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Camille Claudel

Post n°1918 pubblicato il 15 Febbraio 2025 da lascrivana

Continuiamo il nostro viaggio nell'arte; dopo Amedeo Modigliani, andiamo ad incontrare Camille Claudel. 

E anche qui ci troviamo difronte ad una folle storia di vita vissuta ai limiti della passione e dell'arte. 

Una grande scultrice, che ha subìto il fascino di un grande artista come Auguste  Rodin.  Entrambi bravissimi, ma per quei tempi, il talento di Camille è destinato a rimanere nell'ombra. La società dell'epoca, trovava scandalosa la scultura dei nudi per mano di una donna; e le sue opere hanno avuto  maggiore successo solo dopo la sua morte. 

Le sue fragilità di donna sono emerse nel rapporto tumultuoso con il mentore e maestro Auguste Rodin. Nonostante Camille sia bravissima come scultrice, e modella opere di grande valore artistico, non ottiene il successo meritato. Vive all'ombra di Auguste Rodin, sia artisticamente che passionalmente. Non è la sola donna nella sua vita, e nemmeno quella ufficiale. Questo la fa soffrire; e con il passare del tempo vede Rodin come colui che le ha risucchiato l'anima, e anche il talento. Il voler vivere a tutti i costi a fianco del suo maestro e mentore, negandosi la possibilità di vivere una vita tutta sua con un altro uomo, la porta alla follia. Il suo talento muore insieme alla sua lucidità. All'epoca le malattie mentali venivano curate in maniera molto crudele. Le persone erano private di qualsiasi dignità, peggiorando ogni giorno la loro già precaria situazione emotiva. Un patrimonio artistico come Camille Claudel, viene gettato in un manicomio dove subisce il trattamento riservato ai pazzi dell'epoca; in effetti quarant'anni  dopo, morirà pure di fame. Claudel non sopportava la vita del manicomio, la riteneva una condanna ingiusta voluta da Rodin e dalla sua famiglia.

La vita di Camille Claudel, vale la pena di essere conosciuta; ma soprattutto le sue opere. Non ho mai amato le sculture a causa di una antica leggenda che mi ha terrorizzato da bambina in merito ad una statua, ma con "la valse" e "l'abbandon" di Camille, mi sono dovuta ricredere. Nella valse, esprime tutta la sua passione e sensaluità; nell'abbandon invece rivela la sua richiesta di aiuto. La sua voce non viene mai ascoltata; e le sue opere testimoniano di quanto, in passato, il mondo sia stato crudele con le donne. In realtà lo è ancor oggi. A volte, i nemici peggiori, sono quelli del nostro stesso sesso e famiglia. Basti solo pensare che la nemica numero uno di Claudel, sia stata la madre. Ha sempre pensato che sua figlia fosse pazza perchè si ostinava a vivere un ruolo destinato solo agli uomini. Trovava la sua vita scandalosa e folle come le opere che modellava.  La ripudia e l'attacca in ogni modo possibile. Non cerca mai di capire la figlia, e sostiene che il padre sia stato un folle ad alimentare e a finanziare la sua passione. 

Paul Claudel rimase sconvolto da questa opera di cui scrisse:


Questa giovane ragazza nuda è mia sorella. Mia sorella Camille. Implorante, umiliata in ginocchio, questa superba, questa orgogliosa, ed è così che si è rappresentata. Tutto è finito! […] E sapete cosa le viene strappato in questo stesso momento, sotto i vostri occhi, è la sua anima! È tutto in una volta l’anima, il genio, la ragione, la bellezza, la vita, il nome stesso.

 

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Commenti al Post:
monellaccio19
monellaccio19 il 15/02/25 alle 08:22 via WEB
Mia cara, ti stai concedendo belle libertà da...invidiarti. Clap...clap...clap!!! Felicissimo per queste tue escursioni, liberano la mente, ti rasserenano e ti avvicinano alla vita quotidiana con pace e serenità. Piacevole w.e. Laura.
 
 
lascrivana
lascrivana il 15/02/25 alle 08:42 via WEB
Diciamo che facebook ha i suoi meriti. Mi sono iscritta in gruppi letterario, e questo mi consente di approfondire arte e letteratura. Affascinata da queste storie, approfondisco la biografia di codesti personaggi, con ricerche sul web. Prima faccio la ricerca sulla persona, e poi sulle opere. Il loro vissuto si rispecchia molto sulle creazioni, e questo ti dà modo di scrutare la loro anima attraverso le immagini. Buongiorno
 
exietto
exietto il 15/02/25 alle 10:01 via WEB
grazie di questo tuo post. Brava! non la conoscevo. Grazie
 
 
lascrivana
lascrivana il 15/02/25 alle 12:18 via WEB
Nemmeno io. Intanto, grazie a Camille, ho fatto la conoscenza di Rodin, colui che ha scolpito la mitica statua del pensatore. Mille riproduzioni sono state fatte delle loro creazioni;che tra l'altro mi hanno sempre affascinato moltissimo. Conoscere la storia di questi due amanti, non ha fatto altro che aumentare il fascino delle opere.
 
Vince198
Vince198 il 15/02/25 alle 10:11 via WEB
Un'altra graditissima conoscenza di cui non posso che ringraziarti di cuore, Laura. Buon sabato ^____^
 
 
lascrivana
lascrivana il 15/02/25 alle 12:19 via WEB
A te che proclami l'amore in tutte le sue forme artistiche, sono certa che avrà inciruriosito e intrigato quanto me.
 
   
Vince198
Vince198 il 15/02/25 alle 12:42 via WEB
Infatti mi ha incuriosito: oltre quanto da te espresso magnificamente, farò qualche personale ricerca. Grazie per lo .. stimolo! A presto rileggersi.
 
     
lascrivana
lascrivana il 15/02/25 alle 16:13 via WEB
Informami se trovi qualcosa di nuovo.
 
     
Vince198
Vince198 il 16/02/25 alle 12:42 via WEB
Buongiorno Laura ^__^
Ad oggi non ho trovato nulla di nuovo, ben completo il tuo pensiero. Mi è sembrato più che altro un errore di battitura: nel titolo del post hai scritto Claudet e non Claudel. Adando in altro tema, similare, personalmente sono rimasto molto impresionato la prima volta che sono stato a Firenze circa 40anni fa e mi sono trovato davanti al David di Donatello al museo nazionale del Bargello (Fi). Poi mi è stato detto che quella esposta è una copia. Visto il valore incommensurabile di quella statua, m'è sembrata cosa più che giusta essere prudenti: i rischi di furto sono molto elevati. Ciao e buona domenica.
 
     
lascrivana
lascrivana il 16/02/25 alle 13:12 via WEB
Diciamo che ho dovuto correggermi piu volte. E che dopo averlo letto, ho memorizzato Claudet, invece di Claudel. Mi sbaglio continuamente sia sulla pronuncia che sullo scritto. Sbaglio sempre . Sono perfettamente imperfetta. Ormai me ne sono fatta una ragione. In quanto a Camille, leggendo la biografia del fratello Paul, ho scoperto che lui e la madre, condannavano anche il suo aborto clandestino -era rimasta incinta di Rodin-. Paul divenne religioso la notte di Natale: ascoltando il magnificat nella cattedrale di notre dame. Sia la madre che lui, non vollero la dimissione di Camilla dal manicomio, nemmeno dopo che i dottori la dichiararono guarita dall' esaurimento.
 
     
Vince198
Vince198 il 16/02/25 alle 16:38 via WEB
È roba a poco quel che ho rilevato io. Il tuo post e questo commento hanno dato maggior luce al tuo pensiero. Però, secondo me, è stato più che adeguato quel che hai scritto nel post. Questa storia, per certi versi, ha richiamato alla mia memoria la vita di Alda Merini. Buon proseguimento a te.
 
     
lascrivana
lascrivana il 17/02/25 alle 06:34 via WEB
Vero. E' molto simile a quella di Alda. Ma la Merini è stata più fortunata di Camille Claudel: alla fine lei è uscita dal manicomio. La povera Camille morì di stenti durante la guerra. Un peccato grave per le sue mani che potevano produrre milioni a valanga. Un destino crudele il suo, alimentato da persone molto cattive, egoiste e bigotte. Credere significa amare l'altro come se stesso e prendersene cura, non rinchiuderlo e soffocarlo. Buongiorno
 
     
Vince198
Vince198 il 17/02/25 alle 10:11 via WEB
Sono d'accordo. Fra l' altro Alda Merini ha avuto quattro figlie dal primo marito, figlie che la tengono tuttora nel giusto novero. Camille solo, purtroppo, una vita tremendamente negativa. Buon lunedì ^____^
 
animasug
animasug il 15/02/25 alle 11:34 via WEB
Bentornata Signora Lascrivana. Sono andato un pochino a documentarmi su Google per Camille Claudet; mi dispiace che abbia passato i suoi ultimi anni in un manicomio, ma che spesso l'andava a trovare una affettuosa amica. Mi piacerebbe vedere tutto il film in italiano. Le auguro un piacevole giornata. Salvatore.
 
 
lascrivana
lascrivana il 15/02/25 alle 12:22 via WEB
E' vero; purtroppo la versione in italiano non esiste; ma credimi, le loro sculture aprono un grande varco all'immaginazione. Bravi entrambi. Insieme dovevano essere un portento. Tra un po' mi concentrerò anche su Rodin e sua moglie. Credo che anche loro due meritano di essere narrati.
 
woodenship
woodenship il 16/02/25 alle 01:53 via WEB
Povera Camille, a non capirla furono per primi sua madre e suo fratello, il poeta Paul Clodel, che ritenendola svergognata la fecero rinchiudere per non avere infangato il proprio buon nome di famiglia cattolica e onorata. Allora era uno scandalo che la nubile Camille si accompagnasse con un uomo sposato... grazie per la bella narrazione e sogni d'oro carissima.
 
 
lascrivana
lascrivana il 16/02/25 alle 04:48 via WEB
Da quello che ho letto, sembra che tra i due, ci sia stato anche qualcosa di incestuoso. Perché da bambini, e anche da adulti erano molto legati. A volerla rinchiudere fu la madre, che non voleva compromettesse la carriera di Paul. Da quel che ho letto, sua madre è stata la sua più acerrima nemica. In effetti, finché era vivo il padre, nessuno la toccò. In ogni caso, disturbava anche i vicini di casa con la sua pazzia. Male si testa, stava davvero. E in quel tempo, il manicomio era l'unica cura.buongiorno woode
 
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