sergio

IL CORAGGIO CHE NON EBBI MAI


  
Sapevo che prima o poi sarebbe successo, ma non per questo mi fece meno male.Il discorso che mi fece xxxx era sensato, razionale, saggio, condivisibile. Io la ascoltavo in silenzio, con un nodo in gola, annuendo di tanto in tanto, seduto accanto a lei sul divano. Conoscevo quel discorso, me lo aspettavo, lo avevo immaginato esattamente così, quasi parola per parola.La coppia, il matrimonio, la famiglia, i bambini. La necessità di interrompere un rapporto, il nostro, che comunque non aveva senso, non aveva futuro allorche già sposato,e piu volte aveva tentato di farmi lasciare dalla mia consorte,ma non avevo il coraggio. Io capivo, annuivo, soffrivo. Non ce la facevo a esclamare quel che avevo dentro di me,volevo lasciar perdere la mia famiglia,e rifugiarmi in lei,forse perche il sesso sapeva come condividirlo,e con esso l'amore.. Mi restò dentro bruciando finché non scoppiai in un pianto dirotto. xxxxx mi abbracciò e mi strinse, io le restituii l'abbraccio. Cominciò a baciarmi, sulle guance, sul collo, sulla bocca, e presto mi ritrovai la sua lingua contro la mia, mentre tra i nostri corpi scoccava l'ormai familiare scintilla. Passai direttamente dai singhiozzi del pianto ai gemiti d'eccitazione.Mi aprì la camicetta e prese a baciarmi . Ero sopraffatto dal dolore e dal desiderio.Poi mi spogliò dei pantaloni e delle mutandine e cominciò a darmi piacere con la sua lingua esperta. Le ci vollero pochi minuti per portarmi ad un orgasmo intenso e tormentato.Si spogliò e si stese sul divano, aspettando che contraccambiassi, cosa che io feci con lo stesso trasporto di sempre, anche qualcosa in più. Mentre la leccavo faceva ondulare il bacino contro la mia bocca. Non erano le vibrazioni istintive e incontenibili della donna che si avvicina all'orgasmo, ma un gesto voluto e studiato per aumentare il proprio piacere. Era sempre stato così, con lei. Io stavo industriandomi con passione per donare piacere alla donna che volevo. Lei stava gustandosi una leccata di f*** da un uomo  quindici anni più giovane di lei. Era sempre stato così. Ma stavolta mi feriva di più.Continuammo a lungo a scambiarci effusioni. Ero dolorosamente conscio che era l'ultima volta e avrei voluto che non finisse mai. Come sempre, terminammo il nostro incontro nella posizione del sessant*****, regalandoci orgasmi l'un l'altro fino ad essere totalmente stremati. Poi però, di solito, restavamo abbracciati, a parlare, a scherzare, a dire stronzate, a ridere. Stavolta invece si alzò, si vestì e se ne andò senza una parola.Rimasi a lungo fermo, sdraiato, completamente immobile. Avevo paura.Avevo paura di perdere troppo in fretta il suo sapore nella mia bocca. Avevo paura che si asciugasse troppo in fretta la sua saliva, mista ai miei succhi, tra i miei umori. Avevo paura che il mio corpo dimenticasse troppo in fretta in caldo contatto con il suo.Avevo paura di quello che sarebbe stato domani.Triste e piu confuso senza di lei