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Creato da paperino61to il 15/11/2008

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Messaggi del 08/09/2021

Al di lą di ogni sospetto(1 capitolo)

Post n°2802 pubblicato il 08 Settembre 2021 da paperino61to

La macchina è ferma con il motore spento ai bordi di Strada Antica di Collegno.  Un corpo è riverso sul sedile. Mi alzo il bavero del cappotto perché la temperatura è sotto lo zero, poi in aperta campagna il freddo è più pungente.

“Buongiorno commissario, ci è arrivata una segnalazione anonima e siamo corsi a vedere cosa sia successo”.

La vittima a prima vista sembra sulla trentina, chiedo se ha i documenti di identificazione ma la risposta dell’agente è negativa.

“Avete chiamato il medico legale e la scientifica?”.

“Si commissario e dovrebbero arrivare a momenti”.

Mi guardo intorno, non ci sono né cascinali né abitazioni. La strada prosegue dritta per diversi chilometri percorrendola si arriva a Pianezza, un paese fuori Torino.

“Commissario sono arrivati”.

Il dottor Stresi mi saluta cordialmente chiedendomi per l’ennesima volta se ho del rancore e livore verso di lui, visto che i cristiani a quest’ora del mattino dormono.

“Lei non era ateo dottore? Su venga, le prometto che le pago un bella tazza di caffè bollente”.

“Berardi, non starà mica tentando di corrompermi vero? Allora dove la vittima?”.

“Nell’auto, è riverso sul sedile”.

Il freddo entra nelle ossa nonostante i vestiti siano adeguati.

“Io ho finito, posso solo dirle che è stato ucciso con un paio di colpi sparati a bruciapelo sul fianco destro”.

“Quindi erano in due in auto!”. 

“Probabile, ma credo la scientifica potrà rispondere meglio di me a questa domanda. Allora questo caffè bollente me lo paga o fa il tirchio come suo solito?”,

“Venga dottore, ogni promessa è debito come si suol dire. Venendo qui ho notato un bar aperto in Corso Francia”.

 

 

Torno in questura e aspetto che arrivi il questore per avvertirlo di cosa è successo e del proseguo dell’indagine.

“Buongiorno commissario, come mai già in ufficio?”.

“Ciao Tirdi, qualcuno ha avuto la bella idea di ammazzare un uomo e qualcun altro di avvertire in anonimo la polizia, il tutto in piena notte”.

Gli racconto cosa è accaduto anche se i fatti in mano nostra sono labili.

“Quindi non si sa chi sia questo povero diavolo?”.

“No! Questo sarà un bel problema, possiamo solo sperare che qualcuno sporga denuncia di scomparsa. Se così non fosse, pubblichiamo una sua fotografia sul giornale nel caso che qualcuno lo riconosca”.

“Vuole andare dal suo amico redattore?”.

“Rispettiamo la prassi delle ventiquattro ore poi andiamo alla Stampa e agli altri giornali locali per l’annuncio”.

La scientifica conferma ciò che ha detto Stresi sulla macchina c’erano due persone, la vittima e l’assassino; a parte le impronte digitali del morto non ci sono altri indizi.

Il referto medico arriva solo nel tardo pomeriggio, la vittima è stato ucciso con due colpi di pistola e i proiettili appartengono a una Beretta modello M34.

Un’arma in dotazione alle forze di polizia e al regio esercito italiano.

Il giorno dopo Tirdi mi conferma che non vi sono segnalazioni di persone scomparse. Decido di mandare il mio collega alle redazioni dei giornali con la fotografia della vittima.
“Sull’annuncio fai scrivere anche il numero di telefono del nostro ufficio e l’indirizzo dove poter venire di persona a parlare con me”.

Negli abiti della vittima non c’è nulla che possa far seguire una pista, l’assassino ha fatto sparire qualsiasi cosa servisse per riconoscerlo. Sull’auto non abbiamo trovato il foglio di iscrizione al Pra. Il numero del telaio è stato cancellato con una lima e sia la targa posteriore che anteriore sono state tolte.

Questo significa che l’assassino ha avuto tutto il tempo per fare queste operazioni e che sapeva che in quella strada potevano passare poche persone, ma il dottor Stresi ha calcolato che la vittima è stata uccisa tra la mezzanotte e le due, quindi è difficile che qualcuno si sia trovato a passare da quelle parti.

Altro punto da considerare: l’assassino è tornato indietro a piedi? Non si sono trovate impronte sulla strada non asfaltata, e la brina del mattino lascia poi fangoso il tratto.

 Ho pensato che ci fosse un’auto al seguito per prelevare l’assassino, ma anche qui non abbiamo trovato impronte di gomme, rimane solo un’unica via di fuga: attraverso i campi che portano sulla strada per Pianezza.

Chiamo un’agente dando ordine di andare a controllare la mia ipotesi: “Metteteci tutto il tempo che volete, osservate bene, so che non è facile, magari fate un buco nell’acqua ma non possiamo tralasciare nulla”.

“Va bene commissario, quando torneremo in questura verrò di persona a farle rapporto”. 

(Continua)