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CORONAVIRUS:Quanti posti di lavoro perderemo?

Post n°1661 pubblicato il 22 Maggio 2020 da prolocoserdiana
 

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Serrande sollevate, clienti in fila e negozi sanificati. Il lockdown è ormai un ricordo. Dal 18 maggio i commercianti possono tirare un sospiro di sollievo. O almeno ci provano. La ripresa infatti appare ancora un miraggio. E per alcuni potrebbe essere un obiettivo irraggiungibile. La favola dello smart working non regala un lieto fine a tutti. Se molte aziende grazie a questo strumento hanno e stanno raccogliendo ottimi frutti, alcuni – come i lavoratori in nero e i precari – non ne hanno la possibilità e non vedranno ancora per molto tempo.
Secondo Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl "se non si interviene subito sono a rischio più di un milione di posti di lavoro e l’11% della nostra capacità produttiva potrebbe essere compromessa per sempre".Dall’ultimo rapporto Istat emerge che il mercato del lavoro è fermo. A marzo è stata registrata una diminuzione dell’occupazione pari a -27mila unità e nel trimestre gennaio-marzo 2020 il calo è di -94mila unità. La diminuzione dell’occupazione coinvolge sia le donne (-18mila unità) sia gli uomini (-9mila) portando il tasso di occupazione al 58,8%.
Il problema fondamentale è il mancato sostegno all’impresa. Il sistema bancario non ha risposto in nessun modo perché ritiene di non aver avuto giuste garanzie. Se le aziende non ripartono nemmeno l’economia riparte. Il 40% di queste non ha riaperto nonostante avrebbe potuto. Questa manovra non mette al centro il sostegno alle imprese".
 La pandemia ha obbligato molte aziende a utilizzare uno strumento che negli ultimi anni era ai margini della propria attività produttiva: lo smart working. Alcune multinazionali, come Twitter, negli ultimi giorni hanno addirittura affermato che probabilmente continueranno a utilizzare il lavoro da casa anche dopo la fine della pandemia. Per i lavoratori dipendenti, lavorare da remoto ha rappresentato per certi versi una novità, ma non ha causato problematiche particolarmente evidenti.
Probabilmente, COME SOSTENGONO TANTISSIMI ECONOMISTI DI FAMA INTERNAZIONALE, il tasso di disoccupazione salirà di molto e quindi la soluzione sarà quella di creare nuovi posti di lavoro in settori come quello sanitario o nella produzione di strumenti a sostegno della sanità, come le mascherine. Soprattutto sarà necessario consentire una riqualificazione del lavoratore che non sarà fattibile però nel giro di poche settimane. Ci dovranno essere quindi, oltre alla liquidità alle imprese, delle politiche dirette alla formazione e al ricollocamento dei lavoratori e cioè bisognerà accompagnarli verso nuovi posti. Al momento è tutto in stallo e nessuno parla ancora di questa possibilità e questo farà sì che l’Italia si troverà del tutto impreparata nella gestione di questo problema".

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COME SI SUOL DIRE: AI POSTERI L'ARDUA SENTENZA anche se il tempo sta scivolando via senza certezze o concretezze di nessun genere. Sebastian
PS. Non appena sentirò Sal, che oggi si sottoporrà ai controlli, vi darò sue notizie. Buona giornata da tutta l'allegraband

 

 
 
 
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