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« Quel momentoC'era una volta l'ironia »

Pippe orientali

Post n°548 pubblicato il 24 Giugno 2017 da meninasallospecchio

Se non mi vedete più sul blog non è perché mi sono fidanzata. Ovviamente lo dico per rassicurare i miei molti ammiratori. Oltre che faccio due lavori, ho avuto un’infinità di altre incombenze grandi e piccole. Niente di sgradevole, eh, non sono di quelli che tirano a rendersi affascinanti con il resoconto delle proprie disgrazie. “Bello di fama e di sventura…”, come diceva il poeta.

No, anzi, sto benone, non sono mai a casa, continuo a ballare e andare a dormire due-tre volte alla settimana in orari da notte di Capodanno. Oltretutto l’ambiente del ballo mi ha propiziato nuove amicizie, specialmente femminili, che hanno decisamente rimpolpato la mia vita sociale.

Insomma, non ho più tempo per il blog e, sinceramente, me ne rammarico, perché, come ho detto più volte,considero la scrittura un nobile passatempo e anche qualcosa di più: uno strumento di conoscenza di se stessi. Che voi direte che alla mia età uno dovrebbe conoscersi già abbastanza, eppure non si ha mai finito di imparare.

Per esempio, nella mia qualità di insegnante, ho partecipato a un corso di aggiornamento tenuto da  due giovani psicologhe. Il tema era la psicologia degli adolescenti, ma per farci comprendere alcuni meccanismi, le nostre docenti ci facevano giocare, impersonare scenette, immedesimare in ruoli vari: tutto molto divertente. Inoltre, per aumentare la nostra disponibilità all’apertura emotiva, ogni seduta iniziava con 10 minuti di mindfulness.

La mindfulness è una tecnica di meditazione ispirata alle filosofie orientali, in cui te ne stai lì seduto e segui la voce che ti guida nel concentrarti prima sulle sensazioni fisiche, poi sulle emozioni, poi sui pensieri, che però devi visualizzare e lasciar scorrere via, come se ogni pensiero fosse trasportato da una nuvoletta, che, sospinta dal vento, se lo porta via. E infine devi concentrarti sul tuo respiro, che tutto unisce, e che si espande dentro al tuo corpo, dalla punta dei capelli fino ai piedi.

Ecco, lo so che detto così sembra una cazzata, ma vi assicuro che è fighissimo. Cioè, come tutte le cose,perché funzionino bisogna crederci. In realtà non c’è niente a cui credere, si tratta soltanto di evitare di prendere il tutto con sarcasmo, farlo con convinzione. A cosa serve? A niente. Non è una tecnica di rilassamento. Come dice il nome, è soltanto un modo di essere presenti a se stessi, e di esserlo con tutte le proprie componenti, fisiche, emotive e razionali; quelle componenti che tendiamo troppo spesso a separare.

Io per natura sono sempre secchiona, quindi faccio quello che mi dicono e ottengo sempre i risultati che mi si chiedono. E’ una forma di adesione alla realtà, potremmo dire banalmente prendere il buono di quello che arriva. E così questa mindfulness, che per alcuni era un incrocio fra un incommensurabile trituramento di coglioni e una mission impossible, per me è stata una piacevole esperienza che ha funzionato sorprendentemente bene.

Ma anche in alcune riflessioni che abbiamo fatto durante il corso mi è capitato di trovarmi un passettino avanti agli altri. Oddìo, a me sembra di stare avanti, magari gli altri pensano “ma che pippe si fa questa?”. Però, insomma, ho sempre da dire la mia, anche grazie alle molte elucubrazioni che ho già fatto, spesso sul blog.

Per questo non voglio smettere con le mie pippe blogghesche e, ora che sono quasi in vacanza, conto di dedicarmici di nuovo un po’.

Meninas is back.

 
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Commenti al Post:
blumannaro
blumannaro il 25/06/17 alle 22:14 via WEB
Primo: se ti fossi fidanzata non escudo che che in questo periodo avresti pubblicato almeno 200 post. I primi 100 per elencare le infinite qualità del tuo "lui", gli altri (dopo averlo mollato) per elencare i suoi infiniti difetti. ;-) Secondo: non ho mai avuto un grande amore per la "roba orientale" (forse colpa di qualche frequentazione Giapponese che mi ha lasciato un po' dubbioso su quel popolo...) tuttavia questo mindfulness mi ha incuriosito e vedrò di cercare qualche video per approfondire. Con calma eh! :D
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meninasallospecchio
meninasallospecchio il 26/06/17 alle 11:12 via WEB
No, dai, non sono una di quelle che fanno i pucci pucci in rete. Qualche uomo ce l'ho pure avuto in questi anni di blog, ma senza farmi distogliere troppo da altre attività. Comunque neanch'io sono una da new age e i giapu non mi ispirano per niente, però questa roba qua m'è piaciuta. In realtà non c'è niente di particolarmente olistico nel cercare di stabilire, o per meglio dire, ripristinare, la connessione fra corpo e mente. E' quello che facciamo con la psicomotricità dei bambini. Poi da adulti, chissà perché, diventiamo dissociati.
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blumannaro
blumannaro il 29/06/17 alle 21:36 via WEB
...i pucci pucci in rete.... Come diceva il buon Troisi, "mo' questa me la segno" :D
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sagredo58
sagredo58 il 29/06/17 alle 11:12 via WEB
si ma ... la mindfulness a che serve? Da scriverci un centinaio di post! RIDO
(Rispondi)
 
 
meninasallospecchio
meninasallospecchio il 29/06/17 alle 18:57 via WEB
Meno male che sono tornata io a darti delle idee, scommetto che eri a corto ;-)
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arw3n63
arw3n63 il 05/07/17 alle 09:43 via WEB
Ueeee bentornata!:-) se lo fai con convinzione e ci credi funziona, essere presenti a se stessi equivale a osservarsi, prendere coscienza del proprio corpo, respiro, mente e le sensazioni che si percepiscono, dev'essere qualcosa di simile al rilassamento guidato con visualizzazioni che facciamo anche noi al corso yoga, aiuta a rilassarsi, almeno alla fine noi siamo un po' tutte più rallentate ma occorre assumere una posizione comoda.
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meninasallospecchio
meninasallospecchio il 05/07/17 alle 14:37 via WEB
Comoda ma non troppo. Ci facevano stare seduti abbastanza dritti, gambe non accavallate, mani appoggiate sulle ginocchia.
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arw3n63
arw3n63 il 10/07/17 alle 21:57 via WEB
Così non t'addormenti :-)
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Quivisunusdepopulo
Quivisunusdepopulo il 22/09/17 alle 19:02 via WEB
Buonasera, non ho mai voluto essere un intellettuale snob per cui non so se un mio commento a questo post, che in sostanza é dedicato ad un sistema di aiuto alla introspezione, potrebbe essere gradito: in realtà sarebbe sufficiente guardare ai propri problemi con sguardo distaccato per ottenere lo stesso risultato, debbo però dire che ho deciso di scrivere qualcosa perché apprezzo molto la scelta del più famoso quadro di Velazquez e del Prado come propria icona. Saluti.
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donnasofia69
donnasofia69 il 06/01/18 alle 08:49 via WEB
Io vorrei aggiungere tra le motivazioni dello scrivere dopo nobile passatempo e mezzo per conoscersi anche mezzo per frequentare se stessi. Io che sono un paio d'anni che non scrivo mi sento un po' abbandonata da me stessa.... Tra i propositi del 2018 ci metto anche questo: tornare a trovarmi!
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Utente non iscritto alla Community di Libero
Pogoda il 30/06/18 alle 18:03 via WEB (Rispondi)
 
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