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Tra sogno e realtà: 16


Non avevo ancora raggiunto il viale che mi riportava al locale, che improvvisamente mi sentì afferrare dal braccio.Lorenzo mi aveva raggiunto di corsa; con il volto trafelato e i capelli scompigliati dal vento; Mai mi era apparso più bello di come lo vidi in quel momento. Mi ricordava tanto il film “L’uomo venuto dal mare”… il mio uomo, che un vento sconosciuto aveva riportato nuovamente da me; era assurdo prendersela perché in tutti questi anni lui non avesse pensato a me! In fondo era ritornato … ed era ritornato per me.Sfiorai il suo viso con una languida carezza; bastò questo gesto per scatenare il suo desiderio, che per tutta risposta mi attirò a se; facendo aderire il suo corpo al mio: tanto da poterne sentire anche il guizzo dei muscoli sotto i vestiti. I nostri visi erano così vicini; a tal punto da confondere persino i nostri respiri. Dopo esserci fissati per qualche istante, con gli occhi carichi di desiderio, ci baciammo con impeto.A fatica mi distaccai da lui, per afferrarlo per mano e trascinarlo nella sua camera: non volevo aspettare più del dovuto.Passammo quasi tutto il giorno chiusi nella sua camera all'hotel; solo verso sera volli portarlo a casa mia per preparare una cenetta per noi due.Intanto lui accendeva le candele della sala da pranzo e apparecchiava per due; io preparavo un piatto di spaghetti con pomodoro fresco e basilico. Il vento che entrava dalla finestra gonfiava le bianche tende, tanto da farli sembrare soffici nuvole; nelle coppe di vetro, la tremula fiammella delle candele, disegnava ombre sinuose sulle pareti. Lorenzo aveva sparso sulla tovaglia di pizzo bianco, una manciata di petali profumati, che ero solita conservare in un vassoio d’argento: posto sul ripiano del basso stipite laccato avorio, che si trovava a ridosso su una delle pareti della sala. Anche il tavolo era basso e largo; mentre i sedili erano comode poltroncine di pelle scura: ben proporzionate all’altezza del tavolo. Accesi con il telecomando la tv a schermo piatto appesa alla parete: di rimpetto alla parte stretta del tavolo, in modo che tutti i commensali potessero vederla; scelsi un canale web, dove trasmettevano musica soft che tra l’altro riproduceva spettacolari immagini sulla natura. Tutto era curato alla perfezione; ci tenevo a circondarmi di cose che potevano garantire rilassamento e agio all’ospite. Cenammo stuzzicandoci a vicenda, evitando di parlare dei nostri passati sentimentali –quasi a volere cancellare il tempo e le persone che ci avevano separati per tutti questi anni-.Mi sentivo felice e appagata come non mi succedeva da anni; passammo due giorni chiusi in casa a occuparci solo di noi. Il terzo giorno venne a farci visita Pedro –preoccupato per la nostra assenza-; dopo aver visto la nostra espressione beata; se ne andò rasserenato di saperci in buona salute.Laura