Erano due amori: ma i piedi della signora che assomigliavaalla Primavera ci guazzavano dentro. - Avete sbagliato le misure! - esclamò la signora facendovolare una delle pantofole. - Sarà il mare di ricominciare... disse semplicemente Bi-stino. E canterellando riprese la misura. Passa un'altra settimana e si fa un'altra prova. - Ma non ci entro, non ci entro, ahi ahi! - strillò la signorae fece volare quell'altr pantofola. - Non è possibile che io abbia ancora sbagliato le misure !- esclamò Bistino. - Siete voi che avete sbagliato i piedi. E a quest'idea, rideva come un matto. La settimana dopo, la pantofola destra era stretta e quella di sinistra larga, dopo sette giorni fu il viceversa; poi tornarono adessere tutte e due strette, tutte e due larghe, una larga e una stretta...C'era da perdere la testa. Bistino, invece, perdeva tutte le altre ordinazioni. Non metteva più un tacco, nè una toppa. a tutti rispondeva:- Non posso, devo fare un paio di panto-fole di seta celeste. I suoi risparmi si consumarono a poco a poco. Se fosse andato avanti così, avrebbe dovuto mangiare i vecchiritagli di cuoio. Ma ancora lo sentivano cantare dalla mattina alla sera; e ormai,quando arrivava la carrozza, davanti alla bottega vi era tutta la gente di Nonlosò. Un giorno la signora vestita di azzurro si era messa dei fiocchigialli e somigliava all'Estate.ù - Vediamo oggi - disse. I suoi piedini piccini piccini entrarono nelle pantofole e virimasero come dipinti! Fu un grido generale. - La vostra pazienza e il vostro buon umore meritano allafine una ricompensa - disse la signora. Entrarono quattro staffieri e lasciarono lì quattro sacchi d'oro.Poi carrozza e cavalli sparirono. - Era una Fata ! - dissero tutti. Ora che Bistino era ricco, poteva levarsi la voglia di fare l'ar-tista o lo scrivano. Ma invece preferì rimanere al bischetto, comeil suo babbo, il suo nonno e il suo bisnonno. Cantava più allegro di prima: e ogni tanto gettava una manciatadi monete d'oro ai poveri che passavano per la strada di Nonlosò. Giuseppe Fanciulli
Allegria - Giuseppe Fanciulli (seguito)
Erano due amori: ma i piedi della signora che assomigliavaalla Primavera ci guazzavano dentro. - Avete sbagliato le misure! - esclamò la signora facendovolare una delle pantofole. - Sarà il mare di ricominciare... disse semplicemente Bi-stino. E canterellando riprese la misura. Passa un'altra settimana e si fa un'altra prova. - Ma non ci entro, non ci entro, ahi ahi! - strillò la signorae fece volare quell'altr pantofola. - Non è possibile che io abbia ancora sbagliato le misure !- esclamò Bistino. - Siete voi che avete sbagliato i piedi. E a quest'idea, rideva come un matto. La settimana dopo, la pantofola destra era stretta e quella di sinistra larga, dopo sette giorni fu il viceversa; poi tornarono adessere tutte e due strette, tutte e due larghe, una larga e una stretta...C'era da perdere la testa. Bistino, invece, perdeva tutte le altre ordinazioni. Non metteva più un tacco, nè una toppa. a tutti rispondeva:- Non posso, devo fare un paio di panto-fole di seta celeste. I suoi risparmi si consumarono a poco a poco. Se fosse andato avanti così, avrebbe dovuto mangiare i vecchiritagli di cuoio. Ma ancora lo sentivano cantare dalla mattina alla sera; e ormai,quando arrivava la carrozza, davanti alla bottega vi era tutta la gente di Nonlosò. Un giorno la signora vestita di azzurro si era messa dei fiocchigialli e somigliava all'Estate.ù - Vediamo oggi - disse. I suoi piedini piccini piccini entrarono nelle pantofole e virimasero come dipinti! Fu un grido generale. - La vostra pazienza e il vostro buon umore meritano allafine una ricompensa - disse la signora. Entrarono quattro staffieri e lasciarono lì quattro sacchi d'oro.Poi carrozza e cavalli sparirono. - Era una Fata ! - dissero tutti. Ora che Bistino era ricco, poteva levarsi la voglia di fare l'ar-tista o lo scrivano. Ma invece preferì rimanere al bischetto, comeil suo babbo, il suo nonno e il suo bisnonno. Cantava più allegro di prima: e ogni tanto gettava una manciatadi monete d'oro ai poveri che passavano per la strada di Nonlosò. Giuseppe Fanciulli