Creato da: meninasallospecchio il 28/04/2012
un concept blog (non so che voglia dire, ma mi sembra figo)

Cerca in questo Blog

  Trova
 

Ultime visite al Blog

cassetta2LSDtripnonsolonumerisparusolagiovanni80_7Triven19Mabelle22Ld.SignoreNero00sogno00monellaccio19orchideapois0surfinia60patrizia112ossimoraprefazione09
 
 
Citazioni nei Blog Amici: 43
 

 

 
« Amori infeliciGli uomini non sono tutti uguali »

Amori infelici - La sindrome di Catullo

Post n°224 pubblicato il 27 Luglio 2013 da meninasallospecchio

(continua dal post precedente)


Inutilmente redarguisco l'Adorabile. L'innamoramento a senso unico è un errore adolescenziale, una distorsione frutto di immaturità sentimentale.

Soffrire per amore ha un senso quando c'è stata una storia. Se la storia finisce con rimpianto di entrambi prima o poi ricomincerà. Ma se è stato frutto della decisione di uno solo, allora l'amore è comunque finito e la conclusione ha la stessa ineluttabilità della morte. Non si piange per l'amore che ormai non c'è più, ma per il rimpianto dei momenti che sono stati, e che non potranno più essere. Si soffre per una perdita, e l'infelicità deve essere elaborata come un lutto. Ci può volere del tempo, ma alla fine resta il ricordo dei momenti belli, come per tutto quello che nella vita capita di perdere.

Ma se non c'è stata nessuna storia non c'è neanche l'amore. L'amore è una corrispondenza, una cosa che si fa in due. Quando una persona non ti dà nessun segnale di rispondere al tuo interessamento, ti devi fermare subito. Se è un corteggiamento, una sfida, puoi anche continuare, entro i limiti della molestia. Ma è la mente che si deve fermare, il coinvolgimento emotivo. Altrimenti è una masturbazione.

E' vero che le donne a volte nutrono l'illuso, concedendogli un affetto peloso da presunto migliore amico. Ma non è difficile riconoscere una donna che ti tratta come un utile cicisbeo sempre a sua disposizione. Così come non è difficile riconoscere un uomo che ti tratta come una escort aggratis. Poi siamo tutti maggiorenni e vaccinati e liberi di scegliere quello che ci pare accettabile oppure no.

L'Adorabile è un bell'uomo che dimostra meno dei suoi 42 anni, alto, occhi azzurri, laureato, sportivo, intelligente, istruito, ironico. Non ha niente dello sfigato, se non il comportarsi come tale. La ragazza si concede con disinvoltura a uomini più assertivi di lui. E' evidente che non ne caverà mai un ragno dal buco, non è il suo tipo. Magari potrebbe prima o poi rubacchiare una scopata di cortesia, ma lei non lo amerà mai.

Catullo


"Lasciami crogiolare nella mia sofferenza", mi dice con la sua adorabile ironia. Già. Di questo si tratta. Una forma poetica di masochismo. Ve lo ricordate Catullo? Odi et amo, ecc. Anche lui era uno sfigato, innamorato di una donna bella e spregiudicata, che andava con lui quando non aveva di meglio da fare. E lui passava dall'estasi amorosa a darle della donna da lupanare. Avrebbe dovuto farsene una ragione e trovarsi una brava ragazza più alla sua portata. Ma poi come faceva a scrivere le poesie? E così questa Lesbia, che fondamentalmente era soltanto una a cui di Catullo non importava una cippa, legittimamente direi, si è dovuta prendere della zoccola per i millenni a venire.

L'Adorabile è un uomo civile e non copre di improperi la sua amata anche se talvolta si scandalizza della mancata corrispondenza con l'immagine angelicata che lui si è costruito, a riprova che questo "amore" è in effetti un'attività solitaria e disgiunta dalla realtà. Lo ascolto con curiosità. La mia simpatia va a lui come persona (e a Catullo come poeta), ma non certo alla sua "condizione", che considero una perversione come un'altra e come tale degna del massimo rispetto :-), ma non di compassione.

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 
Vai alla Home Page del blog

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963