Un blog creato da prolocoserdiana il 22/02/2010

SAL&ALLEGRABAND

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IL MIO MONDO, LA MIA REALTA'

Riferito al post 734 di cui dovete
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Pedofili in agguato su Omegle, la chat senza regole per fare sexting

Post n°1015 pubblicato il 18 Settembre 2018 da prolocoserdiana
 

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Bastano pochi secondi per farsi contattare. E in media due minuti per addentrarsi nel mondo della sex chat. Nessuna registrazione e pieno anonimato. È Omegle.com, il pericoloso social network del momento che spopola tra gli adolescenti e che desta la preoccupazione di polizia ed esperti. Non bastano più Facebook, Instagram, Tinder. I ragazzi cercano emozioni più forti, trasgressione. E, a giudicare dalle chat, ci riescono. Ma pedofili e adescatori sono dietro l’angolo.
Per accedere a Omegle.com non è necessario registrarsi. Basta digitare l’url. Nessuna mail. Nessun numero di telefono, nessun nome. Totale autodistruzione delle chat una volta concluse. È una sorta di roulette in cui si può scegliere tra solo testo, solo video o versione ibrida. Si clicca il tasto start a chat e via, nel mondo del proibito. Lo slogan del sito dice tutto: Talk to strangers. Tra questi sconosciuti, però, ci si può imbattere in 13enni così come in 58enni. O quantomeno queste sono le età che vengono dichiarate. E quasi tutti - la maggior parte uomini - parlano di sesso.
Anche se gli incontri fisici la maggior parte delle volte effettivamente non ci sono, il danno psicologico resta comunque. Assolutamente sì. Anche solo l'incontro virtuale può lasciare cicatrici emotive e danni psicologici. Sono proprio i pochi incontri fisici a farmi riflettere: per i ragazzi è più appagante un rapporto avuto via chat piuttosto che uno vero. Su Omegle sono “protetti”, non devono confrontarsi seriamente; mentre nel mondo reale giocano l’emotività e la relazione con il proprio corpo. Si tratta di un appagamento fisico e non completo. Poi, quando dovranno affrontare un rapporto vero, come si comporteranno?

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CONSIDERAZIONI DI UN UTENTE, NATURALMENTE ANONIMO!!!
Si sta facendo del finto moralismo. Il sito è stato creato apposta per argomenti di questo tipo ed è ben noto a tutti. Se il minorenne ci va sa cosa trova. Non è Facebook dove un utente potrebbe venire a contatto con persone indesiderate senza volerlo.

 
 
 

Negramaro, il chitarrista Lele Spedicato colpito da emorragia cerebrale

Post n°1014 pubblicato il 17 Settembre 2018 da prolocoserdiana
 

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Ore di ansia per i Negramaro: il chitarrista della band, Emanuele "Lele" Spedicato è stato ricoverato lunedì mattina in gravi condizioni nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Vito Fazzi di Lecce in seguito a un'emorragia cerebrale. Contrariamente a quanto era trapelato in un primo momento, il musicista, 38 anni, non è stato operato ma è costantemente monitorato. La prognosi è riservata.
Secondo le notizie che sono state diffuse, Spedicato si sarebbe sentito male nella sua abitazione in Salento. La moglie Clio (incinta di sette mesi) ha spiegato ai sanitari del pronto soccorso di averlo trovato nei pressi della piscina privo di sensi. Portato in ambulanza dai sanitari del 118 al pronto soccorso del Vito Fazzi, è stato sottoposto a esami radiologici che hanno evidenziato un'emorragia cerebrale in atto.

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Sal&allegraband si uniscono a tutti gli altri artisti e ti dicono: dai Lele, ce la devi fare.

 
 
 

Al bar con il cellulare spento. A Milano ci provano una ventina di locali

Post n°1013 pubblicato il 17 Settembre 2018 da prolocoserdiana
 

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Scena: lui, o lei, entra in un bar con lo smartphone incollato all’orecchio, parla con un tono di voce alto, e solo a gesticolando, senza mai dire ‘Buongiorno e Grazie’, paga, ritira lo scontrino alla cassa e ordina la sua consumazione. Poi beve il caffè o l’aperitivo, senza mai interrompere la comunicazione al cellulare, ed esce. Un classico della maleducazione digitale, uno spreco di tempo e di energie, in quanto il bar, e il momento in cui si consuma qualcosa in un locale pubblico, è anche un frammento di relax, una pausa da assaporare in compagnia, e non prigionieri delle nostre protesi elettroniche.
Per favorire una nuova educazione del cellulare a Milano è nata una bella iniziativa. Semplice ma molto chiara. Una ventina di bar, in diversi quartieri della città, dai Navigli a Porta Romana, passando per il Centro, hanno aderito al network Aperitivo senza telefono. Si sommano ai ristoranti, ormai presenti in tutta Italia, che prevedono al loro interno la modalità no phone.
Nulla di prescrittivo, nulla di imposto, ma solo un modo leggero per ricordare i danni e gli effetti collaterali di un uso così compulsivo dei cellulari, a parte ovviamente il tema del galateo infranto. E un modo di condividere il nuovo stile di vita, come dimostra il fatto che attorno al progetto è una nata una piccola ma agguerrita comunità, si chiama Smart Break, guidata dalla psicologa Monica Bormetti.

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Buon inizio settimana e grazie di avermi seguita. Da domani la parola nuovamente all'amicone Sal. Anna Paola

 
 
 

Kate Moss: "Sarò lʼagente di mia figlia e... niente topless per lei"

Post n°1012 pubblicato il 16 Settembre 2018 da prolocoserdiana
 

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Modella e mamma modello. Kate Moss, splendida 44enne dalla vita ribelle, racconta al programma Megyn Kelly Today come sia migliorato il suo stile di vita in quest'ultimo anno: "Vado a letto presto, bevo molta acqua, non prendo troppi caffè e sto cercando di ridurre le sigarette". Un esempio per la figlia 15enne Lila Grace che potrebbe intraprendere la stessa carriera della madre. Ad una condizione: "Non permetterò a mia figlia di posare in topless", a differenza di quanto ha fatto lei alla stessa età.
All'inizio della sua carriera Kate Moss non amava posare senza veli e, quando giovanissima lo ha fatto, si è sentita sotto pressione: "Sì, è capitato all'inizio. Ho lavorato con un'artista chiamata Corinne Day e a lei piaceva fotografarmi sempre in topless. Invece a me non piaceva affatto", racconta al Megyn Kelly Today. E alle giovani modelle che si trovano nella stessa situazione, la top model riserva loro un consiglio: "Non devono farlo se non si sentono a loro agio. Non permetterei a mia figlia di farlo". Lila Grace Moss-Hack infatti, non è proprio estranea al mondo della moda, tanto che il suo debutto in passerella risale allo scorso anno. "La sosterrò ovviamente. Sarò il suo manager. E la sua mamma. Se vuole, la sosterrò in qualsiasi cosa lei voglia fare", confessa la Moss che sottolinea quanto sia speciale il suo rapporto con Lila Grace.

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Da quel di Padova gli amici e amiche vi lasciano ad una serena e spensierata domenica. Io, come sempre, la trascorrerò in allegria con la mia " piccola ", mia madre e la mia sorellina Serenella. A voi tutti una splendida domenica. Anna Paola.
PS. BUON  MATRIMONIO CARISSIMI SANDRO E MIRELLA.

 
 
 

Pena di morte, è del tutto inutile: gli omicidi, dove c’è, non diminuiscono

Post n°1011 pubblicato il 14 Settembre 2018 da prolocoserdiana
 

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Altro post decisamente provocatorio dopo che qualche politico italiano ha annunciato che l'introduzione della pena di morte sarebbe un toccasana per tutti gli italiani...( ndr )


La pena di morte, oltre ad essere orribile e incivile, è uno spreco (di vite e di risorse) che non funziona. E non lo dicono le solite associazioni che coraggiosamente, da anni, si battono per la sua abolizione, come la Comunità di San Egidio. No, questa volta parlano le statistiche e dimostrano che se si confronta il tasso di omicidi ogni 100mila abitanti negli stati americani in sui si applica la pena di morte con quelli abolizionisti, si scopre che la sua funzione come deterrente per gli omicidi è pari a zero. Irrilevante.
Intanto le sentenze eseguite negli Stati Uniti, nel 2015, sono state ben 28, anche se la pena di morte è molto più radicata in altri paesi, come l’Iran (mille persone uccise nell’ultimo anno), il Pakistan (324 condannati) e l’Arabia Saudita (157 esecuzioni). Dalla classifica resta fuori la Cina, in cui si presume che ogni anno vengano effettuate migliaia di esecuzioni. Si presume. Perché il governo di Pechino continua a rifiutarsi di fornire qualsiasi cifra e statistica su questo argomento. Alla faccia della civiltà.

BIBLIOTECA VIVENTE BOLLATE –

Qui non si sfogliano i libri di carta, ma si ascoltano “libri umani“. Cos’è una biblioteca vivente? Si tratta di un posto dove a raccontare le storie sono le persone, anzi: sono le persone che fanno le storie. E i lettori interagiscono con loro. Le storie che raccontano sono quelle che hanno vissuto: appartenenti a minoranze, vittime di pregiudizi e generalizzazioni, i “libri umani” del carcere di Bollate sono i detenuti. La Biblioteca vivente di Bollate – il cerchio si chiude – recentemente ha dato vita a un libro vero, di carta. Il titolo è – semplicemente, ora che sapete cos’è – Biblioteca Vivente (pubblicata a cura dell’associazione ABcittà, a firma di scrittori emergenti e giornalisti), ed è il risultato di un progetto di inclusione che ha coinvolto i detenuti del carcere di Bollate.

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Domani mattina volo diretto per Verona dove ad attenderci ci sarà Erick con gli amici. Un'oretta di macchina e saremo in quel di Padova dove domenica si celebrerà il matrimonio di Mirella e Sandro. Noi siamo pronti...gli sposini? Domani lo scopriremo...Ci rileggiamo lunedi in tarda serata...Bye sal&allegraband

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FORMAGGI ARGIOLAS IL CUORE DELLA SARDEGNA

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