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poesie prose e testi di L@ur@

 

UN PASSO INDIETRO PER FARNE UNO AVANTI.

Per chi volesse leggere la storia"Un passo indietro per farne uno avanti" sin dalle prime pagine;basta cliccare sui link.

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UN PASSO INDIETRO PER FARNE UNO AVANTI.

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Messaggi di Febbraio 2022

Dicono che Putin è pazzo

Post n°1875 pubblicato il 28 Febbraio 2022 da lascrivana

Sui social si legge che Putin è pazzo; io invece dico che il pazzo non è solo lui. La guerra è composta da tanti stratega, e allora sono tutti pazzi? Stiamo parlando di una grossa setta di maniaci indiavolati con una smisurata sete di potere! Stiamo vivendo il declino della razza umana! Perché se Putin fosse veramente pazzo ,  lo avrebbero rinchiuso e buttato la chiave. E no cari miei, lui è il portavoce di una commissione ben più agguerrita e crudele. Se qualcuno li al potere fosse stato contrario alla sua idea guerrigliera, si sarebbe potuto anche tirare indietro e lanciargli un fucile dicendogli di andare a combattere da solo; in questo caso avrei potuto credere alla sua follia.

 
 
 

L'esercito di Belzebù

Post n°1874 pubblicato il 25 Febbraio 2022 da lascrivana

 

Tutto quello che accade fuori ci riguarda personalmente; anche se a subirne sono nazioni diverse dalla nostra. Oggi ci reputiamo fortunati a non condividere con loro gli orrori della guerra; ma le loro urla possiamo sentirle anche a telecamere spente. Per ogni vita che ingiustamente si spegne, per ogni casa che crolla sotto i bombardamenti, per ogni uomo costretto a eseguire ordine di massacro: il nostro cuore si gonfia di dolore .

Ci appartiene questa sofferenza ... ci appartiene questa guerra che poteva essere giustificata solo nell'era paleolitica.

Oggi no ... è un genocidio eseguito con lo stesso sadismo di Hitler! Lui rivive ogni volta che massacri un bambino e la sua famiglia; ogni qualvolta che assecondi le decisioni di un folle assassino.

Hitler è la nuova versione di Belzebù. Non c'è nulla di umano in chi non è riuscito a raggiungere una conciliazione civilmente. Chi ha deciso ad entrare in guerra non era da solo; il dito da puntare sui colpevoli si moltiplica. Se gli altri non avessero appoggiato la sua decisione, da solo non avrebbe potuto fare nulla; quindi è una tribù di Belzebù che avanza inesorabilmente a mietere vittime ingiustamente. Fosse stato uno, avrei potuto forse comprenderne la follia; ma tanti mi danno l'idea di un esercito sadico e contorto; e dire "NO ALLA GUERRA" non basta! Non possiamo mettere ordine nell'intelletto umano inesistente in quell'esercito di latta che esegue ordini alla cieca.

Questa non è la guerra dei soldatini di piombo; questa guerra lascia scie di sangue umano di stirpe innocente. 

Questa guerra è un fallimento umano!

 

 
 
 

Eppure c'è ancora chi assume

Post n°1873 pubblicato il 24 Febbraio 2022 da lascrivana
 

Signore e signori è successo un fatto eclatante! Pensate un po' che una donna incinta è stata assunta!

Non si era mai visto una cosa del genere nel nostro paese (e sappiate che non solo nella nostra nazione ) so per certo che anche in Svizzera se hai intenzione di farti un figlio non ti assumono.

Così la notizia di questa giovane gravida diventa eccezionale ( del datore di lavoro che è stato così umano se ne parla poco).

È così bella dal raccontarla al mondo come una favola; rimarcando a caratteri cubitali di quanto l'Italia sia disonesta nei confronti delle donne che decidono di fare un figlio.

Bene è arrivato il momento che voi apriate gli occhi: non è vero che non assumono! Le fanno semplicemente un contratto a progetto dove vengono poi, pagate solo i giorni che possono lavorare!

E così miei cari, esiste una parte del mondo che se può lavorare mangia, altrimenti non ha diritto a nulla.

In questi giorni mi avete visto sponsorizzare più del solito, e magari questa Laura vi è sembrata opportunista e nemmeno tanto vi piace più; eppure, i grandi nomi, quelli che hanno già di che campare, sponsorizzano per fior di quattrini.

Io ho deciso di farlo online perché finora l'ho fatto per telefono. Avevo un contratto regolare, che come la maggior parte di noi ha perso.

Le persone con cui ho avuto modo di relazionarmi finora, sono per la maggior parte come me ... persone che hanno perso il lavoro di recente e cercano di mantenersi in attività nonostante la disoccupazione. Nutriamo il sogno dell'indipendenza economica ... una realtà che per diversi motivi ci è stata negata.

Ora osanniamo questa ragazza, e poi stiamo sempre a lamentarci delle persone che chiamano per vendere. A grandi titoli pubblichiamo che finalmente abbiamo in mano la privacy per mettere a tacere i callcenter!

Eppure, in tutti questi anni c'era gente che mi supplicava di applicarle la mia offerta togliendole dalle blacklist! Si erano iscritti al registro delle opposizioni e noi dovevamo chiedere il consenso ufficiale prima di poterle contrattualizzare! E qui abbiamo le tre ( i) .

Incoerenza

Incompatibilità 

Intolleranza 

Intolleranza perché ormai siamo tutti allergici a questo sistema che crea opportunità.

Io ora mi sto creando la mia di opportunità, come lo stanno facendo tanti altri che come me hanno deciso di non stare a guardare, ma di coltivare il sogno d'indipendenza.

Tanti auguri ragazza! Da donna a donna mi congratulo con te di cuore; ti si prospetta una carriera difficile, poiché noi madri, dobbiamo svolgere un compito bello e doloroso ... non è affatto facile lasciare i figli  al mattino per recarci al lavoro; spesso e volentieri le loro urla ce li portiamo dietro. Per non parlare poi delle preoccupazioni, ci fanno diventare talmente paranoiche da non sopportarci nemmeno noi stesse.

 
 
 

Un video per descrivermi

Post n°1872 pubblicato il 23 Febbraio 2022 da lascrivana

Oggi un video che sembra creato apposta per me.

Se siete riusciti a vederlo sino in fondo, allora avrete scoperto molte cose su di me.

Nella vita abbiamo solo due scelte: vittimizzarci o trasformare rabbia e delusione in nuovo inizio. Ed è cosi che sto facendo. La mia creatività ne ha già guadagnato tanto; non immaginavo nemmeno che sarei riuscita a trovare tante storie nel mio cilindro!

 

 
 
 

Promuovere la felicità

Post n°1871 pubblicato il 22 Febbraio 2022 da lascrivana

 

Arrivai a casa quasi di soppiatto; chissà cosa volevo scoprire a quell’ora della notte.

La settimana trascorse più veloce del previsto; e scelsi l’ultimo volo per tornare a casa. Appena scesa dall’aereo chiamai un taxi; se volevo pescare Sergio in fragrante idillio con Ornella non dovevo assolutamente fare in modo che si accorgessero della mia presenza; mi feci persino lasciare dal tassista una cinquantina di metri prima di casa mia.  Percossi il viale in punta di piedi e lascia scivolare silenziosamente la chiave nella toppa; il cuore mi batteva così forte che sembrava quasi che mi scoppiasse nel petto.

Stranamente la casa era avvolta nel silenzio più assoluto; solo una fioca luce s’intravedeva dallo studio di Sergio.

Non appena mi vide mi accolse con una nota di stupore sgranando gli occhi come se avesse visto un fantasma: -Genoveffa, ma cosa ci fai qui! Non dovevi stare fuori questo fine settimana?

-Volevo farti una sorpresa, non sei contento Sergio! –

-Ma sì che sono contento; solo non ti aspettavo. Potevi dirmelo ti sarei venuto a prendere all’aeroporto! –

Mi abbracciò con trasporto baciandomi avidamente, poi con voce roca mi sussurrò dolcemente–Mi sei mancata davvero tanto … mi sono pentito ad avere insistito per farti accettare la proposta-

All’improvviso Genoveffa si vergognò tanto di aver dubitato di Sergio; e si ripromise che mai più avrebbe lasciato ai suoi dubbi di rovinarle la vita; e cosa ben più importante non avrebbe mai messo la sua carriera innanzi alla famiglia; l’indomani avrebbe comunicato ad Ornella l’intenzione di rinunciare alla promozione.

Un lavoro lei lo aveva già, e il tempo che avrebbe perso a stare lontano dalla sua famiglia, non avrebbe mai più potuto recuperarlo.

Solo ora si accorse di quanto le fosse mancata la sua famiglia, le era mancato persino l’odore della sigaretta elettronica di Sergio che tanto la disturbava.

Quando si ama veramente, anche i piccoli difetti diventano preziosi.

 

 

 

 
 
 

E se fosse vero?

Post n°1870 pubblicato il 22 Febbraio 2022 da lascrivana

Era ormai sera inoltrata quando Genoveffa mise piede in casa. 

Come prevedevasi la giornata era stata dura; fortuna che Mafalda si è rivelata un ottima collaboratrice.

Era talmente stanca da non avere nessuna voglia di mettersi in cucina; così la nostalgia di casa iniziò a farsi sentire. Con gli occhi lucidi si avvicinò all'enorme finestra.

I vetri erano così ben puliti da sembrare inesistenti; e Firenze da lì non le era mai parsa così bella e così distante dal suo cuore come in quel momento.

-Ma vale veramente la pena di sacrificarmi e stare lontano dalla mia famiglia? Che valore ha il successo se non puoi condividerlo con chi ami?-

Parlava da sola Genoveffa; rendendosi conto che in fondo se lei si trovava lì, era anche colpa di Sergio.

Perché insistere così tanto? Non aveva mai dimostrato interesse per la mia carriera, e all'improvviso sembra che gli stia a cuore più di me!- 

Stavolta non schiacciò il pensiero, al contrario i dubbi presero forma: il profumo di suo marito lo aveva già sentito addosso ad Ornella; e la fragranza che aleggiava nell'appartamento di Firenze, non le sembrò affatto un caso che fosse simile a quella di casa sua. E poi c'era Gianni - Perché mandarlo a stare dalla nonna,se non per fare  fare i propri comodi?-

Doveva trovare il modo di sapere se le sue ipotesi erano fondate, e con calma avrebbe studiato come fare. Magari poteva iniziare con il riferire a Sergio che questo fine settimana non sarebbe rientrata a casa come previsto; se la sua supposizione non l'ingannava li avrebbe colti con le mani nel sacco!


 
 
 

Iniziare bene

Post n°1869 pubblicato il 20 Febbraio 2022 da lascrivana

 

Un clic di proteine

 

 

La prima colazione per Genoveffa era importante; per questo aveva scelto di farlo con un pasto sostituivo ricco di proteine.

Dopo aver ripulito la cucina, si vestì e truccò con più cura del solito; non poteva di certo sfigurare il primo giorno!

Arrivò in azienda in taxi; e ad accoglierla all'entrata fu una ragazza dagli occhi azzurri e dai lunghi capelli corvini raccolti in una crocchia. 

- Lei è la signora Genoveffa Sansoni? Lieta di conoscerla, io sono Mafalda Grimaldi la sua assistente-

-Bene Mafalda, chiamami pure Genoveffa, sono certa che andremo d'accordo! Mi sembri una ragazza sveglia; e il mio istinto non mi tradisce mai-.

Dopo aver fatto il giro dell'azienda e aver conosciuto tutti i collaboratori, Mafalda l'accompagnò nel suo ufficio.

Non appena rimase sola sfilò il cellulare dalla borsa e chiamò suo figlio Gianni. 

Rimase sorpresa nell'apprendere che Gianni aveva passato la notte da sua madre; pensava che Sergio intristito dalla sua partenza non avrebbe fatto a meno dalla compagnia del figlio; ma, evidentemente per lui era più faticoso dovergli preparare la cena e fargli il bucato. Eppoi, chissà come lo aveva convinto ad andare dalla nonna! Gianni non aveva mai avuto tanto piacere a dormire fuori casa.

Ancora una volta schiacciò i cattivi pensieri dandosi della paranoica. Non avrebbe mai consentito a se stessa di minare la sua serenità con mille dubbi! Ora doveva solo dimostrare ad Ornella di essere all'altezza del compito che le aveva affidato.

 

 
 
 

La scia del dubbio

Post n°1868 pubblicato il 19 Febbraio 2022 da lascrivana

 

Anche tu meriti la tua fragranza

Genoveffa si svegliò nel cuore della notte completamente sudata: addormentarsi con addosso il tailleur del giorno prima, non era stata affatto una buona idea.  La camera, inondata dai primi raggi di sole che provenivano dall’enorme finestra, le parve ancora più bella. Apri le valigie e scelse con cura l’abito da indossare quel giorno; alla fine optò per un vestito di lana giallo e una giacca di pelle nera; poi prese il beautcase e si avviò in bagno.

 La vasca idromassaggio angolare, sembrava davvero confortevole; la riempi d’acqua calda e versò dentro i suoi oli preferiti. Il vapore acqueo unito alla fragranza dell’olio invase tutto il vano, avvolgendola in una deliziosa sensazione di benessere.

L'aspettava una giornata dura, e quel bagno era proprio quello che ci voleva per iniziare bene la giornata.

Mentre si strofinava dolcemente con la spugna, ripensò a tutto quello che era accaduto gli ultimi mesi; e troppe domande erano destinate a rimanere senza risposta. Una di queste era -Come mai all’improvviso Ornella avesse deciso di darle la promozione? -  la cosa le parve strana poiché non aveva mai avuto molta stima di lei, e poi non era nemmeno tanto entusiasta del lavoro che svolgeva; eppure, all’improvviso si trovò ad essere una delle migliori del reparto e  anche la più qualificata per coprire quella figura così importante tanto da spedirla in men che non si dica in tutt’altra regione!

Troppe cose in quella storia non quadravano; ma non era affatto il caso di pensarci ora, aveva troppo impegni quel giorno per continuare a trastullarsi nel bagno; quindi uscì dalla vasca e dopo essersi asciugata per bene, si recò in cucina per fare colazione.

 

 

 

 
 
 

Odore di casa

Post n°1867 pubblicato il 18 Febbraio 2022 da lascrivana

 

Il profumo di casa ovunque ti trovi

 

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Il bilocale situato in piazzale Michelangelo a Firenze, messo a disposizione dall'azienda, era spazioso e luminoso; e a Genoveffa piacque subito.

I mobili lineari e moderni, erano lucidati a dovere; mentre l'enorme vetrata dell'open space, offriva una bellissima vista sulla città.

Oltre ad essere tutto bianco e pulito, la piacevole fragranza usata per gli umidificatori, rendeva l'ambiente familiare e confortevole. 

A quanto pare Ornella aveva fatto in modo che lei ritrovasse lo stesso odore di casa.

- Chissà chi le aveva detto che usava quella fragranza per ambienti? Io non l'ho mai invitata a casa mia. Mah! Sarà stato un caso-.

Si domandò ad alta voce come se qualcuno in quella stanza potesse risponderle.

Trascinò le valigie in camera e si tolse il soprabito.

Lo lanciò su letto e si guardò intorno con stupore.  Anche la camera come la sala, era illuminata da un enorme vetrata che si trovava proprio ai piedi del letto. Sarebbe stato meraviglioso addormentarsi e risvegliarsi con lo stesso splendido panorama che dava sul centro storico e sul fiume Arno.

Dopo aver dato una rapida occhiata in giro si sdraiò su letto togliendosi le décolleté nere con un semplice gesto dei piedi.

Lo stress di quel giorno e di quelli precedenti ebbe la meglio sul suo sonno, si addormentò senza nemmeno cenare.

 

 

 
 
 

Il trasferimento.

Post n°1866 pubblicato il 17 Febbraio 2022 da lascrivana

            Essenza wanted   

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Oggi iniziamo a scrivere una nuova storia - iniziamo perché i vostri commenti sono importanti per me.

La storia ha come protagonista una donna in carriera.

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Genoveffa sapeva bene che accettare la promozione l'avrebbe costretta a trasferirsi, il che significava dover lasciare la sua famiglia per un anno o forse più. 

Suo marito la spinse a non mollare, e che comunque potevano vedersi ogni fine settimana.

Non è che l'idea di lasciare suo marito Sergio e suo figlio Gianni da soli per cinque giorni a settimana la convinceva molto, ma a quanto pare non aveva alternativa.

Ornella, il suo capo, aveva usato un tono perentorio nel comunicarle la promozione: - per poter svolgere egregiamente il ruolo di responsabile vendite devo necessariamente trasferirti nella sede di Firenze. Un sacrificio che sicuramente ti porterà solo dei vantaggi.

A Genoveffa non restava molta scelta;  e anche perché l'idea di non dover subire più la tirannia di Giulio, attuale responsabile vendite , era molto allettante. Così, spinta anche dell'incoraggiamento di Sergio, decise di accettare la promozione

La partenza era imminente, e lei dovette preparare i bagagli in men che non si dica per trasferirsi nella nuova sede. 

Sergio era così entusiasta della promozione di Genoveffa che l'aiutó con solerzia a prendere il primo aereo che la portava a Firenze. Gianni invece, dal canto suo, sembrava molto dispiaciuto della partenza materna; era molto attaccato a lei, e l'idea di doversene separare, anche se solo per cinque giorni a settimana, non gli andava affatto a genio; ma ormai aveva 14 anni, non poteva frignare come un bambino. 

Genoveffa non poté fare meno di trattenere le lacrime nel salutare il figlio; lo strinse forte a se e gli raccomandò di fare attenzione al papà - non vorrei si desse alla pazza gioia ora che io non ci sono.

Salutò la sua piccola famiglia e si avviò verso gli imbarchi dell'aeroporto di Palermo.

In attesa che aprisse il gate, chiamò la madre Silvia per dirle che stava per salire in aereo.

- Ma che mi significa che una donna deve fare carriera! E già tanto che lavora; pure fuori casa deve andare? Ma perché Sergio non può provvedere a te senza tanti sacrifici?-

Il tono di sua madre - donna d'altri tempi- la irritava; quindi smorzò la chiamata dicendole che doveva affrettarsi a salire in aereo.

Una volta imbarcata e allacciata la cintura di sicurezza, un flebile dubbio le attraversò la mente.

Schiacciò il pensiero con un gesto della mano come se si togliesse una mosca dal naso; e  un profumo familiare inondò le sue narici. A parte Sergio, dove lo aveva già sentito?

Un inutile tentativo il suo; la mente ultimamente era troppo affollata da pensieri e preoccupazioni per poter ricordare gli eventi frivoli.

L'aereo stava per decollare, e Genoveffa ne approfittó per chiudere gli occhi. Riposare un po' non poteva farle altro che bene, considerato lo stress degli ultimi giorni.

 


 

 
 
 
 
 

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Un blog di: lascrivana
Data di creazione: 19/09/2010