UNA GIORNATA DA jOHN BEER 8.25: la campanella è suonata da un pezzo e io devo ancora prendereil motorino.Il sonno mi accompagna dal primo giorno di scuola, ma perchè le lezioninon iniziano alle 11.00?Entro in classe alle 8.45 e la professoressa mi chiede di giustificare.La prima cosa che mi viene in mente è che ho perso l'autobus, ma ho ilcasco sotto il braccio. La classe ride, nota.Mi siedo, per fortuna c'è il mio compagno di banco. Si parla del più e delmeno ma l'assordante brusio della spiegazione di latino disturba il nostrodialogo."Prof. può abbassare la voce?" Non gradisce, nota.Mi ribello, e chiedo di andare in bagno, permesso negato.Sono maggiorenne, chissenefrega? Mi alzo e vado lo stesso. Rientro alle 9.45.Trovo il preside.Lo saluto in amicizia, una calorosa pacca su una spalla. Nota. E sono 3, neanche un'ora di scuola.Oggi batto il record.Mi chiede il libretto, ovviamente non ce l'ho. Altra segnalazione sul registro,ormai è una mia biografia. Torno al posto, e ricomincio lo scambio di vedute sui problemi esistenziali con il mio compagno. E' aumentato il prezzo delle merendine, gravissimo. E questi banchi sono scomodi per un ventituenne.Dovrebbero darmi una cattedra. Lui concorda. Sento il mio nome, ripetutopiù volte. Interrogato!Ancora...Prima domanda: declinare qualcosa in latino. Mi rifiuto, odio questastramaledetta lingua che non parla più nessuno se non qualche prelato in Vaticano. Lo affermo con convinzione, mi si chieda qualcos'altro ma il latino no . Due.Reagisco, il due lo si da a chi fa scena muta, io ho dato le mie spiegazioni,un tre è il minimo.Niente da fare ARROGANZA INTOLLERABILE e mi viene annotata sulregistro. Altra nota, poker.Campanella, intervallo.Per oggi è sufficiente, vado a casa.
Tratto da : LA CLASSE FA LA OLA MENTRE SPIEGO - John Beer
UNA GIORNATA DA jOHN BEER 8.25: la campanella è suonata da un pezzo e io devo ancora prendereil motorino.Il sonno mi accompagna dal primo giorno di scuola, ma perchè le lezioninon iniziano alle 11.00?Entro in classe alle 8.45 e la professoressa mi chiede di giustificare.La prima cosa che mi viene in mente è che ho perso l'autobus, ma ho ilcasco sotto il braccio. La classe ride, nota.Mi siedo, per fortuna c'è il mio compagno di banco. Si parla del più e delmeno ma l'assordante brusio della spiegazione di latino disturba il nostrodialogo."Prof. può abbassare la voce?" Non gradisce, nota.Mi ribello, e chiedo di andare in bagno, permesso negato.Sono maggiorenne, chissenefrega? Mi alzo e vado lo stesso. Rientro alle 9.45.Trovo il preside.Lo saluto in amicizia, una calorosa pacca su una spalla. Nota. E sono 3, neanche un'ora di scuola.Oggi batto il record.Mi chiede il libretto, ovviamente non ce l'ho. Altra segnalazione sul registro,ormai è una mia biografia. Torno al posto, e ricomincio lo scambio di vedute sui problemi esistenziali con il mio compagno. E' aumentato il prezzo delle merendine, gravissimo. E questi banchi sono scomodi per un ventituenne.Dovrebbero darmi una cattedra. Lui concorda. Sento il mio nome, ripetutopiù volte. Interrogato!Ancora...Prima domanda: declinare qualcosa in latino. Mi rifiuto, odio questastramaledetta lingua che non parla più nessuno se non qualche prelato in Vaticano. Lo affermo con convinzione, mi si chieda qualcos'altro ma il latino no . Due.Reagisco, il due lo si da a chi fa scena muta, io ho dato le mie spiegazioni,un tre è il minimo.Niente da fare ARROGANZA INTOLLERABILE e mi viene annotata sulregistro. Altra nota, poker.Campanella, intervallo.Per oggi è sufficiente, vado a casa.