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poesie prose e testi di L@ur@

 

UN PASSO INDIETRO PER FARNE UNO AVANTI.

Per chi volesse leggere la storia"Un passo indietro per farne uno avanti" sin dalle prime pagine;basta cliccare sui link.

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« Un passo indietro per fa...Un passo indietro per fa... »

Un passo indietro per farne uno avanti:" Firenze 2".

Post n°317 pubblicato il 21 Gennaio 2012 da lascrivana

Lui parlava,e parlava; mi raccontava la storia del ponte vecchio e di come questi fosse sopravvissuto ai bombardamenti della seconda guerra mondiale.

E io ascoltavo conquistata dal suo tono roco e sensuale.

Credo di essermi innamorata quasi subito di lui.

-Innamorata! Accidenti non ci voleva! Questo avrebbe reso tutto più difficile-.

Tornai con i piedi per terra e decisi di affrontare al più presto l’argomento; prima ancora  di metterci il cuore. 

Finalmente arrivammo all'ingresso del lussuoso ristorante.

Ci recammo al tavolo che Giorgio aveva precedentemente fatto prenotare dalla sua segretaria; accompagnati da un cameriere in livrea nera con camicia bianca.

Iniziammo con un delizioso aperitivo a base di delicate tartine spalmate con crema al formaggio dolce e gamberetti.

E fu proprio mentre sorseggiavamo il frizzante aperitivo che lui mi rivolse la domanda aspettavo.

-Allora …dimmi mia cara Sibilla,qual è lo scopo della tua visita?-

-Hai ragione Giorgio, è arrivato il momento di metterti al corrente della mia,anzi della nostra richiesta: poiché è stata presa insieme  ai tuoi genitori.

-Su coraggio dimmi di cosa si tratta?

Esordì con tono rassicurante Giorgio.

-Io e te dovremmo sposarci Giorgio!-

Timorosa per la sua reazione alla mia folle richiesta; prese il calice paffuto dalla tavola e ingurgitai il vino bianco tutto d'un fiato.

Ormai era fatta... finalmente l’avevo detto!

A fatica sollevai lo sguardo davanti all'espressione perplessa di Giorgio. Passato lo choc iniziale alla mia squilibrata richiesta, la sua reazione non deluse affatto le mie paure.

-Tu sei matta! Ma matta da legare! Cosa ti fa credere che io possa accettare di sposare una sconosciuta!-

-Lo faccio solo per poter ottenere l’affidamento di Beppe! Avere la possibilità di prendermi cura di lui anche quando i tuoi non potranno più farlo-.

-Certo che i miei devono essere proprio impazziti se pensano che io possa affidare a una sconosciuta il futuro di mio figlio!

E se poi Beppe avrà bisogno di una mamma,posso sempre sposarmi con Ornella la mia attuale fidanzata-.

- Da quello che mi hanno raccontato di lei, non penso che sia la persona più adatta per accudire tuo figlio!

I tuoi mi hanno parlato dell’atteggiamento adottato dalla tua fidanzata nei confronti di Beppe.

-Ma chi ti credi di essere per sapere cosa giusto o non è giusto per mio figlio?

Ribadii Giorgio alterato.

-Ti prego …cerca di abbassare il tono della voce.

Gli dissi con tono quasi supplichevole.

-Hai ragione,questo non è il luogo adatto per discutere di queste cose … finiamo dicenare e andiamo via;anche se ormai mi è quasi passata la fame.

Durante i pasti non affrontammo più l’argomento.

Lui era visibilmente contrariato,e la cosa mi dispiaceva.

Andammo via subito dopo aver consumato la cena senza nemmeno aspettare il dessert.

Si fece portare il conto dal cameriere,lasciando anche una lauta mancia e si avviò verso l’uscita senza nemmeno aspettarmi.

Indossai ilsoprabito e lo raggiunsi davanti all’uscio.

Lo trovai appoggiato al muro che si accendeva una sigaretta.

Mi avvicinai imbarazzata,puntando nei suoi occhi ,i miei supplichevoli.

Una tacita richiesta che non aveva bisogno di parole.

Mi prese per mano e mi trascinò con passo veloce verso la macchina.

Riattraversammo il ponte vecchio in un batter d’occhio.

Arrivammo al parcheggio in poco tempo;non c’era ormai quasi più nessuno.

Quello che accadde subito dopo mi lasciò senza fiato;mi appoggiò,con le spalle alla macchina senza tanti complimenti,con una mano mi tirò su il viso premendo inaspettatamente la sua bocca sulla mia,con un impeto travolgente.

Un bacio rabbioso,che ricambiai senza nemmeno accorgermi.

Lo avevo desiderato tutta la sera ; anche quando lui era visibilmente irritato con me.

Da come si comportò pensai erroneamente di avergli fatto lo stesso effetto,anche se quello che disse dopo mi fece cambiare immediatamente idea.

-Come posso sposare una che non sa neanche baciare?

Tutto questo è assurdo e ridicolo!-

Disse con un sorrisetto ironico,senza distaccarsi dal mio corpo.

Ero ferita da quella sua espressione,ma non lo diedi a vedere.

Mi ripresi subito ribadendo con un tono di voce roco e ancora tremolante per le diverse emozioni che si sono susseguiti in un attimo,dal desiderio e l'eccitazione per il bacio ricevuto,sostituiti dalla rabbia e dalla frustrazione per quanto mi stava dicendo.

-Ma noi due non dobbiamo andare a letto insieme!

Il nostro matrimonio dovrebbe essere solo una copertura per potermi prendere legalmente cura di tuo figlio!

-Davvero Sibilla!

Sarebbe solo un matrimonio combinato per convenienza?

-Dimmi che guadagno hai a far tutto questo;io non ho nessuna intenzione di lasciarti in eredità il patrimonio di famiglia.

Puntualizzò con tono sarcastico.

-Ora stai veramente oltrepassando i limiti!

Non sono incerca di un ricco partito da sposare! -

Rincarai con tono irritato.

-Dei tuoi soldi non m’importa un accidenti!

Davvero pensi che il mio affetto per Beppe non sia un motivo valido per sacrificarmi con questo matrimonio?

-Sacrificarti… ma davvero?

Mi disse cambiando tono e assumendo un accento canzonatorio:

-Eppure poc’anzi hai ricambiato il mio bacio con ardore -

-Devo aver bevuto troppo stasera,non farci caso,non sono abituata.

Risposi arrossendo.

Salimmo in macchina senza più parlare.

Mi rivolse la parola solo per salutarmi e dirmi con tono affettato.

-Buonanotte… e domani puoi benissimo ritornare alla fattoria e riferire ai miei genitori che il tuo piano è fallito.

-No Giorgio!

Non posso andar via senza averne parlato ancora con te.

Ti prego di credermi, lo faccio solo per il suo bene!

Mi terrorizza l’idea che sia un istituto a prendersi cura di lui!-

-Tranquilla,non permetterò che ciò accada sono sempre suo padre.

-E dimmi come farai?

Pensi davvero che Ornella sia disposta a sacrificare la sua vita e trasferirsi alla fattoria con lui?

Perché sai bene che non andrebbe mai a vivere in montagna! -

E con questo feci centro!

Sapeva che avevo ragione e io ne approfittai per rincarare la dose.

-Io amo stare alla fattoria;e Beppe nel suo habitat è un ragazzo meraviglioso … vedessi quante cose ha imparato a fare!

Lui mi vede già come sua madre -

-Scendi ora !

Questa conversazione è durata anche a lungo per i miei gusti.

Se ti ho dato ascolto è per riconoscenza verso quello che hai fatto per la mia famiglia,altrimenti non ti avrei dato nemmeno adito –

Fu la sua fredda e ultima risposta.

Si chinò in avanti su me per aprire lo sportello alla mia destra,invitandomi tacitamente a scendere dalla macchina e augurandomi buon viaggio.

Mi lascio come un ebete, davanti all’atrio dell’albergo andando via velocemente e sgommando sull'asfalto con la sua luccicante quattro ruote;una berlina ultimo tipo, grigio metallizzato.

Rientrai nella mia stanza d’albergo più avvilita che mai,ma ben decisa a non rinunciare allo scopo.

La sera successiva aspettai che uscisse dallo studio e lo inseguii fino al suo lussuoso appartamento,situato solo qualche palazzo più avanti ;praticamente nella stessa via.

M’infilai di soppiatto in ascensore e aspettai un bel po’ davanti all’uscio di casa sua prima di suonare.

Guardai di nuovo sulla targhetta della porta per accettarmi che fosse proprio il suo nome quello impresso, e suonai con decisione il campanello.

-Ancora tu!

Esclamo adirato aprendomi la porta ,per poi ,subito dopo,voltarmi le spalle e dirigersi verso l’appartamentosenza nemmeno invitarmi ad entrare.

-Che accidenti vuoi ancora?

Perché non hai preso il primo treno e te ne sei ritornata in montagna!-

Lo raggiunsi al centro della vasta sala arredata in stile moderno,puntandomi,con un espressione fiera, dritta davanti a lui.

Ci guardammo lungamente negli occhi prima che lui riaprisse bocca.

-Oh ma io o so perché sei venuta.

Si allungòverso di me e mi ribaciò,stavolta con più voluttà ed abbandono.

Accidenti a me,non seppi resistergli nuovamente e ricambiai arditamente il suo bacio.

Incominciammo ad accarezzarci sempre più febbrilmente e spogliarci freneticamente.

Mi ritrovai nel suo letto come in trans;incapace di resistere alla sua possente e virile mascolinità.

Abbandonandomi senza riserve ad una nuova e travolgente emozione.

Fu una notte indimenticabile.

Mi svegliai nel suo letto, che non era ancora l’alba.

Mi rivestii silenziosamente per non svegliarlo;scappando via dopo aver depositato un leggero bacio sulle sue labbra.

Avrei voluto svegliarlo e ricominciare daccapo;ma sapevo bene cosa pensava di me;e poi era anche fidanzato.

Arrivata in albergo preparai subito le valigie e ripartii con il primo treno per la fattoria quella stessa mattina.

 
 
 
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Un blog di: lascrivana
Data di creazione: 19/09/2010