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poesie prose e testi di L@ur@

 

UN PASSO INDIETRO PER FARNE UNO AVANTI.

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Responsabilità, consapevolezza e tolleranza

Post n°1699 pubblicato il 16 Febbraio 2020 da lascrivana

Ciò che contraddistingue un individuo è rileva la capacità di sopravvivere nella massa, e di sostenere caparbiamente tre prerogative fondamentali per il benessere personale e collettivo. Alla base di ogni rapporto duraturo ci deve essere: responsabilità, consapevolezza e tolleranza.

Al primo posto la responsabilità : nasciamo con il libero arbitrio e ognuno deve rendersi conto che ogni azione è conseguenza delle nostre scelte (chiaramente riferendoci a soggetti psicologicamente stabili). 

Al secondo posto la consapevolezza: questa ci rende certi dei nostri limiti e della nostra capacità di prevaricarli; e soprattutto ci aiuta a scegliere di condividere le nostre idee con chi è in grado di rispettarle e comprenderle. 

Terzo, ma non di minore importanza, è la tolleranza: senza di essa nulla si potrebbe costruire insieme. La tolleranza ci consente di adattare il nostro comportamento abituale a quello dell'altro per poterne trarre il massimo beneficio; poiché spesso a causa di lavoro, ma anche familiare, per poter trarre dei profitti si è costretti a stare a stretto contatto con persone differenti da noi. La tolleranza cammina a braccetto con il rispetto delle idee altrui; con essa si raggiunge il compromesso necessario alla stabilità del gruppo. 

Con queste tre prerogative si dimostra di avere carattere sociale e civile. Esse rappresentano la chiave del successo e della crescita spirituale ed economica. 

 
 
 

Cime innevate

Post n°1698 pubblicato il 10 Febbraio 2020 da lascrivana

Pare si respiri aria di libertà sulle cime innevate inondate di sole ; sembra proprio che brillino come punte di diamanti incastonati in anelli di nuvola.  Non ci sono mai stata lassù. Le ho ammirate dal basso, immaginandole maestose e irraggiungibili.  In ogni caso non ho avuto difficoltà a chiudere gli occhi fantasticando di trovarmi lì, con le braccia aperte ad accogliere il senso di pace e di libertà che la loro vista emana. Ho percepito la forza della fredda brezza che mi sterzava sul viso facendo lacrimare i miei occhi; e i cocenti raggi del sole che picchiano forte sulle mie tempie, sottolineando di rosso i solchi bianchi delle rughe di espressione.  Le labbra inumidite  dalla lingua sono diventate secche e screpolate,  mentre  la gola è arsa per l'affanno dovuto alla sfiancante e ripida salita.

Sotto l’imbottitura ingombrante della tuta di neve, sono calda e sudata. Affannata ed estasiata dal panorama che la cima mi offre, mi accascio a braccia conserte sulla neve. Faccio dei cerchi concentrici che ricordano l’uomo vitruviano di Leonardo da Vinci.

Non sono sola lassù in cima; sono ad un passo dal cielo, tanto che se stendo la mano posso toccare le nuvole. Sotto di me il mondo scorre come un fiume in piena; ma io da lassù non ne vedo i movimenti. Tutto sembra essersi fermato. A faccia a faccia con il sole; a viso aperto con la verità che illumina anche la parte più oscura di noi. Non puoi mentire lassù. Puoi gridare ad alta voce tutto quello che ti fa star male. Ma li ti sembra di aver dimenticato che ai piedi della montagna il quotidiano ti offre un sacco di problemi; li hai raggiunto il tuo obiettivo: sei arrivato in cima.

 
 
 

La parodia di Sanremo

Post n°1697 pubblicato il 09 Febbraio 2020 da lascrivana

La prima cosa che ho fatto appena sveglia, è cercare il vincitore di Sanremo tra social e quotidiani. É una cosa che ho sempre fatto ogni anno : poiché non sono mai riuscita a restare sveglia sino alla fine.

La domanda nasce spontanea: Si sono addormentati tutti prima di scegliere il vincitore?

Altrimenti non si spiega perché del vincitore nessuno fa testo.

Buona domenica in! Con Mara Venier che è rimasta a vegliare all'ariston insieme a tutti i partecipanti che si stanno contendendo il primo posto. Mi pare persino di sentirli : ho vinto io, tu hai già vinto le precedenti edizioni con la stessa canzone, e poi quel cantante è morto, non potete far vincere i defunti.

La parodia di Sanremo volge al termine. 

 
 
 

Sanremando qua è là

Post n°1696 pubblicato il 07 Febbraio 2020 da lascrivana

Sanremando qua è là

ho attraversato mari è città

mi sono soffermata sulle antichità

rappresentate dalla notorietà

Al festival della canzone sono approdata

per dare ai protagonisti una rapida occhiata

mi è bastato poco per poter capire

che la canzone Italiana è andata a farsi benedire


Quest’anno non avevo ancora avuto modo di vedere Sanremo. Da quel poco che ho visto lo trovo spettacolare. Singolare nella scelta dei costumi e della scenografia; tra l’altro presentato da due ospiti a me particolarmente graditi. È inutile fare i nomi, sono i visi che da anni invadono le tv locali – Fiorello e Amadeus. Magnifica interpretazione di cantanti che hanno scelto d’introdurre il vecchio con il nuovo; ma anche una piacevole sorpresa ritrovare i vecchi cantanti che hanno fatto la storia di Sanremo.

Sanremo, hanno scelto la città ideale per questa manifestazione mondiale: la città dei fiori, e dove ogni anno se ne vanno fior di quattrini per il festival della canzone Italiana.

 

Una nota molto particolare la voglio dedicare ad Achille Lauro. Una canzone interpretata in maniera esemplare. Un “Me ne frego” davvero ben vestito (se così si può definire). Ha completato la sua canzone mostrando al mondo la sua verità NUDA e cruda.  Con nonchalance ha esibito la sua natura velata da una foglia preziosamente intessuta. Ha affermato pubblicamente di presentare costumi storici, ed è giusto che abbia iniziato da Adamo.

 

 

E' vero che ha scritto di aver rappresentato il San Francesco dipinto da Michelangelo con la natura stampata sul corpo, ma io penso che sia più Adamo che abbia voluto rappresentare, ha persino tatuato il serpente!

 
 
 

Alcune cose non cambiano mai

Post n°1695 pubblicato il 06 Febbraio 2020 da lascrivana

Stamani sono andata in giro per sbrigare pratiche; mi sono partita digiuna all'alba, e sono rientrata per l'ora di pranzo. Intirizzita dal freddo, aspettavo l'apertura della struttura per poter essere tra i primi a fare i prelievi. State tranquilli, non sono in fin di vita: solo controlli periodici.

Mentre aspettavo, intorno a me si era riunito un gruppetto gremito di persone che protestavano contro la malasanità. Donde evitare di essere tirata in ballo inutilmente, mi sono spostata  di lato per poter osservare meglio la curiosa scenetta che mi si prospettava davanti.

Nulla di nuovo in quello che stava accadendo; la storia si ripete ogni qualvolta devo fare la fila per prestazioni sanitarie. Gli anni sono passati, ma nulla è cambiato. Le mie figlie sono cresciute, e parte dei miei genitori sono morti; di conseguenza ho meno motivi per frequentare certi luoghi.

Non è mai stato piacevole fare queste gite obbligatorie per ottenere dei diritti. Ore di attesa piacevolmente colorate da battibecchi e recriminazioni: piccoli podii s'innalzano precari per dare voce a cittadini protestanti. In quel momento nessun funzionario politico si trova nei paraggi; le file d'attesa a loro sono risparmiate.

In ogni caso c'è sempre una parte e la contraparte. Come in ogni discussione che si rispetti ci sono i vari schieramenti; così si va avanti fino a che non iniziano le prestazioni. Alla fine tutti si salutano con una sonora pacca sulla spalla, scusandosi per essersi tediati con le solite tiretere, e si avanti ognuno per la propria strada.

 
 
 

L'importanza di focalizzare

Post n°1694 pubblicato il 05 Febbraio 2020 da lascrivana

M'incuriosiscono quelle persone che credono di avermi inquadrata basandosi solo sull'apparenza. Purtroppo curo poco la mia immagine. Non che m'importi più di tanto; appartengo a quel tipo di donna che ha altro per la testa, oltre che quello di stare a curare ogni dettaglio del suo corpo affinché sia perfetto. Spesso uso la mia immagine come il travestimento di un inviato speciale solo per scrutare l'effetto che ha sulle persone; e sul mio umore anche. Badate bene che non è che lo faccio apposta, ma quando capita cerco di guardarne il lato positivo. 

Fondamentalmente sono molto selettiva nelle compagnie:  lascio che siano sempre gli altri a scegliermi. Ho sempre avuto timore nell'essere invadente; ma più che altro non ho mai voluto apparire. Eppure capita che nonostante cerchi di rendermi invisibile, in un modo o nell'altro la mia personalità emerge prorompente per occupare il podio. Badate bene che non è sempre per parlarne bene: spesso sono solo motivo di futili pettegolezzi -che tra l'altro si spengono subito innanzi alla mia indifferenza.

Cosa sono e cosa sono stata, non sembra esssere solo un problema mio: spesso e volentieri appartiene più  a chi mi circonda. Anche quando si cerca di escludermi divento argomento di discussione. Difficilmente mi difendo rispondendo alle provocazioni; mi limito ad osservare cercando di capire cosa gli frulla in testa e il perché di tanta ostinazione nel tentarmi.

Perché scrivo di questo stamani?

Semplice perché ho voglia di affrontare un argomento leggero, futile, banale ... magari solo per camuffare un esperienza dolorosa, o per raggirare la morte ignorandola.

La ignoro perché non è un elemento di discussione; essa chiude un ciclo che inizia con la nascita: dolorosa al parto e devastante alla conclusione.

Cosa sono, e cosa rappresento lo so oggi ... oggi che sono viva e mi preoccupo di banalità che mi rendono vulnerabile e umana,  piena di vitalità nonostante la mia espressione funerea. Piena di risorse, nonostante la mia banalità. Non scommetteresti mai su una che appare così, ma qualcuno più audace lo ha fatto.Non so se ho rappresentato una vincita o se ne sia pentito: ma la sua scelta mi ha riempito d'orgoglio. 

Principalmente sono io quella che scommette su stessa. Come un militare mi esercito ogni giorno per migliorare i miei punti strategici. Sono quell'isola sconosciuta che deve essere circumnavigata per essere scoperta. Misuro le mie forze occupandomi degli altri; miglioro la mia scrittura addentrandomi nella lettura del pensiero altrui. Ogni narrazione ha un suo punto di forza e d'intrigo: e io mi concentro solo su quello. Lo stesso vale per le persone che mi circondano: focalizzo il loro lato emergente per vederle solo nell'aspetto che preferisco.

 

 

 

 
 
 

Audio book, e mangianastri

Post n°1693 pubblicato il 01 Febbraio 2020 da lascrivana

 

Vogliamo parlare dell’esperienza di riascoltare una narrazione come da bambina. Eh sì! Da bambina l’ascoltavo da un piccolo mangiadischi di quarantacinque giri, ora da un audio book. Devo dire che è una piacevole esperienza.  Una narrazione che mi accompagna durante le faccende domestiche; mentre mi trucco, mi lavo, cucino. L’unica differenza è che non riesci ad immedesimarti come nella lettura; tuttavia è in grado di regalarti la stessa suspense.

Riscopro con piacere di aver conservato ancora quella passione di lasciarmi travolgere dalla lettura, cosa che credevo aver dimenticato.


Ti ho amato … ho tanto desiderato che questo sentimento non abbandonasse mai il mio pensiero.

Mi hai stupito sin dalla più tenera età; ti ho cercato nella spettacolarità di un tramonto, nello splendore di un cielo ammantato di stelle.


Ho amato l’amore.

Lo amo ancora? Si certo … se metto la musica che mi ricorda quanto fosse bello innamorarsi riesco ancora a percepire gli stessi brividi; alcuni ricordi ancora oggi mi fanno accapponare la pelle.  

L’amore dei sogni è un amore diverso da quello della realtà; indispensabile un po’ meno, ma altrettanto appagante.

Non stupitevi di quello che scrivo, ma ogni scrittore e poeta lievita il sentimento più di quanto lo sia nella realtà.

Sicuramente questo fa sì che ogni nuova esperienza sia ancora più forte di quanto lo sia per qualcun altro. L’immaginazione la colora con tinte dai colori sgargianti; così come la pioggia di magia che precede ogni incontro.

Sapevo bene che il desiderio che aveva riempito le mie giornate, non avrebbe mai potuto essere compensato nella realtà. Nel sogno ogni dettaglio appariva perfetto; e ogni evento era controllato dalla mia fantasia. Nella realtà non è possibile questo, a gestire le circostanze si è sempre in due; e l’altro non è mai come lo abbiamo immaginato.

Insomma per farla breve, quando ritorno qui su libero community a scrivere, una parte di quella magia che mi ha fatto superare i momenti più tristi e vuoti della mia vita, la ritrovo ad accogliermi con la stessa intensità.

Quando nel reale la vita diventa dolorosa, come la bimba protagonista del “Labirinto del fauno”, mi trovo a ricostruirmi una stanza di fantasia per rendere il tutto più sopportabile.

L’indifferenza non mi è nota; non riesco facilmente a scrollarmi la sofferenza delle persone che mi stanno vicino; l’unica maniera che ho per combatterla è questa: immergermi nel magico mondo della fantasia.

 

 

 
 
 

Dietro le finestre del whuan

Post n°1692 pubblicato il 30 Gennaio 2020 da lascrivana

Deve essere triste e devastante vivere in Cina oggi.  Mentre leggevo la testimonianza di un giovane studente italiano, che attualmente si trova in Cina, non ho potuto fare a meno di proiettarmi mentalmente dietro la finestra del suo appartamento. Spiare le strade vuote frequentate da pochissimi passanti, frettolosi e rinchiusi in tute ermetiche.  L'unica massa che percorre quelle strade di Whuan, è il gelo della paura che avvolge case e negozi. 

Il terrore dei genitori sembra filtrare da sotto le finestre chiuse.  In punta di piedi faccio capolino nelle loro stanze: una bimba annoiata giocherella con una biro;la mamma ansiosa non riesce nemmeno a cucinare, e il papà invece cerca di divagare il pensiero facendosi un solitario. L'unico che sembra trarre beneficio dalla situazione è il nonno, che finalmente riesce a godere della compagnia della famiglia.  C'è un cane? Non ho idea. I cinesi tengono cani in casa? Credo di si. Immagino le loro case con nidi di serpenti e stagni di rane, acquari affollati da ogni razza di pesce.  Ma  no ! Questa non è la casa del cinese, è il ristorante al fianco! Triste e solitario il cuoco guarda la sua cucina ... nessuna richiesta oggi:  i pesci guizzano allegri e i serpenti danzano felici. 

C'è sempre un rovescio della medaglia: qualche giorno di riflessione per tutta la famiglia,e magari anche qualche giorno di vacanza. I cinesi sono instancabili!  Lavorano sempre. In questo momento sono sfiancati dal riposo forzato. Non possono viaggiare, e questo li mette in crisi! Sono confusi e irritati. Non comprendono il perché le autorità hanno chiuso le frontiere; per loro è ridicolo che ci sia tutto questo allarmismo!

Il caos genera dietro le porte chiuse delle stanze degli imprenditori. Dicono che l'unica a guadagnare valori sia la borsa dei vaccini.

Presto un regista prenderà spunto da questa situazione e ne farà un film.

Io ho iniziato la trama di qualche puntata.

 

 
 
 

Fuga dal coronavirus

Post n°1691 pubblicato il 29 Gennaio 2020 da lascrivana

Ormai non si parla di altro che del coronavirus, che oltre ad aver allarmato la Cina, ha messo ansia anche a noi. La divulgazione della notizia tramite i social, anche quelle private, è inquietante. Sicuramente tutte le cineserie in Italia in questo momento stanno subendo un grosso calo. Per i negozianti è diventato un vero e proprio incubo. Avranno certamente paura anche loro, poiché i contatti con la Cina per l'acquisto di materiale di vendita non li ha preclusi dall'essere contagiati. A rischio siamo tutti, e magari lo eravamo di più prima che l'informazione venisse divulgata. Intanto le vittime che ha mietuto il coronavirus sono davvero tante, e usare cautela al giorno d'oggi non è paranoico. 

Come al solito c'è sempre un rovescio della medaglia: i negozi Italiani avranno maggiore affluenza, magari godranno anche degli acquisti di una gremita clientela cinese.

 
 
 

Noi siamo ... e basta

Post n°1690 pubblicato il 28 Gennaio 2020 da lascrivana

Oggi è un altro giorno, e i post scritti in precedenza non facevano altro che rilevare l'importanza della storia: che è una realtà che accomuna tutti noi. Noi siamo quelle pagine di vita che sono state scritte in precedenza; senza di esse dovremmo accontentarci di questo mondo virtuale che non avrebbe nulla da narrare, se non fosse per quelle citazioni dei libri scritti in passato da grandi autori che la triste realtà l'hanno vissuto sulla propria pelle.  Non che la realtà di oggi sia più felice; possiamo narrare anche noi degli orrori che ci circondano.

I social pullulano di aforismi e frasi estrapolati da libri famosi per descrivere il proprio stato d'animo. A questo punto la domanda nasce spontanea: ma hanno mai letto veramente il libro per conoscere davvero il motivo che ha ispirato l'autore ? E un po' come dire che un libro è bello solo perché hanno scelto un immagine intrigante.

Arricchisco la mia lettura ogni giorno grazie agli aforismi che pubblicano sui social. Mi basta conoscere un pensiero di un autore famoso, per mettermi alla ricerca di esso; in modo da immedesimarmi per capire meglio cosa lo ha spinto a scrivere in quel modo.

Privarmi della conoscenza sarebbe una cattiveria per la mia mente. I social di oggi ti stordiscono con notizie di cronaca, di virus, di fake e di bufale. Un caos dove si fa davvero fatica a ricoscerne la firma dell'autore.

Viviamo in un mondo superficiale, che perde più tempo a pubblicare aforismi conservati sul web, che  a concedersi il beneficio di una lettura più esaustiva e produttiva.

Se voglio sentirmi infantile: mi leggo le favole.

Se voglio sentirmi giovane: mi leggo avventure e storie d'amore.

Se voglio sentirmi magica: m'inoltro nel mondo della fantascienza.

Se voglio conoscere: leggo i libri di storia.

Se voglio leggerezza: leggo ciò che pubblicano sui social.

Qualcuno ha scritto che la vecchiaia è solo uno stato mentale; io dico che la vecchiaia è solo uno stato corporale. Sottoscrivo e confermo che da questo mio punto di vista sono esenti le patologie gravi -anche se ho conosciuto persone gravemente ammalate ricchi di spirito creativo-. 

 

 

 

 

 
 
 
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Data di creazione: 19/09/2010