via un po’, prevedibilmente - Il viso della ragazzina si illuminò ma subito si rifece seria. - Che c’è, mia cara? – chiese lo zio. - Non so se verrebbe. Sua nonna rimarrebbe poi a casa da sola - Che porti anche la nonna! – risolse lo zio con un sorriso. – Vai a telefonargli! – la esortò e Lucia non se lo fece ripetere e corse in casa. Nella fretta aveva lasciato il libro sulla panca. Lo zio, nel prenderlo, ne fece uscire una busta ingiallita dal tempo che cadde nella ghiaia e la raccolse. Osservò i francobolli di cui distinse i colori e una vaga sagoma (lo zio era presbite). Sospirò e se l’infilò nella tasca interna della giacca e con aria corrucciata rientrò in casa. Risolse di passare il resto della mattinata a colorare il Tex per non pensare a cose del passato e approvò la decisione dell’invito. “Sì, oggi ho proprio bisogno di un po’ di compagnia attorno…” Sollevò lo sguardo. “È una bella giornata. Facciamo che lo rimanga” e varcò la soglia.