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Pubblicità contro le donne e il loro corpo. Da Lamborghini a Nuvenia e Dolce & Gabbana

Post n°1807 pubblicato il 28 Novembre 2020 da prolocoserdiana
 

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La violenza contro le donne non inizia con i gesti. Non serve uno schiaffo, un pugno, una mano che si alza, per entrare nel tunnel dove la donna ha un corpo destinato a soccombere. No, la violenza viene prima e dopo, per esempio dalla forza delle immagini, dal messaggio che riproducono e lasciano passare.
Non scandalizziamoci più del dovuto. Non facciamo moralismo. La pubblicità ha sempre utilizzato il corpo della donna, il Bello della donna, per promuovere prodotti. Qualsiasi prodotto. Ricordiamoci che quando i settimanali di informazione erano i giornali più venduti in edicola, parliamo di Panorama ed Espresso, al momento di scegliere la copertina si optava sempre per una bella donna nuda che andava ad illustrare la notizia di prima pagina.
Ma il salto al quale stiamo assistendo è quello di assecondare, con la pubblicità, tutte le peggiori pulsioni nei confronti del corpo femminile. Non basta più l’approccio erotico, sul filo della pornografia, serve andare oltre, e trascinare il corpo della donna all’uso violento, perverso nei suoi confronti. Così delle fiammanti auto Lamborghini gialle sono fotografate con ragazzine ammiccanti in primo piano, come se il possesso dell’auto di lusso e quello del corpo di una quasi bambina fossero due cose parallele. Le immagini delle baby modelle, cosa abbastanza singolare, sono tra l’altro firmate da una bravissima fotografa, militante di sinistra contro la mafia, siciliana doc: Letizia Battaglia. Ma la firma non giustifica, semmai aggrava la situazione, come nel caso di alcune provocazioni di Oliviero Toscani.

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Amletico dubbio!!! Ma a queste povere ragazze così svilite dai comportamenti maschili, hanno per caso puntato un mitra contro per costringerle a spogliarsi ed a posare con tanta naturalezza? Povere bambine innocenti, mi verrebbe da piangere!!! Una cosa mi consola: le mele marce non hanno sesso o identità: esistono e basta. Punto. Sorriso per un allegro fine settimana, bye sal

 
 
 
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