ricomincio da qui

C'è anche tempo per questo.


Nonostante mia sia svegliata con il pensiero che il terremoto non avesse riportato vittime e danni gravi - sperando tra l’altro che la terra avesse smesso di tremare- non ho potuto fare a meno di sorridere leggendo certe cose.  Purtroppo, analizzando alcuni eventi reali con il senno di poi, ti rendi conto che il mondo nonostante sembri vario, è recidivo sotto alcuni esilaranti aspetti. E’ strano come alcuni eventi cambiano prospettiva sotto l’occhio critico dello scrittore - non lo sarò di fatto, ma di certo lo sono di mente-.Leggendo alcuni libri storici, mi rendo conto che il pettegolezzo è stato sempre messo in primo piano; un modo come un altro per sfuggire ai problemi reali e irrisolvibili che ci angustiano ogni giorno. Chiaramente mi riferisco al pettegolezzo sterile, quello che serpeggia tra comari invidiose e frustrate; non di certo al bullismo che tende a sopraffare i più deboli.Finché rimangono solo parole, anche se feriscono, lasciano il tempo che trovano. Il brutto è quando queste accompagnano i fatti, diventando una vera e propria piaga per la vittima. E’ chiaro che non tutti sono come me, che interpretano i pettegolezzi in maniera quasi pittoresca. Da accanita lettrice, mi capita spesso d’immaginare taluni personaggi nelle vesti cortigiane, che con il loro cicaleccio, infastidiscono il mal capitato di turno. Persino i lori sorrisi hanno lo stesso stridio del gesso sulla lavagna. La vita a volte sembra essere un grande palcoscenico, dove posso scegliere se essere protagonista o spettatore. In questi casi scelgo di essere spettatore: è più divertente, anche se il capro espiatorio sono io. E poi non riesco a immaginarmi in ruoli meschini e ciarlieri; poiché, per quanto possiamo girarci intorno e cercare giustificazioni psicologiche, non esiste altro modo per definirli. Laura