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UN PASSO INDIETRO PER FARNE UNO AVANTI.
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Post n°1926 pubblicato il 12 Marzo 2025 da lascrivana
Filosofo cinese Lin Yutang “Non hai più molti anni da vivere e, inoltre, non potrai portare nulla con te quando te ne andrai, quindi devi risparmiare senza sacrificare il tuo benessere.”
“Spendi il denaro che deve essere speso, goditi ciò che deve essere goduto e dona ciò che è possibile.”
“Non preoccuparti di cosa accadrà dopo la tua morte, perché quando diventerai polvere, non sentirai se sei lodato o criticato, se sei visitato al cimitero o dimenticato.”
“Il momento per godersi la vita è adesso, e i beni che hai guadagnato con fatica devono essere goduti.”
“Non preoccuparti troppo per i tuoi figli, poiché avranno il loro destino e troveranno la loro strada.”
“Prenditi cura, soprattutto, dei tuoi nipoti, amali, viziali e cerca di goderteli finché puoi.”
“La vita deve essere qualcosa di più che lavorare dalla culla alla tomba.”
“Ogni giorno svegliati per goderti un altro giorno di vita senza litigare con nessuno o portare rancore.”
“Non aspettarti troppo dai tuoi figli.”
“Anche se i figli si prendono cura dei genitori, saranno sempre occupati con il loro lavoro, i loro impegni e la loro vita.”
“Molti figli che non si interessano ai genitori litigheranno per i loro beni ancora prima che siano morti, desiderando la loro dipartita per ereditare proprietà e ricchezze.”
“Se hai già 65 anni o più, non sacrificare la tua salute per il denaro lavorando eccessivamente, perché scaveresti solo la tua tomba in anticipo.”
“Di mille ettari coltivati a riso, potrai consumarne solo mezza tazza al giorno, e di mille palazzi, avrai bisogno solo di otto metri quadrati per dormire la notte. Quindi, se hai cibo e denaro per le tue necessità, non ti serve altro.”
“Cerca di vivere felice, perché hai una sola vita.”
“Non paragonarti agli altri misurando fama, denaro o status sociale, né vantandoti se i tuoi figli hanno più successo di altri. Piuttosto, sfidali a raggiungere la felicità, la salute, la gioia e una vita di qualità.”
“Accetta le cose che non puoi cambiare, perché preoccuparsene troppo potrebbe danneggiare la tua salute.”
“Crea il tuo benessere e trova la tua felicità facendo ogni giorno qualcosa che ti diverta e ti rallegri.”
“Un giorno senza felicità è un giorno perso.”
“Con un animo positivo, la malattia si cura; con uno spirito allegro, la guarigione è più veloce o la malattia nemmeno si avvicina.”
“Con un buon carattere, esercizio adeguato, cibo sano e un consumo ragionevole di vitamine e minerali, avrai una vita sana e piacevole.”
“Ma, soprattutto, impara ad apprezzare la bontà della famiglia e degli amici, perché saranno loro a farti sentire giovane, ricordandoti i bei momenti e le esperienze interessanti della tua vita.”
“Si dice che chi perde il tetto, guadagni le stelle. Ed è vero.”
“Il tempo e le opportunità sono come l'acqua di un fiume: non puoi toccarle due volte, perché una volta passate, non torneranno più.”
“Approfitta di ogni minuto della tua vita e non rifiutare le opportunità di scoprire il mondo e goderti le cose belle, perché potrebbero non ripresentarsi mai.”
“Non giudicare le persone dall’aspetto, perché cambia con il tempo.”
“Non cercare la persona perfetta, perché non esiste.”
“Cerca, se lo desideri, qualcuno che ti apprezzi per quello che sei; e se non lo trovi, goditi la tua solitudine, che è molto meglio di una cattiva compagnia.”
“Credi in Dio, qualunque sia il concetto che ne hai, e cerca di goderti la vita, che è molto breve. Goditi la famiglia e gli amici, perché presto o tardi lascerai questo mondo, e nessuno ti ringrazierà.”
“Che la salute e il benessere siano sempre con te.”
~ Lin Yutang |
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Post n°1925 pubblicato il 05 Marzo 2025 da lascrivana
In principio era il verbo, e il verbo era presso Dio e così si diede vita a "Io sono". La vita prese forma in tutte le sue sfaccettature. Tutto era bello e paradisiaco, ma il verbo da solo non era sufficiente e nacque "lei è". Insieme erano una bella coppia tanto da creare "Noi siamo". Si viveva in pace con se stessi e il mondo. Ma un Dio burlone volle metterli alla prova e creò "lui è" Il male, la tentazione, l'autodistruzione. Ci volle poco a quel "noi siamo", diventare un "noi fummo" felici presso Dio e il paradiso e le tenebre presero il posto del giorno. La generazione andò avanti, così come l'evoluzione, la civiltà e l'emancipazione. I nostri avi hanno vissuto fame e carestie, dove la disgressione era rappresentata dal rubare un tozzo di pane, o un misero giaciglio per riposare le ossa. Oggi tutto è cambiato, abbiamo tutto, e continuiamo ad aver ancora tanta voglia di trasgredire. E così che i vizi diventano onnipotenti,mietono vite insoddisfatte che bramano ad ottenere il nuovo, che guarda caso, rappresenta sempre la trasgressione. Ciò significa che l'uomo non è mai cambiato, e non si accontenta mai di quello che ha. Alcuni fioriscono e progrediscono in meglio, altri si spengono e regrediscono in peggio. I sinonimi e i contrari sono presenti sin dal principio, così come il bello e il brutto camminano a braccetto, consapevoli che l'uno non potrebbe emergere senza l'altro. Poi c'è la scelta. Ognuno di noi sceglie consapevolmente il proprio destino, anche se qualcuno potente come Dio ci consiglia il bene. Vedi, Eva ha scelto di sprofondare negli abissi non ascoltando il consiglio, e cosa ancor più terribile, trascinò con se Adamo. Terribile perchè Adamo è cresciuto rancoroso e con gli anni si è trasformato nel mostro che si macchia continuamente di femminicidio. Non ha mai perdonato la donna che lo ha condotto e traviato, e così ha deciso di sottometterla, farla diventare sua schiava, sino a che essa non sceglie di ribellarsi. Ma nonostante tutto, non è riuscita a lavare il suo marchio di "Donna" di "Eva" di "troia". Ancor'oggi, dove l'uomo si proclama emancipato, esiste la discriminazione sessista. Alcuni dicono che il principio sia stato inventato, ma se mi guardo intorno e osservo la vita, il principio è sempre presente. C'è sempre un sprovveduta incantatrice ... e c'è sempre un diabolico serpente ... così come c'è sempre un frustrato Adamo che da la colpa alla Donna della sua incapacità. |
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Post n°1924 pubblicato il 03 Marzo 2025 da lascrivana
Come di consuetudine, le domeniche ne approfitto per rilassarmi davanti alla televisione. La mia ricerca dei film da vedere solitamente si lascia ispirare dal titolo. Ad attirare la mia attenzione stavolta è la biografia di Hildegart Rodríguez Carballeira, il titolo del film è "Hildegart la vergine rossa". Non ero certa di riuscire a vederlo tutto; e invece con mia grande sorpresa, mi ha rapita sin dall'incipt della riproduzione. Hildegart un genio stroncato troppo presto; una tragedia preannunciata sin dagli arbori,poichè, la madre Aurora Rodríguez Carballeira pianifica in maniera certosina la nascita di Hildegart. Aurora consapevole della propria intelligenza, cerca un partner che oltre ad essere intelligente e acculturato, sia anche impossibilitato a richiederne la paternità; trova tutte queste qualità in un sacedorte, e con lui concepisce Hildegart. La educa e istruisce in maniera eccellente, tanto da laurearsi già diciassette anni. A 14 anni, Hildegart, entra nel partito socialista e guidata dalla madre, combatte il proletariato e il patriacarto. Quando partecipa alla prima assemblea dei socialisti, si trova innanzi a una folla di soli uomini, e questo la infastidisce molto, ragion per cui si rifiuta di collaborare sino a che altre donne non fossero autorizzate a partecipare. Essa proclama l'emancipazione sessuale e combatte la violenza sulle donne. Una donna che avrebbe potuto scrivere nuove pagine della nostra storia, ma la sua giovane vita e la sua brillante carriera viene stroncata da un folle donna che mi rifiuto di chiamarla madre. Una pazza che ha visto la sua opera d'arte sgretolarsi e l'ha uccisa a soli 18 anni con quattro colpi di arma da fuoco. Hildegart aveva commesso l'errore di innamorarsi, e questo era inconcepibile per la madre. Una donna come Aurora che parla di emancipazione, che cresce una figlia educandola sulla libertà intellettuale e sessuale, e che poi la detiene solo per soddisfare il suo alter-ego. La fine mi ha spiazzato! Ho provato la stessa sensazione che mi coglie quando inizio un libro, e all'improvviso, per una sfortunata coincidenza non posso finire di leggere.
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Post n°1923 pubblicato il 28 Febbraio 2025 da lascrivana
Un altro fine settimana è arrivato. Il tempo scorre veloce, troppo direi. Io non ho più quella fretta di prima, assaporo ogni attimo quasi come se fosse l'ultimo. Vivo di più i miei affetti, dandogli tutta l'attenzione che meritano. Lunghe passeggiate, qualche caffè in buona compagnia. Un allegra risata, e perché no, anche qualche lamentela per scrollarsi di dosso l'ansia e la paranoia. Dopo aver imparato alle elementari la poesia di Giacomo Leopardi "Il sabato del villaggio" me la ripeto come un mantra tutti i fine settimana. Questa poesia è una cosa che mi è mancata durante la pandemia, la cassa integrazione e la disoccupazione. Mi ha sempre accompagnato, a partire da mio periodo scolastico, tranne l'estate. Dopo la nascita delle bimbe, ha continuato ad accompagnarmi nel senso opposto - le scuole, il fine settimana chiudevano, e io dovevo sentirle litigare tutto il giorno-. Il ciclo della vita imperterrito non lascia spazio alle indecisioni e al faccio dopo. I figli crescono, e tutto quello che hai da fare con loro, devi farlo subito, altrimenti non si torna indietro. Lo sappiamo bene noi nonni che cerchiamo di fare con i nipoti quello che non abbiamo potuto fare con i figli. Conosciamo la tirannia del tempo, e quindi sfruttiamo ogni minuto che la vita ci regala con loro. Abbiamo imparato che la vita va sorseggiata lentamente come una tazza di caffè fumante, per goderne l'aroma e il sapore. Certo non è sempre magnanima, alcuni momenti di dolore ci spezzano in due, ma essa trova il modo di regalarci qualche consolazione con generosità. Buon fine settimana a tutti coloro che mi leggeranno. |
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Post n°1922 pubblicato il 27 Febbraio 2025 da lascrivana
Sto seguendo un percorso devozionale di preghiere e digiuno. Tutti i giorni ne leggo un paio di frasi, e alla fine rifletto. Oggi c'era scritto : In questo periodo di digiuno e preghiera abbiamo potuto capire l'importanza, eccetera ecc... Io mi guardo e mi chiedo: Ma si riferisce a me? Digiuno? Ma quando mai è successo? Pregato si. Quello lo faccio sempre, ma il digiuno, ahimè! Purtroppo no. Grazie ad alcuni farmaci per il diabete, l'appetito l'ho ridotto, ma cucinare e mangiare, è un rito che mi appaga quanto la preghiera. Masticare, è un allenamento quotidiano come correre o nuotare. Io ci sguazzo nel cibo. Pulire verdure, e creare piatti sempre meno elaborati, ma ricchi di quantità, è il mio sport preferito. L'aggiunta generosa della cipolla di tropea, e di qualche spicchio d'aglio, con tante spezie naturali che lascio essiccare e poi macino finemente, li rende più appetitosi. E poi, immancabile il peperoncino. Ultimamente non esagero, al massimo qualche pizzico per profumo. La mia cucina, ormai è diventata più un laboratorio di erbe officianali, che una vera e propria degustazione. L'altra mattina l'odore della verdura, era così invitante da far alzare le mie nipotine dal letto; si sono sedute sugli sgabelli della penisola, e hanno iniziato a battere sul marmo con le posate che avevano fame e volevano pasta e broccoli. Alle nove del mattino hanno mangiato un piatto di pasta e broccoli. Le mie monelline simpatiche hanno preferito i broccoli alla merendine della Ferrero e del mulino bianco. Non c'è stato verso di convincerli che non era un piatto da prima colazione. Ma la nonna, si sa, ubbidisce sempre alle richieste culinarie dei nipotini, e io non potevo di certo essere da meno. Le ho osservate deliziata mentre ripulivano il piatto, bevendo sino all'ultimo goccio di brodo di verdure. |
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Post n°1921 pubblicato il 24 Febbraio 2025 da lascrivana
Alcune notti, sono più lunghe delle altre. Mi capita sovente di addormentarmi presto, soprattutto quando sono davanti al televisore, un sonnifero naturale che concilia bene con la stanchezza. Fatte le prime ore di sonno, mi sveglio e inizio a pensare cose che sarebbe meglio evitare. Sono problemi senza soluzione apparente, e anche se a volte sono incresciosi, non si può fare a meno di viverli. Non abbiamo la soluzione per tutto, e soprattutto non possiamo scegliere solo quello che ci piace. Alcune cose te le devi per forza far andar bene. "Fai ogni giorno qualcosa che non ti piace: questa è la regola d'oro per abituarti a fare il tuo dovere senza fatica" Mark Twain Così mi sono sempre proibita di pensare tutto quello che fa star male; perché preferisco non soffocare la mente con assurdità, specie quando la salute ti consente di riposare. " Preoccuparsi per qualcosa è come pagare interessi su un debito che non sei nemmeno certo di avere" Mark Twain Ma si sa! Il flusso dei pensieri e inarrestabile e incontenibile e finisco con il trovarmi alle prime ore dell' alba stanca e svuotata. Poi , all'improvviso il mio cervello decide di rilassarsi e un senso di leggerezza annebbia ogni facoltà di pensiero. Il sonno mi coglie di nuovo all'improvviso, e mi addormento lasciando queste due righe. Penso che aver scritto dell' insonnia, l'abbia esorcizzata. Fra qualche ora sorgerà di nuovo il sole, e con esso tutti i dubbi, le perplessità e le inquietudini lasceranno spazio, alla sempre più impegnata realtà. Concludo con quest' ultimo aforisma di Mark Twain "L'unico modo per stare in salute è mangiare quello che non si vuole, bere quello che non ci piace, e fare quello che di preferirebbe evitare". Per farla breve. Alle 3 del mattino ho scritto il pensiero prima di riaddormentarmi. All' alba, spulciando sul web, mi imbatto in Mark Twain, ancora una volta incuriosita dalla sua biografia inizio a fare ricerche sulla sua vita di scrittore. Ascoltando un video che narra di lui, non posso fare a meno di soffermarmi su quelle frasi che ben si collocano nel mio pensiero notturno. Così le ho inserite per marcarne la profondità di questa scoperta che non considero una coincidenza, ma aiuto spirituale che sostengono la mia scelta. " Mi sveglio e do' all'opportunità che mi sta dinnanzi di essere la più bella della mia vita ". M. T.
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Post n°1920 pubblicato il 20 Febbraio 2025 da lascrivana
Il tormentone del momento è "Cuoricini, cuoricini" un ritornello che calza a pennello diverse situazioni, tipo come quella che si è verificata l'altro giorno all'uscita di scuola. Quando escono i ragazzini da scuola, nel cortile c'è una sommossa simile a una mareggiata, dove bisogna prestare attenzione per non essere travolti dai ragazzini che camminano velocemente trainando zaini come somari. Quello della mia nipotina lo scarrello io, lei è impegnata e affettuosa come Salvini tra il popolo, a salutare a destra e a manca. Finalmente riusciamo a metterci in macchina, e mentre sto per uscire lentamente ma molto lentamente e guardinga dal parcheggio, davanti ai miei occhi sfila una mandria di ragazzini scalmanati, che come le pecore non vogliono liberare la strada; e lì mi viene spontaneo cantare il motivetto di "cuoricini" sostituendola con : -Puricini, solo puricini, davanti a me vedo solo, puricini, puricini, che non si vogliono far da parte! i puricini, puricini". Da dietro la macchina, le bimbe con voce all'unisono e tono riprovevole mi correggono : "ma nonna! Si dice cuoricini! Possibile che sbagli sempre le parole! Belle mie! Come voi il dialetto calabrese lo conoscono poco, " Puricini" vuol dire pulcini. Il motivetto mi è venuto spontaneo . In ogni caso, ormai per me è diventato come il prezzemolo, lo metto ovunque come nei messaggi di whatzap. La canticchio sempre,anche alle mie adorate nipotine " voi per me siete tanti cuoricini,cuoricini". Son felici le mie bimbe che continuamente con le dita mi fanno anche la forma del cuore. Quanto "ammore" ha risvegliato questa canzoncina. Immagino che a canticchiarla durante la giornata siano in parecchi; soprattutto quando vedono i cuoricini sotto commenti e foto. |
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Post n°1919 pubblicato il 18 Febbraio 2025 da lascrivana
Dopo ogni festival di Sanremo, c'è sempre qualcosa da ridire. In realtà quest'anno ci sarebbe solo da imparare. Gli occhi dovrebbe essere puntati solo sulle cose belle. Abbiamo visto il coraggio di Bianca Balti che esorcizza il cancro con la sua straordinaria e naturale bellezza. Glamour il suo sorriso spettacolare; una donna che brilla davvero di luce propria. E poi, abbiamo assaporato la Calabria attraverso la poesia di Brunori. Lo ricordo anch'io l'albero delle noci, piantato davanti casa di mia nonna imponente come una gigantesca sentinella - Una sentinella, perchè, per poter raccogliere le noci dovevi chiedere il permesso. E poi come dimenticare "la scirubetta" la neve mescolata con qualsiasi bevanda dolce avevi in casa. Da noi non nevicava spesso, ma bastava solo percorrere pochi chilometri per arrivare in sila e prenderne una bacinella da portare a casa. Voi starete pensando : -Ma non si scioglieva in macchina durante il tragitto? Risposta: -Negli anni sessanta, settanta, non c'era l'aria condizionata nelle macchine, e il freddo di allora era molto più glaciale di oggi. Comunque ritorniamo a Sanremo ed omaggiamo Cristicchi, che porta sul teatro Ariston, l'infinito amore che nutre per sua madre: un sentimento e un abnegazione che condivido pienamente. Canzone che dovrebbe risvegliare il cuore di ogni figlio; ormai sono troppo gli anziani abbandonati a se stessi. Con Lucio Corsi abbiamo il figlio: quello che ricorda sempre le parole delle madre. Tendiamo l'orecchio al bello e al commovente; insomma al lato umano della comunicazione. Se portiamo avanti gli stereotipi di critica e di malfunzionamento, non facciamo altro che pubblicizzare il negativo. Io mi sono soffermata dietro le quinte con Brunori, Bianca, Lucio e Simone. Grazie per aver portato a Sanremo la vita vera! Quella fatta di rinunce, di sacrifici, dolore e coraggio. Sofferenza e dignità mescolata con la dolce melodia della musica e la fluidità delle parole. |
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Post n°1918 pubblicato il 15 Febbraio 2025 da lascrivana
Continuiamo il nostro viaggio nell'arte; dopo Amedeo Modigliani, andiamo ad incontrare Camille Claudel. E anche qui ci troviamo difronte ad una folle storia di vita vissuta ai limiti della passione e dell'arte. Una grande scultrice, che ha subìto il fascino di un grande artista come Auguste Rodin. Entrambi bravissimi, ma per quei tempi, il talento di Camille è destinato a rimanere nell'ombra. La società dell'epoca, trovava scandalosa la scultura dei nudi per mano di una donna; e le sue opere hanno avuto maggiore successo solo dopo la sua morte. Le sue fragilità di donna sono emerse nel rapporto tumultuoso con il mentore e maestro Auguste Rodin. Nonostante Camille sia bravissima come scultrice, e modella opere di grande valore artistico, non ottiene il successo meritato. Vive all'ombra di Auguste Rodin, sia artisticamente che passionalmente. Non è la sola donna nella sua vita, e nemmeno quella ufficiale. Questo la fa soffrire; e con il passare del tempo vede Rodin come colui che le ha risucchiato l'anima, e anche il talento. Il voler vivere a tutti i costi a fianco del suo maestro e mentore, negandosi la possibilità di vivere una vita tutta sua con un altro uomo, la porta alla follia. Il suo talento muore insieme alla sua lucidità. All'epoca le malattie mentali venivano curate in maniera molto crudele. Le persone erano private di qualsiasi dignità, peggiorando ogni giorno la loro già precaria situazione emotiva. Un patrimonio artistico come Camille Claudel, viene gettato in un manicomio dove subisce il trattamento riservato ai pazzi dell'epoca; in effetti quarant'anni dopo, morirà pure di fame. Claudel non sopportava la vita del manicomio, la riteneva una condanna ingiusta voluta da Rodin e dalla sua famiglia. La vita di Camille Claudel, vale la pena di essere conosciuta; ma soprattutto le sue opere. Non ho mai amato le sculture a causa di una antica leggenda che mi ha terrorizzato da bambina in merito ad una statua, ma con "la valse" e "l'abbandon" di Camille, mi sono dovuta ricredere. Nella valse, esprime tutta la sua passione e sensaluità; nell'abbandon invece rivela la sua richiesta di aiuto. La sua voce non viene mai ascoltata; e le sue opere testimoniano di quanto, in passato, il mondo sia stato crudele con le donne. In realtà lo è ancor oggi. A volte, i nemici peggiori, sono quelli del nostro stesso sesso e famiglia. Basti solo pensare che la nemica numero uno di Claudel, sia stata la madre. Ha sempre pensato che sua figlia fosse pazza perchè si ostinava a vivere un ruolo destinato solo agli uomini. Trovava la sua vita scandalosa e folle come le opere che modellava. La ripudia e l'attacca in ogni modo possibile. Non cerca mai di capire la figlia, e sostiene che il padre sia stato un folle ad alimentare e a finanziare la sua passione.
Paul Claudel rimase sconvolto da questa opera di cui scrisse: Questa giovane ragazza nuda è mia sorella. Mia sorella Camille. Implorante, umiliata in ginocchio, questa superba, questa orgogliosa, ed è così che si è rappresentata. Tutto è finito! […] E sapete cosa le viene strappato in questo stesso momento, sotto i vostri occhi, è la sua anima! È tutto in una volta l’anima, il genio, la ragione, la bellezza, la vita, il nome stesso.
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Post n°1917 pubblicato il 11 Febbraio 2025 da lascrivana
Mi sono sempre raccontata mille storie; ho girato pellicole e pellicole di film. Per ogni situazione ci ho ricamato sù una storia personale. Non ho mai dato per scontato che le mie fantasie fossero vere; ma sono sempre stata un acuta osservatrice. Questo mi ha consentito di prevedere alcuni azioni che poi, tra l'altro si sono verificate. Osservare, studiare, capire, curiosare; hanno alimentato i miei sogni e le mie passioni. Mi piacerebbe riuscire a scrivere ancora storie come in passato; purtroppo il tempo delle favole è finito. Oggi mi racconto la realtà. La verità è, che dopo la morte dei miei giovani cognati e fratello, la vita mi ha mostrato la sua precarietà. Così ho pensato di vivere ogni attimo con tutta me stessa, anima e corpo. La mia anima sta guarendo; lentamente la ferita si sta rimarginando, e sono meno vulnerabile del passato. Continuo a seguire sempre il cuore per le mie scelte; anche se queste alla fine sono meno vantaggiose delle altre. Sono fatta così, di carne e spirito. Mi appassiono a tal punto da non consentire a nessuno di sfatare il mio sogno. Il forte desiderio di realizzare i miei obiettivi, mi spinge a rimanere la, dove il mio cuore ha messo radici. Ed è li, proprio lì, che che le mie idee metteranno le ali. Forse anche questo è un modo per continuare a raccontarsi favole. Ma questo lo scopriremo solo vivendo. Resilienza ed entusiasmo, premieranno la mia fiducia. |









Inviato da: exietto
il 17/11/2025 alle 21:46
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il 10/11/2025 alle 05:31
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