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Messaggi di Maggio 2026

 

La ragazza scomparsa( 2 capitolo)

Post n°3462 pubblicato il 25 Maggio 2026 da paperino61to

Riassunto: Il commissario Berardi viene chiamato per indagare sulla scomparsa di una ragazza dalla casa dove abita con i genitori. L'amica del cuore: Clelia Rossi sentita dal padre della ragazza scomparsa ha riferito che è parecchio che non la vede. Unico indizio emerso è un uomo alla guida di una Fiat 500 Topolino. Berardi si reca al liceo per sentire i compagni di classe e i professori, mentre Perino e Tirdi vanno dall'amica di Agata Lombardi.

 

La risposta data è che non hanno fatto caso. Domando se vi sono altri professori che insegnano nella classe della ragazza, mi rispondono che oggi sono di riposo ma domani saranno presenti.

“Verrò domani se per il preside va bene”.

“Nessun problema commissario, faremo di tutto per aiutarla nel ritrovare la Lombardi”.

Nel colloquio avuto con l’amica sia Tirdi che Perino non hanno ricavato nulla.

“Anche l’amica è rimasta stupita per la scomparsa di Agata, ha anche aggiunto che erano diverse settimane che non si vedevano”.

“Come mai?”.

“Lei fa i turni in una ditta di imballaggi, quindi non sempre gli orari coincidono per vedersi. A volte le è capitato anche di lavorare al sabato mattina”.

“Gli avete accennato al modello di automobile?”.

“Si, ma lei sotto casa non ne ha mai vista una”.

“Ha un’idea la Rossi perché la sua amica sia scomparsa da casa?”.

“No, non gli ha mai parlato di un eventuale spasimante o fidanzato. Ha fatto sapere che se dovesse contattarla ci avvertirebbe immediatamente”.

Riferisco ai colleghi ciò che i professori mi hanno detto.

“Una persona non può sparire senza lasciare tracce, a maggior ragione una ragazzina”.

“Concordo con te Perino, ma la realtà è che la ragazza è sparita. Domani ritorno al liceo, voglio parlare con i compagni di classe”.

“Nel frattempo che facciamo? La fotografia della Lombardi è stata data ai colleghi di pattuglia”.

“Nulla, possiamo solo aspettare che salti fuori qualche indizio, c’è anche un’altra cosa che mi lascia perplesso…”.

“Quale commissario?” domanda Tirdi.

“Se voleva scappare dai genitori non andava via senza soldi in tasca, non andrebbe lontano a meno che...non sia andata da un amica o amico che la ospiti per qualche tempo”.

“Lei crede che la Rossi possa averla ospitata? Noi non abbiamo avuto questo sentore”.

“Mi fido delle vostre impressioni, oppure l’alternativa è che sia stata rapita dal tizio dell’auto”.

“Risalire al proprietario non sarà facile senza conoscere la targa, tra l’altro è un modello che va molto di moda”.

“Prova a sentire i proprietari dei negozi vicini al liceo, magari hanno visto qualcosa”.

Per fortuna non vengo coinvolto in altri indagini, sembra che la criminalità della città si sia presa una pausa. In ogni caso vado dal questore per dirgli dell’indagine sulla scomparsa della ragazza.

“Berardi, secondo lei la Lombardi non potrebbe essere scappata con questa persona misteriosa? A volte l’amore fa fare cose folli, specialmente se si è giovani”.

“Ci ho pensato pure io, ma i genitori escludono questa ipotesi, pensano che quest’uomo abbia rapito la loro figlia”.

“Il guaio è che lei non ha idea di chi sia questa persona!”.

“Stiamo cercando di risalire al proprietario dell’auto ma dubito che possiamo riuscirci. E’ un modello che va molto di moda e non conoscere il numero di targa di certo non aiuta”.

Quando esco dalla questura faccio un salto da mamma Gina per aggiornarla sull’indagine, dal suo volto capisco la preoccupazione per la ragazza.

“Marco, pensi che possa esser stata uccisa?”.

“Non lo so sinceramente, per ora non abbiamo avuto segnalazioni di ritrovamenti di cadaveri. Domani andrò a sentire i compagni di scuola della Lombardi, spero di ricavarne qualcosa di utile per ritrovarla”.

Dai colloqui con gli studenti l’unica cosa di nota è data da una sua compagna: “Ricordo che un giorno all’uscita Agata è sbiancata, credevo svenisse. Ho domandato cosa avesse, mi ha risposto che doveva rientrare in aula. Ovviamente sono rimasta perplessa e ho notato che di fronte al liceo c’era un uomo seduto su un auto che osservava noi studenti che uscivamo”.

“Saprebbe descriverlo?”.

“Purtroppo no, ricordo che portava degli occhiali scuri e un cappello nero in testa”.

“Lei ha aspettato la Lombardi che tornasse?”.

“No, sono andata a casa, e mentre ero alla fermata che aspettavo il tram, ho visto l’auto andare via”.

“La sua compagna era presente il giorno dopo?”.

“Si, ma non ha accennato al perché è rientrata in aula di corsa, ho capito che non voleva parlarne. Secondo me c’entrava qualcosa quell’uomo”.

“La ringrazio signorina, se le viene in mente qualcosa mi chiami. Questo è il numero dell’ufficio”.

Non sarà facile arrivare a fondo in questa indagine, pochi elementi e una sola certezza: la ragazza è scomparsa. Perino ha parlato con un paio di nostri informatori, ma per ora nulla di nuovo è emerso.

“Non hanno sentito voci in merito a scomparse di ragazze, il mercato della prostituzione con ragazze nuove in città non ve ne sono”.

“Quindi possiamo escludere che la Lombardi sia entrata in questo giro!”.

“Dei parenti si sa qualcosa?”.

“Si commissario, la ragazza ha degli zii che abitano a Pianezza, la donna è la sorella del padre, ma è da circa un mese che non vedono ne sentono la nipote”.

Tirdi rientra con la faccia sconsolata: “Nessuno ha fatto caso all’auto ne al suo proprietario”.

Proviamo ad andare di nuovo dalla famiglia Lombardi a sentire se hanno qualche aneddoto che possa aiutarci. L’unica cosa degna di nota è che una settimana prima della scomparsa di Agata è che il commesso del negozio all’angolo era intervenuto perché un uomo stava importunando la ragazza, alla domanda perché non l’avevano detto, la risposta è che non lo sapevano: “Il commesso lo ha detto stamattina a mia moglie quando ha saputo che mia figlia era scomparsa”.

Entriamo nella drogheria e il proprietario chiama subito il ragazzo.

“Tommaso, i signori sono della polizia, vogliono farti delle domande in merito ad Agata”.

“Gli è …gli è successo qualcosa?”.

“Non lo sappiamo, per questo abbiamo bisogno di farti delle domande. Abbiamo saputo che sei intervenuto per salvarla da un uomo”.

“Si, avevo sentito la voce di Agata che implorava di lasciarla stare. Sono uscito dal negozio e mi sono messo ad urlare di andarsene via. Un paio di persone che passavano si sono fermate a guardare cosa stava succedendo”.

“L’uomo che ha fatto?”.

“E’ scappato via, ha girato l’angolo di corsa. Io ho fatto entrare Agata nel negozio e le ho portato un bicchiere d’acqua. Era spaventata a morte, ma non voleva dirlo ai genitori, mi ha fatto promettere di stare zitto, ma quando ho saputo che era scomparsa ho deciso di dirlo alla madre che stamattina è venuta nel negozio”.

“Sapresti descriverlo?”.

“Posso dire che portava gli occhiali scuri e un cappello, di color nero mi sembra. Era alto come lei commissario, corporatura normale”.

“Quando ti ha visto l’uomo ha detto qualcosa?”.

“No!”.

“Ci sono negozi nella strada dove è scappato?”.

“Un bar, un negozio di abiti e una scuola di musica”.

“Di quei passanti che hanno assistito alla scena non sai dirmi nulla? Sono dei vostri clienti?”.

“No, mai visti prima”.

“Grazie Tommaso, se ti viene in mente altro faccelo sapere, questo è il numero dell’ufficio”.

“Commissario proviamo a sentire se in questi negozi qualcuno ha visto passare il nostro uomo?”.

“Provare non costa nulla”.

Nel bar il proprietario riferisce di un uomo che è entrato ed ha chiesto se avevamo il telefono.

“Ho risposto che era dietro alla piglia alla sua sinistra”.

“Ha notato qualcosa di strano?”.

“Mi è sembrato nervoso, si voltava indietro, come se si aspettasse di essere seguito”.

“E’ stato molto al telefono?”.

“La cosa strana commissario è che ha fatto finta di telefonare, lo so perché gli scatti non sono partiti. Ho pensato fosse un po' matto, comunque mi ha pagato lo stesso ed è uscito”.

(Continua)

 
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La ragazza scomparsa( 1 capitolo)

Post n°3461 pubblicato il 24 Maggio 2026 da paperino61to

In questo mese di luglio la calura si fa sentire in città, pur con le finestre aperte e il ventilatore che gira alla massima velocità non si ha nessun refrigerio. Vedo Tirdi boccheggiare mentre Perino fa la spola tra il bar di fronte alla questura e l’ufficio per poter bere una bibita fresca.

“Ragazzi, mi sa che è meglio andare a casa, le pratiche le abbiamo sbrigate, e non c’è ragione di starsene qui a soffrire il caldo”. Tirdi mi risponde che va bene:”Andrò a casa a prendere la famiglia e la porterò in riva al Po”. Perino borbotta qualcosa di incomprensibile, ma dal suo volto traspare la gioia di uscire dall’ufficio. Anche all’aperto non è che vada molto meglio con il caldo, decido di percorrere i portici che portano fino a Piazza Vittorio, così sono sicuro di trovare l’ombra. Passo un attimo da mamma Gina per sapere come sta e poi vado da Maria al negozio.

“Ciao Marco, con questo caldo puoi immaginare come sto, la pressione si abbassa e il cuore che va a mille”.

“Vuoi che ti chiami un medico?”.

“No grazie, piuttosto vai da Maria...se volete venire a pranzo oggi c’è brasato al barolo”. “Benissimo allora prepara per due, a dopo ciao”.

Maria nel negozio è intenta a servire una cliente, mi metto in disparte e aspetto che finisca. Dal suo volto capisco che se potesse gli avrebbe già dato il benservito, è quella che lei definisce “madamin neuja”(signora seccatura).

“Meno male che se ne è andata, non l’avrei retta ancora per molto. Mi ha fatto impazzire: questo vestito è stretto e quell’altro largo, poi è troppo corto, troppo lungo e il colore...per fortuna qualcosa ha comprato, ci sono delle madamin che ti fanno solo perdere tempo...le detesto!”.

Rare volte ho visto Maria incavolata come oggi, e sinceramente non posso darle torto.

“Non te la prendere, mamma Gina ci ha prenotato un tavolo: oggi a pranzo brasato al barolo”.

“Allora forza andiamo di corsa, ho una fame”.

Come sempre il pranzo è insuperabile e ammetto che mamma Gina la considero come una seconda madre.

“Marco, scusami se ti disturbo, ma devo chiederti un favore…”.

“Dimmi pure, sai che non disturbi mai”.

“Il favore riguarda dei miei amici, è una coppia che vorrebbero parlarti, riguarda la loro figlia”.

“Digli di venire nel mio uffic…”. “Non vogliono hanno paura, la mia impressione è che sono stati minacciati da qualcuno”.

“Capisco, dammi l’indirizzo, vado io a trovarli”.

“Grazie Marco, te lo scrivo subito”.

“Bravo il mio commissario, un’altra indagine, spero non sia complicata come quella che riguardava Perino”.

“Speriamo Maria, mi è bastata quella per farmi venire i capelli bianchi”.

“Però ammetto che sei ancora più affascinante”.

La sua risata mi contagia, e mamma Gina ci guarda come se fossimo dei pazzi.

“Ecco l’indirizzo Marco, fammi sapere, sono amici di vecchia data”.

Nel pomeriggio chiamo Tirdi e gli dico di farsi trovare a questo indirizzo: Corso Stupinigi al numero 4: “Non è lontano da Porta Nuova”.

Mi domanda cosa succede e gli rispondo che non ne ho idea ma è un favore che mi ha chiesto mamma Gina. Suono al campanello di Lombardi, risponde una voce femminile.

”Commissario Berardi”.

“Secondo piano”.

La signora ci fa accomodare in sala da pranzo. E’ un alloggio modesto.

“Mio marito arriva subito, ma prego sedetevi. Volete un caffè?”.

“No grazie, signora la sua amica Gina mi ha accennato qualcosa riguardante vostra figlia”.

Il volto della donna è una maschera di dolore e le lacrime iniziano a bagnare le sue guance. “Mi scusi commissario... riguarda Agata...è arrivato mio marito”.

L’uomo ci guarda e la moglie dice: “Sono della polizia, li manda Gina”.

“Allora lei è il commissario Berardi, avrei voluto conoscerla in un’altra occasione ben più felice di questa”.

Prende una sedia e racconta che la figlia Agata è scomparsa da un paio di giorni.

“Inizialmente pensavamo fosse da una sua amica, ci aveva detto che andava a trovarla e si sarebbe fermata da lei, ma quando sono andato a casa sua mi ha risposto che è da parecchio che non la vedeva”.

“Dove abita questa ragazza?”.

“Una traversa di piazza Massaua, ecco le scrivo l’indirizzo esatto. L’amica si chiama Clelia Rossi”.

Domando se ha un fidanzato, la risposta è negativa.

“C’è una persona che comunque gli sta dietro, non so come si chiama, so che a me e a mio marito questa persona piace poco”.

Tirdi prende la descrizione dell’uomo.

“Vi ha dato modo di sembrarvi violento?”.

“No, ma è molto insistente. Agata si è lamentata parecchie volte con noi. Quando ho cercato di parlare con lui per chiarire la questione si è allontanato di corsa”.

“Non avete idea di dove abita?”.

“No, so solo che era in auto: una Fiat 500 Topolino”.

“La targa se la ricorda?”.

“No, purtroppo no…”.

La conversazione dura circa una mezz'oretta, ma non aggiunge nulla di concreto. Le uniche cose che abbiamo in mano è il nome dell’amica della figlia e sil suo indirizzo, un modello di automobile e la scuola che frequenta: il liceo scientifico Galileo Ferraris, in via Montevecchio 67.

“Commissario, lei crede che nostra figlia sia...sia…”.

La madre non riesce a finire la frase, ma il senso lo si capisce.

“Non so risponderle signora, quello che è certo è che farò di tutto per trovare la sua Agata, sarebbe utile se ci fornite una foto di vostra figlia”.

La donna la va a prendere:”Eccola, guardate come è bella la nostra figliola. L’abbiamo scattata nel giorno del suo compleanno, vede il ciondolo a forma di cuore, era il suo regalo, vede come è bella la nostra bimba?”.

In effetti è molto bella: occhi verdi, capelli ramati, un volto che rasenta la perfezione, un sorriso che denota la gioia della sua età. Nel tornare in questura Tirdi domanda quali azione dobbiamo intraprendere.

“Tu con Perino andate dall’amica, io vado al liceo. Inoltre prova a fare una ricerca dei proprietari di auto di quel modello, nel frattempo fai fare delle copie della foto e girale ai nostri colleghi”.

Il preside mi accoglie nel suo ufficio e mi dice subito che lui non sapeva dell’assenza della ragazza. Domanda al bidello di chiamare i professori:”Loro sicuramente sapranno dirle qualcosa di più rispetto a me”.

Nel suo ufficio entrano un paio di persone.

“Buongiorno preside ci ha fatto chiamare?”.

“Si! Il commissario vorrebbe farvi delle domande in merito alla signorina Agata Lombardi”.

I professori si guardano stupiti tra loro e domandano se è successo qualcosa alla ragazza.

“I genitori hanno denunciato la scomparsa, è da un paio di giorni che non la vedono. Volevo sapere se voi ne sapete qualcosa”.

“No, per nulla, l’ultima volta che l’ho vista mi aveva accennato che non stava bene”. A parlare era il professore di latino: Claudio de Petris.

“Sinceramente, io ho lezione una volta alla settimana, quindi non ho idea che la Lombardi mancasse da scuola”.

“Lei è?”.

“Mi scusi non mi sono presentato, sono Mario Nuggelli, professore di matematica”.

“Mentre io sono Lavinia Forlesse, insegnante di italiano e greco”. “Agata le ha riferito qualcosa in merito ad un eventuale assenza?”.

“No assolutamente, quello che posso dire è che la ragazza mi sembrava pensierosa negli ultimi tempi, meno gioviale del solito, so per esperienza che a quell’età gli sbalzi di umore sono frequenti”.

“Avete notato un’auto vicino al liceo quando gli studenti uscivano?”.

“Commissario, ci sono parecchi genitori che vengono in auto a prendere i figli”. “Capisco, allora riformulo la domanda, avete mai visto un uomo avvicinarsi ad Agata?”.

“Non mi pare e voi colleghi?”.

(Continua)

 
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Serata Boogie woogie

Post n°3460 pubblicato il 23 Maggio 2026 da paperino61to

Eccomi qui, il vostro dj preferito è pronto per presentarvi altri artisti. Questa sera va di scena il boogie woogie.

Ladyva, nome d'arte di Vanessa Sabrina Gnaegi, precedentemente conosciuta come Vanessa G (Ipsach, 8 dicembre 1988), è una pianista svizzera di boogie-woogie, blues e jazz.[1] Iniziò a suonare il pianoforte all'età di 14 anni, ispirata dai grandi interpreti del boogie-woogie. Solo due anni dopo iniziò ad esibirsi in concerti assieme al fratello Pascal Silva.  Nel 2009 Ladyva ha inciso il suo primo album, "Vanessa G – The Boogie Woogie Lady".  Ladyva ha ricevuto il premio come “Miglior Pianista Boogie Woogie 2017” ai Boisdale Music Awards Nel dicembre 2022 si è esibita con Kool & The Gang presso le Grandi Piramidi di Giza, in Egitto. L’8 dicembre 2023 ha pubblicato il suo quarto album “Steam Train Boogie”.

 

       

 

 

 

      

 

 

 

       

 

 

 

      

 

 

 

   

 

 

 
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Anteprima

Post n°3459 pubblicato il 22 Maggio 2026 da paperino61to

Notizia in anteprima per voi fedeli lettori  del commissario Berardi. Lunedì per l'ultima volta su questi schermi la nuova indagine, vi Aspetto non lo dimenticate. Buon venerdì a tutti

 
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Fatica

Post n°3458 pubblicato il 20 Maggio 2026 da paperino61to

Forse sarà l'età, forse sarà che detesto l'incoerenza, ma faccio sempre più fatica a vedere un mondo dove prevale la violenza sia verbale che non.

Faccio fatica a non capire che moltissime persone non sanno cosa sia la Coerenza.

Ogni riferimento ai Razzisti che impervesano nel mondo e purtroppo anche nel nostro paese è voluto. 

Si nascondono sempre dietro alle solite frasi:"Io non sono razzista però...", "Non cambiare discorso..." questa frase quando gli fai notare certi loro pensieri e atteggiamenti a senso unico.

Veramente faccio fatica, io ho sempre creduto nella Coerenza, so che è difficile mantenerla ad ogni costo, ma di fronte a certi fatti intollerabili di Razzismo viene difficile a non avere disgusto.

Credo che fino a quando ci sarà gente che butta benzina sul fuoco o meglio che fomenti l'odio, prima o poi qualcosa succederà e a pagarne le spese saremo tutti quanti, compreso i Razzisti e i loro Guru. 

 
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