Nel vecchio paese di Nonlosò viveva un ciabattino che lavo-rava e cantava tutto il giorno. Quando era più giovane, avrebbe voluto fare tutt'altro me-stiere: per esempio l'artista di teatro o lo scrivano, perchè avevauna bella scrittura. Ma il padre, il nonno, il bisnonno erano stati ciabattini, e an-che lui si trovò a sedere davanti al bischetto. Da ragazzo aveva osservato che suo padre era spesso taciturno,di malumore, imprecava al mestieraccio dalla mattina alla sera :tanto che poi morì di crepacuore. Allora Bistino ( così si chiamava il giovane ciabattino ) per evi-tare quella triste vita e quella brutta fine3, decise di lavorare sem-con allegria e con impegno. A una scarpetta scalcagnata metteva un tacco nuovo, come sedovesse tirare su un monumento; cuciva una toppa a una tomaia, comese avesse da incastonare nell'oro una gemma. Batteva il cuoio e cantava; tirava gli spaghi e cantava; intascavaquei pochi soldi e cantava. Per cinquanta chilometri all'intorno, si sapeva che Bistino eral'uomo più allegro e paziente di Nonlosò, e di molti altri paesi. Ora, una volta, si fermò dinanzi alla botteguccia una carrozzaa quattro cavalli, e da quella discese una signora vestita di setaazzurra, che somigliava tutta alla Primavera. - Voglio un paio di pantofole azzurre, questa è la stoffa - disse la signora a Bistino. - Potete farle? Le pantofole sono quasi ciabatte e Bistino si poteva impegnare. - Volentieri, signora. - Badate, però, che i miei piedi sono esigenti: vi faranno perdere la pazienza e il buonumore. Bistino sorrise, e prese la misura di quel piedino piccino piccino,canterellando. Una settimana dopo, la carrozza a quattro cavalli si fermò nuovamentealla bottega. - Sono pronte le pantofole? - Eccole qui. (a seguire .. ora devo scappare
Allegria - Giuseppe Fanciulli
Nel vecchio paese di Nonlosò viveva un ciabattino che lavo-rava e cantava tutto il giorno. Quando era più giovane, avrebbe voluto fare tutt'altro me-stiere: per esempio l'artista di teatro o lo scrivano, perchè avevauna bella scrittura. Ma il padre, il nonno, il bisnonno erano stati ciabattini, e an-che lui si trovò a sedere davanti al bischetto. Da ragazzo aveva osservato che suo padre era spesso taciturno,di malumore, imprecava al mestieraccio dalla mattina alla sera :tanto che poi morì di crepacuore. Allora Bistino ( così si chiamava il giovane ciabattino ) per evi-tare quella triste vita e quella brutta fine3, decise di lavorare sem-con allegria e con impegno. A una scarpetta scalcagnata metteva un tacco nuovo, come sedovesse tirare su un monumento; cuciva una toppa a una tomaia, comese avesse da incastonare nell'oro una gemma. Batteva il cuoio e cantava; tirava gli spaghi e cantava; intascavaquei pochi soldi e cantava. Per cinquanta chilometri all'intorno, si sapeva che Bistino eral'uomo più allegro e paziente di Nonlosò, e di molti altri paesi. Ora, una volta, si fermò dinanzi alla botteguccia una carrozzaa quattro cavalli, e da quella discese una signora vestita di setaazzurra, che somigliava tutta alla Primavera. - Voglio un paio di pantofole azzurre, questa è la stoffa - disse la signora a Bistino. - Potete farle? Le pantofole sono quasi ciabatte e Bistino si poteva impegnare. - Volentieri, signora. - Badate, però, che i miei piedi sono esigenti: vi faranno perdere la pazienza e il buonumore. Bistino sorrise, e prese la misura di quel piedino piccino piccino,canterellando. Una settimana dopo, la carrozza a quattro cavalli si fermò nuovamentealla bottega. - Sono pronte le pantofole? - Eccole qui. (a seguire .. ora devo scappare