Creato da gio_campo il 01/01/2011

Seguendo il destino

Pensieri, riflessioni, poesie

 

 

L'onestà de mi' nonna (di Trilussa).

Post n°158 pubblicato il 16 Ottobre 2011 da gio_campo

Quanno che nonna mia pijò marito
nun fece mica come tante e tante
che doppo un po' se troveno l'amante...
Lei, in cinquant'anni, nu' l'ha mai tradito!

Dice che un giorno un vecchio impreciuttito
che je voleva fa' lo spasimante
je disse: - V'arigalo 'sto brillante
se venite a pijavvelo in un sito. -

Un'antra, ar posto suo, come succede,
j'avrebbe detto subbito: - So' pronta.
Ma nonna, ch'era onesta, nun ciagnede;

anzi je disse: - Stattene lontano... -
Tanto ch'adesso, quanno l'aricconta,
ancora ce se mozzica le mano! 

 
 
 

Ogni mattina ( di Alda Merini).

Post n°157 pubblicato il 12 Ottobre 2011 da gio_campo

Ogni mattina il mio stelo vorrebbe levarsi nel vento
soffiato ebrietudine di vita,
ma qualcosa lo tiene a terra,
una lunga pesante catena d'angoscia
che non si dissolve.
allora mi alzo dal letto
e cerco un riquadro di vento
e trovo uno scacco di sole
entro il quale poggio i piedi nudi.
di questa grazia segreta
dopo non avrò memoria
perché anche la malattia ha un senso
una dismisura, un passo,
anche la malattia è matrice di vita.
ecco, sto qui in ginocchio
aspettando che un angelo mi sfiori
leggermente con grazia,
e intanto accarezzo i miei piedi pallidi
con le dita vogliose d'amore. 

 
 
 

Il Pianto della Madonna (di Jacopone Da Todi)

Post n°156 pubblicato il 07 Ottobre 2011 da gio_campo


Il pianto della Madonna

Nunzio 
Donna del paradiso,
lo tuo figliolo è priso,
Jesu Cristo beato.
Accurre, donna, e vide 

che la gente l'allide!

credo che 'llo s'occide,
tanto l'on flagellato.

Madonna
Como esser porrìa
che non fece mai follia,
Cristo, la speme mia,

om' l'avesse pigliato ?

Nunzio
Madonna, egli è traduto,

Juda sì l'ha venduto
trenta denar n'ha 'vuto,
fatto n'ha gran mercato.

Madonna
Succurri, Magdalena,

gionta m'è adosso piena!
Cristo figlio se mena,
como m'è annunziato.

Nunzio 
Succurri, Donna, aiuta!

ch'al tuo figlio se sputa
e la gente lo muta,
hanlo dato a Pilato.

Madonna
O Pilato, non fare
lo figlio mio tormentare,

ch'io te posso mostrare
como a torto è accusato.

Popolo
Crucifige, crucifige!

Omo che se fa rege,
secondo nostra lege,

contradice al senato.

Madonna 
Priego che m'entendàti,

nel mio dolor pensàti;
forsa mò ve mutati
de quel ch'avete pensato.

Nunzio
Tragon fuor li ladroni
che sian suoi compagnoni.
Popolo
De spine se coroni!

ché rege s'è chiamato.

Madonna 
O figlio, figlio, figlio!

figlio, amoroso giglio,
figlio, chi dà consigli
o al cor mio angustiato?

Figlio, occhi giocondi,
figlio, co' non respondi?

figlio, perché t'ascondi
dal petto o' se' lattato?

Nunzio 
Madonna, ecco la cruce,

che la gente l'aduce, 
ove la vera luce

dèi essere levato.

Madonna 
O croce, que farai?

el figlio mio torrai?
e che ce aponerai
ché non ha en sé peccato ?

Nunzio
Succurri, piena de doglia,

ché 'l tuo figliol se spoglia;
e la gente par che voglia
che sia en croce chiavato.

Madonna
Se glie tollete 'l vestire,

lassàtelme vedire
come 'l crudel ferire
tutto l'ha 'nsanguinato.

Nunzio 
Donna, la man gli è presa
e nella croce è stesa,

con un bollon gli è fesa,
tanto ci l'on ficcato!

L'altra mano se prende,
nella croce se stende, 
e lo dolor s'accende,

che più è multiplicato.

Donna, li piè se prenno
e chiavèllanse al lenno,
onne iontura aprenno
tutto l'han desnodato.

Madonna 
Ed io comencio el corrotto.

Figliolo, mio deporto,
figlio, chi me t'ha morto,
figlio mio delicato ?

Meglio averìen fatto

che 'l cor m'avesser tratto,
che, nella croce tratto,
starce descilïato.

Cristo 
Mamma, o' sei venuta?
mortal me dài feruta,

ché 'l tuo pianger me stuta,
ché 'l veggio sì afferrato.

Madonna
Figlio, che m'agio anvito,

figlio, patre e marito,
figlio, chi t'ha ferito?

figlio, chi t'ha spogliato?

Cristo
Mamma, perché te lagni?
voglio che tu remagni,

che serve i miei compagni
ch'al mondo agio acquistato.

Madonna
Figlio, questo non dire,

voglio teco morire,
non me voglio partire,
fin che mò m'esce il fiato.

Ch'una agiam sepultura,

figlio de mamma scura,
trovarse en affrantura
mate e figlio affogato.

Cristo
Mamma col core affetto,
entro a le man te metto

de Joanne, mio eletto;
sia il tuo figlio appellato.

Cristo
Joanne, esta mia mate

tollela en caritate
aggine pietate

ca lo core ha forato.

Madonna
Figlio, l'alma t'è uscita,

figlio de la smarrita,
figlio de la sparita,
figlio attossicato!


Figlio bianco e vermiglio,
figlio senza simiglio
figlio a chi m'appiglio?
figlio, pur m'hai lassato.

Figlio bianco e biondo,
figlio, volto iocondo,
figlio, perché t'ha el mondo,
figlio, così sprezato?

Figlio, dolce e piacente,
figlio de la dolente,

figlio, hatte la gente
malamente treattato!

O Joanne, figlio novello,
morto è lo tuo fratello,
sentito aggio 'l coltello

che fo profetizzato.

Che morto ha figlio e mate
de dura morte afferrate,
trovarse abracciate
mate e figlio a un cruciato.



Jacopone Da Todi 

 
 
 

Rose Calpestava ( di Sibilla Aleramo).

Post n°155 pubblicato il 02 Ottobre 2011 da gio_campo

Rose calpestava nel suo delirio
e il corpo bianco che amava.
Ad ogni lividura più mi prostravo,
oh singhiozzo invano di creatura.
Rose calpestava, 
s'abbatteva il pugno
e folle lo sputo
sulla fronte che adorava.
Feroce il suo male 
più di tutto il mio martirio.
Ma, or che son fuggita,
ch'io muoia,
muoia del suo male. 

 
 
 

Dai sospiri ( Dylan Thomas).

Post n°154 pubblicato il 20 Settembre 2011 da gio_campo

Dai sospiri nasce qualcosa,
Ma non dolore, questo l'ho annientato
Prima dell'agonia; lo spirito cresce,
Scorda, e piange;
Nasce un nonnulla che, gustato, è buono;
Non tutto poteva deludere;
C'è, grazie a Dio, qualche certezza:
Che non è amore se non si ama bene,
E questo è vero dopo perpetua sconfitta.

Dopo siffatta lotta, come il più debole sa,
C'è di più che il morire;
Lascia i grandi dolori o tampona la piaga,
Ancora a lungo egli dovrà soffrire,
E non per il rimpianto di lasciare una donna in attesa
Del suo soldato sporco di parole
Che spargono un sangue così acre.

Se ciò bastasse, se ciò bastasse a dar sollievo al male,
Il provare rimpianto quando quello è perduto
Che mi rendeva felice nel sole,
Quanto felice il tempo che durava,
Se ambiguità bastassero e abbondanza di dolci menzogne,
Potrebbero le vacue parole sostenere tutta la sofferenza
E guarirmi dai mali.

Se ciò bastasse, osso, tendine, sangue,
Il cervello attorcigliato, i lombi ben fatti,
Cercando a tastoni la materia sotto la ciotola del cane,
L'uomo potrebbe guarire dal cimurro.
Ché tutto quello che va dato, io l'offro:
Briciole, stalla, e cavezza. 

 
 
 

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