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Creato da paperino61to il 15/11/2008

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Messaggi di Ottobre 2021

Serata Mario Piovano

Post n°2831 pubblicato il 16 Ottobre 2021 da paperino61to

Buon sabato a tutti, stasera si balla e si canta "Piemontese" un omaggio alla mia terra e alla mia città. L'artista è il Grandissimo Mario Piovano ( Cambiano 14 maggio 1927 e morto sempre in quel paesino il 23 dicembre 2013) è stato un fisarmonicista, compositore e cantante italiano. compone canzoni per i  Camaleonti, Cavernicoli e Gigliola Cinquetti.

Dedico questa serata alla mia amica Giovanna di Fossano. 

 

 

 

           

 

 

 

 

 

            

 

 

 

 

       

 

 

 

 

 

 

                

 

 

 

 

 

       

 


 
 
 

Il Gran e i Grandi Inquisitori

Post n°2830 pubblicato il 14 Ottobre 2021 da paperino61to

Da domani il Gran Inquisitore o meglio i Gran Inquisitori si scateranno e metteranno al Rogo migliaia di persone o meglio lavoratori, la qual colpa è non essere della dottrina Vacciniamoci.

Non entro in merito se sia giusto o sbagliato vaccinarsi, è una scelta personale che NULLA a che fare con il riprendesi la vita normale. 

Quando si ha l'80% e più di persone vaccinate, ovverto otto su dieci il problema dei contagi dubito fortemente che arriva dalle due non vaccinate, è un calcolo matematico.

Il problema è un altro molto più complesso che solo il Gran Inquisitore ( Draghi e soci) sanno.

Spiace che allinearsi a questa caccia agli Untori siano persone che stimo e simpatizzo, giornalisti e scrittori di cui ho comprato i libri e seguo volentieri, specialmente quando parlano di politica ho affinità con costoro, molto meno quando si ergono a Inquisitori( ogni riferimento a Scanzi è voluto).

Chi lo segue sul suo profilo sociol leggendo i suoi post avrà notato l'Ossessione verso chi non si è vaccinato, idem quando è in televisione ha parlare di questo argomento. Un paio di volte mi son divertito a scrivergli se per caso questi NON vaccinati gli hanno fatto proposte oscene o non gli hanno comprato il libro o peggio ancora non gli hanno offerto il caffè al bar.

Il fatto che come questa persona sono in tanti ad essere così, basta sentirli in televisione aprire bocca e dargli addosso agli Untori.

Io credo che il Gran Inquisitore si sia infilato in un tunnel cieco e purtroppo fare retromarcia( anche solo sui tamponi gratis) gli farebbe perdere la faccia e consensi, quest'ultimi soprattutto ai partiti che lo appoggiano.

Dire che i 10/15 mila scesi a Roma sono degli Imbecilli o perchè avevano il ghiribizzo( docet di Scanzi) è fuori luogo, idem dire che erano tutti fascisti, in quella marea di gente vi erano anche tanti vaccinati non d'accordo con il Green Pass.

Il Gran e i Grandi Inquisitori perchè NON rispondo alla semplice domanda: Come mai il nostro paese è l'Unico in Europa ad adottare questa strategia? 

Un detto recita: Domandare è lecito rispondere è cortesia.

Ma si sa gli Inquisitori non hanno risposte ma mettono al rogo. Da domani si vedrà, le prime avvisaglie con lo sciopero a Trieste dei portuali si sono viste, le complicazioni sui mezzi di trasporti locali ci saranno e lo stesso dicasi per i lavoratori nel pubblico impiego e nel privato. 

Concludo con una domanda: Ma questi "Untori" fino ad oggi per il Gran e Grandi Inquisitori andavano bene a lavorare, facevano gli interssi dell'Economia e delle aziende e della PA , ma soprattutto se erano "Sani" oggi, l'altro ieri ecc...perchè da domani non sono più "Sani ma Untori" per l'Economia, aziende e PA ?

Meditiamo e poniamoci domande di cui vogliamo Risposte Vere, a prescindere dalla ideologia pro o contro vaccino, il punto è un altro molto più complesso o forse semplicissimo: Confidustria chiede libertà e facilità nei Licenziamenti e il Gran Inquisitorie risponde..anche questa può essere una risposta plausibile no?

 
 
 

Il bosco maledetto( parte 2)

Post n°2829 pubblicato il 13 Ottobre 2021 da paperino61to

 

 

“Che si fa? Conviene tornare a Farlay ed avvisare lo sceriffo”.

“Proviamo ad andare ancora avanti e vediamo, se Giad è ferito non può essere andato lontano”.

Non trovammo nulla, l’unica traccia che vedemmo era il sangue sulla corteccia dell’albero, decidemmo di tornare indietro pur con molti rimpianti.

“Io provo ad andare di là”.

“Sei matto Carl? Dobbiamo essere uniti”.

“Allora andiamoci tutti insieme!”.

Avevamo fatto pochi passi quando sentimmo un urlo, iniziammo a correre più forte che potevamo urlando il nome del nostro amico. Gli alberi ci limitavano la corsa, inoltre bisognava stare attenti alle radici di quest’ultimi che spuntavano fuori dal terreno, vi erano anche siepi di rovi, tante siepi.

“Ahià!” ci girammo indietro e vedemmo Alfred a terra, era inciampato in una radice.

Non ci curammo di lui e continuammo a correre verso il luogo dove avevamo sentito l’urlo. Altro errore che mi perseguita da quel maledetto giorno, sentivo Alfred implorare di aspettarlo, ma le sue implorazioni ci scivolarono addosso.

“Dai Carl, ci siamo quasi…ecco credo che venisse da quel punto”.

Innanzi a noi una buca semi nascosta da erbacce alte, dove un animale di grossa taglia o un uomo potesse nascondersi da qualche eventuale pericolo. Arrivammo al bordo ma dentro non vi era nessuno.

“Maledizione! Torniamo indietro Lewis, andiamo a prendere Alfred e torniamo di corsa a Farlay”.

Quando giungemmo al posto dove avrebbe dovuto trovarsi Alfred lui non c’era.

“Dov’è finito il ciccione?”.

“Alfred non è il momento di scherzare…dai non fare il cretino esci fuori!”.

Nessuna risposta da parte del nostro amico. La paura incominciò a impossessarsi di noi. Qualcosa o qualcuno era nel bosco e ci aveva presi di mira.

“Cosa sta succedendo Carl?”.

“Non lo so, ma tutto questo non mi piace…magari Alfred è tornato indietro e ci aspetta alla sponda”.

Non dissi nulla, ma avevo dubbi che fosse tornato indietro da solo. Si perdeva per Farlay figuriamoci in un bosco, non era molto sveglio il nostro amico e questo era un dato di fatto.

Tornammo alla sponda e Alfred come immaginavo non c’era, le nostre paure aumentarono ancora di più.

“Che si fa, lo aspettiamo?”.

“Direi di sì!”.

“Ok, ma non più di dieci minuti poi che vada a fottersi…ho paura Lewis, non mi piace questo posto!”. Poi Carl iniziò a piangere.  

Il pianto contagiò anche a me, non sapevo cosa fare cristo santo, ero solo un ragazzino. Sentimmo dietro di noi dei rumori come dei passi, ci voltammo, esclamando il nome di Alfred.

Ma quello che vedemmo non era il nostro amico, da dietro un albero spuntava un volto, un volto che ancora adesso mi tormenta nei miei incubi. Aveva gli occhi sporgenti, erano neri o almeno in quel momento mi è sembrato fossero di quel colore. Neri come la pece, dalle labbra scendevano rivoli di sangue. Ci fissava senza dire nulla, poi uscì allo scoperto. Era alto, molto alto, i capelli erano lunghi di color cenere. Non aveva le gambe come noi umani ma assomigliavano a quelle di una capra o qualcosa di simile. Ricordo che ci fece segno di avvicinarci e notammo che aveva unghie lunghissime.

“Fottiti stronzo! Cosa ha fatto ai nostri amici?” gli domandai.

A questa domanda quell’essere rise aprendo la sua bocca e facendoci notare i denti aguzzi.

“Non vi preoccupate ragazzi, a breve incontrerete i vostri amici!” e lentamente incominciò ad avvicinarsi a noi.

Io e Carl eravamo come bloccati, qualcosa ci impediva di scappare, forse ci aveva ipnotizzato o forse era la paura, poi con una forza di volontà riuscì a muovere alcuni passi, andai a mettere in acqua il tronco che avevamo usato per passare da una sponda all’altra.  Anche Carl si svegliò dal torpore e mi seguì, salimmo a cavalcioni sul tronco e remando ci avviammo verso l’altra riva. Nessuno dei due osò voltarsi, ma dentro di noi sapevamo che quell’essere era dietro di noi che ci osservava.

“Su fate i bravi bambini, venite a giocare con me, non volete rivedere i vostri amici?”, iniziò a cantare una cantilena e ogni volta che mi torna in mente mi si gela  il sangue.

“Bimbi belli o brutti che siate, giocate con me. Bimbi belli o brutti che siate non abbiate paura di me. Bimbi belli o brutti che siate, il vostro cuore ora appartiene a me”.

“Rema Lewis, rema forte, se quel mostro ci prende siamo…” non riuscì a finire la frase che Carl si ritrovò nel fiume, come se qualcosa lo avesse preso e tirato giù dal tronco.

Ero a non più di una decina di metri dalla sponda e con le ultime forze che avevo remai ancora più forte. Appena toccai terra mi voltai, c’era un gorgo che girava vorticosamente e prima di richiudersi vidi spuntare il volto di quel mostro accanto alla faccia di Carl.

In quel momento capì che per il mio amico non c’era più nulla da fare.

Salii di corsa la riva che portava alla strada. Corsi come non mai senza mai una volta voltarmi indietro. In un paio di occasioni sentii sfiorarmi la schiena, erano le sue mani, pensai fosse arrivata la mia ora, al prossimo tentativo mi avrebbe preso di sicuro e trascinato con lui. Non avrei più rivisto i miei genitori, né zia Clara né il suo cagnolino Toby, i compagni di scuola.

Quando sentivo le forze venire meno e il fiato farsi pesante, vidi in lontananza un automobile, urlai con quel poco di fiato che mi rimaneva e nel contempo mi sbracciavo a tutto andare per farmi notare. L’auto mi venne incontro, l’uomo alla guida scese e assieme a lui anche la donna, erano i coniugi Wash. Mi accasciai ai loro piedi tremante e piangente.

“Lewis, ma che diavolo ti è successo? Perché piangi?” mi domandò la donna.

Non parlavo ma i miei occhi indicavano la direzione da cui stavo arrivando.

L’uomo incominciò ad avviarsi, riuscì solo a gridare un: ”NOooo!!Non ci vadaaaaa!!”poi svenni.

Si bloccò all’istante senza capire e torno sui suoi passi, guardò la moglie, mi presero in braccio e fui disteso sul sedile posteriore. Mia madre mi disse che dormii per tre giorni di fila, avevo avuto la febbre altissima e le rare volte che mi svegliavo urlavo come un matto. Lo sceriffo diede il via alle ricerche ma furono inutili, non trovarono mai i corpi dei miei amici. Quando mi ripresi raccontai tutto ma non venni creduto. Il medico diede parere che lo shock mi aveva fatto vedere cose che non erano vere.

L’inchiesta fu archiviata, la morte di Giad, Carl e Alfred fu derubricata a incidente sul fiume, in sintesi mentre facevano il bagno erano annegati. Come ho detto all’inizio neanche i miei genitori mi credettero, ma capirono che se abitavo ancora a Farlay non mi sarei mai più ripreso e decisero di trasferirsi a Boston come ho già detto.

La porta della stanza si aprì, un uomo con un camice bianco entrò. Chiuse la porta poi esclamò: “Ciao Lewis, vuoi giocare con me? Guarda, sono venuti a trovarti anche i tuoi amici”.

I miei stanchi occhi li videro, erano loro, sui loro volti da bambini la paura di quel momento, sui loro corpi lo scempio fatto da quell’essere.

Sorrisi e gli dissi di fottersi, era arrivato in ritardo: “Sto morendo, e anche se mi uccidi stanotte cambia poco. Hai perso bastardo, mi senti hai perso!”.

Il volto di quell’essere si corrucciò, spalancò la bocca e rividi quei dannati denti lunghi e affilati come quelli di un vampiro. Le sue unghie corsero su e giù sul mio petto lacerandomi la carne.

                                 

“Io non perdo mai sappilo moccioso! Hai avuto solo fortuna, ero sazio quel giorno, i tuoi amici avevano riempito il mio stomaco a dovere. Ora vado Lewis, ma ricordati che in tutti questi anni ho convissuto con te, le tue paure erano ossigeno per me. Stai morendo, ma l’ultima cosa che i tuoi occhi avranno visto, sarà il mio volto! Come vedi ho visto io e non tu!!” una risata risuonò nella stanza seguita subito dopo dalla cantilena che avevo sentito quel giorno nel bosco maledetto.

 

                                                      Fine

 

Un picolo omaggio a un grande scrittore di questo genere: Stephen King 

 

 

 

 
 
 

Il bosco maledetto( parte 1)

Post n°2828 pubblicato il 12 Ottobre 2021 da paperino61to

 

 

Ho appreso una cosa negli ultimi anni della mia vita, che la paura di morire non è poi così orribile, ci sono altre cose peggiori, credetemi sulla parola. I medici mi dicono che mi rimane poco tempo, questione di giorni o settimane se sono fortunato.

Buffo, ho usato la parola fortunato, forse in qualche modo lo sono stato. Non ho mai fatto cenno nel corso degli anni a quello che vi sto per raccontare, ma sappiate che è stato come un macigno per tutta la mia vita. Ho provato a raccontare come si erano svolti i fatti in quel maledetto luglio del 1947 ma nessuno ha mai voluto credermi, neanche i miei genitori.

Ho cercato di rimuovere le cose che avevo visto, ma inutilmente; non passava giorno o notte che vedessi davanti ai miei occhi quell’orribile faccia sporca di sangue e denti aguzzi. Dopo un paio di anni i miei decisero finalmente di trasferirsi dalla cittadina di Farlay distante poche miglia da Coney Island per andare a vivere a Boston perché mio padre aveva trovato un nuovo lavoro.

Dentro di me speravo avessero capito che continuando a restare in quella cittadina sarei diventato pazzo o peggio ancora mi sarei suicidato. Ammetto di averci pensato ma ero troppo codardo per farlo, l’importante in ogni caso era andare via, essere distanti il più possibile da quel maledetto mostro; poco importava il motivo.

Scusatemi, non mi sono presentato, mi chiamo Lewis Daltrey, ho ottantaquattr’anni compiuti da poco, sono nato e vissuto a Farlay fino all’età di dodici anni. Ho studiato al college di Boston e mi sono laureato in ingegneria. Ovviamente mi sono sposato e altrettanto ovviamente mi sono separato. L’unico figlio che ho vive a Dalton nell’Iowa, ogni tanto viene a farmi visita. Della mia ex moglie non ho saputo più nulla dopo la separazione, tranne che sia lei che il figlio si erano trasferiti a New Orleans negli anni seguenti alla mia uscita di scena famigliare. 

Da una parte è meglio sia andata così’, non so come avrebbero vissuto con un uomo accanto che ogni notte si svegliava urlando come un forsennato o che camminava per strada in maniera guardinga per la paura di essere aggredito da chissà chi o da che cosa.

Tutto iniziò come ho detto a Farlay in quella dannata estate del 47’. La scuola era finita da quasi un mese e io assieme a Carl Bonney, Giad Smith e Alfred Corley formavano il quartetto dei moschettieri della cittadina. Come tutti i ragazzini di quell’età eravamo un po’ monelli, ma nulla di che. Ci piaceva fare degli scherzi, specialmente al signor Glendal che gestiva l’emporio sulla Bates street.

“Se vi acchiappo maledetti voi…!” urlava con quanto fiato aveva in gola, ma subito dopo la sua risata risuonava alle nostre spalle. Il signor Glendal era un brav’uomo, verso il 59’ seppi che era stato ucciso durante una rapina e piansi per un giorno intero.

Ebbene, noi quattro ragazzini quel giorno decidemmo di andare a fare un tuffo nel fiume che passa appena fuori da Farley. La giornata era già afosa fin dal primo mattino.

“Allora siamo pronti? Forza andiamo” esclama Giad con quella sua voce stridula.

Il fiume distava un paio di miglia dalla cittadina, si era deciso di andare a piedi. Mia madre aveva preparato i panini per tutti e Alfred aveva portato l’acqua per bere.

“Fai attenzione Lewis, mi raccomando, il fiume può essere pericoloso”.

“Si mamma. Promesso che faremo attenzione!”.

Con questa frase lasciai la mamma sull’uscio di casa, mi voltai a salutarla di nuovo prima che svoltassi l’angolo di casa. Nel tragitto, ricordammo gli episodi dell’anno scolastico appena finito e di come la signorina Haley era acida come una mela andata a male.

“Spero che il prossimo anno se ne vada. Non la sopporto con tutta quella sua arroganza!”.

“D’accordo con te Carl, poi è pure brutta, ma l’avete vista quando indossa quel completo color viola? Sembra una prugna”.

“Una prugna marcia” aggiunse Giad.

La risata risuonò nella strada solitaria che portava al fiume. Osservai il cielo non c’era una nuvola ma sole cocente.

“Ragazzi, fermiamoci un momento, vi prego”. Alfred non era abituato a camminare, era, come posso dire in sovrappeso, anche se a quei tempi si usava il termine “grassone o ciccione”.

L’accontentammo, la sosta durò mezz’oretta se non ricordo male.

Il caldo si faceva sentire: “Prima arriviamo al fiume e meglio è…almeno ci rinfreschiamo tuffandoci dentro” esclamai mentre mi alzavo.

Il sentiero che porta alle rive del fiume è stretto e nascosto tra un filare di alberi, sbuca poi sulla sponda abbastanza larga e lunga da poter fare un picnic. Infatti alla domenica la gente di Farlay si riversa in massa in quel luogo, l’ideale per noi ragazzini è andare in settimana.

“Eccoci arrivati, l’ultimo che entra in acqua paga i gelati per tutti” urlò Giad Smith che fu il primo a tuffarsi nel fiume che scorreva lento, l’acqua non era calda, ma dopo che sei dentro per alcuni minuti il corpo si abitua.

 

Come sempre Alfred era l’ultimo e si lamentava che non era regolare la scommessa, trovava tutte le scuse possibili per non pagare:” Dovevate darmi un piccolo vantaggio”.

Ci sentivamo i Re del fiume di Farlay. C’era un tronco d’albero che giaceva sulla sponda e noi lo usammo come canoa, lo mettemmo in acqua, ci salimmo a cavalcioni remammo fino all’altra sponda usando dei rami robusti caduti per terra.

“Bene, io Capitan Lewis vi dico che il tesoro sepolto è qui…forza miei pirati alla ricerca…dobloni e coca cola per tutti ci aspetta!”.

Le risate accompagnarono le ricerche di questo fantomatico tesoro, se solo avessi saputo che passare sull’altra sponda sarebbe stato l’ultimo giorno di vita per i miei amici non lo avrei mai proposto. Quante volte ho chiesto perdono a loro, ovunque si trovassero.

“Tra una decina di minuti ci ritroviamo di nuovo qui, va bene?”.

“Possiamo anche fare mezz’ora Lewis…dai in fondo che pericolo vuoi che ci sia?”.

Si saliva una piccola riva e si vedeva una distesa enorme di alberi innanzi a noi, il sole non riusciva a penetrare dentro quella selva di foglie. I rami sembravano si abbracciassero tra loro, e un brivido mi corse lunga la schiena. Le chiome alte e folte non facevano filtrare i raggi del sole, non mi resi conto che c’era un silenzio irreale, nessun canto di uccello, nessun rumore di animale che vagava. Il cuore pulsante di quel bosco non batteva, era silente. Pur essendo estate quel posto era pervaso dal freddo. In quel momento non tenni a mente ciò che mio padre mi diceva sempre: “Figliolo, se non senti rumore provenire nel bosco è perché c’è qualcosa che non quadra, tu non andare tieniti alla larga!”.

Ma quando si è giovani ai pericoli non ci si pensa, non parliamo poi se si dà la caccia a un fantomatico tesoro.

“Allora ragazzi mi raccomando, non allontaniamoci troppo e soprattutto torniamo subito qui”.

“Di cosa hai paura Lewis? Credi che ci sia il fantasma di capitan Barbanera?” domandò Giad seguito a ruota dalle risate degli altri due amici.

“O forse il buon Lewis ha paura del mostro che si aggira nel bosco!” esclamò Alfred.

Non risposi alla loro presa in giro, e me ne andai inoltrandomi nel bosco; quando mi voltai non vidi più i miei amici.

Dopo mezz’ora o forse anche meno tornai al punto di partenza. Per primo arrivò Carl e poi Alfred.

“E Giad?” domandai.

“E’ andato da quella parte, ma arriverà, allora trovato questo tesoro?”.

A quella parola ci dimenticammo del nostro amico ed iniziammo a fantasticare su come abbiamo combattuto contro gli spagnoli, mercanti di uomini, coccodrilli e sabbie mobili per impossessarci del tesoro che ovviamente erano dei sassi o ghiande raccolti nel bosco.

Dopo parecchio tempo, non so dirvi di preciso quanto tempo passò, incominciammo a preoccuparci del mancato arrivo del nostro amico.

“Dobbiamo andare a cercarlo!”.

“Si ma dove?”.

“Avete visto dove si dirigeva?”.

“Da quella parte Lewis, volevo andare con lui ma non ha voluto” rispose Alfred.

“Bene andiamoci tutti insieme”.

Ci inoltrammo nel bosco chiamando ad alta voce il nostro amico, ma solo il silenzio ci faceva compagnia.

“Credi che gli sia successo qualcosa?”.

“Non lo so Carl, spero di no”.

“Ragazzi guardate là!” Alfred indicò con il dito un punto distante una ventina di metri. Era un rovo e vicino a quel rovo trovammo un brandello di costume.

“E’ quello di Giad!”.

Con voce ancora più forte ricominciammo a chiamarlo. Il buio del bosco ci metteva paura ma non potevamo lasciare lì Giad e andarsene senza sapere dove fosse finito.

Percorremmo un centinaio di metri quando vedemmo del sangue su un albero. Era fresco.

“Mio Dio…Giad…” esclamò Alfred.

Risposi che non potevamo sapere se fosse il suo: “Cerchiamo di stare calmi ragazzi”, ma dentro di me ero terrorizzato, avrei voluto scappare a gambe levate e tornare sull’altra sponda da dove eravamo partiti.

(Continua)

 
 
 

Teatrino della POLITICA e MASS MEDIA anti fascista

Post n°2827 pubblicato il 11 Ottobre 2021 da paperino61to

Nel diritto italiano l'apologia di reato è prevista in due differenti casi: il più noto divieto di Apologia del fascismo , che peraltro sanziona la propaganda a favore della ricostituzione del Partito nazionale fascista  e non la semplice "difesa elogiativa" (Corte costituzionale, sentenza 1/1957), e il divieto di apologia di delitto previsto all'art 414, comma 3 del  codice penale.

L'ordinamento italiano sanziona solo l'apologia dei reati particolarmente gravi, i delitti, lasciando l'apologia delle contravvenzioni  un comportamento legittimo. Differente è l' istigazione a delinquere, trattata dall'art. 414 c.p., che sanziona l'istigazione a commettere reati, delitti o contravvenzioni che siano.

Secondo una pronuncia della Suprema Corte:

«l'elemento oggettivo dell'apologia di uno o più reati punibile ai sensi dell'art. 414, comma terzo c.p., non si identifica nella mera manifestazione del pensiero, diretta a criticare la legislazione o la giurisprudenza o a promuovere l'abolizione della norma incriminatrice o a dare un giudizio favorevole sul movente dell'autore della condotta illecita, ma consiste nella rievocazione pubblica di un episodio criminoso diretta e idonea a provocare la violazione delle norme penali, nel senso che l'azione deve avere la concreta capacità di provocare l'immediata esecuzione di delitti o, quanto meno, la probabilità che essi vengano commessi in un futuro più o meno prossimo.»

 

 Ddirei che basterebbe APPLICARE questa legge, e invece caso strano nessuno lo ATTUA, verrebbe da pensare che a qualcuno fa COMODO.

D’altronde è Storia, finita la guerra in Italia si è preferito la pacificazione a tutti i costi, lasciando liberi i FASCISTI (Errore madornale) e non solo, molti di loro sono ENTRATI nei posti che Contano (sia a livello comunale/regionale e STATO).

Ora la politica fa il solito TEATRINO, è da anni che i FASCISTI sono usciti alla SCOPERTO, e non sono dei Goliardici nostalgici ( docet di Salvini) e meno ancora Quattro Imbecilli( docet della Meloni), ambedue leader di partiti che Filano con l’Estrema Destra senza mai AVERNE PRESO LA DISTANZA, ovvio questa gente ti porta VOTI!.

Se la gente, tutti assieme NON capiamo che esiste un REALE PERICOLO FASCISTA non andremo da nessuna parte, e sorrido sinceramente che si indigna solo perché Hanno ATTACCATO e DEVASTATO la sede della CGIL. (Fatto Ovviamente GRAVE riportando alla memoria gli anni 20’).

Però in Compenso ma NON vi siete INDIGNATI quando questi FASCISTI sfilano per le strade con tanto di bandiere con la CROCE UNCINATA, con i saluti romani inneggiando al DUCE e a HITLER.

NON vi siete MAI Indignati quando in edicola trovate i calendari del Duce, e oggettistica NAZI FASCISTA in vendita in diversi negozi o su internet.

NON vi siete mai INDIGNATI quando in televisione o sui giornali pseudo giornalisti o conduttori INNEGGIAVANO con la loro verbale violenza contro chi la PENSAVA o chi HA IL COLORE DELLA PELLE DIVERSA DALLA LORO.

NON vi siete mai INDIGNATI quando sui LORO profili social COMPAIONO SCRITTE ANTI SEMITE O ANTI COMUNISTE. 

NON vi siete mai INDIGNATI delle LORO FALSE SCUSE (erano solo battute, non lo penso seriamente, sono stato travisato e così via).

 

Essere FINTI CIECHI E FINTI SORDI HA PORTATO A QUESTO e non è un caso che in Europa i Fascisti stanno prendendo piede, basta vedere il famoso patto di Visegard e tenere a mente i partiti Italiani che vanno a braccetto con questi.

 

Il PROBLEMA o meglio il PERICOLO è REALE, sottovalutarlo come si è VOLUTAMETE fatto fino adesso è GRAVE!!

Purtroppo AVENDO inquilini del Quirinale come abbiamo Avuto negli ultimi decenni non possiamo sperare in un Loro pugno di Ferro( Applicare la Costituzione) sta a noi cittadini ANTI FASCISTI e Amanti della DEMOCRAZIA Intervenire e premendo sulle ISTITUZIONI a FARLO!!

 

Concludo dicendo solo che i due dei tre Arrestati di spicco della Manifestazione di Roma, poco tempo fa Erano stati ACCOLTI nell’Ufficio in Parlamento da un certo Ignazio”Scalcia e Raglia) La Russa, di memoria “Squadrista” nei tempi della sua gioventù assieme a Gasparri e Alemanno( Si sono VANTATI in un intervista rilasciata alla Stampa).