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Apre l’Albergo Etico: un esperimento di inserimento lavorativo per ragazzi down

Post n°1403 pubblicato il 16 Settembre 2019 da prolocoserdiana
 

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Un hotel che impiega ragazzi affetti dalla sindrome di Down.

È l’albergo Etico di Asti – appena inaugurato – che per primo ha lanciato questa iniziativa con l’obiettivo di creare una struttura accessibile da tutti i punti di vista alle persone con disabilità, offrendo loro anche l’opportunità di inserirsi nel mercato del lavoro. Una trentina di stanze, giardino interno, reception con spazio di co-working e ristorante. Sono questi gli ambienti dove i ragazzi lavorano a pieno ritmo. L’hotel tre stelle, in pieno centro città, è stato ricavato dalla ristrutturazione di una casa di ringhiera a corte chiusa. Il risultato di oggi arriva da lontano. È il 2006 quando un gruppo di amici e professionisti aiuta Niccolò, ragazzo affetto da sindrome di Down, a fare uno stage per concludere il suo percorso formativo alla Scuola Alberghiera Colline Astigiane. Il posto giusto viene individuato nel ristorante “Tacabanda” collegato all’hotel sito in Corso Galileo Ferraris 58 nella piccola cittadina piemontese.Un’esperienza positiva che Niccolò ha raccontato al presidente di “Tacabanda”, Antonio De Benedetto,e  che grazie all’aiuto della Fondazione Vodafone Italia e al Fondo Socio-Sanitario Fab (Fondo Assistenza e Benessere) si è ampliata.È nato così il progetto “Download”, che coinvolge il personale permanente dell’albergo e, a rotazione, sei giovani stagisti. I ragazzi lavorano nella struttura dove rimangono poi a dormire nelle stanze dedicate al personale, in quella che viene definita “L’accademia dell’indipendenza”.
E proprio questa è un’altra finalità dell’iniziativa: creare professionisti del settore turistico che siano anche indipendenti, che sappiano vivere da soli e gestirsi in autonomia. Il percorso è graduale ed è stato pensato su tre anni, il tempo medio necessario per raggiungere una vera autonomia. Prima il ragazzo apprende e svolge tutte le mansioni dell’albergo e ristorante e poi le replica nel contesto familiare. I più esperti si incaricano di fare da tutor per i nuovi arrivati. Un’opportunità non solo per loro, ma anche per il nostro Paese.

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Sereno e sorridente inizio settimana, bye Sal

 
 
 

BUONA DOMENICA IN ALLEGRIA

Post n°1402 pubblicato il 15 Settembre 2019 da prolocoserdiana
 

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Appena letto il post dell'amica Sabrina, sono rabbrividito. Che non la pensi come lei lo ho sempre dimostrato giacchè ognuno deve godere della propria ed invalicabile libertà. Onde, almeno per me e per qualcun altro/a di noi, non fa testo, o almeno in gran parte,  ciò che ha scritto Sabry. So che ora nasceranno fra me lei discussioni su discussioni, ma ciò che maggiormente conta per me è CHE OGNUNO ESPRIMA LIBERAMENTE CIO' CHE MEGLIO CREDE. Se poi vuole anche farci partecipi della propria vita, ben venga, in caso contrario OGNUNO E' E RIMANE CIO' CHE MEGLIO CREDE. Bye Sal

Un soldato semplice si trova davanti a una commissione che cerca soldati adatti a unità speciali per missioni molto pericolose. All’interno della commissione c’è anche uno psicologo che deve valutare lo stato mentale dei candidati. Lo psicologo si rivolge al soldato e gli dice: “Supponiamo che tu sia in battaglia e che a un certo punto un proiettile ti stacchi un orecchio. Come ti senti?”
Il soldato riflette per una trentina di secondi e poi risponde: “Non vedo più da un occhio”.
Lo psicologo rimane interdetto, non riesce a credere che si possa dare una risposta di genere. Riflette un attimo e poi decide di continuare sempre sulla stessa linea e pone al soldato la seconda domanda: “OK; ipotizziamo che due minuti dopo un altro proiettile ti stacchi anche l’altro orecchio. Cosa senti?”.
Il soldato risponde immediatamente “A questo punto non vedo proprio”.
Lo psicologo allora sbotta: “Ma cosa dici?!!! I proiettili ti hanno staccato le orecchie e tu non vedi! Ma perché dici così???
“Mi è caduto il berretto sugli occhi”.


Un uomo piuttosto anziano va a confessarsi.
“Mi perdoni padre perché ho peccato”.
“Dimmi figliolo…” risponde il prete.
“Sa, durante la Seconda guerra mondiale ho tenuto nascosto un ebreo in casa mia per salvarlo dai nazisti…”.
“Ma figliolo, è stata una buona azione, non vedo proprio nulla da cui assolverti”.
“Sì, ma vede padre, per tenerlo nascosto gli chiedevo 50.000 lire al giorno…”.
“Figliolo, questo potevi evitarlo, ma comunque gli hai salvato la vita; tranquillo, puoi andare in pace!”.
L’uomo allora si alza, fa tre passi e poi torna indietro dal parroco dicendo:
“Senta padre, lei che ne pensa… glielo devo dire che la guerra è finita?”.

Un coniglio sta passeggiando con aria felice perché sta per completare la sua tesi di laurea. A un certo punto del cammino incontra un lupo che, naturalmente, vuole mangiarselo. Volendo almeno laurearsi prima di morire, il coniglio dice a lupo: “Ascolta, vieni nella mia tana; ti farò leggere la mia tesi di laurea; se non sei d’accordo con quello che dice, mi mangerai”. “OK, mi sta bene” dice il lupo; “E come si intitola la tua tesi?”. “La superiorità dei conigli su lupi e volpi”. Il lupo, molto incuriosito, accetta ed entra nella tana del coniglio, ma non ne esce più.
Il giorno dopo, il coniglio passeggia felice perché all’indomani discuterà la sua tesi. A un certo punto del cammino incontra una volpe che ovviamente vuole mangiarselo. Allora il coniglio le dice: “Ascolta, vieni nella mia tana; ti farò leggere la mia tesi di laurea; se non sei d’accordo con quello che dice, mi mangerai”. “OK, mi sta bene” dice la volpe; “E come si intitola la tua tesi?”. “La superiorità dei conigli su lupi e volpi”. La volpe, incuriosita, accetta ed entra nella tana del coniglio, ma non ne esce più.
Il giorno dopo, il coniglio esce dalla tana vestito molto elegantemente perché fra poche ore discuterà la tesi e finalmente avrà la sua laurea. Incontra un suo amico che gli fa i complimenti e gli chiede il titolo della tesi. “La superiorità dei conigli su lupi e volpi”. “Mah” – dice l’amico “non credo che possa funzionare”. “Vieni nella mia tana e ti spiegherò tutto”.
Allora l’amico entra nella tana del coniglio e si ritrova davanti a un mucchietto di ossa di lupo, un mucchietto di ossa di volpe e, nello studio, vicino al computer, con in mano una copia della tesi, un leone molto grosso.
Morale
: Non conta il titolo della tesi; quello che conta è chi è il tuo relatore.

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Serena e allegra domenica sempre che Valentino Rossi ed il mio Milan non me la rovinino. Bye, Sal

 

 
 
 

PARLARE E SCRIVERE ANCORA DI CHE?

Post n°1401 pubblicato il 14 Settembre 2019 da prolocoserdiana
 

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Credo, anzi ne sono-siamo certi, che il precedente post sia stato in gran parte frainteso. Sebastian voleva semplicemente sottolineare che ogni giorno leggiamo notizie, avvenimenti, poesie, scritti e quant'altro facilmente reperibili su Internet le cui porte sono spalancate a notizie di ogni qualsivoglia genere. Il fatto è che siamo noi a non saper parlare di noi se non attraverso citazioni, poesie e quant'altro non sia materiale trito e ritrito. Ed a questo punto la domanda la pongo io: voi di noi sapete tutto giacchè abbiamo sempre avuto il buon senso di farci conoscere per ciò che siamo ( professioni, età e qualsivoglia altra notizia che ci riguarda ) Voi...già, VOI CHI SIETE?
Un caloroso abbraccio per un fantastica domenica.

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Tutti i nostri post a seguire, se non saranno notizie di un certo rilievo, tratteranno solo ed unicamente dei nostri pensieri e della nostra realtà quotidiana, qualunque essa sia. Basta citazioni, basta leggere o commentare tutto ciò che non ci appartiene come unicità di persone. Sabrina

 
 
 

TU CHI SEI? NOI, CHI SIAMO?

Post n°1400 pubblicato il 14 Settembre 2019 da prolocoserdiana
 

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Era il 1985, mancavano ancora 15 anni al nuovo secolo, quello attuale, e Calvino, che non riuscì a tenere le lezioni a causa della sua morte improvvisa, con il tocco visionario del poeta e dello scrittore di fiabe, riuscì a scolpire in poche parole l’essenzialità della vita, ovvero «il planare sulle cose dall’alto, senza avere macigni sul cuore». Qui c’è tutto.

Diciamo pure che Calvino aveva capito bene quanto il mondo contemporaneo marciava unito e compatto, in una cecità di massa, verso la nuvola dell’Io, Io, Io, dove il Noi scompare del tutto. La vera e leale comunicazione, il mettersi in discussione, invece, ci avvicina all’altro, ci aiuta a sentirci comunità, a tessere il filo dell’empatia e della solidarietà. Ci spinge fuori dal ghetto dell’indifferenza e ci porta nel campo libero del piacere di sentirci in qualche modo, non virtuale, connessi, da relazioni anche sottili, leggere appunto, ma non per questo meno importanti. Nel consentirci di «non avere macigni nel cuore.»Comunicare realtà. l'esatto  contrario della superficialità (chi assimila i due termini non ha capito nulla e deve ripartire da zero), è una forma di naturale prevenzione contro il rancore, l’odio, la voglia, anche feroce, di regolare, prima o poi, i conti.
Sal, che ne sa più di una della lampada di Aladino, un giorno di tanto tempo fa ci aveva semplicemente ammoniti fissandoci negli occhi e col suo disarmante sorriso ci aveva chiesto: tu chi sei? Noi chi siamo?..
A voi, solo a voi capire il vero senso di queste mie poche parole...Il video, che ho voluto dedicarvi, non è altro che un ulteriore imput a capire il mio pensiero.

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Da noi tutti-e un cordiale ed affettuso saluto per questo nuovo fine settimana. Manuel

 
 
 

Quanto vino possiamo bere?

Post n°1399 pubblicato il 13 Settembre 2019 da prolocoserdiana
 

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Il vino piace, ci mette di buon umore, ci fa compagnia, e in generale migliora la qualità di un pranzo o di una cena. Ma quanto ne possiamo bere? E come? Iniziamo a dire, a proposito della quantità, che le più attendibili ricerche scientifiche convergono su un punto: la soglia limite, che bisogna cercare di non superare, è quella dei due bicchieri al giorno per l’uomo e un bicchiere al giorno per la donna.  In questo modo, con un’assunzione moderata di alcol, scansiamo il primo rischio dell’eccessivo vino: l’aumento di peso.
L’Istituto Farmacologico Mario Negri di Milano ha realizzato lo studio più completo sui rischi, in rapporto ai diversi tipi di cancro, dell’eccessivo consumo di alcol, una ricerca durata 18 anni, coinvolgendo ben 5.700 persone. Quali le conclusioni? Entro i limiti dei 2 bicchieri non sono aumentate le percentuali di rischio per ben 13 tipi di tumori (tra questi allo stomaco, al pancreas, al colon-retto, alla prostata, al seno, etc…), mentre una volta varcata la soglia dei 3 bicchieri il pericolo aumenta tra il 20 e il 30 per cento. Ecco dunque confermata la soglia della quale abbiamo parlato: 2 bicchieri per l’uomo e 1  per la donna.
Si beve l’acqua e si gusta il vino”, è il detto popolare, che come spesso accade, non sbaglia. Non occorre fare allarmismo, né demonizzare la bevanda più popolare sulle tavole del nostro paese. Invece di essere rigidi ed evitarne del tutto il consumo, sarebbe il caso di ricordare che bere vino con moderazione non fa male, ma anzi, può permettere di integrare la nostra dieta con i polifenoli, utilissimi per proteggere il sistema cardio circolatorio. Il vino, rosso soprattutto, contiene fitoestrogeni che aiutano a ridurre le vampate di calore tipiche della menopausa. Dunque, all’interno delle dosi consigliate, siate tranquilli e godetevi del buon vino. Con moderazione.

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Buona giornata e vedete di non mettervi alla guida dopo aver bevucchiato più del lecito...Sabrina

 
 
 
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