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Quando un dio scese dalle colline liguri


Anno di grazia 2016, dalle colline liguri, il dio Gabibbo si svela ai suoi adepti con il nome di Beppe Grillo, qualcuno lo scambia per il direttore d’orchestra Vessicchio è viene immediatamente buttato nel mare sottostante. Porta con sé la tavola del Comandamento del Partito5Stelle, chi obietta che è un movimento viene colto da dissenteria acuta. Il dio Grillo bussa alla porta di un pastore di nome Casaleggio meglio conosciuto ai più con il nome di Mosè ( non quello biblico ma bensì preso a prestito dal cagnone dei fumetti di un tale Lupo Alberto). “ Belin’ apri sta caz…di porta…sono il tuo sommo dio!” . Mosè a prima visto lo scambia per Lupo Alberto e gli rifila un paio di sganassoni, quando si accorge dell’errore, recita il mea culpa in dialetto genovese per ben 3200 volte. “ Qui, Mosè hai la tavola del Comandamento del partito! Vai e leggila ai nostri seguaci!”. Fu così che egli prese la tavola e  la lesse in un assemblea. “ Non avrai altro dio Grillo all’infuori di me! Chiunque osi lasciarmi pagherà di tasca sua la somma di 150 mila euro, specialmente quelli che stanno a Roma! Così sia fatta la volontà del nostro dio!”. E i seguaci parlamentari che da pecore si stavano trasformando in noiosi fastidiosi chihuahua con il loro abbaiare ritornarono ad esser pecore, chinando dapprima la testa, poi la schiena e infine pantaloni con annesse mutande. Il dio Grillo e il suo fido Casaleggio in arte Mosè gongolarono e decisero di festeggiare la cosa in riva al mare sotto la luna che gli osservava, mente il dio prese la chitarra in mano ed intonò : “ No tengo dignità no no no no…No tengo coerenza no no no no “. Ogni riferimento al VOLTAGABBANA di questo Partito sul ddl Unioni civili è voluto.