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Messaggi del 14/01/2022

Il visitatore misterioso (5 capitolo)

Post n°2870 pubblicato il 14 Gennaio 2022 da paperino61to

Riassunto: Il commissario Berardi sta indagando su un delitto, la vittima è un ladro di appartamenti. Non vi sono testimoni, unica certezza che la vittima Egidio Testa è stato dapprima soffocato fino a farlo svenire e poi trasportato in un cortile e ucciso con una coltellata. Nel seguire questa inchiesta, il commissario deve anche affrontare la depressione che lo attanaglia. Non credendo alle politiche del regime, sa bene che la guerra contro gli alleati si risolverà ancor di più in un bagno di sangue, se il Re dovesse accettare la resa. I tedeschi presenti sul territorio italico ci considerebbero come dei traditori, innescando una vendetta anche contro i civili. Inoltre il commissario viene coinvolto in un altra indagine non ufficiale, dove un'anziana signora è oggeto di visite notture da parte di un misterioso personaggio. Berardi e la signora Cattaneo si incontrano per caso al Bicerin, dove la proprietaria è amica di quest'ultima e dice al commissario che per quanto possa sembrare strana la sua amica non ha mai mentito in vita sua. Beradi promette alla signora che se dovesse ripetersi la cosa verrà lui di persona, con tanto di sollievo di Perino, che non gradisce affatto la Cattaneo, la considera "matta", visto che non è stato rubato nulla dall'alloggio. I due vengono chiamati per l'ennesima visita alla donna del visitatore misterioso.

 

 

La signora ci porta nella sala da pranzo e indica una credenza: “Vede commissario quel centrino? Ebbene non è al suo posto!”.

Guardo la domestica che allarga le braccia dicendo che lei non l’ha mai spostato.

“Poi guardate nei cassetti, qualcuno ha tirato fuori tutto e rimesso alla rinfusa”.

Noto che Perino vorrebbe fare una domanda ma rinuncia.

“Mica finisce qui, venga commissario e venga anche lei miscredente di un uomo” indicando il mio collega.

Entriamo nella camera degli ospiti, la Cattaneo si avvicina agli armadi, li apre e ci dice di guardare bene.

Ci sono delle coperte e delle lenzuola tutte buttate alla rinfusa.

Adele dice chiaramente che sono sempre state piegate e messe in ordine nell’armadio e che lei non è tipo di mettere la biancheria in questa maniera.

“E non finisce mica qui, stamattina quando mi sono alzata ed ho trovato un bicchiere vicino al lavandino, qualcuno aveva bevuto!”.

Domando se la domestica dorme con l’anziana donna, mi risponde di no: “Finito l’orario vado a casa, ho un bambino da accudire e mio marito torna tardi dal lavoro”.

Ci stiamo avviando verso la porta di uscita dell’alloggio quando la mia attenzione è attratta da un quadro rappresentante la pianta della città di Torino datato 1790.

“Mio marito amava questa città, pensi che ha decine di libri sulla fondazione e su come si è progredita nel corso dei secoli”.

Saluto le due donne e torniamo verso l’ufficio.

“Cosa ne pensa commissario? La mia opinione la conosce già”.

“Ti dirò Perino a prima vista sembra un tantino eccentrica o se uso un tuo termine matta…ma…sai perché mi sono fermato proprio davanti a quel quadro e non agli altri?”.

“No, perché?”.

“Perché era appeso di sbieco, il muro è stato imbiancato da diverso tempo, e si sono formate le righe della cornice dietro al quadro, com’è possibile che una maniaca dell’ordine come la Cattaneo lasci un quadro appeso in quella maniera?”.

“Commissario, mi sta dicendo che qualcuno sia entrato nell’alloggio alla ricerca di qualcosa con l’anziana dentro? “.

“Credo di sì! Di giorno non lo può fare perché c’è la domestica ma di notte la musica cambia. Da quello che mi ha detto Adele la signora Cattaneo prende delle gocce per poter dormire meglio, questo potrebbe spiegare perché non sente nulla di ciò che accade”,

“Mettiamo che sia come dice lei, ma chi ha interesse ad entrare e rovistare nell’alloggio?”.

Non so rispondere a questa domanda, non ne ho la più pallida idea.

“Nel pomeriggio torna nello stabile dove abita, e domanda al portiere chi abita nell’alloggio vicino alla Cattaneo…mentre ci sei chiedi anche degli altri inquilini…se lavorano, gli orari, le solite domande di routine”.

Tirdi mi aggiorna sulle indagini di Testa, anche altri testimoni l’hanno visto accompagnato al misterioso uomo descritto da Liverio, ma nessuno di loro sa dove abita né come si chiama: “Anzi, non lo hanno più visto in zona”.

Rifletto su questa cosa, le ipotesi sono tante, compresa quella che il misterioso uomo sia stato un cliente della vittima. Magari le ha ordinato un furto e poi una volta effettuato è sparito nel nulla, oppure può darsi che il Testa abbia fallito il furto o…oppure che il cliente una volta ottenuto ciò che voleva l’abbia ucciso per non lasciare testimoni.

“Tirdi, prova a vedere se ci sono state denunce di furti negli alloggi in città”.

L’unico furto è avvenuto in una fattoria a Borgo Vittoria ai danni di una giovane coppia.

Dalla fedina penale di Testa si nota che lavorava con stile, come ammetteva sempre davanti al giudice.

 La zona in cui agiva era quasi sempre in centro o semi centro e non certo in periferia.

Per le strade della città non si fa altro che parlare di quello che sta accadendo nel resto del paese, se per un attimo sono riuscito a non pensarci, ora queste voci mi riportano al dramma che stiamo vivendo e che il futuro sarà ancora peggio di quello che stiamo già passando.

Sento persone che credono ancora nel Duce, dicono che sono solo fandonie messe apposta dagli alleati e che il nostro esercito sta ricacciando indietro il nemico. Ovviamente i cinegiornali trasmettono le direttive del partito.

“Ciao Marco, com’è andata la giornata?”.

Gli racconto della visita fatta alla Cattaneo e delle mie impressioni.

“Quindi tu pensi che dica la verità?”.

 “Si!” mi stupisco della risposta che mi esce dalla bocca.

“Che farai allora?”.

“Ho chiesto a Tirdi di informarsi sulle persone che vivono in quel condominio e soprattutto di chi vive nell’alloggio di fianco”.

“Non sarebbe meglio mettere un’agente per sorvegliare la casa?”.

“Ci avevo pensato ma dovrei fare domanda al questore e preferivo evitare, alla fine di concreto non ho nulla in mano, la signora non corre nessun pericolo o almeno spero”.

“Se così non fosse? Se il visitatore decidesse di passare alle maniere forti?”.

La domanda ha una sua logica, ma rispondo che non credo e che la signora non gradirebbe una persona estranea nel suo alloggio.

“Potrei starci io!”.

Il caffè mi va di traverso e tossicchio forte, guardo Maria e le dico se è matta: “Non ci pensare neanche Maria!!”.

“Scusami, è solo un’idea, credo che la Cattaneo di una donna si fidi di più”.

“Probabilmente hai ragione, ma non tu cara mia. Se come credo c’è un tizio che va nell’alloggio alla ricerca di qualcosa, tu correresti un rischio enorme…non se ne parla proprio…manco se mi fai gli occhi dolci!”.

L’idea è buona ma troppo pericolosa, Tirdi e Perino sono d’accordo con me.

“Potremmo chiedere a mia cugina, non ha un lavoro…”.

“Perino, è pericoloso anche per lei non solo per Maria”.

“Potremmo, mettere uno dei nostri sul pianerottolo per qualche giorno” dice Tirdi.

“Credo sia l’unica cosa da fare, stiliamo dei turni serali, vediamo di arrangiarci tra di noi, sempre che a voi stia bene”.

Ovviamente la risposta non può che essere positiva.

“A proposito Tirdi, cosa sai dirmi dell’alloggio di fianco?”.

“Commissario, è vuoto da mesi e il suo proprietario si trova in Svizzera per lavoro. Il portiere dice che gli ritira la posta e poi gliela spedisce al nuovo indirizzo”.

“Degli altri condomini?”.

 

 (Continua)

 

 

 
 
 
 
 

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