Sconfinando

turistica.mente


Mettiamola in questi termini: il fatto che fossimo in due a non averlo capito è una mezza scusante. Solo mezza, però. Perché ritrovarci ieri sera a discutere alla reception dell'albergo su quale giorno fosse è stato quasi imbarazzante. Soprattutto perché avevano ragione loro, va da sé. Era domenica. E non lunedì. Punto. Così ci siamo ritrovate con un giorno in più nella nostra agenda (lo stesso che perderemo al ritorno a questo punto ho capito). Libero per di più. Facile abbandonare il ruolo delle serie professioniste (!) per indossare quello delle turiste curiose. Facilissimo, anzi. Nel giro di mezzora siamo riuscite ad aggrergarci a un tour-con-tanto-di-guida-locale che, partendo all'alba stamane, ci ha scorrazzate per tutto il giorno, facendo il periplo dell'isola. Un minivan giallo e un gruppetto eterogeneo di persone, credo provenienti da ogni parte del globo. Turiste perfette, abbiamo interpretato alla grande il nostro ruolo: ci siamo estasiate  davanti ai paesaggi, abbiamo camminato nella sabbia, giocato a riconoscere piante dai nomi impronunciabili e dai frutti improbabili, scattato un numero impressionante di foto.  Soprattutto abbiamo mostrato il dovuto e doveroso interesse nei confronti dei racconti della nostra guida. Che ci ha spiegato che, come sempre accade, non tutto quel che luccica è oro e che il paradiso - questo paradiso - proprio per tutti non è. Francamente non lo sarebbe nemmeno per noi. Ma per una volta è bello crederlo. Cenerentola insegna.