Creato da: scurerossa il 07/08/2006
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Post N° 96

Post n°96 pubblicato il 09 Dicembre 2006 da scurerossa

L’uomo che dava da mangiare alle papere.

 

Il laghetto del parco è il luogo dove spesso i bambini vanno a vedere le papere.

Qualcuna è più intraprendente delle altre ed è la prima ad accorrere quando qualcuno getta del pane.

Stavo facendo una passeggiata quella mattina di dicembre, il tempo era clemente e ci stava regalando una domenica di sole, di certo non faceva contenti gli albergatori della Majella, ma io non potevo permettermi da un pezzo di andare a sciare, nemmeno di fare fondo ormai e così la cosa non mi toccava.

Lo vidi che stava gettando il pane e riusciva a fare in modo che fossero le papere più piccole a mangiare per prime.

Non lo avevo riconosciuto subito, alto robusto con quel suo modo unico di muoversi.

- ciao, sai che non ti avevo riconosciuto?-

L’uomo si voltò sorridendo, si era anche tagliato la barba.

- ciao Pino, non mi hai riconosciuto per i capelli vero? Sai non si usa più portarli lunghi.-

Il suo sorriso era spettacolare e notai con piacere che aveva anche qualche dente annerito, almeno non aveva una dentatura perfetta, forse persino qualche carie.

- certo che a te il pane non finisce mai.-

Gli dissi sorridendo.

Lui mi guardò scuotendo la testa.

- Pino non cambi mai.-

Aveva un maglione colorato, non certo di marca e jeans strappati in fondo, ma strappati per il consumo non per moda.

Alcuni bambini stavano giocando e un pallone finì in acqua.

-dai vallo a riprendere.- gli dissi con aria strafottente.

- che scemo che sei !- mi rispose ma mi diede una gran botta sulla spalla e si mise a ridere come un matto.

- non ti vanno bene le cose vero Pino? Un casino il lavoro e il resto.-

Sollevai le spalle e quasi m’intristii.

- già lo sai, a te non si può certo nascondere nulla.-

Intanto i ragazzi avevano recuperato il pallone grazie ad un lungo bastone.

Il sole stava tramontando e si stava abbassando la temperatura, in fin dei conti eravamo in dicembre.

- finirai all’inferno Pino, all’inferno.-

Lo riguardai con la mia solita faccia indisponente e sorridendo gli risposi.

- non credo proprio, ho amici sai? Sono raccomandato?-

Lui scoppiò in una sonora risata, molti si voltarono a guardarlo, nessuno poteva immaginare.

- dai andiamo a prendere un caffè o preferisci andare a messa?-

Gettò, le ultime briciole di pane alle papere e mettendomi una mano sulla spalla mi rispose.

-vada per il caffè, debbo anche andare al bagno così ne approfitto, in fin dei conti sono umano sai?.-

 
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