Creato da lascrivana il 19/09/2010

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poesie prose e testi di L@ur@

 

UN PASSO INDIETRO PER FARNE UNO AVANTI.

Per chi volesse leggere la storia"Un passo indietro per farne uno avanti" sin dalle prime pagine;basta cliccare sui link.

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UN PASSO INDIETRO PER FARNE UNO AVANTI.

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Un tuffo nel passato

Post n°1627 pubblicato il 20 Giugno 2019 da lascrivana

 

Ho bisogno di fare un tuffo nel passato

d’immergere il corpo dove non è mai stato

Dove il sogno assumeva contorni reali

e le braccia conserte si spiegavano come ali

Ora che il tempo la gioventù ha sorpassato

il sogno e il vissuto

il ricordo hanno abbracciato

sono diventati materia di memoria

come gli eroi che diventano storia

La differenza non ha più importanza

perché ormai sono fatti della stessa sostanza

l'elemento primario che nutre la mente

per non invecchiare anche internamente

Il pensiero si conserva fresco e cristallino

come quello che nutre la fantasia di un bambino.

 

 

 
 
 

Continuando a vivere sulle nubi

Post n°1626 pubblicato il 19 Giugno 2019 da lascrivana

 

Succede che a volte le decisioni da prendere richiedano una maggiore informazione; non avendo a disposizione granché di materiale per schierarsi, si finisce con l’allearsi con chi sembra avere più esperienza nella materia interessata.

Accade troppo spesso che la cattiva o mancata informazione generi equivoci; ed è proprio allora che arrivano i cosiddetti guai.

Se nei nostri progetti o piani sociali non coinvolgiamo direttamente i partecipanti, finiamo con il creare situazioni spiacevoli. Bisogna parlare chiaro sia in famiglia che nel sociale.

Altra cosa importante sono gli aggiornamenti del servizio che devono essere noti puntualmente per riconfermarne la riuscita; mai affidarsi al caso e alla supposizione che l’altro possa arrivarci da solo.

Viviamo in un mondo dove da tutti ci si può aspettare di tutto: è comprensibile che poi l’altro agisca in maniera individuale per difendersi.

Nel mio piccolo, manovrando una delicata situazione, ho informato con dati reali la situazione alle persone che avrebbero dovuto partecipare; la mancanza di altruismo e generosità ha impedito loro di dare la totale disponibilità, così mi sono ritrovata a fare delle scelte alternative per adempiere il compito affidatomi.

Nonostante non avessi l’obbligo di dare loro delle spiegazioni, ho continuato a farlo per un semplice motivo: l’informazione deve arrivare chiara e dettagliata sempre e comunque.

Puoi insegnare agli altri ciò che sei, solo se persisti nel mantenere la tua idea di trasparenza e lealtà nonostante il loro atteggiamento non sia stato solidale al bisogno.

La legge dell’occhio per occhio e dente per dente non funziona per l’uomo evoluto che ha a cuore il benessere e la crescita collettiva.

La convinzione che la malafede e gli imbrogli arricchiscano, suggerisce all’uomo d’impiegare erroneamente le proprie possibilità.

Eppure sono certa che qualora la correttezza e la giustizia diventasse universale, il capitale risulterebbe raddoppiato garantendo a tutti i partecipanti benessere e salute.

 

 

 
 
 

Oltre l'apparenza

Post n°1625 pubblicato il 14 Giugno 2019 da lascrivana

Non è il paese a valorizzare l'uomo; ma è l'uomo a valorizzare il paese.

Dai una possibilità a chi la merita, non a chi preferisci.

È nel momento del bisogno che emerge la generosità e l'altruismo di una persona.

Dare una possibilità al singolo individuo senza pregiudizi e discriminazione, è segno di volontà di crescita.

 

 
 
 

Estate d'amare

Post n°1624 pubblicato il 11 Giugno 2019 da lascrivana

 

 

 

Sei in quel raggio di sole che riscalda il sorriso

  Sei brezza marina che accarezza

il viso

Sei nella fresca rugiada che brilla sulle piante

e in quella goccia di pioggia che si fa strada tra le tante

raggiunge dolcemente la gota arrossata

rinfrescando la fronte rugosa e accaldata

Sei l’onda del mare che scivola silenziosa

che schiumosa e frizzante sulla spiaggia si riposa

Sei vita che sorge da fiumi e ruscelli

Sei specchio di lago che culla i fuscelli

Nel tramonto infuocato intingi i pennelli

colorando di rosso la cima degli alberelli

sei bene sei amore

passione e ardore

tenerezza infinta che riempie le ore

 

 

 

 
 
 

Chissą

Post n°1623 pubblicato il 05 Giugno 2019 da lascrivana

 

Chissà chissà chi sei

Chissà che sarà di noi

Lo scopriremo solo vivendo

 

E noi decidemmo di viverla la nostra vita

affrontando tutti i mali che il fato ci avrebbe riservato

e gioendo del bello che inaspettatamente ci avrebbe regalato

Il desiderio è rimasto sospeso nell’incompiuto

mentre la musica riporta alla luce le emozioni del vissuto

Si…

passioni e sensazioni che hanno nutrito la mente

nonostante la realtà ci negava il diritto di viverli intensamente

a sua insaputa il pensiero sorvolava mari e monti

scavalcando onde gigantesche e sulle vette più alte

scrutava gli orizzonti

 

Entrammo nel magazzino che conteneva tante casse

alcune gialle, alcune nere e alcune rosse

e le scartammo tutte

lasciando chiusa quella con il nastro rosa

poiché in essa stava custodito il sogno di una vita diversa

una vita senza guerra e negazioni

senza odio e discriminazioni

 

 

 
 
 

Istinto e accoglienza

Post n°1622 pubblicato il 29 Maggio 2019 da lascrivana

 

 

In fondo non sono poi così scomode quelle scarpe che hai lasciato

tu ami gli animali, io cerco di stare lontano dal passato

Oggi sono qui a prendermi cura di chi non ha più la capacità di volare

ma che con il suo quieto vivere mi consente di campare

Di portare il pane in casa ai miei figlioli

 e di avere la possibilità di non farli mai sentire soli

Sono grata a chi in me ha confidato

dandomi la gioia di non sentirmi rinnegato

ed è in nome della benedetta accoglienza

che io imparo dalla gratuita beneficenza

Chi mi ha dato fiducia e considerazione

è qualcuno che ha imparato tanto dalla passione

Perché chi della famiglia  e degli animali ha amore e considerazione

merita stima, fiducia, rispetto e ammirazione

 

 

 
 
 

Alda Merini e la sua straordinaria follia

Post n°1621 pubblicato il 23 Maggio 2019 da lascrivana

 

Curiosando tra i social mi sono imbattuta sulla testimonianza di Alda Merini della sua esperienza in manicomio.

La sua narrazione mi ha intrigato a tal punto da fare continue ricerche sulla sua poesia e sulla sua biografia. Ammetto con assoluta sincerità che mi sono trovata davanti ad un enigma: possibile che una donna così forte e profonda nel pensiero possa essere stata internata in manicomio?

È davvero impressionante la lucidità della sua penna; ha scritto in maniera impeccabile e con una razionalità tale da non far trasparire il benché minimo cenno della sua follia.

Mi ha letteralmente scioccata sapere che è stata soggetta a ben 46 elettroshock.  

La sua poesia così piena di vita e di amore non ha mai perso negli anni splendore. Alda è stata davvero una creatura divina, un personaggio fantastico nata in un tempo sbagliato.

Avesse avuto le cure necessarie nella sua famiglia, avrebbe sicuramente inondato tutti con la luce della sua anima; poiché sono convinta che la vita in manicomio faccia ammattire anche chi è sano di mente. Non a caso mi torna in mente un episodio della mia giovanissima vita: avevo 17 anni e a causa di una cura sbagliata per l’acne, mi sono ritrovata a pesare 36 chili con tanto di depressione. Un pomeriggio di domenica, convinta da una nipote coetanea, andammo insieme ai suoi genitori a far visita alla nonna rinchiusa in una casa di cura psichiatrica. Ricordo che avevano ricoverato la nonna all’ultimo piano: quello dei depressi, non dei matti. A rattristarmi maggiormente furono le sbarre di chiusura del reparto dei pazzi, quelli più pericolosi. Ricordo che fui devastata dall’angoscia, e trovandomi in un periodo particolarmente fragile psicologicamente, ne risentii ancora di più.

Varcata la soglia di uscita dalla casa di cura, mi armai di una forza e di coraggio che non credevo nemmeno di possedere. Combattei con successo e sconfissi la depressione che mi stava consumando come una candela. 

Nulla accade per caso, così come l’incontro della lettura sulla vita di Alda Merini che mi ha aiutato a far luce su alcune situazioni che attualmente mi sgomentano.

 


Alda Merini nuda

 


"Sono stata io a volerlo. Mi fa sorridere il moralismo della gente, non lo tirano fuori per il nudo in sé, ormai ovunque, ma per quello non perfetto. E' l'imperfezione a scandalizzare, come fosse una colpa. Il mio è stato un gesto di provocazione, e anche di profondo dolore: in manicomio ci spogliavano come fossimo cose. Mi sento nuda ancora adesso."

 

 


 

                                          

Quelle come me

Quelle come me regalano sogni, anche a costo di rimanerne prive.
Quelle come me donano l’anima,
perché un’anima da sola è come una goccia d’acqua nel deserto.
Quelle come me tendono la mano ed aiutano a rialzarsi,
pur correndo il rischio di cadere a loro volta.
Quelle come me guardano avanti,
anche se il cuore rimane sempre qualche passo indietro.
Quelle come me cercano un senso all’esistere e, quando lo trovano,
tentano d’insegnarlo a chi sta solo sopravvivendo.
Quelle come me quando amano, amano per sempre.
e quando smettono d’amare è solo perché
piccoli frammenti di essere giacciono inermi nelle mani della vita.
Quelle come me inseguono un sogno
quello di essere amate per ciò che sono
e non per ciò che si vorrebbe fossero.
Quelle come me girano il mondo alla ricerca di quei valori che, ormai,
sono caduti nel dimenticatoio dell’anima.
Quelle come me vorrebbero cambiare,
ma il farlo comporterebbe nascere di nuovo.
Quelle come me urlano in silenzio,
perché la loro voce non si confonda con le lacrime.
Quelle come me sono quelle cui tu riesci sempre a spezzare il cuore,
perché sai che ti lasceranno andare, senza chiederti nulla.
Quelle come me amano troppo, pur sapendo che, in cambio,
non riceveranno altro che briciole.
Quelle come me si cibano di quel poco e su di esso,
purtroppo, fondano la loro esistenza.
Quelle come me passano inosservate,
ma sono le uniche che ti ameranno davvero.
Quelle come me sono quelle che, nell’autunno della tua vita,
rimpiangerai per tutto ciò che avrebbero potuto darti
e che tu non hai voluto…

Alda Merini

 
 
 

Il principio e la fine

Post n°1620 pubblicato il 17 Maggio 2019 da lascrivana

 

In questo anno in cui sono stata poco presente sul web, ho fatto un viaggio attraverso due cicli differenti di vita: la fine e l’inizio.

Ho modo d’interagire intensamente con un esserino che si apre alla vita iniziando dal nulla; e di un altro essere che si approccia a lasciarla ritornando al nulla.

Ho viaggiato attraverso i primi gesti spontanei, i primi versi di riconoscimento, i primi abbracci affettuosi; per poi morire lentamente in quella bocca che fatica a pronunciare una parola correttamente; in quelle mani che non rispondono più alle proprie esigenze, in quello sguardo assente che a tratti di presente lucidità invoca la morte.

Nessuna gratitudine da parte di entrambi; una è troppo piccola per riconoscerla, l’altra ha dimenticato cos’è.

Molto probabilmente se non avessi avuto cinquant’anni e non mi fossi mai addentrata nel mondo della scrittura, non avrei mai potuto descrivere razionalmente questi momenti così straordinariamente belli, e così tristemente devastanti. Passo dall’inno alla gioia alla nenia del pianto sofferente alla stessa velocità della luce.

Sono stati attimi in cui ricordo con esattezza dove sono stati loro; ma che non so proprio dove sia stata io. I miei sogni e le mie fantasie appartenevano a un mondo non condivisibile con quello attuale.

Eppure, penso che se non avessi avuto ancora tanta fantasia e immaginazione, avrei vissuto sicuramente peggio queste vicende che si sono accidentalmente accavallati. Sicuramente sarei stata stressata dal nascituro e depressa dal sofferente.

Di una cosa sono certa, sono soddisfatta di esserci stata.

Non mi fa più rabbia chi per egoismo mi ha voltato le spalle; chi non ha avuto il coraggio di abbandonare l’orgoglio e il rancore per partecipare.

Io sono dove il mio cuore e la mia coscienza mi suggeriscono di stare. Ho scommesso dove tutti mi avevano già vista perdente; e ho vinto dove ho riposto forza e speranza.

In futuro ritornerò a parlare ancora di questi 2 cicli di vita; aggiornandovi con il crescendo di una, e il decrescendo dell’altra

 

 
 
 

Quella parola che non ricordi

Post n°1619 pubblicato il 17 Maggio 2019 da lascrivana

Fitte! Era quella definizione esatta che ieri sera non mi veniva in mente per descrivere lo stato dolorante dell' emisfero destro della mia testa. Pensate che nell' immediato le ho definite punture; poiché nel nostro dialetto chiamamo queste fitte dolorose "pungiuturate". A volte si ha come un vuoto di memoria, e una parola comunemente utilizzata, non riesci a ricordarla. Poi, il giorno dopo mentre pensi alle fitte dolorose dell' orecchio e della testa, ti ricordi che la parola esatta che non rammentavi era proprio " fitte".

E ti domandi: ma come diamine oggi mi è venuto spontaneo pensarla e ieri difficile pronunciarla?

Non è la prima volta che mi capita. Ditemi che succede anche a voi; altrimenti sarò costretta a ritenermi un caso disperato.

 
 
 

Primavera assassina.

Post n°1618 pubblicato il 16 Maggio 2019 da lascrivana

Fa freddo. Aspettavamo il sole, e invece è arrivata la pioggia. I malanni non mancano ; e il desiderio di stare al calduccio tra le coperte è tanto. Una bella lettura, o un bel film. La scelta è allettante; ma al letta nte nel vero senso della parola. Tra qualche ora dovrò alzarmi per iniziare il turno lavorativo; mi dovrò coprire bene perché fuori l'aria è gelida. Il mal di gola persiste da più di un mese ormai; e non credo di essere la sola ad aver subito questo smacco. Una stagione micidiale che ha contato parecchie vittime. Primavera assassina.

 
 
 
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