Un blog creato da prolocoserdiana il 22/02/2010

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"Le ho mai raccontato del vento del Nord", lʼamore via mail

Post n°1122 pubblicato il 17 Dicembre 2018 da prolocoserdiana
 

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"Le parole sono come baciare, ma senza labbra...". Lo scrive Leo a Emmi in "Le ho mai raccontato del vento del Nord", romanzo epistolare in chiave moderna del geniale scrittore e giornalista austriaco Daniel Glattauer, che approda sotto forma di pièce, con la regia di Paolo Valerio, al Teatro Franco Parenti di Milano, dal 18 al 23 dicembre. "Attraverso le parole", racconta Chiara Caselli, protagonista dello spettacolo, "i due personaggi coprono l'intero ventaglio dell'alfabeto amoroso..."
"E' la storia di due persone, un uomo e una donna, che si incontrano per caso via mail. Poco alla volta nasce tra loro una relazione, che potrebbe non portare mai, o forse sì, ad un incontro fisico, e che si nutre sostanzialmente solo di parole... all'interno delle quali però c'è l'intero ventaglio di sfumature e colori degli incontri amorosi...", racconta l'attrice.
Non si sa se questo rapporto nato via mail potrà mai sopravvivere a un incontro reale, fisico, ma forse non è questo che conta. Quello che conta nel romanzo di Glattauer, che ha venduto milioni di copie in tutto il mondo, e nella trasposizione scenica di Valerio, è quell'indugiare negli spazi nascosti tra le parole scritte, quell'insinuarsi dietro al loro apparente significato per scoprire un sentimento talmente potente e travolgente, che si materializza tra le pagine del libro e sul palcoscenico, magicamente e sorprendentemente come solo l'amore sa fare. Un’emozionante favola moderna, priva di ambientazioni, che si avvale solo della lunga sequenza di messaggi, che i due protagonisti si scambiano. Leggera, ironica, spesso cerebrale e ricca di spunti di riflessione, su cosa significa davvero vivere una realtà che spesso diventa stretta e nella quale s'insinuano rimpianti e rimorsi, ombre e sensi di colpa dai quali non ci si riesce più a liberare.
Nell'era di Internet e dell'immediatezza, degli sms e dei whatsapp un testo più che attuale: "Oggi assistiamo ad un abbassamento della qualità della parola scritta e questo amore virtuale fatto di parole è bellissimo...", dice l'attrice, che aggiunge: "Quando però si tratta di relazioni io penso che sia necessario l'incontro reale...Le relazioni hanno bisogno del contatto fisico".

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Per l’amore platonico non può esservi dramma perché in un amore simile tutto è chiaro, puro.
(Lev Tolstoj, Anna Karenina)

Serena fine serata e buon martedi. Bye Sal

 
 
 

IL FAR WEST DELLE DISCOTECHE...

Post n°1121 pubblicato il 17 Dicembre 2018 da prolocoserdiana
 

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Le discoteche italiane sono diventate come il Far west, terra di tutti e di nessuno. Gira droga, di qualsiasi tipo e con qualsiasi taglio, come se invece che luoghi per ascoltare musica, ballare, divertirsi, ci trovassimo di fronte a maxi-empori dello spaccio continuato. Girano, e talvolta comandano, gang di bulli, e bulletti, piccoli e grandi criminali, potenziali delinquenti a vita: vanno in giro per discoteche, si intrufolano in qualche concerto, e tirando fuori il micidiale spray al peperoncino, assaltano i ragazzi a caccia di catenine e bracciali d’oro, orologi e cellulari. Rapine notturne: decine di assalti, e parliamo solo delle regioni del Centro-Nord dove questo fenomeno è più diffuso, in pochi mesi. Poi ci sono, tanto per completare il quadro sciagurato, sul filo di un enorme spreco di salute e ahimè di vite spezzate, anche i rap e i dj che ci mettono il loro, con messaggi violenti, sbagliati, di fatto estranei a qualsiasi elementare regola di buon senso e di responsabilità. Incitazioni a forme di trasgressione che aiutano solo a stare male e a rischiare la pelle. Questi profeti di un miserabile pensiero, da non confondere con rap e dj talentuosi e autentici artisti, fanno il paio con gestori spregiudicati, pronti ad accogliere più gente del possibile (ancora una volta, prima delle norme: manca il buon senso), con personale poco qualificato per fare fronte alle emergenze, laddove spesso sono carenti perfino le uscite destinate a questa delicatissima circostanza.
Un trafficante di cocaina e di ecstasy, parlando ovviamente in anonimato con un giornalista del Corriere della Sera, l’ottimo Andrea Galli, tempo fa ha fatto questa candida confessione: «A Milano si lavora da Dio. Vendiamo etti interi di roba, anche ai vostri figli, e la roba entra tranquillamente in discoteca grazie alla security, ai deejay, all’elettricista… La tolleranza zero è solo una favola».  La gravità di queste parole è pari soltanto allo sconcerto e alla certezza che coltivo da molto tempo: i pusher dei ragazzi, dei nostri figli, dei nostri nipoti, dei tanti che possono fare la stessa fine di Adele De Vincenzi, uccisa a 16 anni a Genova per una pasticca presa a casa di un amico con il suo fidanzato, hanno vita facile in Italia, troppo facile. Specie nelle zone più a rischio, dove invece ci dovrebbero essere maggiori controlli e maggiori interventi. Da questo buco nero, purtroppo, si apre una voragine che ingoia tante vite sprecate.

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Il momento peggiore di un genitore? Sapere e capire che un figlio/glia non tornerà mai più...Rifletteteci e garantite ai vostri figli alternative che non li coinvolgano in cazzate del genere. Buon inizio settimana, Bye, Sal

 
 
 

Addobbi e decorazioni di Natale: ormai siamo dominati dai cinesi.

Post n°1120 pubblicato il 16 Dicembre 2018 da prolocoserdiana
 

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Addobbi di Natale? Comanda la Cina. Un’egemonia mondiale, che arriva fino dentro le nostre case, e si incarna negli alberelli, nelle palle, nelle stelle, nei presepi, con cui festeggiamo la più importante ricorrenza della tradizione e della cultura cristiana, la nascita di Gesù. Il 90 per cento delle decorazioni e degli addobbi natalizi venduti nel mondo, e quindi anche in Italia, sono rigorosamente made in China. Eppure appena l’1 per cento, una ristretta minoranza di cinesi, festeggia il Natale in quanto cristiani.
I rischi e gli sprechi legati a questo incredibile dominio commerciale (uno dei tanti…), e non solo, sono diversi. Innanzitutto c’è l’enorme inganno del rapporto qualità-prezzo, che nel caso dei prodotti made in China appare molto conveniente. Appare, ma non lo è affatto. Si tratta quasi sempre di prodotti realizzati con materiali molto scadenti e tossici. Prodotti che poi durano al massimo una stagione, un Natale, e al prossimo bisogna ricomprarli, fino a perdere qualsiasi forma di convenienza. Poi c’è l’aspetto estetico: un pastore realizzato a San Gregorio Armeno, nel cuore della Napoli più autentica, è un oggetto di alto artigianato, di ottima fattura, e molto bello da vedere. Un’opera quasi artistica. Costa di più, sicuramente, del pastore made in China, ma volete mettere? Quanto alla durata, il pastorello cinese si spaccherà al primo colpo, la creatura del presepe made in Naples vi potrebbe durare tutta la vita. Se poi vi capita l’addobbo natalizio made in China con colori, geometrie e forme della tradizione cinese, con tutto il rispetto per l’antichissima cultura cinese, la frittata è fatta, in quanto sono del tutto diverse dalle nostre. Terzo spreco: comprando addobbi e decorazioni natalizie made in China, in modo involontario, stiamo dando una bella spinta all’industria del falso. Questa sì un’autentica eccellenza cinese, rispetto alla cura e alla qualità dei prodotti made in Italy.
Un danno per tutta l’economia. Un danno per l’occupazione. Un danno per le casse dello Stato. Se non bastano questi tre colossali sprechi a convincervi di non acquistare nulla dall’industria del falso, fatelo come precetto natalizio, allora ricordatevi anche del fatto che, con questo tipo di shopping, siete condannati a prendere qualche sonora fregatura. Girando a chi riceve il vostro dono. E qui lo spreco entra diretto nelle nostre tasche, di ciascuno di noi, e nella nostra sfera di persone responsabili. Il trucco consiste nel fatto che questi falsi sono sempre prodotti di pessima qualità, che durano molto meno degli originali e quindi devono essere sostituiti di frequente, e spesso sono realizzati con materiali privi di qualsiasi certificazione rispetto alle norme sulla sicurezza, e quindi molto rischiosi.

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Un gradito regalo mady in Italy per soli uomini

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...e per " par conditio ", uno per le donne, ma sempre mady in Italy

Un affettuoso saluto ed un sorriso in una domenica uggiosa e piovosa. Bye, Sal

 

 
 
 

SOPRAVVIVERO'? FORSE SI, FORSE NO...MAH!

Post n°1118 pubblicato il 15 Dicembre 2018 da prolocoserdiana
 

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Ieri notte, tra le prove di un brano e l'altro, arrivati a quello che state sentendo, Sabrina mi ha posto una domanda imbarzzante: - Ma tu, Sal, se dovessi sopravvirere oltre i cento, dove vorresti arrivare?
Domanda di per sè un pò idiota, mi son detto dentro me, ma poi ci ho ripensato e fatti due calcoli gli ho detto: - 112? Naaaaaa, sai che palle essere preso per il Comando dei Carabinieri e rispondere ad ogni cazzata che ti chiedono...113? Non se ne parla proprio. Sirene spiegate tutto il giorno e rischio sparatorie da far west per chi non si ferma all'alt ( e oramai sono in tanti a farlo ). No...No...115? Peggio che andare di notte. Cumuli di fuoco da spegnere, arrampicate sui balconi col terrore di vedere qualche novantenne che cerca ancora di fare all'amore con la sua dolce consorte...Manco a parlarne...118? Ma dai...Mi ci hanno appena caricato per la terza volta e non mi sembra il caso che ci riprovi la quarta volta...No, decisamente, no. -
- Quindi ?- , ha ribadito Sabrina con un mezzo sorriso.
- Quindi...- ho subito replicato:- facciamo che la mia sopravvivenza valga cento, giusto i cento euro che ho in tasca per piantarvi tutti in asso, andarmene in uno di quei localini che non chiudono mai, farmi una bella cenetta con la prima che incontro e...chi si è visto, si è visto...Ad illo tempore...Voi provate a non incidere cazzate o difficilmente qualcuno si ricorderà di voi!!! Bye...

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Posso sopravvivere, col pilota automatico, ma vivere è un’altra cosa. Sorriso per una serena ed allegra domenica, bye Sal

 

 
 
 

IL MONDO A COLORI DI MARY&SAL

Post n°1117 pubblicato il 14 Dicembre 2018 da prolocoserdiana
 

 

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Caro Nerone coi tempi che corrono molto meglio che ti nutri con quello che trovi per casa...

Sia ben chiaro: non voglio passare per ciò che non sono, ma semplicemente esprimere un desiderio della mia Mary che ha voluto esaudire un desiderio del papà Ennio, titolare unico dell'Azienda casearia omonina, e che prima di morire per un tumore al cervello aveva consegnato proprio a Mary il progetto per costruire quella che voleva divenisse la casa che aveva sempre sognato. Solo qualche accorgimento, ma il progetto è stato seguito passo, passo e quel mondo a colori oggi lo stiamo vivendo noi. Ed è proprio ad Ennio che rivolgo questo mio pensiero con l'augurio che dovunque si trovi lo possa accogliere e gradire.
Domani avrebbe compiuto 78 anni ed avrebbe potuto godere il suo sogno. Ma la vita è quella che è, e il sogno, purtroppo, si è infranto in una camera d'ospedale diversi anni or sono.
Il video che ripropongo, non vuole essere altro che un segno di gratitudine nei confronti di un uomo che ha sempre fatto del lavoro e dell'onestà uno dei cardini della propria vita lasciando ai due figli una attività ben consolidata ed a Mary il compito di realizzare quel sogno di cui andava tanto fiero.
Ciao Ennio ci hai lasciato un mondo a colori e noi faremo di tutto perchè non diventi mai un mondo in bianco e nero. Sal&Mary

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Tu caro Gigio, nonchè rompiballe da paura, aspettati di finire in forno così la pianti di urlare mattina e sera...

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A te, Pachita, la dengosetta di Mary, dico solo: se continui a dare la caccia alle lucertole e ai passerotti, ti taglio di netto la coda. Chiaro?

Sorriso a tutti/e, Bye Sal

 
 
 
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AMBRADISTELLE

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Finalmente nuovamente fra noi...
Ciao Tina

 
 
 
 
 
 
 

FORMAGGI ARGIOLAS IL CUORE DELLA SARDEGNA



La strariccona è lei, la mia dolcissima Mary

Argiolas formaggi. Di :Maria Teresa e
Antonello Argiolas. Qualità, gusto, cuore
della Sardegna per palati raffinati. Li
trovate in tutte le Catene commerciali
italiane e straniere.

 
 
 
 
 
 
 

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