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Creato da paperino61to il 15/11/2008

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Messaggi del 22/09/2021

Al di lą di ogni sospetto (13 capitolo)

Post n°2816 pubblicato il 22 Settembre 2021 da paperino61to

 

 

 

Riassunto: Le indagini sulle morti dei due agenti segreti hanno portato ad individuare il maggiore Carasso, ufficiale della caserma Amione. Sicuramente, quest’ultimo ha come complice il titolare della ditta Salza. Berardi grazie anche alla soffiata fatta dalla segretaria di quest’ultimo, viene a sapere che vi sono fatture gonfiate e materiale pagato ma mai spedito all’esercito. La segretaria dopo il colloquio viene minacciata e fatta rapire da Salza. Il Commissario grazie a Maria riesce a capire cosa volessero dire i segni ritrovati sulla cartolina raffigurante il lago di Viverone. La Terazzi aveva fatto in modo di avvisare Berardi dove avrebbe potuto trovarla. I due partano per quella destinazione e sotto falso nome prendono una camera alla Pensione Lago dove la donna è sequestrata, con lei vi sono due uomini che non perdono di vista se non per pochi attimi nella giornata. Berardi avvisa Tirdi di tenersi pronto. Maria nel frattempo riesce ad avvisare la Terazzi che presto verrà liberata senza fare il nome del commissario. Quest’ultimo ha trovato un modo per allentare la sorveglianza della donna: giocare a carte con i sequestratori. Inoltre ha chiesto la collaborazione del garzone della locanda senza però dare le vere generalità.

 

                  

 

La giornata sembra non passare più, io e Maria siamo andati al pontile dove una sola barca è rimasta attraccata. Maria mi guarda e immagina il mio pensiero in quel momento.

“Se la usassero per scappare prima che venga sera?”.

“Ci ho pensato, ma non credo, ho visto che nello spiazzo vicino al maneggio ci sono due auto. Una ha la targa straniera, l’altra è targata Torino, sicuramente è quella dei nostri amici”.

“E il prete?”.

“Hai mai visto un prete guidare? Non credo che sia la sua, posso domandare al ragazzo o direttamente a lui…eccolo che esce”.

Mi avvicino al prelato e domando con una scusa se le auto parcheggiate si possono affittare, mi risponde di no, sono di alcuni clienti, e lui per andare in paese, si fa accompagnare dal proprietario della pensione. Lo ringrazio e gli auguro buona giornata.

“Come immaginavo, non è venuto in auto”.

Nel pomeriggio sento la moglie la Tirdi, mi dice che il marito è partito e con lui ci sono cinque uomini. Perfetto, calcolo che ci vorranno un paio di ore per arrivare, mi farò trovare all’inizio della strada che porta alla locanda.

Verso le sei mi avvio lasciando Maria in camera, il ragazzo mi saluta gli domando se posso parlargli, mi risponde di sì.

“Se sei sempre dell’idea di farmi quel favore questo è il momento, io sto uscendo, tu apri la porta del retro e lasciala accostata”.

Non domanda nulla come suo solito, si avvia sul retro, quando torna riprende il lavoro che stava svolgendo.

Arrivato all’inizio della strada, prendo posizione dietro a degli alberi, non vorrei mai che qualcuno degli ospiti o il proprietario stesso mi vedessero.

Passano tre quarti d’ora prima che in lontananza sento il rombo di un motore. Spero sia Tirdi.

Le auto si fermano, uno degli occupanti scende e riconosco Biridelli.

“Ciao Biridelli, era ora che arrivaste a momenti mi trasformavo in un albero”.

“Commissario, piacere di rivederla”.

Spiego ai colleghi il mio piano: “Confido che i due uomini anche stasera scendano in sala a bersi qualcosa, ieri sera ho giocato a carte con loro, mentre Maria è andata dalla ragazza a rincuorarla che presto la sua prigionia sarà finita”.

Tirdi mi guarda sorpreso, non pensava ci fosse anche Maria.

“Un paio di voi stiano qui, quando cala la notte mettete le vostre auto di traverso in modo da bloccare la strada. Non credo che cercheranno di scappare dalla pensione se tutto va come deve, ma meglio essere prudenti. Gli altri mi seguano per quel sentiero che porta al retro della locanda, la porta è solo accostata. Io vi farò sapere quando è il momento di intervenire, fino ad allora state nascosti tra gli alberi”.

“Commissario se gli uomini con la ragazza decidono di andare via prima, come ci comportiamo?”.

“Li fermate con la scusante di un controllo, su segnalazione dell’OVRA. Fate attenzione che uno di questi uomini è pericoloso…Tirdi ti ricordi di Frambelli Carlo?”.

“Si commissario, lo ricordo bene, ma perché?”.

“Suo fratello è uno dei rapitori della Terazzi, per fortuna non mi conosce…ora ragazzi, venite con me. Chi rimane qui, nel momento che vedete un auto provenire dalla locanda anche se non è notte, bloccatela immediatamente come vi ho detto…a dopo!”.

“Se succedesse come la avvertiamo commissario?”.

“Sparate un colpo in aria, dalla pensione si sentirà di sicuro”.

Saliamo sul sentiero per poi riscendere, dopo un quarto d’ora di cammino ci troviamo sul retro della pensione.

“Bene Tirdi, ora rimanete qui nascosti, verrà Maria o il ragazzo ad avvertirvi, quando entrerete fatelo in maniera silenziosa. Io rientro alla pensione.”.

A cena vedo uno dei due uomini, chiedo se più tardi posso avere la rivincita a carte. Mi guarda perplesso: “Ne parlo con il mio amico, è lui che decide se passiamo ancora la notte qui oppure andiamo via dopo cena”.

Quello che temevo si stava avverando, che scappino prima del previsto.

“Speriamo di no, l’austriaco non lo parlo e il prete è dedito più ai salmi che perdersi dietro a un mazzo di carte. Se volete possiamo anche puntare dei soldi…”.

A questa frase l’uomo fa un sorriso malizioso e risponde che mi farà sapere.

“Allora Marco, che ha detto?”.

“C’è il rischio che vadano via prima, ho provato a tentarlo con una partita a carte con dei soldi…speriamo che abbocchino”.

“Quando ti dirà se accettano di fare la partita?”.

“Sicuramente quando scenderà il suo compare!”.

Finiamo la cena con calma poi Maria risale in camera, il ragazzo si avvicina e mi dice sottovoce di contare pure su di lui per qualsiasi cosa, poi si allontana verso la cucina.

Io posso solo aspettare e sperare, mi siedo sul divano. Passano parecchi minuti quando vedo scendere Frambelli, mi vede e si avvicina: “Buona sera, il mio amico mi ha detto che è interessato ad avere la rivincita, ma stavolta puntando dei soldi…”.

“Esatto, come ho detto qui la compagnia a parte la vostra non è certo il massimo”.

L’uomo mi guarda con occhi indagatori,

“Ha ragione, la compagnia non è il massimo…d’accordo, per la partita, ma poniamo un limite alle puntate o…?”.

“Come volete voi, io fino a una certa cifra in contanti posso arrivarci, dopo di che se accettate gli assegni...”.

Il volto di Frambelli si accende di cupidigia: “A dopo allora…”.

Salgo in camera, e mentre racconto a Maria di come dovrà muoversi sento bussare alla porta, è il ragazzo. Si guarda intorno per vedere se nessuno lo nota poi entra velocemente.

“Buona sera commissario Berardi”.

Rimango stupito a questo saluto, il mio imbarazzo misto alla sorpresa è palese ma lui mi risponde di stare tranquillo: “La conosco perché ho visto mesi fa una sua foto sul giornale. Credo che lei sia qui per quella ragazza che è scortata da quei due uomini”.

“Sei sveglio ragazzo, infatti sono qui per liberarla!”.

“La porta del retro serve a fare entrare i suoi agenti?”.

“Si!”.

“Bene signore, se non vuole far correre un pericolo a sua moglie, avverto io i suoi uomini, sempre che si fida di me”.

“Perché dovresti farlo? Il rischio lo correresti anche tu”.

(Continua)